giovedì 13 dicembre 2018

Il Metropolita Luca (Kovalenko) di Zaporozh'e e Melitopol' si chiede e lo chiediamo anche noi, fedeli ortodossi, del Grande e Santo Patriarcato di Mosca: "Quale madre aiuta a torturare un suo figlio?" Queste sono le conseguenze dello scellerato atto in terra ukraina del sultano turco dell'oramai disgregato patriarcato ecumenico.

Caratteristiche della soteriologia (la scienza della salvezza) di Istanbul: la risposta del metropolita Luka a un invito a prendere parte a un concilio di ladri 
del metropolita Luka (Kovalenko)

Diocesi di Zaporozh'e, 9 dicembre 2018
Orthochristian.com, 11 dicembre 2018



Nella lettera qui sotto, sua Eminenza il metropolita Luka di Zaporozh'e e Melitopol' risponde agli inviti inviati dal Patriarcato di Costantinopoli per prendere parte al suo cosiddetto "concilio di unificazione" che mira a creare una nuova chiesa in Ucraina. Il metropolita Luka non ha esitato a dire la sua opinione durante la crisi ecclesiastica recente e in corso, e questa lettera non fa eccezione. Mentre sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina ha scelto di restituire il suo invito senza risposta a Costantinopoli, dandoci un esempio di mitezza e umiltà, il metropolita Luca ci offre un esempio di zelo ardente e giusto, due esempi che sono entrambi buoni e necessari nella Chiesa.
***

Caro leale suddito della Repubblica di Turchia, signor Bartolomeo!
(meglio conosciuto come "Patriarca ecumenico")

Dai media abbiamo appreso che attraverso i funzionari governativi sta inviando inviti al "concilio degli empi" (Ps 1:1). A questo proposito, mi consenta di esprimere a lei e ai suoi messaggeri la mia sentita gratitudine per i tentativi che sta facendo, attraverso l'apparato statale dell'Ucraina e la manipolazione delle norme del diritto canonico, per distruggere la Chiesa ortodossa ucraina (successore della Chiesa nata nel fonte battesimale nel Dnepr) precedentemente riconosciuta da lei come l'unica Chiesa ortodossa canonica in Ucraina! Grazie per cosa, chiederà? Perché con le sue azioni aiuta il nostro gregge ortodosso a entrare nel Regno di Dio, sottoponendolo alle discriminazioni e alle persecuzioni che subisce al momento. Sfortunatamente, probabilmente non conosce il saggio proverbio del nostro popolo: "l'amore non può essere forzato". Le sue azioni sono le azioni di una persona accecata dal fulgore immaginario di un potere imperiale. Con la sua partecipazione a progetti politici volti a dividere l'unità della Chiesa, ha già messo in serio dubbio il suo status onorato di primo ierarca nell'Ortodossia.
Lei dichiara di rappresentare oggi nella sua persona la "Chiesa madre" del popolo ucraino. Tuttavia, per qualche motivo, agisce come ispiratore ideologico di una campagna su larga scala volta a incitare all'odio verso la Chiesa ortodossa ucraina, il sequestro dei suoi luoghi santi, la persecuzione del suo gregge, oltre che a minare la posizione della Chiesa ortodossa in Ucraina di fronte al crescente slancio a favore della "crociata" uniate sulle terre ortodosse ancestrali! Quale madre aiuta a torturare un suo figlio?
Quelli che attendono l'imminente arrivo di un Tomos non hanno paura di urlare alle loro riunioni slogan come: "Morte ai nemici!", E sotto le mura della nostra amministrazione diocesana – "I preti di Mosca alla forca, come i comunisti!". Questo è il modo in cui i suoi nuovi allievi trattano noi e in generale la Chiesa ortodossa ucraina, che era in comunione eucaristica con la sede a lei affidata. Dietro questi slogan stanno cose terribili: il predominio dell'opportunità politica in ogni importante questione della vita della Chiesa, il regno di totale persecuzione contro una Chiesa che non corrisponde alla linea ideologica generale dell'élite al governo, la dissacrazione di lughi e oggetti santi, e la perversione dei canoni da parte di antichi avversari dell'Ortodossia, che si stanno ora travestendo attivamente nelle vesti del progetto autocefalo da lei sospinto.
È pronto a credere lei stesso nel "dio nazionale ucraino", o è solo un tentativo di portare la nostra gente sotto il suo omoforio? Oppure, cosa assolutamente mostruosa, i processi da lei provocati hanno come fondamento i soliti interessi mercantili?
Nei suoi tentativi di subordinare tutte le Chiese ortodosse al trono di Costantinopoli (come ha fatto la Chiesa cattolica) si dimentica che non c'era un sacerdote ma un cesare al potere, al tempo dell'impero bizantino – un impero che non esiste più da molti secoli. E una delle ragioni della sua scomparsa – forse quella principale – è che in un certo momento alcuni dei suoi predecessori, i patriarchi bizantini, hanno permesso alla fede di diventare una moneta di scambio nei giochi della grande politica. È un peccato che lei non ne tenga conto o che se ne sia deliberatamente dimenticato. Dopo tutto, più di 500 anni fa, fu precisamente un tradimento della fede ortodossa da parte di Costantinopoli e la sua dipartita nell'unione con Roma, e non le circostanze geopolitiche del tempo, che divenne la forza trainante dietro l'acquisizione di indipendenza dell'Ortodossia da Bisanzio nelle terre della Rus'.
Grazie a lei, signor Bartolomeo, che sta aiutando la nostra salvezza. L'unica cosa che il clero (che il suo Trono, per qualche ragione assurda, ha pensato fosse proprio) e il gregge le chiedono è: cosa le ha impedito di ascoltarci in primavera? Cosa le ha oscurato così tanto la mente, che si considera il patriarca di tutto il mondo? Forse, il suo prossimo passo sarà la dichiarazione che anche questo mondo è stato creato dalla non-esistenza da parte sua?
Con gratitudine e con la speranza nella comprensione di Dio verso ognuno di noi,
Luka
Metropolita di Zaporozh'e e Melitopol'

mercoledì 12 dicembre 2018

Ecco l'Uomo di Dio, umile e amato dal popolo ortodosso, che il turco del Fanar voleva umiliare !!!!

La lettera del patriarca Bartolomeo non ha fatto altro che far crescere la statura del metropolita Onufrij nel mondo ortodosso 
 
Orthochristian.com, 10 dicembre 2018

 Il patriarca Bartolomeo con la sua lettera non ha umiliato il metropolita Onufrij, ma se stesso.


Una lettera del patriarca Bartolomeo a sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina, datata 12 ottobre, è stata pubblicata giovedì sia in greco che in ucraino da un vescovo della Chiesa ucraina e dal portale greco Romfea.
Mentre la lettera rappresenta da parte di Costantinopoli una minacciosa affermazione dei diritti canonici e storici da questa percepiti e cerca di sminuire la posizione e il titolo del metropolita Onufrij, che è universalmente riconosciuto come il primate canonico dell'Ucraina e un vero uomo di preghiera, non ha fatto che aumentare la statura di sua Beatitudine e il rispetto per lui in tutto il mondo ortodosso.
"So che dopo che quel testo greco è stato pubblicato, i vescovi delle varie Chiese locali lo hanno letto e molti di loro hanno detto: "Ora noi rispettiamo ancora di più il metropolita Onufrij", come ha dichiarato a Interfax-Religion venerdì scorso l'arciprete Nikolaj Balashov, vice capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca (Decr).
Ha anche detto che il metropolita Onufrij gode davvero di una grande autorità spirituale sia all'interno che al di fuori dei confini dell'Ucraina.
"È giustamente riverito come un uomo spirituale di vita retta. Quindi la simpatia degli ortodossi non è dalla parte di colui che ha inviato una lettera così rude e offensiva: costui in tal modo non ha umiliato il metropolita Onufrij, ma sé stesso", ha riflettuto padre Nikolaj.
Nei suoi commenti, padre Nikolaj ha anche confermato le informazioni dell'Unione dei giornalisti ortodossi, che, basandosi sulle proprie fonti, ha riferito che, invece di rispondere sul merito, il metropolita Onufrij ha semplicemente messo la lettera in una busta e l'ha spedita al patriarca Bartolomeo.
"Invece di rispondere, il metropolita Onufrij ha restituito la lettera al mittente. Io non vorrei nemmeno discutere un simile documento", ha affermato il rappresentante del Dipartimento.
***
Nel febbraio dello scorso anno, sua Eminenza il metropolita Nikolaj di Plovdiv della Chiesa ortodossa bulgara ha dichiarato: "Nel ricordare vladyka Onufrij, la prima immagine che sorge nel mio cuore è quella di un uomo di preghiera. Grazie a Dio, il popolo ortodosso ucraino ha un tale primate, un santo uomo di spirito pacifico e un serio uomo di preghiera. Il metropolita Onufrij ha una preghiera molto forte. Sono sicuro di questo".
Nell'aprile di quest'anno, sua Beatitudine il patriarca Teofilo III di Gerusalemme ha detto: "Dio ha scelto sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina, che è la persona più adatta per la difficile situazione in cui si trovano ora gli ucraini, e avrà la forza per superare lo scisma che si è verificato in Ucraina".
Nel settembre di quest'anno, sua eminenza l'arcivescovo Joachim di Beroun della Chiesa delle Terre ceche e della Slovacchia ha dichiarato: "Onufrij, il metropolita di Kiev e di Tutta l'Ucraina, è il migliore dei vescovi viventi. È adornato d'umiltà, amore, perdono e saggezza. Sempre in preghiera, è totalmente dedito a Dio e al servizio della gente. Porta conforto, speranza e gioia ovunque. Durante molte prove, è sempre stato come una roccia. Conoscerlo è per me il più grande dono spirituale".



lunedì 10 dicembre 2018

Gloria a Dio !!!!!! C'è anche la mia firma !!!

Messaggio filiale del clero dell'Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia a sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' 
Roma, 8 dicembre 2018




Vostra Santità!
Riuniti a Roma l'8 dicembre di quest'anno per l'annuale incontro diocesano, i figli di vostra Santità e della Chiesa-madre ortodossa russa, compiendo il loro servizio pastorale in Italia, si affrettano a esprimere la loro sincera devozione e sostegno in preghiera a quell'alto servizio alla Chiesa e alla Verità, che Lei offre altruisticamente nel tempo delle difficili prove che si sono abbattute sull'Ortodossia mondiale.
Tra il clero dell'Amministrazione delle parrocchie del Patriarcato di Mosca in Italia ci sono rappresentanti di diversi paesi, lingue e culture: russi, ucraini, bielorussi, moldavi, italiani, inglesi. Tutti noi, tuttavia, negli ultimi decenni siamo stati uniti da un'unica missione e da un unico obiettivo: una testimonianza della bellezza, della profondità e della ricchezza della confessione ortodossa nel cuore stesso del mondo cattolico. Questa testimonianza è diventata tanto più potente, quanto più intensamente l'abbiamo attuata in stretta collaborazione con i nostri fratelli dei patriarcati di Costantinopoli, Romania, Serbia, Bulgaria e Georgia. Come prova evidente dell'unità ortodossa, insieme allo svolgimento di un culto comune e di eventi culturali, negli anni scorsi è stata convocata più volte una conferenza dei vescovi ortodossi per l'Italia. Pertanto, la situazione che si è sviluppata attorno all'unità dell'Ortodossia mondiale risuona con particolare amarezza nei cuori di tutti i figli fedeli della Chiesa ortodossa russa che vivono nella penisola appenninica.
Infatti, le recenti decisioni e le azioni del Patriarcato di Costantinopoli non solo rendono impossibili le nostre ulteriori opere congiunte in terra italiana, ma sfidano anche i fondamenti stessi dell'ecclesiologia ortodossa, sostituendo al tradizionale principio di sobornost' (conciliarità) un'idea di primato aliena all'Oriente e un particolare ruolo mondiale di uno dei primati delle Chiese locali. È ancora più triste e tragico che tale disprezzo della tradizione ortodossa e negazione dei sacri canoni si dispieghino davanti allo sguardo attento di altre confessioni cristiane e di altre religioni, cosa che non può non avere implicazioni sulla reputazione dell'Ortodossia nella sua totalità.
A questo proposito, l'incontro del clero delle parrocchie italiane del Patriarcato di Mosca in tutta la sua pienezza multinazionale ha deciso all'unanimità di sostenere pienamente la decisione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa del 15 ottobre (verbale no. 71) sul riconoscimento dell'impossibilità di un ulteriore proseguimento nella comunione con il Patriarcato di Costantinopoli a causa delle azioni anticanoniche da parte di quest'ultimo. Il vescovo, il clero e i laici della terra italiana esprimono il loro intenso sostegno in preghiera a Lei personalmente, Santità, per la saggezza e la fermezza di fronte ai venti transitori dei cambiamenti geopolitici, che mostrano al mondo la vera dignità della persona del primate della più grande Chiesa ortodossa, in ogni parola e azione in cui si percepisce la responsabilità per il futuro dell'Ortodossia mondiale.
Vorremmo anche inviare sentite parole di sostegno e di supporto a sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev di tutta l'Ucraina, agli arcipastori, pastori e laici della Chiesa ortodossa ucraina – l'unica struttura canonica che porta la predicazione del vangelo di pace e verità nella terra ucraina a lungo sofferente. In tutte le parrocchie della Chiesa ortodossa russa in Italia si offre invariabilmente la preghiera che il Signore misericordioso conceda la tanto attesa riconciliazione e concordia al popolo ucraino, e rafforzi e ricolmi con la fiducia dei primi cristiani il cuore di coloro che hanno avuto da portare una croce pesante ma portatrice di grazia per la Verità di fronte all'illegalità. In modo particolare, vorremmo sottolineare l'assoluta inammissibilità delle pressioni e delle intimidazioni a cui i rappresentanti di un certo numero di diocesi della Chiesa ortodossa ucraina sono stati sottoposti negli ultimi giorni dalle forze di sicurezza ucraine. Tale ingiustizia, che grida di fronte alla corte celeste e a quella terrena, non solo fa rivivere le pagine criminali e sanguinose della storia del secolo scorso, ma è anche in contrasto con le disposizioni della legge europea che garantiscono a tutti la libertà di coscienza e di confessione.
Insieme a tutti i credenti ortodossi della Santa Rus', condividiamo un profondo dolore per il disordine all'interno della famiglia delle Chiese ortodosse e per gli eventi inquietanti in Ucraina. Allo stesso tempo, riponiamo la nostra fiducia nella misericordia del Padre celeste, perché rafforzi vostra Santità nel servizio intransigente della Verità e ponga in tutti noi uno zelo sincero nel servizio alla Chiesa ortodossa russa.

(Dal sito di Padre Ambrogio di Torino)

Sabato 8 dicembre 2018, Roma, incontro diocesano del clero del Patriarcato di Mosca in Italia.















sabato 1 dicembre 2018

E domani a Castrovillari, Parrocchia Ortodossa del Patriarcato di Mosca, Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em. II, dedicata al grande Santo "Giovanni di Kronstadt", con inizio alle ore 9,30 celebrazione della Divina Liturgia. Il Signore sia con voi e vi benedica. SLAVA BOGU !!!!!



















venerdì 30 novembre 2018

http://www.ortodossiatorino.net

"Metodi comunisti di lotta contro la Chiesa ortodossa"
 
Risposta dei fratelli della Lavra di Pochaev al Ministero della Giustizia che ha annullato i loro diritti su numerose chiese ed edifici
Orthochristian.com, 25 novembre 2018


 
Per anni sono stati fatti tentativi di portare via diversi edifici dalla Lavra della Dormizione a Pochaev, uno dei siti più sacri di tutta l'Ortodossia ucraina, e la Lavra è costantemente attaccata dai media, sopportando molte calunnie. Come riportato da OrthoChristian il 20 novembre, i fratelli della Lavra hanno diffuso un messaggio in risposta agli ultimi attacchi mediatici e all'ultima richiesta del Ministero della Cultura ucraino di revocare la registrazione di vari edifici al monastero fino al 1 gennaio 2052.
Poi, il 23 novembre, il Ministero della Giustizia ucraino ha accolto la richiesta del Ministero della Cultura e ha annullato la registrazione dei vari edifici al santo monastero, come riportato dall'Unione dei giornalisti ortodossi con riferimento al sito web del Ministero della Giustizia.
Così, i fratelli della Lavra hanno rilasciato un'altra dichiarazione, che nota i metodi comunisti delle attuali autorità volti a distruggere il monachesimo ortodosso nell'Ucraina occidentale.
Ecco la dichiarazione per intero:
***
Cari fratelli e sorelle!
Con tristezza nei nostri cuori, ci rivolgiamo a voi con la richiesta di rafforzare la vostra veglia di preghiera per la pace e l'unità dei fedeli nel seno della Chiesa canonica.
Siamo costretti a dichiarare che attualmente le autorità ucraine stanno usando metodi comunisti di lotta contro la Chiesa ortodossa.
Per esempio, circa 100 anni fa i leader bolscevichi, in particolare L. D. Trotskij e quelli con lui, si sono impegnati a creare un'organizzazione della Chiesa ortodossa sotto il controllo delle autorità sovietiche. Così, è apparso il movimento dei rinnovazionisti o "Chiesa vivente". Una delle idee principali di questa organizzazione era l'abolizione del monachesimo.
Dopo la creazione dell'organizzazione dei rinnovazionisti, i bolscevichi iniziarono una battaglia attiva con la Chiesa ortodossa che divenne fuorilegge. Sotto lo slogan della "complicità nella controrivoluzione", furono sequestrate chiese e beni ecclesiastici di valore ed ebbero luogo dure repressioni contro il clero. Vale la pena notare che gli scismatici-rinnovazionisti erano sostenuti dal Patriarcato di Costantinopoli.
Questa "Chiesa vivente" non durò neanche trent'anni, ma la Chiesa canonica continua fino ai nostri giorni.
Sfortunatamente, i nuovi leader di partito non ricordano le lezioni della storia.
La retorica delle autorità non è cambiata negli ultimi 100 anni: gli abitanti della Lavra rimangono per loro "collaboratori della controrivoluzione". Usando i mass media da esso controllati, l'attuale governo instilla sempre più ogni giorno questa concezione nel nostro popolo ucraino.
Insieme a questo, il consiglio comunale di Pochaev ha rifiutato di conformarsi alla decisione legale del tribunale che lo obbligava a trasferire appezzamenti di terra alla Lavra della santa Dormizione di Pochaev per erigervi edifici residenziali dei fratelli.
Al momento attuale, la Commissione del Ministero della Giustizia ucraino ha annullato la registrazione dell'accordo sul diritto di utilizzo della cattedrale della Dormizione, della cattedrale della santa Trinità, delle celle monastiche, del campanile, della residenza del vescovo e dei cancelli in risposta alla denuncia del Ministero della Cultura ucraino. Va notato che questo è già il terzo tentativo dal 2000 di trasformare il sito sacro in un museo.
Crediamo che anche l'Ufficio del Procuratore stia cercando di raggiungere un obiettivo simile, avendo aperto diversi casi criminali senza fondamento in un breve periodo di tempo.
Nel contesto della rimozione del diritto di utilizzo, la questione riguarda il luogo di residenza di 200 monaci e 50 novizi – persone che hanno rinunciato al mondo e hanno dedicato la loro intera vita al servizio di Dio.
Dobbiamo affermare che, al momento attuale, le attuali autorità ucraine hanno intrapreso un percorso per confiscare la proprietà della Lavra della santa Dormizione di Pochaev e per trasferirla a un'organizzazione ecclesiastica di nuova creazione, e di conseguenza, verso la distruzione del monachesimo nell'Ucraina occidentale.
I fratelli della Lavra

venerdì 16 novembre 2018

La Santa Montagna dice la sua in favore della Chiesa Ortodossa Ucraina, quella del Metropolita Onufrij, http://www.ortodossiatorino.net

Preghiera liturgica nei monasteri athoniti per il metropolita Onufrij e il suo gregge ucraino
 

Orthochristian.com, 14 novembre 14, 2018


foto: kissesandchaos.com

Diversi monasteri greci sul monte Athos hanno aggiunto una petizione speciale alla Litania della Pace in tutti i loro servizi, pregando specificamente per sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina, il capo della Chiesa ucraina canonica, e per il suo gregge sofferente.
In un'intervista pubblicata su Foma in Ucraina lunedì, sua Eminenza il metropolita Antonoj di Boryspil e Brovary, il cancelliere della Chiesa ortodossa ucraina, ha parlato delle attuali relazioni tra la Chiesa ucraina e il Monte Athos.
Migliaia di cristiani ortodossi russi e ucraini vanno in pellegrinaggio al Monte Athos, che è sotto la giurisdizione di Costantinopoli, ogni anno. Tuttavia, la Chiesa russa, di cui la Chiesa ucraina è una parte autonoma, ha rotto la comunione con Costantinopoli il 15 ottobre, decisione che la Chiesa ucraina ha confermato ieri, a causa dell'interferenza unilaterale di Costantinopoli nella vita ecclesiastica in Ucraina.
"Sappiamo che per la maggior parte gli abati dei monasteri athoniti non sono d'accordo con le decisioni anti-canoniche del Fanar", ha detto il metropolita Antonij.
"In diversi monasteri – greci, per altro – hanno incluso una petizione speciale nelle Litanie della Pace al mattino e alla sera:" Per sua Beatitudine il Metropolita Onufrij e per il suo gregge sofferente", ha spiegato, aggiungendo, "siamo molto grati agli athoniti per il loro amore e le loro preghiere fraterne".
Ha anche notato che mentre è stata spezzata la comunione sacramentale con Costantinopoli, i fedeli della Chiesa ucraina sono ancora invitati ad andare in pellegrinaggio al Monte Athos per pregare, chiedere consiglio e venerare gli innumerevoli tesori spirituali che vi sono ospitati.
Nessuna risposta ufficiale è arrivata dalla Sacra Comunità del Monte Athos sulla questione ucraina, anche se singoli abati hanno parlato negli ultimi anni, più recentemente l'archimandrita Parthenios (Murelatos), uno dei più anziani abitanti della Montagna Santa e abate del monastero di San Paolo, che ha espresso il suo convinzione che la Chiesa ucraina debba mantenere la sua unità con il Patriarcato di Mosca.
Inoltre, nel marzo 2015, quando il metropolita Onufrij stava visitando il Monte Athos, l'archimandrita Efrem di Vatopedi ha dichiarato: "Con un cuore pesante sono preoccupato per l'attuale stato dell'Ucraina e dal Santo Monte Athos, chiedo al popolo ucraino di rimanere fedele alla Chiesa canonica, al primate canonico e al Sinodo canonico. Vogliamo che i cittadini ucraini sostengano la Chiesa canonica. È importante per la propria salvezza obbedire alla Chiesa canonica".
E in un discorso al popolo ucraino nel 2017, padre Efrem ha notato che il problema riguarda tutto il Monte Athos, dicendo che la Santa Montagna è molto addolorata per lo scisma nella Chiesa ortodossa ucraina. Secondo l'abate, lo scisma taglia come le forbici, e chi è entrato nello scisma deve capire che è fuori dall'ovile della Chiesa. "Se qualcuno è al di fuori della Chiesa... non può raggiungere la santità", ha detto.
Pertanto, invitiamo tutti i nostri fratelli che hanno abbandonato la Chiesa canonica, facciamo loro appello e li supplichiamo di ritornare nel grembo della Chiesa ortodossa canonica", ha detto l'anziano.

sabato 10 novembre 2018

Dal sito del confratello Padre Ambrogio di Torino.

Il patriarca Bartolomeo premia un sacerdote del "Patriarcato di Kiev" che approva l'omicidio e la legalizzazione della droga e della prostituzione; ne riceve canonicamente un altro che promuove attivamente Hitler
 
Orthochristian.com, 8 novembre 2018


foto: Facebook
Il Patriarcato ecumenico si è coscientemente schierato con ecclesiastici di cattiva reputazione quando ha revocato le sanzioni ecclesiastiche contro Filaret Denisenko e Makarij Maletich e ha ricevuto tutto il clero dei rispettivi gruppi - almeno nella persona di Filaret Denisenko, il leader del "patriarcato di Kiev" scismatico.
Denisenko, l'ex metropolita canonico di Kiev, è stato accusato di gravi peccati e crimini dalla Chiesa ortodossa ucraina nel 1991, incluso il fatto che era "estremamente crudele e arrogante", che la sua vita personale era una tentazione per i fedeli (era da tempo pubblicamente noto che, nonostante fosse un monaco, aveva una moglie e dei figli), che ha infranto un giuramento fatto davanti alla Croce e al Vangelo, che ha calunniato e ignorato le decisioni della Chiesa, e che ha creato uno scisma in Ucraina. A causa di queste accuse, è stato deposto nel 1992, e nel 1997 è stato scomunicato per aver continuato la sua attività scismatica.
Si ritiene inoltre che sia responsabile della morte del suo predecessore e di molti altri "vescovi" scismatici.
La Chiesa ortodossa russa ha portato le sue sanzioni canoniche contro Denisenko all'attenzione del Patriarcato ecumenico nel 1992 e 1997, e il patriarca Bartolomeo ha risposto a sua Santità il patriarca Alessio I di Mosca che riconosceva e accettava queste sanzioni.
Ora, nel suo primo incontro personale con un rappresentante del "patriarcato di Kiev" a partire dalla sua accettazione di quest'ente nella sua Chiesa, il patriarca Bartolomeo ha consegnato una croce patriarcale a un sacerdote del "patriarcato di Kiev" che crede che la morte violenta dei russi sia una risposta alla preghiera, e che difende la legalizzazione della droga e della prostituzione.
Il "prete", Aleksandr Dedjukhin, ha accompagnato il presidente ucraino Petro Poroshenko a Costantinopoli sabato, quando il capo dello stato ha firmato una dichiarazione congiunta con il patriarca Bartolomeo, dichiarando ulteriormente l'intenzione di creare una Chiesa ucraina autocefala.
Dedjukhin ha pubblicato una foto di se stesso con il patriarca Bartolomeo e la croce sulla sua pagina Facebook, dove, in modo interessante, esprime il suo ringraziamento al servizio stampa del presidente in russo, non in ucraino.
Dedjukhin è noto come sacerdote scandaloso, avendo fatto una serie di dichiarazioni scioccanti, che vanno dal blasfemo al criminale.
In particolare, ha affermato che:
• il Fuoco Santo non viene da Dio, ma il patriarca di Gerusalemme accende le sue candele da una lampada per ordine della NTV, la prima stazione televisiva a trasmettere la cerimonia del Fuoco Santo;
• i partecipanti alla Processione pan-ucraina per la pace del 2016 erano solo "vampiri di Mosca";
• il Majdan è stato un atto dello Spirito Santo: i santi Apostoli non avevano bisogno delle molotov perché avevano il fuoco dello Spirito Santo, ma per quelli di noi che vivono fuori da quella vita paradisiaca, sono necessarie;
• l'esplosione della metropolitana di San Pietroburgo del 2017, che ha ucciso almeno 15 persone, è stata una risposta alle preghiere del "patriarcato di Kiev": "Abbiamo pregato domenica che il Signore ci liberasse dall'invasione degli stranieri e, guardate, nella capitale settentrionale di questi militanti stranieri c'è stato un attacco terroristico. Questi eventi sono collegati? Certo che lo sono. Invitiamo Dio a liberarci e che tutto l'odio e il male diretti contro di noi tornino da dove provengono". Ha anche aggiunto che un cristiano non dovrebbe offrire condoglianze in tale situazione;
• l'unico modo per "perdonare" gli aggressori è ucciderli: "Il perdono si presenta sotto forme diverse. C'è il perdono attraverso un fucile automatico, cioè come perdonare un aggressore, mandandogli da 6 a 12 grammi di amore in uno dei suoi organi vitali. Anche questo ci libera. La cosa principale è non dimenticare la semplice verità: un nemico morto non è più un nemico. Un nemico morto è solo un cadavere. E noi otteniamo la libertà perdonando il più possibile";
• alla Chiesa ucraina canonica dovrebbe essere permesso di rimanere in Ucraina, ma solo "piccola e perseguitata";
• prostituzione e droghe e tutto ciò che vogliamo dovrebbe essere legalizzato: "Sì, io sono per permettere tutto: armi automatiche, prostituzione, marijuana - cos'altro vorreste?" Scrive, sostenendo che "Gesù Cristo ci ha dato tutta la libertà".
post di Facebook in cui Dedjukhin si riferisce a quelli della processione della croce come "vampiri di Mosca". Screenshot fornito da spzh.news
Il superiore di "padre" Aleksandr, il "patriarca" Filaret Denisenko, ha fatto affermazioni molto simili. A novembre 2016, ha dichiarato: "Non dovremmo pensare che la popolazione del Donbass sia innocente in queste sofferenze. È colpevole! E deve espiare la sua colpa con il tormento e il sangue", aggiungendo: "Avete votato per la federalizzazione nel referendum? Sì, l'avete fatto. Avete peccato? L'avete fatto! Quindi ecco la conseguenza del vostro peccato. Se non aveste peccato, se non aveste votato, non avreste sofferto così tanto".
Nel frattempo, un altro rappresentante del "patriarcato di Kiev", lo "ieromonaco" Bogdan Kostjuk, è noto per condividere discorsi e video di Hitler che analizzano i segreti delle abilità oratorie del leader nazista sulla sua pagina Facebook personale, come riporta l'Unione dei giornalisti ortodossi.
Da quando l'Unione dei giornalisti ortodossi ha fatto il suo rapporto, i video di Hitler sono stati rimossi o sono visibili solo agli amici, sebbene il rapporto fornisca gli screenshot dei video condivisi sulla pagina di Kostjuk.
Questi condivide anche dei posti sulle attività di Pravy Sektor, un'organizzazione terroristica nazionalista in Ucraina che è responsabile di sequestri di chiese e di percosse al clero e ai fedeli della Chiesa ortodossa ucraina. Mantiene anche i suoi seguaci aggiornati sulle attività dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini - Esercito insurrezionale ucraino.
Inoltre, lo "ieromonaco" Bogdan sta prestando servizio in una chiesa della provincia di Kherson che è stata sequestrata dal "patriarcato di Kiev" attraverso inganno e minacce, scrive il prete canonico, padre Gennadij Shkil, sulla sua pagina Facebook. Anche il suo post contiene le schermate dei post su Hitler di Kostjuk.
OrthoChristian ha anche parlato di una chiesa del "patriarcato di Kiev" recentemente consacrata in cui "l'iconografia" è piena di simbolismo nazista.
Secondo l'arcivescovo Job (Getcha), un rappresentante del Patriarcato ecumenico, tutti questi uomini sono ora membri del clero del Patriarcato ecumenico.

venerdì 9 novembre 2018

http://www.ortodossiatorino.net/

Il patriarca Kirill predice la "sconfitta storica" di coloro che cercano di creare una nuova chiesa in Ucraina

Pravmir, 5 novembre 2018

Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ritiene che i piani dei politici per istituire una chiesa autocefala in Ucraina siano destinati a fallire.
"Coloro che vogliono far dimenticare a vari popoli la loro parentela spirituale con la forza e separare legami spirituali millenari otterranno solo l'effetto opposto. I politici che incitano all'odio, all'inimicizia e alle spaccature dovranno riconoscere la loro sconfitta storica", ha detto il patriarca giovedì 1 novembre al Cremlino, all'apertura dell'Assemblea popolare del mondo russo.
Ha discusso la protezione della libertà religiosa nello spazio ex sovietico, principalmente in Ucraina, dove, secondo l'opinione del patriarca Kirill, questo tema è particolarmente urgente oggi a causa "dell'interferenza delle autorità nelle questioni più sacre della vita spirituale dei cittadini".
La storia ha già visto molti tentativi di questo genere di interferenze, "ma i persecutori della Chiesa sono passati all'oblio storico, e tutti i tentativi di sradicare l'identità cristiana sono falliti", ha detto il patriarca.
 

giovedì 1 novembre 2018

La nostra grande festa patronale (1.11.2018)

Nessuno poteva immaginare che oggi tutte le comunità ortodosse che fanno capo al Patriarcato di Mosca, Catanzaro, Soverato, Cosenza, Castrovillari e Altomonte, nonostante il tempo per nulla buono, si potessero incontrare per festeggiare, tutti insieme, il santo Patrono della prima Chiesa Ortodossa del nostro Patriarcato in Calabria. 
Erano presenti delegazioni di tutte le realtà della Calabria, e questa ha accomunato, dopo i disastrosi fatti di questi ultimi tempi, i Fedeli del nostro Patriarcato, che sono accorsi a Castrovillari, accompagnati dal carissimo confratello Padre Eugenio, il quale si sacrifica per tenere insieme le pecorelle del nostro Patriarcato e da Palermo viene in Calabria, a Catanzaro e Soverato per dare conforto spirituale a chi ha dovuto abbandonare la famiglia per un lavoro più remunerativo in favore della famiglia. 
Oggi abbiamo concelebrato, in piena umiltà e fratellanza, per dimostrare che il nostro Patriarcato unisce le sue pecore nell'unico ovile voluto dal Signore Gesù Cristo.
ono foto inviatemi dal carissimo fedele Giovanni)E' stata una festa fantastica, ed io come responsabile di Castrovillari, sprizzo felicità da tutti pori. Il Signore è stato, con la nostra comunità, magnanimo e ha voluto dimostrarci che quando vuole accomuna i suoi figli e li riunisce perchè siano insieme nel suo nome.
E' stata una festa fantastica, ed io come responsabile di Castrovillari, sprizzo felicità da tutti pori. Il Signore è stato, con la nostra comunità, magnanimo e ha voluto dimostrarci che quando vuole accomuna i suoi figli e li riunisce perchè st
iano insieme nel suo nome. 
 
(Ricordo che queste sono foto inviatemi dal carissimo fedele Giovanni)