martedì 9 febbraio 2010

Dal sito Repubblica.it "INCHIESTA/1. DENTRO IL VATICANO"

INCHIESTA/1. DENTRO IL VATICANO
Segreteria di Stato, Cei e Ruini: vertici a equilibri variabili
Chiesa, manovre e nuovi sospettila partita fra Bertone e Bagnasco
di ALBERTO STATERA
ROMA - Santa Maria Goretti, contadina uccisa dodicenne nel 1902 dopo un tentativo respinto di stupro, incolpevolmente, o forse per diretta volontà dello Spirito Santo, ha fatto pullulare i sopiti complotti ecclesiali che ormai da mesi scuotono nel profondo la Chiesa romana, monarchia assoluta di tipo elettivo, nella quale "ci si morde e ci si divora", come senza perifrasi ha lamentato il papa Benedetto XVI. Fu il 6 luglio scorso alla Ferriera di Latina che Mariano Crociata, classe '53, nato a Castelvetrano, ex arciprete di Marsala e vescovo di Noto, intrattenne i fedeli sul "libertinaggio gaio e irresponsabile che non è un affare privato". Monsignor Crociata parlò di un libertinaggio che "invera la parola lussuria e manifesta disprezzo nei confronti di tutto ciò che dice pudore, sobrietà e autocontrollo". Tanto più grave quando i comportamenti "coinvolgono minori". Parole rilanciate in diretta sul network cattolico Sat 2000. Crociata non è un prete di campagna, dal 20 ottobre 2008 è il segretario della Conferenza episcopale italiana, l'assemblea permanente degli oltre 200 vescovi che, tra l'altro, gestisce il quasi miliardo di euro dell'8 per mille dell'Irpef che gli italiani destinano nella dichiarazione dei redditi alla chiesa cattolica. Tra loro ci sono molti pesi massimi, come Angelo Scola, quarantasettesimo patriarca di Venezia, Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, Agostino Vallini, vicario della diocesi di Roma. E poi Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, Crescenzio Sepe, di Napoli, Paolo Romeo, di Palermo, la pattuglia considerata più "di sinistra". Che per bocca di Tettamanzi ha messo agli atti: "In politica la vera questione per i cattolici non riguarda quale schieramento seguire, ma di avere ogni giorno decisioni e comportamenti coerenti con il Vangelo. La moralità, soprattutto per chi è al servizio della polis, non ammette separazione tra pubblico e privato".
Era il primo segno, quel 6 luglio 2009, che la Chiesa, pressata dalla base, come dimostravano le mille lettere di protesta al quotidiano della Cei Avvenire, non poteva più tacere sulle rivelazioni che emergevano di giorno in giorno circa le scorribande sessuali e il libertinaggio esibito dal presidente del Consiglio, nonostante il patto di ferro siglato in altri tempi tra la Curia di Santa Romana Chiesa e l'onorevole Silvio Berlusconi, generoso interprete legislativo delle necessità ecclesiali, vuoi di ordine etico-morale, vuoi di interesse secolare, tramite i preziosi uffici del Gentiluomo di Sua Santità, don Gianni Letta.Nessuno poteva allora immaginare che il pur doloroso buffetto etico di monsignor Crociata sulla nuca neochiomata del presidente del Consiglio, che pure certificò la fine della sua presunta illibatezza, potesse aprire una voragine di cui ancora non s'intravede il fondo e che via via rivela le lotte di potere, il carrierismo mondano e i complotti orditi nelle pie ombre dei sacri palazzi, oscurando persino il libertinaggio gaio e irresponsabile perpetrato abitualmente nelle residenze di palazzo Grazioli, di Villa Certosa, sugli aerei di Stato e in ogni luogo in cui dovrebbe invece preservarsi come un bene prezioso la dignità istituzionale.Filtrano ora all'esterno dei sacri palazzi i venefici fumi occultati del post-ruinismo, gli strascichi dell'instancabile interventismo politico del cardinale Camillo Ruini. Per tre lustri presidente dei vescovi e portatore di un grande "progetto culturale cristianamente orientato" per riportare il mondo cattolico al centro della scena sociale e politica del Paese, una "sfida educativa" orientata non solo alla famiglia, alla scuola e alla chiesa, ma all'intera società, dal lavoro all'impresa, dai consumi ai mass-media fino allo spettacolo e allo sport, con un modello sempre sul punto di sconfinare nelle logiche di una lobby di potere, Camillo Ruini, lasciato l'incarico, continua a far politica. Fu lui a ricevere in casa Berlusconi e Letta al culmine della pornoestate di Noemi e poi, dopo, a garantire la ricucitura impetrata da Gianni Letta. Come se al suo successore Angelo Bagnasco spettasse soltanto la ratifica della "politica delle crostate", che egli, come Letta, continua a servire nella ormai sperimentata tradizione vatican-lettiana.Il cardinal Bagnasco, generale di corpo d'armata, ex ordinario militare, insegnante di "metafisica e ateismo contemporaneo", arcivescovo di Genova che alla guida della Cei fu preferito a Scola e Tettamanzi, si è formato alla scuola del cardinale Giuseppe Siri, grande protagonista conservatore della storia ecclesiastica di mezzo secolo. Stesse genovesi umili origini, stessa eleganza e stile oratorio ricercato, Bagnasco non è tuttavia accreditato della principesca autorevolezza della grande eminenza scelta a modello. Quello trattava con i grandi leader della Prima Repubblica, questo, al massimo, s'intratteneva con Claudio Scajola, democristiano ligure di quarta. Si dice, anzi, che fu scelto alla Cei con un patto tra Ruini e Tarcisio Bertone proprio come uomo tranquillo e fidato per delimitare l'interventismo politico dell'episcopato, a favore del ruolo della Segreteria di Stato, aspirante all'esclusiva cabina di regia politica. Ma, pur in una prospettiva ecclesiastica che non considera il locale e il contingente, ma l'orbe terracqueo e l'eternità, non è andata proprio così.I vescovi hanno molte teste e molte voci, non si rassegnano a far parte di una "struttura burocratica", come la immaginava papa Ratzinger. E Bagnasco, ex ordinario militare, non ha del tutto sopito il suo spirito guerriero. Il malumore per la realpolitik ultraconcordataria della Segreteria di Stato, che sembra ancora scommettere sulla durata di Berlusconi e sui benefici che ne può ricavare nella legislazione sui temi etici e nelle concretezze finanziarie, en attendant Pier Ferdinando Casini e il centrismo cattolico in politica, non è del resto un caso solo italiano.Sandro Magister, autorevole vaticanista e titolare di un blog internazionale molto seguito, non si stanca di raccontarci che le medesime divergenze si manifestano in molti altri episcopati nazionali, come quello americano. Lì almeno ottanta vescovi su 250, guidati dal cardinale di Chicago Francis George, attaccano Barack Obama per le sue posizioni sull'aborto e la bioetica e hanno pesantemente criticato la Segreteria di Stato romana per la celebrazione positiva fatta dall'Osservatore romano in occasione dei primi cento giorni del presidente americano.Situazione simile in Cina, dove alle cineserie diplomatiche vaticane nei confronti del governo si oppone una pattuglia guidata dal cardinale Zen, vescovo emerito di Hong Kong. O in Vietnam dove, di fronte alla repressione di manifestazioni cattoliche di piazza, il cardinal Bertone ha reagito invitando le gerarchie locali semplicemente "a stare buone", come ha riassunto un indignato vescovo locale.Ex segretario della Dottrina della fede guidata da Joseph Ratzinger ed ex arcivescovo anche lui di Genova, il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato dal 2006, forse il primo o uno dei pochi non proveniente dalla Scuola diplomatica del Vaticano, chiarì subito con una lettera nei giorni in cui Bagnasco veniva chiamato a sostituire Ruini, che ogni rapporto con la politica era avocato a sé, trascurando di specificare - ammesso che lo prevedesse - che il ruolo di Ruini e del suo "progetto" avrebbe continuato a essere gestito dalle sacre stanze ruiniane, con incontri politici di ogni natura. Era il tentativo di mettere una pietra sopra all'interventismo politico dei vescovi, con un sostanziale trasferimento di sede del potere ruiniano negli appartamenti privati del cardinale. Una centralizzazione senz'anima? Salesiano, adoratore di don Bosco e del santo Eusebio da Vercelli, dove fu vescovo, Bertone crede, col suo grande santo di riferimento, che "sarà sempre una bella giornata quando vi riesce di vincere coi benefici un nemico e farvi un amico". Ma "guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo", perché, come diceva don Bosco, "il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l'ingratitudine".Oggi, dopo il caso Boffo, Bertone di lodi non ne riscuote soverchie. Già prima dello scandalo, in piena bufera lefebvriana, quando il papa revocò la scomunica al vescovo Richard Williamson, presule negazionista della Shoah, i vescovi tedeschi, austriaci, ungheresi e svizzeri chiesero di fatto le dimissioni di Bertone. E in un pranzo col papa a Castelgandolfo i cardinali Bagnasco, Ruini, Scola e Schonborn discussero delle difficoltà di gestione della Segreteria di Stato e, per l'appunto, persino delle possibili dimissioni di Bertone dopo le plurime gaffe.Compiuti in dicembre i 75 anni, il cardinale Segretario di Stato sarebbe pensionabile, insieme ad altri cinque porporati: il prefetto dei vescovi Giovan Battista Re, il prefetto del Clero Claudio Hummes, il presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani Walter Kasper, il prefetto dei religiosi Franc Rodé e l'archivista bibliotecario di Santa Romana Chiesa, cardinale Raffaele Farina. Il papa aveva deciso, in deroga alla regola stabilita da Paolo VI, di mantenere "in servizio" il cardinal Bertone. Donec aliter provideatur. Ma che accadrà adesso se davvero Benedetto XVI compulserà il dossier che si è fatto consegnare sul caso Boffo, che rivelerà probabilmente il volto di una Chiesa combattuta, come sempre nella storia, tra il bene dell'umanità e il carrierismo, tra i diseredati e i fasti del potere terreno? Cadranno delle teste? Sopire o non sopire? Il segretario papale, il cinquantatreenne bavarese Georg Gaenswein, che sembra una reincarnazione di Suor Pasqualina di Pio XII ma meno "politica", il quale protestò per la sua imitazione fatta da Fiorello e per quella del papa di Crozza, fa scudo come una badante a un papa che si dice lavori ormai poche ore al giorno e soprattutto dedito a gratificare la sua vocazione "omeleta", tutto preso dalle omelie più che agli intrecci periclitanti di potere che percorrono i sacri palazzi e vanno giù giù nelle partite di potere fino a quelle per il rinnovo nella carica di rettore dell'Università Cattolica di Milano del professore ruiniano Lorenzo Ornaghi.I salesiani, da cui studiarono il premier Berlusconi e la sua anima raziocinante Fedele Confalonieri, sono inseguiti da una boutade ecclesistica tra le più feroci: "Ci sono due cose che Dio non conosce: cosa pensano i gesuiti e dove prendono i soldi i salesiani". Di salesiani Bertone ha riempito la Curia. Ai gradini più alti della piramide vaticana ha posto tra gli altri, come ha documentato Il Foglio di Giuliano Ferrara, organo ufficiale degli "atei devoti", Raffaele Farina, ex sottosegretario del Pontificio consiglio della Cultura ed ex prefetto della Biblioteca Apostolica, e Angelo Amato, specialista in Cristologia ed Ecumenismo, tra gli estensori della "Dominus Iesus", la dichiarazione sull'unicità e l'universalità salvifica di Cristo e della Chiesa.Resta sospeso nei veleni di borgiana memoria il grande interrogativo su chi comandi veramente oggi nella chiesa di Benedetto XVI. Il sociologo cattolico Giuseppe De Rita è convinto che il papa abbia deciso di scrivere libri e col suo indecisionismo dia l'idea di aver soltanto deciso di non comandare. Il vaticanista Benny Lai conferma che da un pontificato in cui a governare era il cardinale Angelo Sodano siamo passati a uno in cui il pontefice governa poco e chi ha attorno non lo aiuta. Mentre per l'altro grande vaticanista Giancarlo Zizola i nuovi leader che il papa ha fatto affluire nei ranghi centrali della struttura monarchica si stanno sostanzialmente consumando in "spartizioni di potere"."Il demonio ha paura della gente allegra", avvertiva don Bosco. Il Vaticano, contrariamente a tutti noi, pensa in secoli e guarda all'eterno. Ma dietro il portone di bronzo il diavolo, neanche nella celebrazione del sacrificio virginale di Santa Maria Goretti, incontra oggi molta gente allegra.

sabato 6 febbraio 2010

.............e sempre per non dimenticare............ Arbresh prireni ka Besa e Prindvet: Orthodoksia !!!

"Gli ex ortodossi italo-greco-albanesi annessi a Roma"


Gli Uniati… conservano semplicemente l’aspetto liturgico formale e non lo spirito dell’Ortodossia, dal momento che hanno accettato di sottomettersi spiritualmente alla Chiesa di Roma. Forse il grande pubblico non percepisce la differenza tra lo spirito ortodosso e quello cattolico, ma questa differenza esiste. La Chiesa di Roma ha usato metodi e mezzi squisitamente terreni, per il proprio dominio, tanto nel passato, come testimonia la storia, quanto nel presente, come è dimostrato dalla questione uniate. Questa, in ultima analisi, consiste nel fatto che si accolgono fedeli… a patto però che riconoscono il Papa come capo della loro Chiesa. In altre parole, la stessa Chiesa cattolica mette in secondo piano lo spirito dei fedeli e da più importanza al loro inglobamento al proprio gregge. Questo metodo di pensare è sicuramente più secolarizzato, perché usa criteri secolarizzati (il solo inglobamento dei fedeli) e non spirituali (di quale fede è portatore chi è stato inglobato?). […] Concedersi alle richieste del mondo significa declassare le richieste di Dio, ma tutti sappiamo che le prescrizioni divine non sono utilitaristiche, ma vanno a favore dell'uomo proprio come le prescrizioni di un pedagogo o di un medico non hanno come scopo il loro tornaconto ma il bene di coloro che vanno ammaestrati e curati. Chi si adegua alle richieste dei malati, non conosce sufficientemente i loro interessi ed è certo, in ultima analisi, che li soddisferà provvisoriamente ma alla fine nuocerà loro. Questo sicuramente l'ha capito gran parte del popolo di Dio e per questo chiede con insistenza il ritorno alle radici.
(Intervista di Nicoletta Tiliacos al Patriarca Bartolomeo I: “Gli ostacoli al dialogo e le speranze”, nel giornale “Il Foglio” del 8 maggio 2003)


Rrënjëtë – Rrënjëtë – Rrënjëtë (Radici – Radici – Radici) !!!!
E queste radici da dove prendono l'umus per rinvigorire il corpo (tronco)?
Semplicemente dalla Fede dei Santi Padri: l’Ortodossia.

venerdì 5 febbraio 2010

Dal sito cattolio: Zenit.org

Il Patriarca ortodosso di Mosca nota molte convergenze con il Papa

Compie un bilancio del primo anno come pastore della Chiesa ortodossa russa

MOSCA, giovedì, 4 febbraio 2010 (ZENIT.org).-
Il Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie, Sua Beatitudine Kirill, nota molte convergenze di posizioni tra la sua Chiesa e la Chiesa cattolica sulle grandi questioni sociali attuali.
"Abbiamo posizioni simili su molti problemi che affrontano i cristiani nel mondo moderno. Tra questi figurano la secolarizzazione aggressiva, la globalizzazione e l'erosione dei principi morali tradizionali".
"Bisogna sottolineare che in tali questioni Papa Benedetto XVI ha assunto una posizione vicina a quella ortodossa", ha spiegato il Patriarca nel rapporto che ha presentato ai Vescovi della sua Chiesa, nella Cattedrale di Cristo Salvatore, questo martedì, secondo quanto riferisce l'agenzia Interfax.
Il Patriarca, che il 1° febbraio ha celebrato il primo anno come pastore della Chiesa ortodossa russa, considera invece che stanno aumentando le differenze con le denominazioni protestanti.
Negli ultimi anni, "la Chiesa russa ha constatato che le comunità protestanti collaborano sempre meno alla causa della preservazione dell'eredità cristiana", a causa di "un'implacabile liberalizzazione del mondo protestante", ha sottolineato.
"Purtroppo, non solo si è smesso di promuovere un'autentica diffusione dei valori cristiani in una società secolarizzata, ma molte comunità preferiscono conformare a questa i propri criteri", ha aggiunto, ricordando in particolare l'elezione di una donna Vescovo, Margot Kassmann, alla guida della Chiesa evangelica in Germania.
Nel suo rapporto ai Vescovi, il primate della Chiesa ortodossa russa ha anche affrontato il tema delle relazioni tra le Chiese ortodosse, richiamando la sua visita al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli nel giugno scorso, secondo quanto rende noto il Dipartimento per le Relazioni Esterne della Chiesa ortodossa russa.
Sua Beatitudine Kirill ha detto che "ci sono ragioni per sperare che in quei giorni si sia aperta una nuova pagina nelle relazioni tra i due Patriarcati. Queste relazioni non dovrebbero costruirsi in uno spirito di rivalità, ma in un'atmosfera di fiducia e cooperazione".
Nel rapporto, il Patriarca ha anche spiegato che nell'ultimo anno il Patriarcato di Mosca ha aperto 900 nuove parrocchie e il numero totale dei chierici è aumentato di oltre 1.500 unità.
La Chiesa ortodossa ha 30.142 parrocchie (a dicembre 2008 erano 29.263), 160 Diocesi (contro 157), 207 Vescovi (203 nell'anno precedente) e un totale di 32.266 chierici (30.670 nel 2008).
Quando è stato celebrato il millenario del Battesimo della Russia, nel 1988, il Patriarcato di Mosca aveva 6.893 parrocchie, 76 Diocesi e 7.397 chierici.
I Vescovi cattolici della Russia, che la settimana scorsa hanno partecipato alla loro 30ma assemblea plenaria a Novosibirsk, hanno porto i propri auguri al Patriarca Kirill per il primo anniversario della sua elezione a primate.
"Sua Santità, le auguriamo il meglio nel suo difficile ministero pastorale. Chiediamo per lei la benedizione di Dio e le rivolgiamo il tradizionale MOLTI ANNI! da parte dei Vescovi cattolici della Russia", affermano i presuli nel messaggio.

giovedì 4 febbraio 2010

Riflessione del Confratello e Concelebrante sulla Domenica di Carnevale: Padre Seraphim

Domenica del Giudizio finale detta del Carnevale

Letture:1 Cor. 8.8 - 9,2 - Mt. 25, 31 - 46
Nel nome del Padre e del Figlio e del Santo Spirito. Amen.Nella Domenica di sessagesima la Chiesa ci pone davanti al giudizio finale, quello che avverrà alla fine dei tempi quando in Cristo saranno ricapitolate tutte le realtà sia del cielo che della terra. Questa Domenica è anche detta del carnevale perché è l´ultimo giorno in cui si può mangiare la carne.Vorrei riflettere con voi su due questioni importantissime per la vita ecclesiale:1) come ci dice san Giacomo nella sua lettera cattolica: "La Fede senza le opere è morta....mostrami la tua Fede senza le opere e io con le opere ti mostrerò la mia Fede" (Gc 2,14-26). Ovviamente qui non si parla delle opere della Legge antica, quella data da Dio per mezzo di Mosè, ma delle opere della nuova legge, della nuova alleanza siglata in Gesù Cristo che ha dato compimento a quella antica.La nuova legge, quella dell´amore, della carità, è quella secondo la quale saremo giudicati: se abbiamo dato da mangiare, se abbiamo dato da bere, se abbiamo ospitato i forestieri....se abbiamo amato il nostro prossimo come noi stessi. "Alla sera della vita saremo giudicati sull´amore", come possiamo dire di amare Dio che non vediamo se non amiamo il prossimo che vediamo e che è nostro fratello? Dio ci ha creati, ci ha donato la vita, Egli è nostro Padre, il nostro Padre celeste, noi tutti siamo suoi figli e fratelli in Gesù Cristo Nostro Signore. A questo ci chiama la Chiesa in questa Domenica: ad amarci gli uni gli altri come Dio ci ama! In ogni uomo brilla l´immagine di Dio. Ogni nostro fratello, anche se piccolo e insignificante per il mondo, è per noi Gesù Cristo indipendentemente dalla razza, dalla cultura, dalla lingua, dalla religione professata! Saremo veri cristiani, veri discepoli di Gesù Cristo quando, con la sua Grazia, sotto l´azione del Santo Spirito Vivificante, ameremo tutti di vero cuore.2) La seconda riflessione è di uguale importanza: come possiamo amare tutti i nostri fratelli? Umanamente ciò è impossibile. E´ facile amare chi ci ama, ma è impossibile umanamente amare i nostri nemici, a Dio però nulla è impossibile. Ecco che la Chiesa ci viene in aiuto indicandoci la strada maestra per vivere in Gesù Cristo, per vivere santamente la grande quaresima che arriva: la preghiera e il digiuno! Le due colonne che sorreggono la Chiesa, le due gambe del cristiano che cammina verso Gesù Cristo: la preghiera e il digiuno! La preghiera da sola non basta, il digiuno da solo non è accetto a Dio, ma insieme rinsaldano la Chiesa, rafforzano la vita cristiana. Per questo carissimi fratelli e sorelle vi invito a digiunare e pregare seriamente, con gioia, non con tristezza perché il cristianesimo è gioia anche nel digiuno. Perché il suo fine è la vita eterna con Dio nella gioia che non conosce tramonto.Perciò Domenica 7 febbraio, Domenica del carnevale (del levare la carne) è l´ultimo giorno in cui si potrà mangiare carne, da lunedì inizia la settimana dei latticini, si potrà mangiare tutto tranne la carne fino a Domenica 14 inclusa. Da lunedì 15, lunedì puro, inizierà la Grande Quaresima durante la quale sarà possibile mangiare solo cibi di origine vegetale: no carne, no uova, no latte e derivati, no pesce fino alla Festa delle Feste: la Santa Pasqua.Carissimi e carissime digiuniamo e preghiamo per amarci di vero cuore gli uni gli altri.
p. Seraphim

mercoledì 3 febbraio 2010

Dal sito: Albania news

F.Y.R.O.M. – Reagiscono gli albanesi, Skopje ci impedisce l'istruzione

Le tendenze istituzionali in merito alle divisioni su base etnica, e la politica segregazionista dell’istruzione e della educazione in lingua albanese, hanno segnato l’anno scolastico 2009/2010 nella Repubblica di Macedonia.

L’istruzione in lingua albanese nella FYROM (Macedonia) sta andando verso il caos. All’inizio del secondo semestre scolastico agli studenti albanesi mancano i spazi e la possibilità di istruirsi adeguatamente nella loro lingua, mentre le autorità slavo-macedone si oppongono alle richieste di apertura dei corsi di lingua albanese. Le divisioni create nelle scuole superiori della città di Struga e le inadeguate condizioni di apprendimento nelle scuole albanesi in Kumanov; il divieto di apertura di ulteriori classi paralleli alla scuola superiore di medicina a Skopje, così come la mancanza di spazio per gli studenti albanesi nelle scuole secondarie e primarie, sono problemi che stanno creando gravi ostacoli per l'educazione degli studenti albanesi.

A Skopje, una parte degli studenti albanesi di medicina viene discriminata e segregata non permettendo loro di seguire le lezioni presso la scuola di medicina “Pance Karagjozov”, e spostandoli presso il liceo “Zef Lush Marku” che ovviamente non possiede le strutture adeguate per formare il profilo medico. Questo fa si che in futuro gli studenti albanesi di medicina non saranno in grado di competere alla pari con i loro colleghi che hanno usufruito di strutture e condizioni migliori.

A Struga, gli studenti albanesi vengono discriminati e segregati su un piano pubblico da parte del governo macedone, il quale stabilisce che gli studenti albanesi devono essere istruiti nelle scuole situate in ambienti rurali, mentre gli alunni macedoni di etnia slava educati in scuole situate in ambienti urbani.

A Kumanov, gli studenti albanesi vengono discriminati e segregati: sono tenuti a frequentare le lezioni in ambienti improvvisati (che non sono affatto aule scolastiche) e in condizioni tali da mettere a rischio la loro salute.

Di fronte a questa situazione problematica, le associazioni civiche albanesi hanno chiesto pubblicamente le dimissioni del Ministro dell'Istruzione, Nikola Todorov. "Chiediamo le dimissioni immediate del ministro Todorov, a causa della sua dichiarazione discriminatoria secondo il quale l'insegnamento della terza lingua incominciando dalla prima classe primaria sarebbe un peso per i bambini macedoni di etnia slava, ma non per quei bambini albanesi della stessa età. Inoltre anche per il contributo che ha dato all’aumento delle tensioni etniche sia ora che durante la fase di registrazione degli studenti albanesi nelle scuole secondarie ", - hanno detto i rappresentanti delle associazioni albanesi.

I politici albanesi di FYROM (Macedonia) non hanno ancora reagito riguardo a questa ultima mossa delle associazioni albanesi. Mentre l’esperto albanese sulle questioni educative e didattiche, Xheladin Murad, sostiene che si dovrebbe impostare un’agenda per risolvere i problemi ormai già aperti e che stano creando delle pericolose conseguenze per gli studenti.

“E’ un dato di fatto che riguardo l’istruzione in lingua albanese mancano molte cose. Il Ministero della Pubblica Istruzione non ha la sensibilità per prendere delle solide decisioni relative a questi problemi accumulati e risolverli. Il problema più recente causato dal Ministero della Pubblica Istruzione è la sua imposizione agli studenti albanesi delle scuole albanesi, obbligati ad imparare la lingua slava macedone dal primo grado delle elementari. Questo non fa altro che aggravare i problemi in materia di istruzione", - ha sottolineato professor Murad.

Secondo lui, in questo caso, il governo dovrebbe cercare la piena responsabilità di questa decisione da parte del Ministro della Pubblica Istruzione.

Evidenti problemi in materia di istruzione sono stati registrati anche dalla Lega degli Insegnanti Albanesi (L.A.Sh) a Kumanov e Likov, che si è appellata richiedendo più volte aiuto per l’istruzione albanese a Kumanov.

“Esiste il bisogno urgente di un intervento istituzionale per evitare i problemi e il caos che sta regnando nell’istruzione albanese a Kumanov. Da tanti anni abbiamo problemi con la mancanza dei locali per gli studenti albanesi delle scuole secondarie, abbiamo problemi nell’assegnazione degli spazi per gli studenti delle scuole elementari, mancano le condizioni dell'esercizio educativo e sono carenti molti altri aspetti di cui soffrono i nostri bambini”, - ha sottolineato il presidente della LASH, signor Etem Xheladini.

Le associazioni albanesi richiedono che il ministro e il governo macedone rispettino l’articolo 45 comma 5 della legge in materia di istruzione primaria, secondo il quale si richiede che la lingua slava macedone venga insegnata a partire dalla quarta elementare.

Scandalo con i fondi UE sull’istruzione
Mentre gli studenti albanesi sono in balia di questa voluta disorganizzazione, i funzionari dell’istruzione del governo macedone vengono travolti da continui scandali, uno dei quali riguarda i fondi dell’Unione Europea.

I funzionari di Bruxelles stano indagando riguardo la frode dei fondi UE di 260 migliaia di euro, che erano stati sanciti per la FYROM e che erano destinati all'istruzione e alla cultura di questa repubblica. Nell’obiettivo dell'indagine c’è l'Agenzia Governativa per i Programmi Educativi e di Mobilità, mentre i sospetti sono caduti sul direttore di questa agenzia - Nelovski Bosko - che ha ritirato i fondi per conto di una associazione non governativa della quale è il fondatore e che viene gestita dai suoi famigliari più stretti.

E’ sospettata di abuso anche la seconda organizzazione "Youth Creative Center" che ha ricevuto i fondi, il cui fondatore è un amico intimo del direttore Nelovski. Quasi tutti i fondi dei 68 progetti sono stati usati ed abusati da organizzazioni affiliate con il direttore dell’Agenzia Governativa per i Programmi Educativi e di Mobilità. Bosko Nelovski è anche membro del comitato esecutivo delle forze giovanili VMRO-DPMNE. Dopo l’esplosione di questo scandalo Bruxelles ha congelato i fondi per la FYROM, mentre l'ufficio UE sta conducendo ulteriori verifiche e i risultati saranno resi pubblici per fare chiarezza su tutti gli abusi effettuati.

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Dal Sito amico: Eleousa.net

Russia - Assemblea dei Vescovi con il Patriarca


Mosca, 2 febbraio 2010 – Sotto la presidenza di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill si è svolta nella Cattedrale di Cristo Salvatore l'Assemblea dei Vescovi della Chiesa ortodossa russa, riuniti a Mosca per celebrare il primo anniversario di intronizzazione del Patriarca.
Sua Santità ha tenuto una relazione, seguita da una discussione su varie questioni sollevate dal Primate della Chiesa russa. Vari aspetti della vita della Chiesa sono stati affrontati e risolti.
Aprendo la riunione, Sua Santità ha detto: "Cari Vescovi, ieri abbiamo avuto la gioia di pregare e festeggiare nella comunione fraterna l’anniversario del mio insediamento. Oggi, in questa riunione di lavoro vorrei condividere con voi alcune riflessioni che sono sorte a seguito di incontri con molti di voi durante le visite alle diocesi della nostra Chiesa. E’ importante, alla fine di questo anno, avere uno scambio di vedute sullo sviluppo ulteriore della vita della chiesa".
Nel dare inizio all’assemblea, il Santo Patriarca ha riferito i dati statistici della Chiesa ortodossa russa: ad oggi vi sono 160 diocesi, 28.434 sacerdoti, 3.625 diaconi. Le parrocchie sono 30.142, i monasteri 788, di cui 386 maschili e 402 femminili. Nell’anno appena trascorso, sono state costituite due nuove diocesi - Kaliningrad e Buriazia, sono stati ordinati sette vescovi, di cui cinque in Russia e due in Ucraina.
Nel primo anno del suo ministero, Sua Santità ha presieduto 230 celebrazioni liturgiche e ha visitato 24 diocesi, comprese quelle che fanno parte della Chiesa ortodossa ucraina e dell'Esarcato Bielorusso, le diocesi in Azerbaigian e Kazakistan e la Chiesa locale del Patriarcato di Costantinopoli.
Questo primo anno è stato caratterizzato dalla creazione della cappellania militare e dall'approvazione da parte delle autorità federali dell'insegnamento facoltativo della cultura religiosa nelle scuole pubbliche.
Una delle priorità del suo ministero è l'unità dell'Ortodossia. Nel 2008, il Concilio dei Vescovi della Chiesa ortodossa russa ha adottato una definizione "circa l'unità della Chiesa". In questo documento, in particolare, ha riconosciuto la necessità di ravvivare il dono dell'unità della Chiesa intera, rafforzando la collaborazione delle diocesi, la comunicazione reciproca tra le diverse parti della Chiesa ortodossa russa. Ha ritenuto importante tener conto delle caratteristiche intrinseche dell’identità nazionale e culturale, tenendo presente che il rispetto per queste caratteristiche è la forza della nostra Santa Chiesa, per la sua crescita e unità.
"Credo che il documento sia una “tabella di marcia”, con la quale si possono superare molte difficoltà e può contribuire a moltiplicare i frutti dell'unità della Chiesa", - ha dichiarato il Primate della Chiesa ortodossa russa.
Sua Santità, in particolare, ha sottolineato l'importanza della distribuzione di testi liturgici e di catechesi al fine di rafforzare l'unità della Chiesa, come pure importanti documenti della Chiesa ortodossa russa, compresi i messaggi del Patriarca nelle principali lingue dei suoi popoli.
"La nostra unità deve estendersi oltre i confini nazionali superando le divisioni politiche, le differenze sociali, culturali e umane" - ha detto il Patriarca.
Sua Santità ha ricordato che la Chiesa russa non è solo la Chiesa della Federazione russa e nemmeno della Russia storica: "La nostra Chiesa si prende cura dei suoi figli fedeli in tanti paesi. Russia, Ucraina, Bielorussia e Moldavia costituiscono il nucleo centrale di un vasto spazio della nostra civiltà comune, che ha preso inizio con il Battesimo del popolo slavo per opera del Santo Principe Vladimir. Abbiamo il dovere della cura pastorale dei nostri figli fedeli e di testimoniare al mondo moderno i valori spirituali della tradizione ortodossa, e dell’unità storica e culturale generata da questa tradizione".
I gerarchi hanno ringraziato Sua Santità il Patriarca ed il Santo Sinodo per gli sforzi compiuti nel rafforzare l'unità dell’Ortodossia, ed hanno altresì approvato le opere intraprese in questo settore dal Dipartimento per le Relazioni esterne della Chiesa.
Nella sezione del documento dedicata all’attività esterna, i Vescovi hanno espresso soddisfazione per la posizione della Chiesa russa in seno alla Conferenza pan-ortodossa, così come l'esito della visita del Patriarca nella Chiesa di Costantinopoli e lo sviluppo positivo delle relazioni bilaterali del Patriarcato di Mosca con le Chiese ortodosse locali.
I vescovi all’unanimità hanno riconosciuto l’azione svolta dal Dipartimento per le Relazioni esterne della Chiesa in materia di inter-relazioni cristiane, al fine di mantenere intatta la fede apostolica e difendere i valori tradizionali comuni nella società contemporanea.
Nel corso della riunione è stata rilevata l'importanza del dialogo reciproco tra le autorità della Chiesa ortodossa russa e quelle della pubblica amministrazione dei paesi stranieri. Essi hanno inoltre elogiato l'esperienza acquisita nell’interazione con le organizzazioni internazionali per discutere le questioni contemporanee e sostenuto l'iniziativa di istituire un gruppo consultivo di leader religiosi con il direttore generale dell’Unesco.
I vescovi, infine, hanno riconosciuto utile lo sviluppo del dialogo interreligioso nel territorio canonico della Chiesa ortodossa russa, che comprende anche la Chiesa ortodossa all’estero, al fine di mantenere la stabilità sociale, prevenire i conflitti per motivi religiosi, condividere le sfide del secolarismo aggressivo, tenere rapporti di buon vicinato e di convivenza pacifica tra i popoli di diverse culture e tradizioni religiose.

(Fonte: Decr Servizio Informazioni; www.mospat.ru)

Russia - Congratulazioni al Patriarca Kirill


Mosca, 1 febbraio 2010, nel primo anniversario dell’intronizzazione al trono patriarcale di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill, il Primate della Chiesa Ortodossa Russa ha celebrato la Divina nella Cattedrale episcopale di Cristo Salvatore.
Hanno concelebrato Sua Beatitudine il metropolita della Repubblica Ceca e Slovacchia, Christopher, i membri permanenti del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, Sua Beatitudine il metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina Vladimir, il metropolita di San Pietroburgo e Ladoga Vladimir, l’Esarca Patriarcale della Bielorussia, il metropolita di Minsk e Slutsk, Filarete, il metropolita di Krutitskii e Kolomna,Giovenale, il metropolita di Chisinau e di tutta la Moldova Vladimir, il metropolita di Saransk e Mordovia Varsonofy, il presidente del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, Arcivescovo Hilarion Volokolamsky, arcivescovi del Patriarcato di Mosca, e altri partecipanti alla celebrazione.
Hanno preso parte alla Liturgia i rappresentanti delle Chiese ortodosse locali a Mosca, il metropolita Atanasio Kirinsky (Chiesa ortodossa di Alessandria), Arcivescovo Nifon Filippopolsky (Chiesa Ortodossa di Antiochia), il vescovo Anthony Moravichsky (Chiesa Ortodossa Serba), il vescovo Ignazio Provatsky (Chiesa Ortodossa Bulgara), archimandrita Stephen (Dispirakis) (Chiesa ortodossa di Gerusalemme), archimandrita Zaccheo (Chiesa Ortodossa in America), arciprete Alessio Yushchenko (Chiesa ortodossa Ceca e Slovacchia), così come il rappresentante della Chiesa ortodossa georgiana, il metropolita di Akhalkalaki e Kumurdoysky Nicholas.
Hanno concelebrato i rettori dei monasteri stavropegici, il vice-presidente del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, arciprete Nikolai Balashov, il segretario arciprete Alexander Lebedev, il clero della città di Mosca.
Erano presenti in chiesa il Presidente della Russia Dmitry Medvedev e consorte, i rappresentanti degli organi supremi dello Stato e delle organizzazioni pubbliche, numerosi ospiti, e l'ufficio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia.
Durante il servizio, Sua Santità ha assegnato i premi ad un certo numero di vescovi della Chiesa ortodossa russa.
Dopo la Divina Liturgia, il metropolita di San Pietroburgo e Ladoga Vladimir ha letto un messaggio di congratulazioni per l’anniversario di intronizzazione di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill a nome dei membri del Santo Sinodo e di tutta la Chiesa ortodossa russa.
I membri del Santo Sinodo hanno presentato in dono a Sua Santità il Patriarca una serie di paramenti e l’Icona di Vladimir della Madre di Dio.
Al banchetto fraterno, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill ha accolto favorevolmente Sua Beatitudine il Metropolita di Boemia e Slovacchia, Christopher.
Il metropolita di Akhalkalaki e Kumurdoysky Nikolai ha letto un messaggio di congratulazioni del Catholicos-Beatitudine il Patriarca di tutta la Georgia Ilia II.
Sono stati letti i telegrammi di congratulazioni del Presidente della Russia Dmitry Medvedev e del Primo Ministro Vladimir Putin.
Il metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina, Vladimir e quello di Minsk e Slutsk, Filarete, esarca di tutta la Bielorussia, si sono congratulati con Sua Santità il Patriarca Kirill. Allo stesso modo, l’arcivescovo di Sergiev Posad, Teognoste il Greco, e l’arcivescovo di Vereisky Eugene hanno espresso la loro gioia a nome dei monaci e delle scuole religiose.
L’arcivescovo Nifon Filippopolskogo, rappresentante del Patriarca di Antiochia e di tutto l'Oriente, ha rivolto gli auguri a nome dei rappresentanti delle Chiese ortodosse locali presenti a Mosca.
Parole di gratitudine, infine, sono state rivolte dal metropolita di Saransk e Mordovia Varsonofy, amministratore del Patriarcato di Mosca.
Sua Santità il Patriarca Kirill ha ringraziato tutti coloro che si sono congratulati per l'anniversario dell’intronizzazione al Trono Patriarcale di Mosca, prendendo atto che il discorso dei metropoliti Vladimir e Filarete ancora una volta gli hanno ricordato le memorabili visite in Ucraina e in Bielorussia.
Esprimendo gratitudine al metropolita Nikolai, che ha portato i saluti del Catholicos-Patriarca Ilia II, il Patriarca della Chiesa ortodossa russa, in particolare, ha detto: "Sono convinto che, nonostante le difficoltà che sono sorte nelle relazioni internazionali, i rapporti tra i due Stati cambieranno, l’unità nella fede farà superare tutte le difficoltà. L’amore autentico consoliderà il legame tra le due nazioni ortodosse".
Sua Santità il Patriarca Kirill ha anche ringraziato l'arcivescovo Nifon Filippopolskogo per il saluto a nome dei rappresentanti delle Chiese locali a Mosca. "Noi attribuiamo grande importanza alla presenza fraterna di Chiese ortodosse locali a Mosca", ha detto il Primate, sottolineando che la preghiera comune contribuisce all'unità dell’Ortodossia nel mondo.

(Fonte: Decr Servizio Comunicazione; www.mospat.ru)
Russia - Hilarion elevato al rango di metropolita


Mosca, 1 febbraio 2010 - Nel corso della Divina Liturgia, celebrata nella Cattedrale di Cristo Salvatore in occasione del primo anniversario dell'intronizzazione del Patriarca Kirill, il Primate della Chiesa Ortodossa Russa ha elevato ai ranghi ecclesiastici superiori diversi prelati del Patriarcato di Mosca:

- In considerazione dello zelo nel servizio alla Chiesa di Dio e in virtù della nomina a responsabile dell'Amministrazione patriarcale e membro permanente del Santo Sinodo, l'arcivescovo Varsonofij di Saransk e della Mordovia è elevato al rango di Metropolita;
- In considerazione dello zelo nel servizio alla Chiesa di Dio e in virtù della nomina a presidente del Dipartimento per le Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca e membro permanente del Santo Sinodo, l'arcivescovo Hilarion di Volokolamsk è elevato al rango di Metropolita;

- In considerazione dello zelo nel servizio alla Chiesa di Dio, il Vescovo di Abakan e Kyzylsk, Jonathan è elevato al rango di arcivescovo;

- In considerazione dello zelo nel servizio alla Chiesa di Dio, il Vicario del Patriarca di Mosca e tutta la Russia, segretario dell'Amministrazione Patriarcale per le strutture all'estero, Vescovo Mark di Egorevsk è elevato al rango di arcivescovo;

- In considerazione dello zelo nel servizio alla Chiesa di Dio, il Vescovo Elisej di Surozh è elevato al rango di arcivescovo.


(Fonte: Decr Servizio Informazioni; www.mospat.ru)

lunedì 1 febbraio 2010

Dal sito amico: Eleousa.net

Russia - La prima Commissione interconciliare

Mosca, 29 gennaio 2010 – Nella Cattedrale di Cristo Salvatore, sotto la presidenza di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill si è svolta la prima riunione della Commissione interconciliare. La commissione, istituita dal Santo Sinodo il 27 luglio 2009, ha come scopo lo studio preliminare delle più importanti questioni di politica interna ed esterna della Chiesa ortodossa russa, nonché la preparazione di progetti da sottoporre al vaglio del Concilio Locale. All'apertura dei lavori, Sua Santità il Patriarca Kirill ha detto che l’iniziativa costituisce un'occasione storica non solo per la vita della Chiesa ortodossa russa, ma per tutta la Chiesa ortodossa, in quanto in nessun’altra Chiesa ortodossa locale esiste un simile progetto. I lavori saranno portati avanti in maniera collegiale tra il Patriarca, i membri del Santo Sinodo, i vescovi, il clero, i monaci e i laici. ”La Commissione è un corpo unico consultivo della Chiesa ortodossa russa, chiamata a prendere decisioni di governo ad alto livello della Chiesa - da parte dei Vescovi e del Concilio Locale", - ha dichiarato il Patriarca Kirill. "Ci auguriamo che tutta la Chiesa dialoghi sulle questioni di attualità che interessano la vita umana, in uno spirito costruttivo, pacifico e creativo - ha detto inoltre Sua Santità il Patriarca. - Speriamo che questo faciliti lo scambio di opinioni tra coloro che sono indifferenti alla questione del riconoscimento in tutte le sfere della vita umana dei fondamenti morali e spirituali. E’ il momento di affrontare gli argomenti più sensibili del mondo ortodosso, conoscere i diversi punti di vista, poiché la posizione della Chiesa sembra poco convincente se trascura questi aspetti”. Sua Santità ha sottolineato la necessità di informare adeguatamente i cittadini sulle attività della Commissione: “Per noi è essenziale che la Commissione diventi una parte importante della vita della chiesa, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone nella comprensione dei problemi da affrontare, per arrivare a soluzioni che consolidano la comunità della Chiesa". Durante la prima riunione sono state istituite tredici commissioni che dovranno esaminare varie questioni prioritarie. La Commissione sulla Teologia è presieduta dall'esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, il Metropolita di Minsk e Slutsk, Filarete. Il Vice-presidente è l’arcivescovo Eugene Vereisky; il segretario, l’ Arciprete Vladimir. La Commissione sulle questioni interne della chiesa e la sua cattolicità è guidata dall’ arcivescovo di Saransk e Mordovia Varsonofy. Il Vice-presidente è il vescovo Mark, segretario del Patriarcato di Mosca per le istituzioni straniere; il segretario, il monaco Sava (Tutunov), della Segreteria del Patriarcato di Mosca. La Commissione in materia di diritto ecclesiastico è diretta dall’arcivescovo di Berlino, Germania e Gran Bretagna, Mark; il segretario è l’arciprete Vladislav Tsypin. La Commissione sul culto e l’arte sacra è guidata dal metropolita di San Pietroburgo e Ladoga Vladimir; il Vice Presidente è l’Arcivescovo Teognoste il Greco, del Monastero della Santa Trinità di San Sergio di Sergiev Posad; il segretario, il reverendo Mikhail. La Commissione per le parrocchie e la loro organizzazione è presieduta dall’arcivescovo di Beltserkovsky e Boguslavskij, Mitrofan; il segretario è l'arciprete Alexander Sorokin. La Commissione per l'organizzazione della missione della chiesa è stata affidata all’arcivescovo di Nizhny Novgorod e Arzamas, George; il segretario è l’arcidiacono Andrei Kuraev. La Commissione per l’organizzazione della vita dei monasteri e il monachesimo è retta dall’Arcivescovo Teognoste il Greco; il segretario è la Badessa Juliana (Khaled) del Convento stavropegico Zachatievski. La Commissione per la formazione spirituale e l'educazione religiosa è presieduta dall’Arcivescovo Antonio di Boryspil, rettore della Scuola teologica di Kiev, e dal presidente della Divisione per l’educazione religiosa e il catechismo della Chiesa ortodossa russa, il Vescovo Mercury Zaraiskii; i segretari sono due: l’archimandrita Kirill (Govorun), vice presidente del comitato per l’istruzione della Chiesa ortodossa russa, e il Capo del Dipartimento per l’Informazione e l'Editoria del Dipartimento sinodale per i giovani, ieromonaco Dimitri (Perscin). La Commissione per l’organizzazione dell’attività sociale della Chiesa e la carità è sotto la presidenza del Metropolita di Kaluga, Kliment; il segretario è MB Nelyubova. La Commissione per l'interazione tra la Chiesa, lo Stato e la società ha come presidente il Metropolita di Krutitsy e Kolomna, Giovenale; il segretario è SV Chapnin. La Commissione sullo scisma della chiesa è presieduta dal metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina, Vladimir. Vice-presidente è l’Arcivescovo Hilarion Volokolamsky; il segretario è l’arciprete Nikolai Balashov. La Commissione per le relazioni con gli eterodossi e le altre religioni è affidata all’Arcivescovo Metropolita Hilarion Volokolamsky. Il segretario della Commissione è l’arciprete Maxim Kozlov. La Commissione per le Comunicazioni e le relazioni con i media è presieduta da VR Legoyda, presidente del Dipartimento sinodale per le comunicazioni; il segretario è l’arciprete Pavel Velikanov.
(Fonte: Ufficio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia; www.patriarchia.ru) -
Decr Servizio Informazioni; www.mospat.ru

sabato 30 gennaio 2010

Dal Sito amico: Eleousa.net

Russia - 1° anniversario del Patriarca Kirill


Mosca – Il 1 e 2 febbraio nella Cattedrale episcopale di Cristo Salvatore si celebra il primo anniversario dell’Intronizzazione di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kirill.
Il Patriarca presiederà la Divina Liturgia. Concelebreranno i vescovi della Chiesa ortodossa russa, i rappresentanti delle Chiese ortodosse locali del trono Patriarcale di Mosca, e il clero della capitale.
Si prevede, in seno alla Commissione liturgica, la partecipazione anche del Primate della Chiesa ortodossa di Boemia e Slovacchia, Sua Beatitudine il Metropolita Christopher.
Il 2 febbraio ci sarà una riunione dei vescovi, nel corso della quale il Patriarca Kirill terrà una relazione.

(Fonte: Ufficio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia; www.patriarchia.ru)