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i fedeli della parrocchia bulgara di Edirne
Sua Santità il patriarca Daniil di Bulgaria ha espresso confusione e
frustrazione per il rifiuto del metropolita greco Amphilochios di
consentire lo svolgimento di funzioni religiose in lingua bulgara nella
chiesa bulgara di san Giorgio a Edirne, in Turchia (l'antica
Adrianopoli, a un passo dal confine bulgaro), dove a padre Haralampy
Nichev, chierico del Patriarcato di Costantinopoli, non è stato permesso
di celebrare la Liturgia patronale in bulgaro. Il patriarca ha
commentato: "Quando erano lì presenti 150 bulgari, qual è il problema
nel permettere che la Liturgia fosse celebrata in bulgaro?"
Questi conflitti si protraggono ormai da tempo, e non sono che un'eco
degli eventi di 150 anni fa, quando i bulgari dell'Impero Ottomano
lottarono per il diritto di predicare in una lingua bulgara
indipendente. A quel punto fu formulata l'accusa di "etnofiletismo"
(tribalismo etnico), come se oggi imporre a una chiesa piena di bulgari
l'uso della lingua liturgica greca non avesse nulla a che fare con il
tribalismo.
Il patriarca Danill non vede perché ora ci sia bisogno di riaprire
delicate questioni storiche che non giovano a nessuno, ed esprime la
speranza che "le parti responsabili tengano conto della storia remota e
recente, e trovino una soluzione positiva a questo problema, in modo che
tutti siano soddisfatti, in modo che il culto possa essere celebrato
regolarmente, in una lingua comprensibile".
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