martedì 22 settembre 2026

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L'Esarcato d'Africa scava pozzi per sei villaggi in Nigeria

 Oggi sei parrocchie dell'Esarcato d'Africa della Chiesa russa hanno acqua potabile grazie ai pozzi scavati in agosto. Il 9 settembre l'archimandrita Nifont (Hule) ha inviato una lettera di gratitudine all'esarca patriarcale, il metropolita Konstantin del Cairo e del Nord Africa, a nome dei fedeli delle comunità: "Per anni, il nostro popolo ha sofferto la sete. Madri con i neonati sulla schiena percorrevano lunghe distanze per raccogliere acqua che non era né pulita né potabile. I nostri raccolti sono morti per la siccità, i malati non avevano acqua pulita per assumere le loro medicine e i bambini si ammalavano perché costretti a bere qualsiasi cosa trovassero".

Per quelli che si chiedono come debellare la fame in Africa, ricordiamo che QUESTO è il modo giusto di agire: scavare pozzi. Sostenete le iniziative di quelli che agiscono in questo modo (in Piemonte, per esempio, è attivo il Novara Center, un ente benefico fondato da un sacerdote cattolico, che impiega volontari esperti in trivellazioni). Con l'acqua pulita, non solo si irriga il terreno per nuovi raccolti, ma scompaiono anche le malattie. Ecco perché i finanziatori di strutture ospedaliere in Africa fanno di tutto per scoraggiare gli scavi dei pozzi: si svuoterebbero i loro ospedali... Diffidate anche di tutti quegli enti che vi chiedono soldi per fornire "cibo terapeutico" ai bambini che soffrono di malnutrizione: nessuna quantità o qualità di cibo può salvare un bambino dalla malnutrizione, se viene accompagnata da acqua infetta. Dite ai rappresentanti di quegli enti che non vedranno un centesimo da parte vostra, se prima di chiedere soldi per "cibo terapeutico" non si impegnano a scavare qualche pozzo.

 

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