venerdì 15 maggio 2026

Dan sito del confratello P. Ambrogio di Torino

 

Commenti del patriarca Daniil sull'imposizione della lingua greca nelle chiese bulgare in Turchia

 

i fedeli della parrocchia bulgara di Edirne

Sua Santità il patriarca Daniil di Bulgaria ha espresso confusione e frustrazione per il rifiuto del metropolita greco Amphilochios di consentire lo svolgimento di funzioni religiose in lingua bulgara nella chiesa bulgara di san Giorgio a Edirne, in Turchia (l'antica Adrianopoli, a un passo dal confine bulgaro), dove a padre Haralampy Nichev, chierico del Patriarcato di Costantinopoli, non è stato permesso di celebrare la Liturgia patronale in bulgaro. Il patriarca ha commentato: "Quando erano lì presenti 150 bulgari, qual è il problema nel permettere che la Liturgia fosse celebrata in bulgaro?"

Questi conflitti si protraggono ormai da tempo, e non sono che un'eco degli eventi di 150 anni fa, quando i bulgari dell'Impero Ottomano lottarono per il diritto di predicare in una lingua bulgara indipendente. A quel punto fu formulata l'accusa di "etnofiletismo" (tribalismo etnico), come se oggi imporre a una chiesa piena di bulgari l'uso della lingua liturgica greca non avesse nulla a che fare con il tribalismo.

Il patriarca Danill non vede perché ora ci sia bisogno di riaprire delicate questioni storiche che non giovano a nessuno, ed esprime la speranza che "le parti responsabili tengano conto della storia remota e recente, e trovino una soluzione positiva a questo problema, in modo che tutti siano soddisfatti, in modo che il culto possa essere celebrato regolarmente, in una lingua comprensibile".

 




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