mercoledì 26 aprile 2017

Dal sito del confratello P. Ambrogio di Torino



 

 

 

 

 

Il patriarca Kirill e il presidente Mattarella sulle persecuzioni degli ortodossi in Ucraina

Orthodoxie.com, 22 aprile 2017
Nel suo ultimo incontro con il presidente italiano Sergio Mattarella (il 12 aprile), il patriarca di Mosca ha presentato al suo interlocutore delle foto degli di atti di violenza esercitati contro i parrocchiani della Chiesa ortodossa ucraina da formazioni di paramilitari. “Stupisce il silenzio della comunità internazionale”, ha dichiarato il primate della Chiesa ortodossa russa al ricevimento pasquale annuale organizzato dal Ministero degli Esteri della Federazione Russa. “Si opprime la nostra Chiesa, si cerca di privarla dei suoi diritti civici, si cerca di adottare leggi che escludano la normale registrazione delle parrocchie ortodosse in Ucraina, si prende possesso delle chiese con la forza. Se ne può parlare a lungo, ma quando si vede come gruppi paramilitari in tenuta mimetica espellono con la forza la gente dalle chiese, questo è impressionante!”, ha dichiarato il patriarca Kirill nel suo intervento. Il patriarca ha aggiunto che tutte le Chiese ortodosse locali sostengono la Chiesa ortodossa ucraina nella sua opposizione al “patriarcato di Kiev” non riconosciuto, e che ha mostrato delle foto degli scontri al presidente italiano. “Si definisce la Chiesa ucraina ‘Chiesa aggressore’, si esige che rompa le sue relazioni con il patriarcato di Mosca, la si accusa di antipatriottismo. Ma il popolo resta fedele all’ordine canonico. Coloro che vengono espulsi dalle parrocchie permangono nella nostra giurisdizione canonica, è frequente che una nuova chiesa sia costruita per sostituire quella della quale si sono impadroniti [gli scismatici]. Ma ci sono casi in cui anche la nuova chiesa è stata sequestrata”, ha precisato il patriarca. “È sorprendente che tutto questo sia coperto dal silenzio nel mondo”, ha concluso.

 

domenica 16 aprile 2017

CRISTO E' RISORTO !!!!
KRISHTI U NGJALL  !!!!
Ringraziamo Dio per aver fatto si che le nostre due parrocchie ortodosse nella notte di Pasqua, ad Altomonte, e poi nella mattinata di domenica, a Castrovillari, abbiano avuto un grande numero di fedeli che hanno partecipato alle funzioni della resurrezione di Gesù Cristo.
Una piccola sequenza di foto, scattate da me, prima dell'inizio delle funzioni, quando il popolo ortodosso  iniziava a riempire le Chiese.

(Altomonte)






(Castrovillari)




Iniziata la Liturgia mi è stato impossibile scattare altre foto, ma credetemi le nostre Chiese erano piene di Fedeli !!!

venerdì 14 aprile 2017

Funzioni del Venerdi e del Sabato santo a Castrovillari ed Altomonte

E questa sera, sempre con inizio alle ore 17.30, presso la nostra Chiesa Parrocchiale Ortodossa "San Giovanni di Kronstadt" del Patriarcato di Mosca, Palazzo Gallo / Piazza Vittorio Em. II, a Castrovillari, saremo impegnati con la celebrazione del Mattutino del Venerdì Santo e con la processione con l'Epitafio.
Abbandoniamo per un poco di tempo le nostre preoccupazioni terrene, casalinghe e familiari, e immergiamoci nel profumo di incenso scaturito dall'incensiere della nostra Chiesa per pregare il Signore sepolto, ma che di lì a poco ressusciterà per la salvezza dell'intera umanità.
Per quanto riguarda la nostra Comunità Parrocchiale di Altomonte e dei paesi limitrofi, il nostro appuntamento è per Sabato notte alle ore 22.00 quando ci riuniremo in Chiesa e dopo aver acceso il cero dalle mani del sacerdote, ci incammineremo per la processione notturna. Ritornati davanti la porta della Chiesa celebreremo la funzione dell'apertura della porta e l'entrata trionfale di Cristo risorto al canto "Cristo è risorto dai morti...... " !!! Quindi la Divina Liturgia pasquale con lo scambio degli auguri al grido: 
 
" ХРИСТОС ВОСКРЕСЕ ВОИСТИННУ ВОСКРЕСЕ
HRISTOS A ÎNVIAT ADEVARAT A ÎNVIAT
CRISTO Ė RISORTO VERAMENTE Ė RISORTO
XRISTOS ANESTI ALITHOS ANESTI
                 KRISHTI U NGJALLË VIRTETA U NGJALLË " 
 


mercoledì 5 aprile 2017

L'ipocrisia, la falsità, la malignità, la malvagità e la cattiveria di noi occidentali ci ha suggerito, durante i dilettuosi, i fatti di sangue e le stragi avvenuti a Parigi di essere tutti francesi, tutti parigini; oppure i fatti dilettuosi e di sangue avvenuti in altre parti d'europa ci hanno spinto a mettere sui nostri profili le nostre facce sotto i colori delle bandiere delle nazioni che hanno subito i massacri. Non lo nego, anche se io non l'ho fatto, proprio perchè mi sembrava una grossa pagliacciata, ma in quel preciso momento della nostra storia e della nostra vita, era giusto essere al fianco delle famiglie e delle nazioni che avevano subito le stragi. Ma ora, ora, mi accorgo che siamo solo capaci di fare chiacchiere, di buttare e spargere con la nostra bocca solo sputo, questo tanto per farci vedere, coccodrillarmente, vicini a "certi tipi di stragi" e a certe nazioni. Dopo la strage avvenuta alla metropolitana di San Pietroburgo in Russia, non ho notato affatto, coccodrilli, che si sono pitturati la loro faccia con i colori della bandiera della Santa Russia. No tanto quei morti non ci toccano, non fanno parte della schifezza di questa pseudoeuropa, sono morti lontani sia da noi che dai nostri sguardi e pensieri. Quindi che ce frega se in una nazione che non ci appartiene avviene l'ennesimo eccidio, causato da persone come noi, ma che nel loro intimo osservano religioni, preghiere e dei diversi. Per questo è da pazzi pitturaci la faccia e dire, come abbiamo fatto per la Francia siamo francesi, "IO SONO RUSSO".
Io non mi pitturo, neanche questa volta la faccia, ma grido con tutta la mia forza che ho dentro di me: 
                     "IO SONO E MI SENTO R U S S O" !!!!
E mi vanto di farlo...............


sabato 1 aprile 2017

Potrebbe non sembrare, ma nella Chiesa di Grecia da dove provengono le nostre popolazioni italo-albanesi, qualcosa di STRAORDINARIO si muove. La Gerarchia ecclesiastica della Santa Grecia si ribella allo strapotere "papista" di quello che una volta era la Seconda e santa Roma" !!! - Dal Sito del confratello P. Ambrogio di Torino ...........http://www.ortodossiatorino.net

                       Un'accusa formale di insegnamento eterodosso mossa al patriarca Bartolomeo è stata presentata alla gerarchia della Chiesa di Grecia
 
Orthodox Ethos
20 marzo 2017



L'abate dello storico monastero della fonte vivificante a Longovardas, sull'isola di Paros, ha chiesto al Santo Sinodo di "ripudiare e condannare" gli insegnamenti del patriarca.

 

L'archimandrita Crisostomo, igumeno del sacro monastero della fonte vivificante a Paros, in Grecia, ha presentato al Santo Sinodo della Chiesa di Grecia una storica accusa formale di eresia contro il patriarca Bartolomeo. L'abate Crisostomo ha chiesto al Santo Sinodo di riconoscere, ripudiare e condannare la "eterodidaskalia" (insegnamenti eterodossi) del patriarca come contraria al retto insegnamento della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica di Cristo.
"Nel presentarvi questa lettera", ha scritto al Santo Sinodo, "poniamo di fronte all'onorevole corpo della gerarchia della Chiesa di Grecia lo scandalo causato a me stesso, alla nostra fraternità, al clero, ai monaci e a innumerevoli laici, dalle successive ondate di insegnamenti eterodossi che sono state espresse in tempi diversi da sua Santità, il patriarca ecumenico Bartolomeo, il culmine dei quali è stato espresso al Santo e Grande Concilio tenuto a Kolympari a Creta".
La petizione formale fornisce 12 esempi di insegnamento eterodosso fatti dal patriarca nel corso di decenni, così come 9 rilevanti canoni della Chiesa, e si conclude con una lista di vescovi (13), abati, ieromonaci e chierici (14), e teologi ( 9), che l'abate suggerisce di chiamato come testimoni a supporto di fronte al Santo Sinodo, quando il patriarca sarà chiamato formalmente a difendersi dall'accusa.
Il santo anziano Philotheos Zervakos, abate del sacro monastero della fonte vivificante a Longovardas (1979)

Il sacro monastero della fonte vivificante a Longovardas, Paros, Grecia


Con la confraternita del monastero e il vescovo

Il cortile interno del monastero

giovedì 30 marzo 2017

Un articolo interessante pubblicato sul sito: http://luceortodossamarcomannino.blogspot.it

            Le donne indisposte, il ciclo mestruale                             e la Chiesa Ortodossa

Quali sono le regole di comportamento per una donna ortodossa nel suo "momento"? Sappiamo bene che è un argomento assai delicato e non è nostro interesse essere offensivi e in alcun modo giudichiamo le donne per questo, o intendiamo far pesare loro la loro fisicità. Anticamente non tutte le donne non avevano gli assorbenti o dei palliativi di questi, sporcando così di sangue il pavimento della chiesa (che, a quel punto, andava riconsacrata!). A cagione di ciò, alle donne durante il ciclo mestruale veniva interdetto l'ingresso nei giorni particolari. Tuttavia, oggigiorno è molto improbabile non potersi dotare di un assorbente: a cagione di questo, gli Ortodossi hanno costituito un piccolo codice di comportamento per le donne che si trovano durante i giorni del ciclo.

Prima di leggere il codice di comportamento, è bene ricordarsi che il Levitico e l'Antico Testamento sono ancora validi nelle loro prescrizioni più autentiche e nobili, così come ci ricorda san Paolo nella Lettera gli Ebrei (Ebrei 7-10) e che quindi, sia per gli uomini che per le donne, molti aspetti rituali sono rimasti attivi nella cristianità. Nelle Costituzioni Apostoliche (secolo IV) vi è un capitolo apposito sulla purificazione rituale delle donne e degli uomini che si sono macchiati di crimini o che sono venuti al contatto col sangue, e qui, specifichiamolo, qualsiasi tipo di sangue. Le mestruazioni difatti sono solo uno dei possibili contatti con il sangue; il canone I di Sant'Atanasio è molto importante per comprendere la dinamica dei fluidi corporei: secondo il santo, il ciclo mestruale è paragonabile al moccio o a qualsiasi altro genere di emissioni corporee sia maschili che femminili. Due autori antichi, san Dionigi d'Alessandria (+264) e san Timoteo d'Alessandria (+385), espongono per primi il concetto di purificazione post partum e ritengono che un mese sia sufficiente affinché la donna sia purificata e possa tornare in chiesa a chiedere la benedizione. Essi tuttavia non prescrivono alcuna regola nel caso la donna nei periodi indisposti tocchi qualcosa di sacro. Ben diverso fanno i canonisti medievali bizantini i quali si rilevano molto più duri rispetto agli antichi:  nelle raccolte canoniche di Giovanni Diacono di Costantinopoli (IX secolo) quest'ultimo prescrive il divieto di accesso alla chiesa per quaranta giorni dopo il parto, necessari per la purificazione.

Vediamo ora come la Chiesa Ortodossa oggi codifica il comportamento delle donne indisposte. 



1. Non si può fare la Comunione. La donna indisposta non può accostarsi al calice eucaristico. Ovviamente la donna che si è preparata per la funzione può prendere l'anafora (il pane benedetto) e bere l'acqua santa o il vino benedetto. Non c'è ragione per NON prendere l'acqua benedetta, visto che con essa vengono benedetti perfino gli animali, che sono notoriamente inferiori all'essere umano. Se il ciclo mestruale è al suo termine, il giorno seguente la donna può recarsi in chiesa e chiedere la comunione separata, e il sacerdote non può tirarsi indietro. 

2. Non si può accedere al Battesimo. Così come per la comunione, è bene non sporcare un sacramento con le nostre impurità corporee che defluiscono dal nostro corpo, le quali si mescolerebbero con l'acqua santa e con il crisma. 

3. La donna indisposta può tranquillamente entrare in chiesa, venerare le icone, baciare il Vangelo, accendere candele e svolgere tutte le funzioni di pietà. La donna indisposta può leggere le Scritture, recitare il salterio e pregare seguendo il proprio pensiero o tramite i libri della Chiesa senza alcun problema. 

4. La donna dopo il parto si trova in un "congedo liturgico" di quaranta giorni nei quali ella non può entrare in chiesa. Dopo che sono passati i 40 giorni rituali, la donna (col bambino) si presenta in chiesa e su di lei vengono recitate le preghiere di purificazione e la benedizione del neonato con l'imposizione del nome e la Presentazione al Tempio del bambino. Da questo momento in poi alla donna è permesso nuovamente entrare in chiesa e prendere tutti i sacramenti. Dopo un periodo concordato col sacerdote, è bene battezzare il bambino. 

Inoltre, le bambine prima del loro primo ciclo mestruale (indicativamente attorno agli 11-12 anni) non sono obbligate ad indossare il velo in chiesa.

Ricordiamo che, oggigiorno, non vi è più alcuna preghiera particolare per lo "scioglimento delle impurità" della donna, escluse quelle del parto, molto importanti, e che sono obbligatorie prima della Presentazione al Tempio del bambino. 

martedì 28 marzo 2017

Mi sto accorgendo, amiche ed amici, che solo una mente "bacata, perversa, anti-lavoratori, marcia, guasta, maligna, crudele e perfida" avrebbe potuto partorire, anzi abortire una legge pensionistica come questa.
Legislatori eletti, anzi governi non letti, dal popolo si accaniscono contro di lui, pur di compiacere ai pochi che detengono le risorse mondiali, pur di assecondare ai poteri forti "bancari" (falliti perchè si sono mangiati i risparmi dei clienti), pur di condiscendere al potere fascistoide di una europa mai coesa e sempre anti popolare, generano e inventano Leggi che neanche il peggior regime totalitaria mai avrebbe inventato.
Mai nella storia della nostra Repubblica, il popolo dei lavoratori, è stato così duramente represso, soffocato, calpestato e deriso da governanti, i quali, godendo di un mensile pantagruelico, di leggi da loro stassi approvati ad personam, protetti dalle grandi sigle sindacali (che mentre ai tempi dei governi democristiani ad ogni "scorreggio governativo" riempivano le piazze non solo della Capitale, ma di ogni grande città d'Italia, ora invece alleati ai govercchi anti popolari), pur di compiacere alla Germania e alla Francia, tradiscono coloro che, con i loro immensi sacrifici e con le loro stramaledette e ingiustificate tasse, danno la possibilità a questi "nababbi" di prosperare ai danni della loro Nazione e di tutti coloro che vi ci abitano.
Con le loro Leggi, anti-popolari, non vogliono che i giovani trovino lavoro (così potranno essere ricattati ogni momento della loro vita), non vogliono che questi avendo le spalle coperte economicamente possano sposarsi e procreare e mantengono in "vita" i vecchi perchè questi possano essere sfruttati all'inverosimile fino a quando "il rincoglionimento" non li mandi al Creatore.
La legge pensionistica della "quota cento" e stata messa in naftalina da quella della Signora Fornero, la quale ha allungato il regime lavorativo fino ad una età in cui la vecchiaia non permetterà al lavoratore di poter godere della pensione tanta agognata e sacrosantamente conquistata dopo anni di incessante lavoro.
Sindacati e politici (destra, sinistra e centro), si sono coalizzati contro i lavoratori, approvando la Legge Fornero, i quali ora, secondo Poletti e gli anti lavoratori ed operai dell'INPS, pretendono con la famosa, dannosa e anticostituzionale APE (avrebbero anche potuto chiamarla calabrone o vespa), chi ha superato l'ex quota 100, per ottenere la tanto, sospirata, sognata, ambita e spettante pensione, se la dovranno acquistare. E come può avvenire tutto ciò????? Facendo un mutuo in una banca, quindi comprando ciò che gli spetta per diritto sacrosanto.
Mentre i politici i loro "diritti acquisiti" li gestiscono come più gli pare e sempre a loro beneficio, i poveri lavoratori i "loro diritti", acquisiti con anni ed anni di sacrificio, non potranno mai goderli perchè chi ci governa li tratta come pezze da piedi. E qui una grande fetta di colpa, spetta ai così detti "sindacati" i quali non hanno mossa foglia per mandare a gambe all'aria questa legge strozzina ed a quei politici compiacenti che hanno, con la scusa del debito pubblico o altre magagne del genere, accettato supinamente di andare contro i poveri lavoratori italiani.
Siamo, sotto le grinfie, dei traditori della Patria, della Repubblica, della Costituzione e del POPOLO, che non è più sovrano, ma schiavo di "leccaculi" al soldo dei poteri forti.
Nessun problema, anche loro, al momento giusto, avranno la loro mercede e anche loro un giorno dovranno piangere le loro malefatte.
Speriamo che molto, molto presto, il popolo, si ravveda e spazzi, con un colpo di spugna, questi traditori della loro DIGNITA' !!!!!!
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venerdì 17 marzo 2017

Dal sito del Confratello P. Ambrogio di Torino: http://www.ortodossiatorino.net

  Un nuovo testo della Divina Liturgia in italiano

 Pubblicato : Padre Ambrogio

 L’associazione Testimonianza Ortodossa, che già ci ha offerto negli anni scorsi un libro di preghiere e un testo degli offici della Settimana Santa, conferma la sua capacità di produrre ogni anno testi liturgici di buona qualità. Oggi abbiamo disponibile un testo con la Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo e quella di San Basilio il Grande, assieme a molto altro materiale. Il libro comprende un’introduzione catechetica compatta ma ricca di informazioni, l’Ufficio della Preparazione, il Rito della Proscomidia, la Supplica per i defunti, alcuni inni di uso generale (Apolitikia e Contakia), e una selezione dei testi (dalle antifone speciali alle letture) per le grandi feste e per tutte le domeniche dell’anno. Chiudono il volume le note di glossario e di scelta di alcuni termini.
Al di là dell’indubbia ricchezza di materiale, il libro presenta un aspetto nuovo e straordinaramente importante: è la prima opera in lingua italiana che nasce con un preciso intento di armonizzare gli usi e le tradizioni particolari delle diverse Chiese ortodosse. Pur essendo derivato da una traduzione dal greco e prendendo i testi greci come base, fa molta attenzione a descrivere dove le altre Chiese ortodosse presenti in Italia (in particolare quella romena e quella russa) seguono modalità liturgiche leggermente differenti. Anche se resta ancora molto da fare in tal senso (e forse il sottotitolo del libro, “Traduzione intergiurisdizionale”, ci sembra indicare più un progetto di lavoro ancora in corso, rispetto a un effettivo stato dell’arte), è certamente un passo positivo, che favorirà il dialogo e lo scambio tra gli ortodossi di diverse giurisdizioni.
Per il momento non tutto sembra scorrere con la stessa facilità: per esempio, da una parte apprezziamo lo sforzo di presentare le date delle feste secondo il nuovo e il vecchio calendario, oppure i titoli delle domeniche secondo la terminologia usata dalla Chiesa greca (che le divide in domeniche di Matteo, di Marco e Luca) e secondo quella usata dalle Chiese romena e russa (che le numerano in modo uniforme a partire dalla Pentecoste). D’altra parte, ci dispiace che la presentazione dei toni musicali secondo lo stile greco (che parla di toni plagali) non sia stata integrata – non sarebbe stato difficile – con la presentazione degli stili delle altre Chiese (che non parlano di toni plagali...  perché a differenza della musica cosiddetta bizantina e di quella gregoriana, non hanno toni secondari che ricalcano le linee melodiche dei toni principali, ma veri e propri toni differenti con linee melodiche diverse).
Il libro purtroppo presenta ancora qualche refuso, e alcune parti sono di difficile consultazione. Per esempio, le note metodologiche conclusive alle pagine 283-284 sono siglate con semplici lettere, e davvero (vista l’importanza delle note nel capire talune scelte editoriali del libro), si sarebbe fatto bene ad associare alla nota almeno il numero di pagina referenziato. Per comodità vi indichiamo noi queste associazioni: a-33, b-34, c-43, d-49, e[erroneamente segnata come i]-65, f-86, g-91, h-100, j[segnato come i]-103, k[segnato come j]-105, l[segnato come k]-108.
Onestamente, non possiamo prevedere il successo di quest’opera: se anche avesse uno scopo limitato come quello di far sentire più a proprio agio nelle chiese greche gli ortodossi che seguono altre usanze, già avrebbe reso un prezioso servizio a tutti. In ogni caso, e così come abbiamo già detto per altre opere curate dall’associazione Testimonianza ortodossa, si tratta di un faro che sta illuminando il cammino nella giusta direzione.

sabato 11 marzo 2017

Annunciato Anti-Sinodo contro Creta - http://luceortodossamarcomannino.blogspot.it/


Il portale Prietenii Sfantului Efrem in lingua romena ha pubblicato un annuncio che, per la sua importanza - se effettivamente avrà un seguito pratico - sarà davvero un evento epocale per l'Ortodossia contemporanea, capace di spaccare in due gli ortodossi e creare un altro grande scisma interno alla Chiesa di Cristo.

In foto, padre Teodoro Zisis, l'anima del Movimento.

Martedì 4 Aprile 2017 si terrà una Sinassi Anti-Ecumenista che riunirà tutti i rappresentanti di tutte le Chiese canoniche che condannerà il Sinodo di Creta. Il luogo di questo incontro non è stato ancora reso noto ma la fonte indica che esso sarà reso manifesto fra poche settimane. A questa sinassi prenderanno posto alcuni Padri del Monte Athos, il dottor padre teologo Teodoro Zisis, e altri eminenti figure dell'Ortodossia contemporanea, fra i quali alcuni vescovi (i nomi non sono stati resi noti). L'incontro è aperto a tutti, uomini e donne, e tutti sono invitati. Sono state raccolte firme e presenze dalla Grecia, dalla Russia, dalla Serbia, dalla Romania, dalla Georgia, dalla Bulgaria, dagli Stati Uniti d'America, da Cipro, dall'Australia, dall'Inghilterra, dal Canada, dalla Germania e da molti altri paesi. 

L'obiettivo della sinassi è la condanna ufficiale del Concilio di Creta. 

Il sinodo si terrà in lingua greca, ma sarà presente un traduttore romeno che si occuperà di traduzione simultanea.
Anche oggi, sabato e di buon mattino, desidero ricordare alle fedeli e ai fedeli della nostra Chiesa Parrocchiale Ortodossa "San Giovanni di kronstadt" del Patriarcato di Mosca con sede in Castrovillari (Cosenza - Calabria - Italia), che, domani domenica 12 marzo 2017, II domenica di quaresima - San Gregorio Papamas, tono V, Evangelo: "Guarigione del Paralitico", la Divina Liturgia inizierà come sempre alle ore 9,30 circa.
Dopo la Liturgia verrà officiata la Panichida per commemorare i nostri defunti.
Quindi Vi aspetto .......... Il Signore vi benedica !!!!



venerdì 10 marzo 2017

http://www.ortodossiatorino.net

Sul digiuno
dal blog del sito Orthodox England
9 marzo 2017


1. Il tempo attuale
Oggi il cibo è un tema molto importante. C'è una crisi di obesità in questo paese, ma in altri paesi non è così. Si potrebbe anche dire che metà del mondo mangia troppo e metà del mondo non mangia abbastanza. Ci sono problemi di anoressia (mangiare troppo poco) e di bulimia (mangiare troppo). Molte, molte persone cercano di dimagrire, ricorrendo a diete. La gente cerca di perdere peso, frequentando palestre e centri di fitness, e spendendo un sacco di soldi. Molti sono preoccupati per gli additivi negli alimenti, troppo zucchero o sale o grassi. Altri sono preoccupati per gli alimenti geneticamente modificati. Quello che era semplice ora è complicato. Guardate gli elenchi degli ingredienti su qualsiasi pacchetto di cibo. Qual è la nostra soluzione? Evitare gli estremi, mangiare cibi naturali e freschi, molta frutta e verdura. Questo è il motivo per cui abbiamo il digiuno nella Chiesa.

2. Perché digiunare?
Adamo ed Eva furono cacciati dal paradiso a causa di un cibo. Noi ci asteniamo da certi cibi in certi periodi dell'anno, in modo da poter ri-entrare nel paradiso. Nella storia, nessuno ha mangiato carne fino al tempo di Noè, ai suoi tempila gente era diventata debole e aveva bisogno di forze. In sostanza, noi siamo ciò che mangiamo. Se mangiamo molti alimenti di origine animale, possiamo diventare simili ad animali.
 
3. Quando digiunare?
Digiuniamo quasi tutti i mercoledì e i venerdì (il mercoledì è il giorno in cui Giuda ha tradito Cristo e il venerdì è il giorno in cui lo hanno crocifisso) e durante quattro periodi di digiuno all'anno. Questi sono: i quaranta giorni e la Settimana Santa prima di Pasqua; le settimane prima della festa dei santi Pietro e Paolo il 12 luglio; le due settimane alla fine di agosto per la festa della Dormizione della Madre di Dio il 28 agosto; i quaranta giorni prima del Natale. Così digiuniamo per 6 mesi all'anno e per 6 mesi non digiuniamo. Questo è equilibrio. Digiuniamo in modo da poter pregare più facilmente, in modo da poterci sentire più leggeri. Se non pregate quando digiunate, vi sentirete irritabili. Il digiuno e la preghiera vanno sempre insieme. Possiamo usare i soldi che risparmiamo comprando meno cibo, soprattutto carne costosa, per aiutare i poveri o gli enti di beneficenza. Questo si chiama elemosina.
 
4. Come digiunare?
Digiunare significa non mangiare alimenti che provengono dagli animali e mangiare il resto con moderazione. Il digiuno è puramente volontario e ci sono diversi livelli di digiuno, in base alla nostra età, capacità ed esperienza. In termini semplici, il primo livello è non mangiare carne, il secondo è non mangiare uova, il terzo è non mangiare latticini (formaggio, latte, yogurt, ecc), il quarto è non mangiare pesce. Naturalmente, nessuno si aspetta che i bambini piccoli, le donne in gravidanza e in allattamento e i malati si mettano a digiunare. Ma tutti possono fare almeno uno sforzo!

mercoledì 8 marzo 2017

A tutte le mie "fantastiche, meravigliose, amorevoli" figlie spirituali che frequentano e non le mie due parrocchie di Castrovillari e Altomonte.........
                 BUONA FESTA !!!!
Il Signore vi protegga, vi benedica e mantenga sempre in voi la retta fede della santa ortodossia.



sabato 4 marzo 2017

E......... ricordo, paternamente, a tutti coloro che desiderano partecipare questa sera, sabato 4 marzo 2017, ad Altomonte alla processione con le Sante ikoni, che vi aspetto in Via Balbia, 7 presso la nostra Chiesa Parrocchiale Ortodossa, San Arsenio di Cappadocia, già dalle ore 17.00 !!!!!!
Quindi affluite da tutti i paesi del cirondario, Acquaformosa, Lungro, Firmo, San Sosti, Sant'Agata, San Donato ecc....
Partiremo dalla Chiesa per scendere fino davanti il Comune, qui dopo l'ufficiatura all'aperto della Vittoria dell'ortodossia contro gli ikonoclasti, per Via Roma ritorniamo alla nostra chiesa.
Ricordatelo ai vostri amici, ai vostri parenti, ai vostri paesani di essere presenti a questo primo grande avvenimento ecclesiastico ortodosso in terra di Altomonte.
Il Signore sia con voi e vi benedica !!!!!

L'immagine può contenere: spazio al chiuso


giovedì 23 febbraio 2017

La grande opera, Monastero nei pressi di BIvongi, ristrutturata mattone su mattone dal compianto Padre Kosmas, al quale poi gli hanno dato il benservito, "Eterna sia sempre la sua memoria", e distrutta da "CHI SAPPIAMO TUTTI", oggi festeggia il suo Santo Patrono: San Giovanni Theristis"!!!!!
Ricordo l'amore con cui venendo in Italia, lui dal nostro stesso sangue "Arvanita", amante di questa terra che fu la Grande Grecia, si dedicò con amima, cuore e fatica per la ricostruzione del rudere del Monastero che un tempo era stato "GRANDE", ma che poi con la venuta dei barbari Normanni alleati con il Papa di Roma, era stato quasi raso al suolo. Ricordo che quando andavamo a trovarlo, dal suo volto, parlando del Monastero, si sviluppava una luce che illuminava non solo il suo viso, ma anche il nostro, alle prime armi con il riincontro con la Santa Ortodossia, la fede dei nostri Padri!!!
Le ultime volte che sono stato a Bivongi, è stato nel lontano 2001, durante la storica visita di quello che dovrebbe essere il Patriarca giurisdizionale del Sud Italia, ma che lo ha abbandonato nelle mani dei "nemici di Cristo" e quello proprio nel giorno della Festa di San Giovanni. Quella è stata anche l'ultima volta che ho visto il mio fratello di sangue P. Kosmas il quale a distanza di qualche anno è stato letteralmente "allontanato con forza e prepotenza, dalla sua creatura e fatto ritornare sul Monte Athos, dove sarebbe stato chiamato da Signore e secondo me......"morto di crepacuore" nel vedere la sua Grande Opera nelle mani dei "Mercanti del Tempio". Riposi in pace, Padre Kosmas, sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre preghiere !!!!
Ci rivolgiamo con umiltà al Santo 
Giovanni, che continui a proteggere il Monastero a lui dedicato e che non si dimentichi di chi ha ricostruito la sua dimora.
 
 

giovedì 16 febbraio 2017

Вселенская родительская суббота !!!!!
Pomenirea morților !!!!!

Care Fedeli e cari Fedeli, mi hanno chiamato da Altomonte chiedendomi di officiare la "Pomenirea mortilor" (Parastas - Panichida - Trisajon) per domenica 19 febbraio 2017, subito dopo la Divina Liturgia.
Considerato che i Fedeli comandano, hanno sempre ragione ed il prete obbedisce, comunico a tutti, che appena terminata la Liturgia del "carnevale", sarà officita la Parastas - Panichida - Trisajon in suffragio di tutti i nostri defunti.
I nostri defunti, ricordiamo se ce ne fosse bisogno, hanno la necessità delle nostre preghiere ed essere raccomandati al Signore perchè nella sua infinita bontà e misericordia non si dimentichi di loro. Con le nostre preghiere possiamo intercedere per loro presso di Lui, sapendo che la sua Genitrice e tutti i santi, ci confortano e li confortano con le loro preghiere.
Quindi, se noi pregheremo per i nostri defunti e ci ricorderemo di loro, sicuramente anche i nostri figli ed i nostri parenti, dopo la nostra dipartita, si ricorderanno di noi e per noi pregheranno.
Domenica dopo la Liturgia "POMENIREA MORTILOR" - "Вселенская родительская суббота" !!!!!
 

 

mercoledì 8 febbraio 2017

Care Fedeli, Cari Fedeli ortodossi di Altomonte e dei paesi del circondario, desidero comunicarvi, con larghissimo anticipo, così non potrete dire "NON LO SAPEVAMO", che sabato 4 marzo 2017, vigilia della prima domenica di quaresima, dedicata all'ortodossia ovvero alla memoria del ripristino del culto delle sante e venerabili ikone, presso la nostra Chiesa Ortodossa "San Arsenio di Cappadocia" in Via Balbia, 7 (Altomonte) sarà celebrato il vespro (VECERNIE) e subito dopo tutto il popolo cristiano ortodosso, che sarà presente, si unirà in una processione per le vie di Altomonte, portando con se una santa ikona. 




Nei prossimi giorni cercheremo di essere più precisi sugli orari e sulle vie da percorrere.
Il Signore ci benedica e ci preservi dalle grinfie del demonio !!!!
Chi desidera avere notizie più precise può chiamare il seguente numero di Cell.: 3473400419

sabato 4 febbraio 2017

CI PIANGE IL CUORE.........dal sito del confratello P. Ambrogio di Torino

La parrocchia della Chiesa ortodossa russa a Venezia potrebbe perdere la chiesa

 

2 febbraio 2017. INTERFAX – La parrocchia del patriarcato di Mosca dedicata alla sante donne mirofore a Venezia potrebbe presto ritrovarsi sulla strada.
 "Purtroppo, non abbiamo una nostra chiesa. Nel 2003, su nostra richiesta, la diocesi cattolica ci ha dato un luogo temporaneo di culto – l'antica chiesa di San Giovanni Decollato, in cui la parrocchia si trova tuttora", – ha detto giovedì in un'intervista a "Interfax-Religion" il rettore della parrocchia, l'arciprete Alexey Yastrebov.
Secondo lui, alla comunità è stata promessa entro un certo tempo l'assegnazione di questa o di un'altra chiesa per uso permanente sulla base di un contratto di locazione a lungo termine.
"Purtroppo, le promesse a lungo termine che abbiamo sentito da parte delle autorità cattoliche della città non sono state adempiute, e nessuna chiesa è ancora stata assegnata alla parrocchia. Invece, bisogna liberare in breve tempo l'attuale edificio, in quanto sarebbe necessario per i bisogni spirituali di una congregazione femminile" – ha detto il sacerdote.
Ha detto che nel centro storico scarsamente popolato di Venezia c'è una grande abbondanza di chiese chiuse o poco usate.
"Siamo stati anche disposti a prendere in considerazione l'opzione dei una chiesa che richiede un restauro costoso, ma abbiano atteso condizioni accettabili di contratto, vale a dire, un noleggio a tempo molto lungo, per esempio 99 anni, e non 19 come ci hanno offerto. Numerose richieste rivolte alle autorità secolari allo stesso modo non hanno ancora dato alcun risultato. Dal comune avremmo bisogno di un pezzo di terra. Ogni sindaco di Venezia si è sentito in dovere di promettere di aiutarci, ma non se n'è fatto nulla," – ha detto l'interlocutore dell'agenzia.
Secondo lui, la regione Veneto, che si presenta come filo-russa, "non si affretta ad aiutare la Russia: dal dire al fare c'è di mezzo il mare".
"La regione ha al suo attivo una ex chiesa, ma per ragioni sconosciute, non ci dà una risposta alla nostra richiesta di informazioni su di essa, anche se il suo grado di distruzione è tale che dovrebbero essere solo interessati solo ad affidarcela, salvando in tal modo un monumento di storia e di cultura", – ha detto il parroco.
Nel 2017 si compiono i 234 anni dalla fondazione della prima chiesa russa nella penisola italiana. Si trattava di una chiesa domestica presso l'ambasciata russa nella Repubblica di Venezia, fondata per decreto dell'imperatrice Caterina la Grande.
L'attuale comunità del patriarcato di Mosca a Venezia esiste da 14 anni e, secondo padre Alexey, "è un faro spirituale per settemila fedeli". La parrocchia conduce un'attiva vita sociale: in particolare, è stata una delle prime in Italia a prendere parte all'azione del "nastro di san Giorgio", organizzando in occasione della ricorrenza della vittoria nella sala da concerto centrale di Venezia una serata musicale, alla presenza di una sala piena, e per la prima volta in Italia, l'8 maggio 2016 ha tenuto la processione del "reggimento degli immortali" con la partecipazione dei parrocchiani

sabato 21 gennaio 2017

E domani, domenica 22 gennaio, noi del calendario giuliano, festeggiamo, presso la Parrocchia Ortodossa del patriarcato di Mosca in Piazza Vittorio Em. II / Palazzo Gallo a Castrovillari (cs-Calabria),  la Santa Theophania di N.S.G.C.
La Liturgia avrà inizio alle ore 9,30 circa.
Dopo la liturgia avverrà l'uficiatura della "Benedizione delle Acque".
Portate una bottiglietta per riempirla di Acqua benedetta.
Vi aspetto e niente scuse per non essereci.
Il Signore, nella sua manifestazione, ci sia accanto e ci benedica !!!





martedì 17 gennaio 2017

Dal sito: http://www.ortodossiatorino.net

Punto di ebollizione: la Transcarpazia minaccia Kiev con uno 'scenario Donbass'

di Eduard Popov
Fort Russ, 10 gennaio 2017


"la Transcarpazia non è Galizia"

Nel corso dell'ultimo anno, i consigli regionali di un certo numero di regioni dell'Ucraina (Poltava e Ivano-Frankovsk) hanno adottato leggi che richiedono che il presidente Poroshenko potenzi i diritti delle regioni. Kiev ha considerato queste leggi come manifestazioni di separatismo. Ora il testimone è passato a organizzazioni sociali non solo a Leopoli, ma anche in Transcarpazia. In effetti, sembra che la Transcarpazia stia gradualmente riguadagnando lo status di principale "regione separatista" in Ucraina occidentale.
Il 12 ottobre 2016, il presidente del Consiglio regionale della Transcarpazia, Mikhail Rivis, ha chiesto che alla regione siano assegnati più fondi per lo sviluppo delle infrastrutture. In caso contrario, ha minacciato Rivis, la Transcarpazia potrebbe separarsi dall'Ucraina. Il 2 dicembre, nella capitale della Transcarpazia, Uzhgorod, si è tenuto un incontro tra i giovani ungheresi e i deputati locali, i cui partecipanti hanno proclamato il ssostegno alla dichiarazione di Rivis che la regione potrebbe separarsi dall'Ucraina e stabilire l'autonomia. Gli attivisti ungheresi hanno poi invitato il presidente Poroshenko a firmare un accordo speciale che è stato letto ad alta voce dal leader dell'iniziativa, l'attivista ungherese Ivan Farkosz.
Farkosz ha dichiarato: "Invitiamo Kiev a concludere questo accordo sui poteri delegati, che consentirebbero alla popolazione ungherese di vivere in Ucraina con dignità. Sosteniamo il parere del capo del Consiglio regionale della Transcarpazia, Mikhail Rivis, che ha annunciato l'esistenza di presupposti oggettivi per la potenziale secessione dall'Ucraina. Se Kiev vuole vedere questa regione come parte del suo stato, chiediamo l'istituzione di una quota del 20% per i rappresentanti delle comunità ungheresi nel Consiglio regionale della Transcarpazia e trasmissioni televisive in ungherese".
Gli ungheresi costituiscono circa il 12% della popolazione della Transcarpazia e sono ampiamente rappresentati nei consigli a tutti i livelli. L'innalzamento delle loro richieste a una rappresentanza del 20% suggerisce che essi abbiano una sensazione di potere e che stiano in realtà dettando le loro condizioni a Kiev. A sua volta, la SBU ha aperto un procedimento penale con accusa di eventi anti-costituzionali e sta svolgendo un'indagine.
In seguito a Uzhgorod e alla comunità ungherese locale, la comunità polacca della capitale della Galizia, Leopoli, ha anch'essa affermato i suoi diritti. A Leopoli si è tenuto il 25 dicembre un forum della comunità polacca della regione di Leopoli, i cui partecipanti hanno chiesto che il governo di Kiev conceda autonomia economica alla regione. Il presidente dell'associazione dei polacchi di Leopoli, Sergej Lukjanenko, ha dichiarato che la regione è indietro di 50 anni rispetto alla Polonia nello sviluppo economico. Lukjanenko ha aggiunto: "La Polonia consentirà ai residenti della regione di Leopoli di realizzare se stessi". Ha anche notato che Leopoli "ha ancora una possibilità."
Vale la pena notare che i polacchi simpatizzano con gli ungheresi della Transcarpazia. Quando nel marzo 2016 a Uzhogord c'è stato un corteo di ucraini neonazisti che gridavano lo slogan "pugnalate gli ungheresi!", questo ha causato uno sfogo di indignazione non solo in Ungheria, ma anche nella stessa Polonia. Come punto di confronto, il ministero degli esteri ucraino e lo stato ucraino hanno espresso indignazione a Varsavia dopo che una persona (una sola!) ha gridato "morte agli ucraini!" in una marcia nella città polacca di Przemysl. L'Ucraina, però, ha scelto di non notare gli appelli di massa a uccidere gli ungheresi della Transcarpazia che hanno abitato la regione per più di mille anni.
Il 22 dicembre, i rappresentanti dei russini della Transcarpazia hanno anch'essi annunciato l'intenzione di chiedere uno status autonomo per la Transcarpazia. Hanno chiesto che siano riconosciuti i risultati del referendum del 1991, in cui i residenti della regione avevano votato per l'autonomia all'interno dell'Ucraina. Ivan Palinkash, un membro del Presidio del Consiglio popolare dei russini di Transcarpazia, ha dichiarato: "Abbiamo due esigenze principali: riconoscere i russini come nazionalità e riconoscere i risultati del referendum in cui il 78% degli abitanti della Transcarpazia ha votato per l'autonomia all'interno dell'Ucraina. Crediamo che non ci sia nulla di sbagliato in questo. Vogliamo svilupparci".

"riconoscete i risultati del referendum del 1991 in Transcarpazia"
"i russini non sono banderisti"

Come passo seguente nella catena degli eventi, il 23 dicembre Rivis ha invitato il governo ucraino a non permettere alla regione per raggiungere il punto di uno "scenario di Donetsk e Lugansk". Rivis ha rilasciato una simile dichiarazione durante una sessione del Consiglio regionale nel corso del quale i deputati hanno votato per legami economici autonomi con altre regioni, in particolare Poltava e Ivano-Frankovsk. I consigli di queste regioni hanno inoltre adottato una risoluzione per estendere i loro diritti in aggiunta alla domanda che Kiev riconosca tali diritti regionali estesi.
Nelle parole di Rivis, "l'amministrazione è nominata dal presidente, ma i consigli regionali sono eletti dal popolo... Dobbiamo trasmettere le nostre idee in modo che esse siano ascoltate, e in modo che le cose non raggiungano il punto visto a Donetsk e Lugansk, quando la gente è insorta a dire 'non ci state ascoltando'. "In altre parole, il regime di dubbia legittità di Poroshenko si oppone ai deputati legalmente eletti dei consigli regionali. Si tratta di un precedente giuridico e politico pericoloso per Poroshenko. Le parole di Rivis, inoltre, minacciano palesemente il presidente Poroshenko di una ripetizione dello scenario del Donbass.
Rivis e altri deputati non sono stati puniti per le loro parole. A quanto pare, la SBU regionale ha paura di usare la repressione. Il destino della Berkut ucraina è ancora fresco nella mente dei funzionari della SBU in Transcarpazia. Per di più, Kiev ha paura di turbare i "separatisti" ungheresi, dietro i quali potrebbe schierarsi non solo l'Ungheria, ma la Polonia e l'Unione Europea nel suo complesso.
Secondo i rapporti dalla Transcarpazia, l'Ungheria sta emettendo attivamente passaporti nella regione. Anche gli attivisti russini hanno annunciato che i residenti della regione hanno ricevuto 500.000 passaporti da agenzie dello Stato ungherese. E' probabile che queste cifre siano molto esagerate, e che il numero di passaporti rilasciati abbia di poco superato i 150.000-200.000. Solo un anno fa, si parlava di 100.000 passaporti. Anche questo numero è significativo, tuttavia, dato che la popolazione della regione (tra cui i migranti che lavorano all'estero) è di 1.260.000 persone.
Questo processo centrifugo in Ucraina non farà che aumentare in vista dell'evidente crisi della statualità ucraina e della distruzione della stessa idea di uno stato ucraino. Questo processo è guidato non dai "separatisti" del sud-est, ma dai "patrioti" dell'Ucraina occidentale. Già nel 2008, l'autore di queste righe aveva previsto uno scenario simile. Sono convinto ora, come lo ero nel 2008, che l'Ucraina perderà le sue terre a ovest e a sud-ovest, quando gli attuali alleati dell'Ucraina (Polonia, Ungheria e Romania) sfrutteranno la debolezza e la stoltezza dello stato ucraino per riprendersi i territori tolti loro dall'URSS, che questi paesi considerano ancora come propri.