martedì 3 dicembre 2019

La caduta degli "DEI".......... Chi doveva mantenere alto il vessillo della verità di Cristo che si trova solamente nella Santa Ortodossia, si è venduto a satana e con le sue azioni e con il suo "voler essere il PRIMO", trascina in questa blasfemia anche coloro che non sono in grado di resistere alle torture psicologiche del "Primus sine paribus" !!!! (http://www.ortodossiatorino.net)

Gli ultimi sono diventati i primi: cosa possono imparare i 
patriarchi dai parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina
di Sergej Komarov
Unione dei giornalisti ortodossi, 29 novembre 2019


nel XXI secolo, comuni e deboli laici e sacerdoti rurali si ergono al di 
sopra di riconosciute autorità spirituali. Foto: Unione dei giornalisti ortodossi


La crisi nell'Ortodossia ucraina e mondiale ha dimostrato al mondo il vero io degli apostati dalla Chiesa e la fermezza dei nuovi confessori: i credenti della Chiesa ortodossa ucraina.
"Ma molti che sono i primi saranno gli ultimi, e molti che sono gli ultimi saranno i primi", ha detto Cristo (Mt 19:30). Lo ha detto per tutto il tempo. E quanto al nostro tempo, questa verità funziona allo stesso modo del I secolo. Perché lo ha detto Cristo. Quindi, sarà sempre così.
I fatti sono ovvi: non è necessario andare lontano. Oggi credenti comuni e sconosciuti della Chiesa ortodossa ucraina diventano confessori e sostengono l'Ortodossia, per la Chiesa. Né per Mosca né per il "mondo russo", ma per la Chiesa canonica. Sono insultati, picchiati, calunniati dai media, privati ​​dei luoghi di culto – ma pregano. Non rispondono con aggressività all'aggressività, subiscono l'oppressione e chiedono a Dio la pace nella Chiesa.
Queste persone comuni sono veri eroi. Le donne, i pensionati e i bambini delle campagne sono fedeli alla loro Chiesa in condizioni molto difficili. Ed entreranno nella storia della Chiesa come difensori dell'Ortodossia nelle terre ucraine all'inizio del XXI secolo.
Vediamo ora famosi vescovi, teologi e padri spirituali. Cosa vediamo? Caduta dopo caduta, tradimento dopo tradimento.
* * *
Ecco il vescovo una volta più rispettato per il suo status: il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Chi è adesso? Ha tradito il suo fratello spirituale e compagno in preghiera, sua Beatitudine Onufrij, ha concesso un Tomos d'autocefalia agli scismatici, ha portato nella vita dell'Ucraina, già inquieta, inimicizia religiosa, ignorando deliberatamente i canoni della Chiesa.
Inoltre, ultimamente il patriarca ha fatto una deriva ecumenica sempre più evidente verso il cattolicesimo. In realtà, sta tradendo la santa Ortodossia.
Il 2 novembre, il patriarca Bartolomeo ha visitato la comunità cattolica dell'Abbazia di Notre Dame de Saint-Remy a Rochefort dell'ordine monastico dei cistercensi e ha partecipato alla preghiera notturna. Non era l'unico tra il clero ortodosso. La preghiera ecumenica, proibita dai canoni, è stata seguita dall'igumeno del monastero di Xenophontos, dall'archimandrita Alexios e dallo ieromonaco Theophilos del monastero di Pantokrator – monaci di quello stesso Monte Athos che il mondo intero ammira...
Il 9 novembre 2019, il patriarca di Costantinopoli ha condotto i vespri nella cattedrale greca dei santi arcangeli Michele e Gabriele a Bruxelles, vespri a cui hanno partecipato personaggi politici e vescovi cattolici.
Durante la sua ultima visita all'Athos, il patriarca Bartolomeo ha affermato che esistono solo differenze storiche, non dogmatiche, tra cristiani ortodossi e cattolici e che un'unione con i cattolici è inevitabile. Durante il discorso del patriarca erano presenti l'igumeno del monastero di Pantokrator, l'archimandrita Gabriel, l'igumeno del monastero di Xenophontos, l'archimandrita Alexios, l'igumeno del monastero di Vatopedi, l'archimandrita Efraim, monaci di diversi monasteri e ospiti. Nessuno di loro si è opposto al patriarca...
Come si può definire tutto ciò se non un tradimento della fede?
La tendenza ecumenica del Patriarcato di Costantinopoli, delle strutture ecclesiali da esso dipendenti e della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" scismatica sono oggi abbastanza evidenti. Per esempio, il 16 novembre 2019, si è tenuto un servizio commemorativo presso la cattedrale di san Patrizio a New York per le vittime dell'Holodomor in Ucraina. Il clero della Chiesa ortodossa ucraina negli Stati Uniti (del Patriarcato di Costantinopoli), della Chiesa greco-cattolica ucraina e la Chiesa cattolica romana hanno concelebrato.
Il 24 novembre, a Bruxelles, il "vescovo" della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" Aleksandr (Drabinko) ha celebrato con i cattolici e gli uniati in occasione dell'anniversario dell'Holodomor. Il servizio si è tenuto presso la cattedrale cattolica romana dei Santi Michele e Gudula a Bruxelles.
Ovviamente, non c'è più alcuna distinzione tra ortodossia e Cattolicesimo per i fanarioti e i loro seguaci. Né ci sono canoni della chiesa e, a quanto pare, coscienza umana comune.
* * *
Patriarca Teodoro II di Alessandria e di Tutta l'Africa. Di recente ha visitato Odessa, dove ha concelebrato con il metropolita Agafangel e ha esortato i parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina a essere fedeli alla loro Chiesa e a sostenere sua Beatitudine Onufrij. E improvvisamente ha riconosciuto gli scismatici.
I credenti della Chiesa ortodossa ucraina sono rimasti scioccati. Come si può cambiare un'opinione teologica un in diametralmente opposta in così poco tempo?
Arcivescovo Hieronymos di Atene e di Tutta la Grecia. Il vescovo più autorevole con una brillante educazione teologica. Una persona già anziana. Incapace di resistere alle pressioni, ha riconosciuto anche lui gli scismatici autoconsacrati.
Metropolita Hierotheos (Vlachos). Un venerabile vescovo della Chiesa di Grecia. Uno scrittore di talento e laborioso: nel 2014 è stato l'autore di 82 libri. Molti di essi sono stati ripetutamente ripubblicati e tradotti in russo, inglese, ucraino, serbo, bulgaro, francese, tedesco, spagnolo, ungherese, rumeno, georgiano, pakistano, swahili, cinese, arabo e altre lingue. Il libro "L'uomo nella Tradizione ortodossa" è stato insignito del primo premio dell'Accademia delle Scienze di Atene per "la miglior opera teologica scritto in Grecia nel 1991-1996".
E allora? Nella sua retorica russofoba, il metropolita supera lo stesso patriarca Bartolomeo e nei discorsi e nelle pubblicazioni degli ultimi anni incita apertamente all'inimicizia russo-ucraina. Di tutti i vescovi della Chiesa greco-ortodossa, è il più ardente sostenitore del riconoscimento della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".
Archimandrita Ephraim di Vatopedi, noto padre spirituale nel mondo ortodosso. L'anziano è stato accolto calorosamente in Russia, ha ripetutamente parlato a sostegno della Chiesa ortodossa ucraina e di sua Beatitudine Onufrij. Ma all'improvviso la sua opinione è cambiata, ed è arrivato alla "intronizzazione" dello scismatico Epifanij. È vero, per motivi di salute, non ha partecipato alla cerimonia blasfema, ma poco dopo nel suo monastero di Vatopedi sull'Athos, ha accolto cordialmente i membri della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".
I titani stanno cadendo. I giganti sono in frantumi. I grandi e famosi sono traditori e apostati dell'Ortodossia. I piccoli e gli indistinti portano la croce della confessione e mantengono il cristianesimo non solo nella verità della fede, ma anche nella nobiltà della coscienza e nella purezza della vita.
Sotto i nostri occhi, si stanno verificando potenti cambiamenti tettonici nella Chiesa, quando comuni e deboli laici e sacerdoti rurali si ergono al di sopra di riconosciute autorità spirituali. "Ma molti che sono i primi saranno gli ultimi, e molti che sono gli ultimi saranno i primi ..."
* * *
Oggi patriarchi, metropoliti, arcivescovi, archimandriti, famosi padri spirituali e teologi svalutano i loro alti titoli e i troni con la loro apostasia. Forse Dio li lascia cadere per ricordarci il valore comune: una fede sincera e calorosa in Dio.
Questa fede muove le montagne. E se non c'è fede, i diplomi teologici, i titoli di alto profilo, la fama mondiale e il riconoscimento universale sono inutili e talvolta persino dannosi. Dio cerca i cuori dell'uomo, non l'intellettualità e il rumoroso successo terreno. Pertanto, l'apostolo Giacomo dice: "Miei fratelli e sorelle, i credenti nel nostro glorioso Signore Gesù Cristo non devono mostrare favoritismi" (Gc 2:1).
Nel mezzo dei conflitti ecclesiali che oggi scuotono il corpo di Cristo, i credenti della Chiesa ortodossa ucraina conservano un volto veramente cristiano. Oggi si sentono gravemente feriti, ma la loro coscienza è pulita davanti a Dio. E intorno a loro, giganti spirituali con i piedi di argilla cadono e si frantumano – quelli che fino a poco tempo fa ci sembravano così gloriosi, intelligenti, istruiti, impeccabili... Durante i periodi di prova, si sono rivelati frutti belli al di fuori, ma marci dentro.
Gloria a Dio per tutto. E i parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina che non hanno tradito la loro Chiesa meritano grande rispetto. Sono già entrati nella storia della Chiesa come difensori della santa Ortodossia e serviranno senza dubbio da modello per le future generazioni di cristiani ortodossi.

lunedì 2 dicembre 2019

Colui che doveva essere il pastore del gregge di Dio ortodosso è diventato il suo carnefice, sta sgozzando uno alla volta coloro che non la pensano come lui, solo per consumare la vendetta contro il Patriarcato di Mosca che non ha voluto prendere parte alla farsa conciliare di Creta. Signore Gesù Cristo intervieni e metti in ordine la Chiesa che la tua destra ha creata. (Dal sito del confratello di Torino P. Ambrogio)

I primati "greci" rimpiangono di 
avere dato al Fanar un tale potere
 
di Ekaterina Filatova
Unione dei giornalisti ortodossi, 30 novembre 2019

I primati delle Chiese ortodosse di Cipro, Antiochia, Alessandria e Gerusalemme

"Abbiamo elevato noi stessi il patriarca Bartolomeo al terzo cielo dandogli il primato, quindi ogni responsabilità spetta a noi primati", ha ammesso uno dei primi ierarchi greci.
Il quotidiano "Ορθόδοξος Τύπος" ha pubblicato frammenti di una conversazione con un "primate greco" senza rivelare la sua identità, in cui questi afferma che il patriarca Bartolomeo di Costantinopoli minaccia i primati delle Chiese con la rimozione dell'autocefalia. Gli estratti della conversazione con i primati sono citati da oukraniko.blogspot.com.
Come risulta dalla pubblicazione, "il primo ierarca ammette che i primati sono responsabili, perché hanno fatto un errore andando al Concilio di Creta ed elevandolo (il patriarca Bartolomeo, ndc) fino al terzo cielo". Ora il Fanar ricorda loro che essi stessi hanno riconosciuto il primato del patriarca ecumenico e quindi non c'è ritorno.
"Gli abbiamo dato il diritto di minacciare di portare via l'autocefalia", afferma il primate alla pubblicazione.
Più avanti nel giornale c'è una trascrizione della conversazione con il "primate greco":
"Bartolomeo non è da biasimare... L'oppressività è un problema. Voglio dire tutti questi giovani che lo circondano... gli lanciano polvere di adulazione negli occhi in modo che alla fine non ascolta i vecchi fanarioti. <...> Non l'avete visto dire che "un incontro di tre stelle è raro", riferendosi a Bartolomeo, Tsipras ed Erdogan? È diventato virale su Internet!" Ha continuato il capo di una delle Chiese greche.
“Noi, i primati, dobbiamo essere ritenuti responsabili. La colpa è nostra per aver creduto nell'istituzione! L'abbiamo elevato al terzo cielo, dandogli il primato... Non è necessario che io parli oltre... Parlatene con sua Beatitudine, il vostro primate <...> Abbiamo fatto un errore e siamo andati al Concilio del primate (il Concilio di Creta, ndc). Certo, allora avevamo buone intenzioni, non capivamo dove questo ci avrebbe portato... Ora ci dicono: 'Avete riconosciuto il primato del patriarca e non potete tornare indietro',ha detto il primate.
"I Primati sono molto delusi e sconvolti dall'atteggiamento del patriarca Bartolomeo, che li ha trattati come degli 'emarginati'," ha sottolineato la pubblicazione greca. "Alcuni primati conservano ancora la loro dignità e non vogliono che la Chiesa venga ulteriormente disonorata dalle cattive azioni del 'papa orientale' e dei 'papisti' che lo seguono".
Ricordiamo che tra gli esperti si ritene che il patriarca Bartolomeo, che non è riluttante a essere considerato l'unico responsabile della creazione della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", sta attirando al suo fianco altri vescovi greci, "piegandoli sul suo ginocchio". Allo stesso tempo, come ha notato l'onorevole giornalista dell'Ucraina Vasilij Anisimov, il tradimento comune scredita tutta l'Ortodossia greca.




mercoledì 27 novembre 2019


PATRIARCATO  DI  MOSCA


PARROCCHIA  ORTODOSSA

“SAN  GIOVANNI  DI  KRONSTADT”

CASTROVILLARI

Domenica 01 dicembre 2019
Tono VII
Memoria dei santi
Platone e Romano martiri

Tropari :
Разрушил еси Крестом Твоим смерть, отверзл еси разбойнику рай, мироносицам плач преложил еси, и апостолом проповедати повелел еси, яко воскресл еси, Христе Боже, даруяй мирови велию милость.
Свята́я твоя́ па́мять вселе́нную весели́т,/ созыва́ющи ве́рныя вся в пречестны́й храм твой,/ иде́же ны́не, ра́достию совоку́пльшеся,/ пое́м в пе́снех и све́тлостех./ Сего́ ра́ди, Плато́не, вопие́м ти:// язы́ческаго наше́ствия изба́ви град твой, свя́те.

Мученицы Твои, Господи,/ во страданиих своих венцы прияша нетленныя от Тебе, Бога нашего,/ имуще бо крепость Твою,/ мучителей низложиша,/ сокрушиша и демонов немощныя дерзости./ Тех молитвами// спаси души наша.

Слава Отцу, и Сыну, и Святому Духу.
Православныя веры поборниче, земли Российския печальниче, пастырем правило и образе верным, покаяния и жизни во Христе проповедниче, Божественных Таин благоговейный служителю и дерзновенный о людех молитвенниче, отче праведный Иоанне, целителю и предивный чудотворче, граду Кронштадту похвало и Церкве нашея украшение, моли Всеблагаго Бога умирити мир и спасти души наша.

И ныне и присно и во веки веков. Аминь.

Предстательство христиан непостыдное, ходатайство ко Творцу непреложное, не презри грешных молений гласы, но предвари, яко Благая, на помощь нас, верно зовущих Ти; ускори на молитву и потщися на умоление, предстательствующи присно, Богородице, чтущих Тя.       

domenica 24 novembre 2019

Dal sito del confratello e concelebrante Padre Ambrogio di Torino.

Dov'è la voce autorevole del Giudice dell'ecumene?
 

Una lettera sincera al patriarca Theodoros d'Alessandria
del metropolita Agafangel di Odessa
Orthochristian.com, 22 novembre 2019


In seguito alla triste notizia della decisione del patriarca Theodoros d'Alessandria di riconoscere la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" scismatica, sua Eminenza il metropolita Agafangel di Odessa della Chiesa ucraina canonica ha scritto una lettera commovente e sentita al Patriarca, che da lungo tempo conosce personalmente.
Come osserva nella sua lettera, il patriarca Theodoros ha vissuto e ha prestato servizio a Odessa per dieci anni, fino al momento in cui gli scismi ucraini stavano iniziando per la prima volta, ed è tornato a visitarla per due volte da quando è diventato patriarca di Alessandria. In effetti, ha visitato Odessa proprio l'anno scorso allo scopo esplicito di rafforzare e confortare i fedeli della Chiesa ucraina canonica, incoraggiandoli a rimanere fedeli a Cristo nella Chiesa canonica sotto sua Beatitudine il metropolita Onufrij di Kiev e di Tutta l'Ucraina.
Pertanto, il dolore della recente decisione del patriarca è più personale per gli ortodossi di Odessa.
* * *
446, 19 novembre 2019
A sua Beatitudine il santissimo patriarca Theodoros II d'Alessandria e di tutta l'Africa
Vostra Beatitudine,
papa e patriarca Theodoros d'Alessandria e di tutta l'Africa!
È passato un anno da quando il patriarca ecumenico Bartolomeo ha concesso un "tomos" d'autocefalia alla cosiddetta "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Tuttavia, le dichiarate buone intenzioni del Trono ecumenico – salvare il disastroso stato dell'Ortodossia ucraina, curare le ferite dello scisma, riportare in comunione con la Chiesa ortodossa quei figli usciti al di fuori dei suoi confini – non sono stati incoronati da successo, ma, al contrario, hanno approfondito la crisi e stanno rapidamente conducendo verso uno scisma dell'intero mondo ortodosso.
La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è un gruppo di scismatici e di persone autoconsacrate, che non hanno ordini sacri e, in generale, nulla in comune con l'Ortodossia che lei ben conosce. Le loro dichiarazioni blasfeme, offensive e calunniose rivolte alla Chiesa ortodossa ucraina canonica e al popolo ucraino lo testimoniano. I rappresentanti di questa denominazione si sono rivelati un'arma nelle mani dei nemici della Chiesa e di Cristo, che odiano tutto ciò che è santo e, abbastanza spesso, Dio stesso. Sono caduti nel trucco del diavolo, dimenticando che la Chiesa è governata da Cristo e non dal Patriarca ecumenico.
Oggi è assolutamente chiaro che l'Ortodossia viene distrutta con l'aiuto dei sovrani di questo mondo, che non c'è più unità tra le Chiese ortodosse locali e che regna il caos; e quel che è peggio, che tutto ciò viene fatto apertamente dal patriarca Bartolomeo, che è caduto nell'eresia dell'etnofletismo, del papismo orientale e dell'eresia ecclesiologica dell'ecumenismo. Avendo commesso un atto blasfemo, il riconoscimento degli scismatici autoconsacrati con un tratto di penna, insiste sul fatto che tutte le Chiese locali riconoscano la pseudo-struttura creata da lui.
Con grande tristezza e ansia abbiamo ricevuto la notizia che lei, Beatitudine, ha commemorato il "metropolita Epifanij" come "primate" della Chiesa ucraina durante la Divina Liturgia nella Chiesa dell'Arcangelo Michele al Cairo l'8 novembre e abbiamo assistito all'annuncio del suo riconoscimento di questa pseudo-struttura; e che, nonostante il fatto che durante la sua visita a Odessa nel settembre 2018, come prima, ha riconosciuto una sola Chiesa ortodossa canonica, guidata da sua Beatitudine il metropolita Onufrij. Quanto sono in contrasto le sue parole con le sue azioni!
E quanto è sorprendente il fatto che il patriarca d'Alessandria, che porta il titolo di Giudice dell'ecumene, 'per paura dei giudei' abbia abdicato alla posizione dell'Ortodossia canonica. Invece di parlare in difesa dell'unità della Chiesa, invece di chiamare tutti i primati, in qualità di Giudice ecumenico, a cercare una soluzione canonicamente e dogmaticamente corretta al problema ucraino, ha intrapreso la strada della distruzione della Chiesa. Dopotutto, come tutti i greci, sa bene che il patriarca Bartolomeo ha calpestato i canoni e i dogmi sacri della santa Chiesa ortodossa. Oggi, giustificando le sue azioni, si riferisce non ai canoni e ai dogmi della Chiesa ortodossa, ma alle opinioni di persone secolari, che sono lungi dal risolvere tali domande: avvocati e pubblicisti.
Dov'è la voce forte e autorevole del patriarca d'Alessandria durante i problemi e le sofferenze di tutta l'Ortodossia? Perché il successore dell'antica Chiesa dell'apostolo Marco, temendo i potenti di questo mondo, ha tradito i molti milioni di ucraini ortodossi? Ha davvero tanta paura di irritare il patriarca Bartolomeo ma non ha paura di andare così audacemente contro Cristo e la sua santa Chiesa?
Il patriarca Theodoros (a sinistra) e il metropolita Agafangel (a destra).  Foto: eparhiya.od.ua
Gli anni del suo ministero a Odessa le hanno portato onore e rispetto tra il clero e i fedeli, e se ne è personalmente assicurato quando ha visitato Odessa per due volte come patriarca. Tutti abbiamo pregato insieme a voi e abbiamo condiviso il corpo e il sangue di Cristo nostro Salvatore dallo stesso calice. Ha avuto l'opportunità di guardare la gente dritto negli occhi e di predicare Cristo. E oggi ha facilmente tradito coloro che la rispettavano, che l'amavano sinceramente e che hanno ascoltato le sue meravigliose omelie con purezza di cuore. Gli odessani che la conoscono sono molto sorpresi, turbati e scandalizzati dalle sue azioni.
Ha offeso san Serafino di Sarov, con le cui preghiere è diventato patriarca, cosa di cui lei, Beatitudine, ha parlato molte volte. Piange lo ieromartire Gregorio V, patriarca di Costantinopoli, nel cui santuario con una particella delle sue reliquie lei e gli odessani ortodossi avete pregato durante i suoi dieci anni come esarca del patriarca d'Alessandria e di Tutta l'Africa presso il patriarca di Mosca e di Tutta la Rus'. Piange Odessa, la patria minore dei greci e degli odessani, che le hanno creduto e speravano che non tradisse mai la Chiesa di Cristo e non osasse strappare la veste del Salvatore.
Beatitudine, pensi a cosa sta facendo! L'Ortodossia è in pericolo. Purtroppo, uno scisma della Chiesa ortodossa sta diventando un fatto chiaramente inevitabile e storico. Dopotutto, sai bene che questa truffa con l'autocefalia artificiale ucraina è finalizzata alla distruzione dell'ortodossia, alla destabilizzazione delle relazioni inter-ortodosse. Hai dichiarato di aver preso questa decisione dopo molte riflessioni. Ma non è vero! Tutti capiscono bene che questa decisione è stata avventata, presa sotto influenza e pressione esterne. Per favore, dì al mondo intero quale canone dà il diritto a scismatici dichiarati auto-ordinati, che non hanno ordini sacri, di essere sacerdoti e di concedere loro un tomos e un'autocefalia?
Il "tomos" non ha portato la pace in Ucraina, ma, al contrario, inimicizia, malizia e odio nei confronti della Chiesa ucraina ortodossa canonica da parte dei rappresentanti della cosiddetta "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", a cui lo stesso falso patriarca Filaret ha rinunciato, e a cui in precedenza favoriva con zelo la concessione del "tomos". I luoghi di culto vengono sequestrati e i sacerdoti e i fedeli della Chiesa ortodossa ucraina canonica vengono picchiati. Le chiese sequestrate rimangono vuote e il fedele popolo di Dio in Ucraina, la cui opinione è ignorata dal patriarca ecumenico, non pregherà mai con gli scismatici autoconsacrati. La Chiesa ortodossa ucraina canonica non riconoscerà mai la cosiddetta "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", perché ciò è contrario ai sacri canoni della santa Chiesa.
Sfortunatamente, la storia ci testimonia vividamente i nomi dei patriarchi di Costantinopoli e d'Alessandria che caddero nell'eresia e calpestarono i sacri canoni. Rimangono per sempre apostati dalla vera fede e traditori della sacra Tradizione. Sono stati tutti vittime dell'influenza negativa esercitata sulla Chiesa dallo stato, che ha interferito nei suoi insegnamenti e nella sua vita interiore. E oggi vediamo aperte interferenze negli affari interni della Chiesa e pressioni sui vescovi perché siano obbedienti e leali nella questione dell'adattamento della Chiesa ai bisogni delle politiche della globalizzazione.
Beatitudine! Non diventi uno dei condannati dalla storia, dalla Chiesa e da Dio! Dopotutto, anche qui sulla Terra dovrà rispondere davanti a tutta l'Ortodossia mondiale. È solo una questione di tempo, per non parlare del fatto che ognuno di noi dovrà comparire davanti al Giudizio di Dio, tenendo presente che il peccato dello scisma non viene lavato via nemmeno dal sangue del martirio.
Vostra Beatitudine!
Se Dio è per noi, chi può essere contro di noi? (Rm 8:31).
Preghiamo per lei il nostro Dio Padre celeste e speriamo fortemente che riconsidererà e riesaminerà la sua decisione, giungerà alla conoscenza della verità e difenderà l'unità dell'Ortodossia canonica.
+ Agafangel, metropolita di Odessa e Izmail,
membro permanente del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina

sabato 23 novembre 2019

Domani ,domenica 24 novembre 2019, la Divina Liturgia sarà celebrata presso la Chiesa ortodossa del Patriarcato di Mosca, Parrocchia dedicata a San Giovanni di Kronstadt, Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em.II a Castrovillari con inizio alle ore 9,30.
Il Signore sia con voi e vi benedica !!!!

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Patriarca Kirill: i discorsi sul riconoscimento 
degli scismatici 'sotto pressione' ci fanno sorridere
Pravmir, 21 novembre 2019


La Chiesa russa ha affrontato le prigioni e i plotoni d'esecuzione di Butovo, ma non si è mai inginocchiata davanti ai poteri terreni.

Sua Santità Kirill, patriarca di Mosca e di Tutta la Rus', ha tenuto un sermone dopo la Divina Liturgia nella Cattedrale di Cristo Salvatore il 20 novembre 2019, come riporta Ria.ru. Ha detto che i discorsi su diplomatici e politici che fanno pressioni su alcune Chiese ortodosse per riconoscere gli scismatici ucraini non fanno che suscitare un sorriso.
"Ciò a cui assistiamo oggi non è il risultato delle iniziative delle Chiese. È il risultato del fatto che alcune Chiese non sono riuscite a resistere alle pressioni. Questo è ciò che i primati delle Chiese mi hanno detto direttamente: "siamo sotto pressione", "siamo stati sotto pressione". A questo rispondo: "Non dovreste parlare di pressioni qui in Russia". Noi ne abbiamo sperimentate, di pressioni, durante l'intero ventesimo secolo. I nostri antenati non hanno solo affrontato difficili colloqui con coloro che erano al potere, hanno subito prigioni, campi di prigionia e i plotoni d'esecuzione di Butovo. Tuttavia, la Chiesa russa non si è mai inginocchiata a coloro che l'hanno sottoposta a pressioni", – ha affermato il primate della Chiesa ortodossa russa.
Sua Santità, il Patriarca Kirill, ha ammesso che oggi "nessuno fa pressioni sulle nostre Chiese ortodosse locali sorelle in questo modo". Ma per un certo numero di primati e vescovi "la vita in un'atmosfera calma ha creato una certa impressione di prosperità". Di conseguenza, "alcuni non sono riusciti nemmeno a ignorare una tale pressione diplomatica, esercitata su un certo numero di Chiese, principalmente quelle greche".
"Pertanto le attuali allusioni alla Chiesa russa da parte di alcune Chiese sorelle greche sono il risultato proprio di queste pressioni", ha osservato il primate della Chiesa ortodossa russa.
Ha espresso il suo dispiacere per il fatto che alcune Chiese greche “abbiano ceduto alla persuasione di funzionari inferiori”. Il patriarca ha detto: “Ciò mi fa semplicemente sorridere. viene dunque un deputato e fa pressioni su un patriarca e il patriarca non può fare nulla. Sapete quanti deputati ci sono, per influenzare i patriarchi? Ma qual è la nostra responsabilità condivisa? Come capi delle Chiese per preservare l'unità dell'Ortodossia? "
Secondo sua Santità il patriarca Kirill, hanno esercitato pressioni sulla Chiesa ortodossa "principalmente per far apparire uno scisma tra gli ortodossi e il mondo slavo". "Dovremmo fare tutto il possibile per non lasciare che questi piani malvagi e assurdi, non spezzino in nessun caso l'unità della Chiesa una, santa, cattolica e apostolico", ha concluso il patriarca Kirill.
Ha anche ringraziato il clero per l'unanimità e il sostegno al loro primate, che "per la sua posizione è all'avanguardia di questa lotta e di queste contraddizioni".

lunedì 18 novembre 2019

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I 20 principali consigli spirituali di 
sua Beatitudine il metropolita Onufrij
 
Pravmir, 14 novembre 2019

  

 
Il nostro angelo custode si rallegra delle nostre buone azioni e si addolora quando facciamo del male. Dovremmo cercare di vivere in modo tale che gli angeli possano rallegrarsi delle nostre vite.
Per evitare il peccato, si deve sapere qual è la volontà di Dio. Questo è ciò che impariamo dalla nostra coscienza, ed è ciò che impariamo dalle Sacre Scritture.
Chi ha sempre una preghiera sulle labbra e nel cuore, unita al pentimento, è un bersaglio difficile per i poteri malvagi, perché la preghiera lo protegge.
Questi sono tempi difficili, ma sono anche momenti in cui dobbiamo essere attenti a noi stessi, in modo che le passioni politiche e la saggezza umana non ci allontanino dal cammino della giusta fede. Se manteniamo pura la nostra fede, se proviamo a vivere secondo la fede, Dio ci invierà pace e tranquillità. Tuttavia, se affondiamo nell'abisso delle passioni, dell'inimicizia e degli scontri umani, allora, naturalmente, ci allontaneremo dalla via del Signore e ciò non porterà alcun bene.
La capacità di tollerare il prossimo è la saggezza della vita. Dovresti percepire il prossimo così com'è. Vuoi che sia migliore? Prega per lui. Dio può renderlo migliore. È così che si manifesta la pazienza cristiana.
Proprio come una persona soffoca senz'aria, così l'anima senza preghiera diventa morta e insensibile.
La preghiera è necessaria non per Dio ma per noi; è come l'ossigeno spirituale senza il quale una persona muore. Questa conversazione con Dio fornisce alla persona una fonte di vita.
Una cosa è quando le persone versano sangue per Cristo, e un'altra quando tollerano abusi, insulti e risentimento per amore della loro fede. Queste persone ricevono la corona del martirio senza sangue.
I pensieri pieni di amore, misericordia, pazienza e rispetto attirano la grazia di Dio, e quelli pieni di rabbia, odio e orgoglio la scacciano. Se siamo sopraffatti dalla rabbia, dall'odio e dall'orgoglio, ciò indica che l'immagine di Dio in noi è danneggiata.
Oggi dobbiamo vivere secondo le leggi cristiane e non secondo le leggi di questo mondo. Non è necessario guardare come vive il mondo; è governato da regole leggermente diverse.
Se manca la grazia di Dio, un uomo può trovarsi nel posto più bello, circondato da tutti i benefici del mondo, e sarà ancora infelice.
Più si raccolgono beni terreni, più si diventa disperati, perché non portano gioia spirituale. Puoi raccogliere tutti i tesori della terra e metterli di fronte a te, ed essere ancora la persona più miserabile.
I dolori sono una lezione spirituale mediante la quale un uomo apprende la sua debolezza e il potere di Dio. Più forte è il dolore, più profonda è la lezione. Tutto ciò che dobbiamo fare è sopportare queste tribolazioni con pazienza e gratitudine verso Dio.
Non è necessario aspettare. Le grandi cose sono fatte da grandi persone e noi siamo piccole persone. Quindi, dobbiamo fare piccole cose.
L'amore per i nostri nemici non è facile, ma dobbiamo pregare, leggere le Sacre Scritture, costringerci ad essere pazienti nel trattare con coloro che ci feriscono.
Durante le nostre vite terrene, dobbiamo assicurarci di avere un indumento decente per le nostre anime. Le nostre vesti dell'anima sono sporche di peccato. Dobbiamo pentirci immediatamente dopo aver commesso un peccato.
Coraggio significa andare contro corrente. Come sapete, solo i pesci morti scorrono liberamente ovunque scorre il fiume, mentre i pesci vivi corrono a monte verso la sorgente pura e un ambiente incontaminato. Solo quelli che sono stati in grado di evocare una certa misura d'umiltà sono capaci di vero coraggio.
Dicono che ci sono molte restrizioni nel cristianesimo, ma questo non è vero. Tutto va bene ma in buona misura e con ragione. I santi ci mostrano di quanto poco abbiamo davvero bisogno per sopravvivere.
Se uno presta attenzione a se stesso e vive una vita dignitosa secondo i comandamenti di Dio, allora sente la presenza di Dio dentro di lui, accanto a lui e in tutto l'universo.
Ogni uomo è un vaso della grazia di Dio. Toccando una persona, tocchi la grazia di Dio.

martedì 12 novembre 2019

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Il tradimento di Isengard
di George Michalopulos
Monomakhos, 10 novembre 2019

 

 Il riferimento del titolo viene dal Signore degli Anelli di Tolkien. Descrive il regime di Isengard sotto Saruman il Bianco, il più grande dei cinque stregoni (gli Istari), che sono gli esseri corporei semi-divini inviati a guidare la Terra di Mezzo.
Nel mezzo di Isengard c'era la grande torre di Orthanc, da cui regnava Saruman. In origine, era lui la mano ferma tra gli Istari e quindi il loro leader. Né bellicoso come Gandalf il Grigio né infantile come Radagast il Bruno, Saruman era più prudente. Era quello stabile. Eppure, cadde nell'errore e alla fine tradì la sua vocazione divina.
Ma il mondo di Tolkien non è il nostro mondo. Almeno non lo è stato fino alla settimana scorsa quando abbiamo udito notizie nefaste: il patriarca Theodoros II di Alessandria e di Tutta l'Africa ha ceduto al braccio di ferro del governo greco. È stato un pugno collettivo per tutti noi che siamo sorpresi dalle azioni scandalose perpetrate da Bartolomeo in Ucraina. Dato il suo atteggiamento profetico, la sua gentilezza pastorale e il suo pellegrinaggio in Ucraina, dove l'anno scorso ha incontrato la Chiesa sofferente, il suo tradimento è quanto mai amaro.
Ce lo aspettavamo da tempo da Bartolomeo: dopo tutto, ha telegrafato in giro il suo ecumenismo e la sua eterodossia ormai da diversi decenni. Credo che fosse nel 1991 quando informò un giornalista americano che "in generale, la Chiesa ortodossa è pro-life". Parole e frasi come "in generale" sono allarmanti in sé e per sé; retoricamente, scoprono gli altarini, per prendere in prestito un cliché. Ogni anno, con ogni nuovo proclama, vedevamo il Patriarcato ecumenico spingere la finestra di Overton sempre più a sinistra. È sempre stato allarmante, ma col tempo tutti hanno visto svelarsi la maschera.
Dalla sua ascesa al Patriarcato ecumenico, Bartolomeo non ha mai deluso i globalisti che lo circondano. Molti di noi hanno guardato dall'altra parte (me compreso). Dopo tutto, è un dhimmi che serve a piacere del governo kemalista in Turchia, e quindi non è l'arcivescovo di una città cristiana più di quanto lo sia l'uomo della luna. Non solo governa su un gregge in diminuzione, ma deve ricevere l'autorizzazione dal governo turco per effettuare riparazioni sulle poche chiese esistenti che rimangono nel suo "patriarcato". Tuttavia, a parità di condizioni, ha giocato le carte che gli sono state distribuite nel miglior modo possibile.
Alla fine, quello che ha fatto Bartolomeo non è stata una grande sorpresa: sapevamo che avrebbe gettato la sua sede nel fiume (il Tevere). E grazie all'incombente pontefice che ora risiede in Vaticano, ha trovato uno spirito affine.
Ma non Theodoros. Da lui ci aspettavamo di più. Se oggi esiste una Chiesa martire nel mondo (oltre ad Antiochia), è quella dell'Africa.
Per quanto riguarda la Chiesa di Grecia, ancora una volta, nessuna sorpresa. Una percentuale significativa dei vescovi di ​quella Chiesa è composta da uomini compromessi; gli altri sono abituati a percepire i loro stipendi con le tasse dei contribuenti. E poi c'è il fatto che la Chiesa di Grecia è una specie di chimera, con le diocesi del sud che sono le parti costitutive di una Chiesa autocefala mentre le diocesi del nord e alcune isole sono guidate da vescovi nominati da Istanbul. Non è né carne né pesce, e quindi le sue rivendicazioni a un'autentica autocefalia sono fasulle.
Potrei andare avanti. Anche Alessandria riceve denaro dal governo greco (così come Costantinopoli) e la Grecia ha dimostrato di essere un satrapo flessibile del Dipartimento di Stato americano.
È interessante notare che questa non è la prima volta che il governo greco ostacola la Chiesa ortodossa nella sua missione evangelistica. Diversi decenni fa, quando i leader della Chiesa ortodossa evangelica si recarono a Istanbul per incontrare il patriarca Demetrio, l'allora metropolita Bartolomeo Archondonis di Filadelfia si assicurò di far chiudere loro la porta in faccia. Ciò avvenne per ordine del governo greco, che non voleva che un flusso di americani non greci allagasse l'Arcidiocesi greco-ortodossa del Nord e del Sud America.
Perché, chiederete? Perché l'Arcidiocesi greco-ortodossa, allora e ora, non è altro che un agente non registrato al servizio dei bisogni di un governo straniero. Ma ci aspettavamo di più dalla Chiesa di Alessandria.
Ma ecco il problema. Vedete, l'intero scopo di avere un episcopato celibe è garantire l'indipendenza dai poteri secolari. Gli uomini sposati, così ci viene detto, sono sempre consci delle loro famiglie. Questo è vero: dopo tutto, Dio stesso ha imposto questo fin dall'inizio della razza umana. Il primo ministero di un uomo è verso la moglie e poi verso i figli, che favorirà naturalmente rispetto alla famiglia di un altro uomo.
E poi c'è il fatto che per adempiere a questo ministero, l'uomo sposato deve guadagnarsi il pane con il sudore della fronte. Anche questo è un mandato di Dio. Ciò significa che la sua vita non sarà un gioco da ragazzi e anche nel migliore dei casi sarà costretto a scendere a compromessi lungo la strada. Può anche fare cose che non sono etiche e persino criminali. Anche così, queste azioni sfortunate sono le eccezioni che dimostrano la regola: ovvero, il suo dovere è verso la sua famiglia.
E così ci viene detto che è per questo che gli uomini sposati non possono diventare vescovi. Perché la propensione al nepotismo e al compromesso è troppo grande. La maggior parte delle famiglie si trova solo a uno o due stipendi di distanza dalla rovina finanziaria. Il lupo è sempre alla porta di ogni capofamiglia anche quando le cose vanno bene.
I monaci, tuttavia, sono immuni da queste minacce. O almeno dovrebbero essere. Così ci viene detto che il nostro episcopato dovrebbe essere tratto dai loro ranghi. Dopotutto, è più facile per un celibe sacrificare se stesso e il suo benessere per respingere le forze secolari. Non ha niente da perdere. O almeno questa è l'idea.
Chiaramente, dobbiamo presumere che la Chiesa africana non sia guidata da autentici vescovi monaci. Ciò non significa che il patriarca Teodoro non abbia una coscienza. Si può vedere il dolore sul viso di Theodoros mentre commemora Sergej Dumenko, il falso metropolita di Kiev. Si può anche vedere l'espressione compiaciuta di trionfo sul volto del ministro greco il cui compito era torcere le braccia di Theodoros. Un vero monaco, uno che vive giorno per giorno e che ha fede nel Signore, avrebbe detto al ministro greco di "ficcarselo..." e per buona misura avrebbe chiamato alcuni monaci per farlo scaraventare fuori dalla porta.
Diversi secoli fa, san Basilio il Grande fece un serio predicozzo all'imperatore Teodosio il Grande [1]. L'imperatore fu colto di sorpresa e rimproverò Basilio, dicendogli che non aveva mai sentito un vescovo parlargli in quel modo. Basilio rispose con nonchalance: "Questo perché non hai mai visto un vero vescovo".
Purtroppo, avremmo avuto bisogno di uno di questi vescovi oggi, almeno ad Alessandria. Se la memoria non mi inganna, questa era la sede cu cui era pastore sant'Atanasio il Grande, un altro vescovo che non aveva mai letto Come conquistare amici e influenzare le persone. E fu esiliato non meno di cinque volte e per questo è noto con il titolo di Athanasius contra mundum ("Atanasio contro il mondo"). Sono sicuro che la sua vita sia stata dura e spiacevole. Eppure oggi è in cielo come santo. Degli scaldapanche e dei sicofanti che hanno condotto vite tranquille e non hanno mai detto una parola, non sono così tanto sicuro.
Forse è giunto il momento che l'episcopato sia aperto agli uomini sposati. Almeno con loro, sai cosa ottieni. Certamente non stiamo ottenendo leadership spirituale da "monaci" come Theodoros e i vescovi greci dell'Africa a cui piacciono le loro vite comode. Non devo farvi un disegnino. Il 100% di voi riuscirà a immaginarselo. Il tradimento a questo livello è irreparabile.
NOTA
[1] L'autore fa qui confusione con un altro noto conflitto di sant'Ambrogio di Milano con l'imperatore Teodosio. In realtà l'imperatore nell'episodio di san Basilio il Grande era Valente, e le parole di san Basilio erano indirizzate a un funzionario imperiale di nome Modesto. Il senso di questo paragrafo, comunque, non cambia a prescindere da chi sia stato l'interlocutore del santo (ndt).