martedì 6 gennaio 2009

FOGLIORTODOSSO - n. 8

La dormizione del Patriarca Aleksij II
Memoria Eterna al Patriarca!
Regno celeste!


FOGLIORTODOSSO
Patriarcato di Mosca - Decanato d’Italia


N° 7/2008 — Periodico di collegamento e informazione cristiana ortodossa - Con la benedizione del decano d’Italia — Distribuzione Gratuita.

STAMPATO IN PROPRIO - Non gettarmi via, regalami ad un amico, gratuitamente mi hai ricevuto, porto i segni della Fede!

Tutti noi sapevamo che il Patriarca era seriamente ammalato e pregavamo Dio di donargli salute, di prolungare i suoi giorni per la Chiesa.
Che possiamo dire adesso? La provvidenza Divina scelse il Patriarca Alessio II in un
periodo particolare della storia della nostra Chiesa, coincidendo
con il crollo del comunismo, con la disintegrazione dell’Unione Sovietica, con
altri cambiamenti e altre prove. Sua Santità il Patriarca Alessio II comprendeva molto bene come il destino della Chiesa sia legato al destino della Patria. Per questo, fra le altre cose, egli firmò la “lettera dei 120” contro le tendenze politiche dirette al disfacimento incontrollato dell’Unione Sovietica. E nel 1993 dichiarò un’opposizione risoluta al “nuovo pericolo”.
Oggi naturalmente si dirà che gli anni del Patriarca Alessio II erano anni senza precedenti, quando si costruivano chiese, si alzavano le rovine e si aprivano migliaia di tempi e monasteri; gli anni delle canonizzazioni di molti santi russi e, cosa importante, della moltitudine dei martiri e testimoni della fede in Russia con a capo la famiglia imperiale, avvenute nel tempio di Cristo Salvatore ricostruito poco fa. Il tempo del Patriarca Alessio II è stato anche “tempo di riunificazione” della Chiesa Russa all’Estero con la Chiesa-Madre. Basterebbero questi grandi e davvero storici eventi per iniziare a riflettere sull’ eccezionale dono divino, acquisito dal Patriarca Alessio II, di servire.
Però è necessario, mi sembra, ricordare come il suo servizio sia coinciso con gravi
attacchi sulla nostra Chiesa, e senza precedenti, sia dall’esterno (prima di tutto, con un’inaudita propaganda amoralista sui mass-media), che dall’interno, dai sostenitori dei movimenti innovatori. Sua Santità il Patriarca ha sempre sostenuto tutte le iniziative contro l’immoralità. Tutti ricordano le sue parole al concilio diocesano di Mosca: “Nessun laico, tanto meno sacerdote, ha il diritto di tacere alla vista di quello che sta succedendo oggi. Se noi restiamo in silenzio, saremo distrutti.”
E ancora, forse più sostanziale, il Patriarca Alessio II ha sempre sostenuto la posizione dogmatica della dottrina integra della Chiesa, sapendo fermamente dell’inopportunità di riforme liturgiche. Come testamento a tutta la Chiesa le sue parole finali nell’ultima riunione diocesana: “Finché sarò vivo, non accadrà nessuna perestroika nella Chiesa”.
Ed infine, Sua Santità il Patriarca Alessio II era un uomo di preghiera. La particolare caratteristica di un cristiano che ama il Signore è il riguardo che egli ha verso gli Uffici
Divini e soprattutto la Divina Liturgia. Il numero delle Liturgie celebrate dal Patriarca ogni anno non può che stupire. Sono così numerose da essere celebrate solo da un pio sacerdote, il quale non ha altri doveri oltre a quelli verso la propria parrocchia. Accettiamo la partenza del Patriarca verso la Casa del Signore, nella possibilità di intercedere presso il Trono Divino, per la Chiesa tutta.
Oggi Sua Santità il Patriarca Alessio II, ci ricorda la preghiera. Pregare significa vivere il presente. Pregare significa accettare il presente, qualunque esso sia, come un dono di Dio. Questo significa cercare la strada del Regno di Cristo in ogni circostanza. Pregare vuol dire non accontentarsi di quello che c’è, ma avere fame e sete della giustizia nonostante le prove che ci prepara la vita, perché Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre.

LA VITA DELL PATRIARCA IN BREVE

23/02/1929 A Tallinn in Estonia
nasce Alessio Ridiger da pii genitori,
anni dopo suo padre era divenuto diacono
e poi sacerdote.
17/04/1950 Viene consacrato sacerdote
divenendo parroco nel Tempio della Teofania
a Johvi nell’Eparchia di Tallinn
3/03/1961Diviene monaco nella Lavra
di Santa Trinità e Sergio, vicino Mosca.
14/08/1961 Padre Aleksij viene consacrato
Vescovo di Tallin (Estonia).
1964 Viene nominato membro del Santo
Sinodo permanente.
1968 Viene nominato Metropolita
1984 Diviene Dottore di Teologia
con la tesi “Compendio di storia
dell’Ortodossia in Estonia”.
1986 - 1990 Presiede come Metropolita
le chiese di Leningrado (l'attuale
San Pietroburgo) e di Novgorod e amministra
l’Eparchia di Tallinn.
7/06/1990 Alla morte del Patriarca
Pimen, Vladika Aleksij viene acclamato
patriarca di Mosca e di tutta la Russia,
mentre si approssimava la fine dell'Urss.
1990 - 2008 Negli anni del suo Patriarcato
Egli ha visitato 81 Eparchie.
1993 Promuove trattative tra le parti in
conflitto per evitare la guerra civile, perché
vi sia pace in Russia
1998-2000 Diventa uno dei presidenti
del Comitato Organizzativo per la Preparazione
del Giubileo per i 2000 anni
di Cristianità.
2000 Presiede la canonizazione della
moltitudine dei martiri e testimoni di fede
di tutte le Russie durante le persecuzioni
sovietiche.
2000 Presiede il Forum interreligioso
per la Pace.
17/05/2008 Avviene la sperata riunificazione
della Chiesa Russa Ortodossa
all’Estero con la Chiesa-Madre, per la
quale il Patriarca Aleksij si era molto
impegnato anche in prima persona..
5/12/2008 Dopo aver celebrato e Santi
Uffici, e ritiratosi fuori Mosca nel villaggio
di Peredelkino, sua residenza,
a 79 anni il SS Patriarca Aleksij II
si è addormentato nel Signore.
Liberamente tratta dall’omelia dell’arciprete Aleksandr Sciargunov tenuta nel giorno della dormizione del Patriarca. http://moral.ru/Patriarch.html
Per le persone che ci circondano in Italia,
l'Ortodossia è una realtà del tutto sconosciuta
e spesso ci troviamo davanti alle domande: "Voi credete in Gesù Cristo e Madonna? Anche voi avete il Natale e Pasqua?"
In altre parole, quello che è assolutamente ovvio per un ortodosso, non lo è per gli altri. Inoltre, molti di noi non
parlano molto bene l'italiano, trovandoci in difficoltà, quando parliamo della nostra fede nella lingua degli amici o conoscenti,
interessati all'Ortodossia. E' per questo che abbiamo deciso di pubblicare PICCOLI ARTICOLI, con la speranza che vi
aiutino per essere: "pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi."(1 Pietro 3,15)

La Chiesa e le sue origini.

L’Ortodossia ha coscienza di essere la naturale erede della
Chiesa Apostolica, come Cristo l’ha voluta. Sa di essere generata
nella giusta testimonianza della rivelazione di Dio in Gesù
Cristo, senza aver nulla aggiunto ne tolto.
Dopo la Resurrezione di Cristo i suoi discepoli hanno da Lui ricevuto
il compito di testimoniare la sua vittoria sulla morte
davanti a tutti gli uomini. Ma prima di questo Egli raccomandò
di aspettare la venuta dello Spirito Consolatore (il Santo
Spirito), il che avvenne nella Pentecoste.
Nella Chiesa da sempre si considera questo momento, la discesa
dello Spirito, come la fondazione ultima, la manifestazione
in questo secolo, della Chiesa di Dio.
Non la creazione di una nuova istituzione (come altri
ignorantemente affermano) ma l’aperta manifestazione
dell’amore di Dio che salva la sua creatura caduta: l’uomo,
cioè l’umanità tutta.
Per questo la Chiesa viene propriamente detta: “comunione
della santificazione”, cioè comunione dei salvati o comunione
della santità elargita gratuitamente da Dio. Dagli Angeli,
che rifiutarono la caduta di Lucifero(demonio), agli uomini
che dalla caduta di Adamo, ricercando la salvezza in Dio,
furono da Lui salvati; cioè, i giusti di ogni tempo, dell’antico e
del nuovo testamento, conosciuti e sconosciuti. Dal principio,
dal giusto Abele, i Patriarchi, i Profeti, e molti e oltre ...
fino a Giovanni il Battista; e ancora dalla Madre di Dio,
gli Apostoli, i Martiri, i Santi tutti conosciuti e sconosciuti,
fino ai giorni nostri…
La Chiesa di Cristo, manifestazione della Chiesa Universale,
che la rende accessibile ed aperta, viene da Lui, vero Dio e
vero Uomo. Essa partendo dalla Galilea e passando in tutto
l’oriente, in occidente, nell’Africa sub saariana, nell’Asia,
nell’estremo oriente e oltre… ha rivelato al mondo decaduto,
la Salvezza che Dio offre all’uomo attraverso il suo Cristo.

I Vescovi e i Patriarcati.

Dopo che san Costantino il Grande, Imperatore Romano,
diede la libertà di culto ai cristiani con l’editto di Mila
no nel 313, la Chiesa, non più perseguitata, iniziò ad
essere organizzata conciliando le proprie origini con le
esigenze statali.
Questo imperatore, pagano per educazione e in seguito cristiano
per conversione, fu proprio seme della cristianizzazione
di uno dei più grandi imperi del passato. Fu egli che riorganizzo
l’Impero Romano fondando una nuova capitale:
Costantinopoli -la Roma Nuova. Da allora, sia l’Impero Romano
che la sua prima Capitale: Costantinopoli, hanno rappresentato
un punto di riferimento per tutta la cristianità, e questo
anche dopo la definitiva caduta dai turchi nel 1453.
Per il grande sviluppo della Chiesa, al fine di garantire la
comunione e il sostegno tra le Chiese locali, le Eparchie vennero
raggruppare in regioni, dove presiede fu un Metropolita,
e queste regioni vennero raggruppate intorno alle sedi più
importanti, dove presiede fu un Patriarca. Gli antichi
Patriarcati furono cinque (detti: Pentarchia), ed erano: Roma
Antica, Roma Nuova (cioè Costantinopoli), Alessandria
d’Egitto, Antiochia, Gerusalemme. Essi non governavano la
Chiesa in modo autoritario ma attraverso i Sinodi, locali
o ecumenici, affrontavano e tal volta si risolvevano le questioni
che affliggevano la Chiesa.
Quando, più o meno, tutto l’occidente, con il suo patriarcato
di Roma Antica, introducendo delle nuove dottrine cristiane,
si separò progressivamente dalla Chiesa (1054), tutto l’oriente
con i loro antichi Patriarcati continuarono a mantenere l’Ortodossia
della Fede, come era stata insegnata dagli Apostoli e dai
Padri, e come è ancora oggi. Da allora quattro degli antichi
patriarcati sono rimasti Ortodossi, ma altri popoli si aggiunsero
ad essi e nuovi Patriarcati nacquero. Tra questi ricordiamo:
il Patriarcato di Mosca (dei russi), di Bucarest (dei Romeni),
di Belgrado-Pec (dei Serbi), di Sofia (dei Bulgari)… ecc...
Come dalle origini, ogni Chiesa locale è la Chiesa Universale in
quel dato luogo, e ciò che unifica la Chiesa è lo Spirito. L’unione
tra le Chiese che si riconoscono Ortodosse appare nell’amore
reciproco e nella comunione. Ogni Chiesa locale con il suo
vescovo rappresenta la chiesa universale in quel luogo, cioè è la
Chiesa Universale perché si identifica con Essa. A capo di questa
Chiesa Universale c’è Cristo, il Vero Dio e Vero Uomo, ed è in
Lui che la Chiesa ha la sua unità oltre il tempo, lo spazio e la
razza, perché Cristo, il vero capo della Chiesa, è e sarà tutto in
tutti noi, come insegna San Paolo.
Tuttavia i Patriarchi presiedono sugli altri vescovi, ma non secondo
un ordine superiore, bensì come “primi tra pari”. Il loro è
un primato di onore e non di sostanza o di diritto divino. E così
anche tra i patriarchi esiste un ordine di onore, perché, come
abbiamo detto, ogni Chiesa Locale è Universale e non può esserci
una chiesa superiore ad un’altra tra chi professa l’Ortodossia.
Così il primo vescovo tra i pari di tutta l’ortodossia è il Patriarca
di Costantinopoli, poi viene Alessandria, Antiochia, Gerusalemme,
e poi Mosca e gli altri a seguire…

I Popoli Russi e l’Ortodossia.

I popoli russi ricevettero testimonianza della resurrezione di
Cristo da vari missionari orientali e occidentali, ma furono i
loro scontri e incontri con l’Impero Romano d’Oriente, il suo governo
e il suo cristianesimo, ad orientarli decisamente verso la
conversione. Il fascino che provocava la cristiana e cosmopolita
Costantinopoli (Roma nuova) fu determinante per la conversione
di molti… Tuttavia decisiva fu la conversione al cristianesimo del
famoso principe Vladimir Svjetoslavic’ che lo promosse più fortemente.
Fu proprio San Vladimir che battezzò le terre russe e suoi
popoli come cristiani, nel 988, nel fiume Dnepr della Rus’ Kiviana.
Da subito la risposta collettiva dei russi alla conversione fu rapidissima.
Essa produsse un forte radicamento nella fede cristiana
che fruttò fin da subito in grandi figure e grandi iniziative.
Tale sviluppo richiese ben presto disporre di una chiesa slavofona,
che si esprimesse direttamente in russo. Furono così tradotti,
o semplicemente trasportati in Russia, vari Testi Sacri e anche gli
Uffici Liturgici, in uso tra altri popoli slavi già convertitisi al
cristianesimo dall’opera dei due fratelli di Salonicco, i santi Cirillo
e Metodio detti appunto “maestri degli slavi”.
La Chiesa russa storicamente si sviluppo nei secoli anche fra molti
altri popoli, divenendo essa stessa evangelizzatrice, testimone del
Cristo Risorto. A buon titolo si può dire che quello che ha ricevuto
essa stessa dai missionari greci, lo ha trasmesso ad altri, seguendo
il detto: gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente diamo.
Essa in origine sviluppatasi nell’Europa orientale, passò ben presto
in Asia, e via via fino all’Alaska. Inoltre, dopo la rivoluzione
bolscevica, anche nell’Europa occidentale e nelle Americhe se ne è
affermata la presenza per l’assistenza di una forzata diaspora.
E’ stato questo sviluppo, avvenuto in gran parte negli ultimi secoli,
a dargli un carattere decisamente multi-etnico e multi-linguistico.
Oggi il Patriarcato di Mosca raccoglie nel suo sinodo Chiese locali di
varie nazioni e popoli, all’interno e all’esterno della Russia, e una
diaspora mondiale, dove anche l’Italia è oggi presente con più di
25 parrocchie e varie missioni.
Hanno collaborato:. P.Antonio Lotti (Taranto); Natalia Guseva (Pescara) ;Joulia Vilkeeva (Ortona CH); Gheorghe Axentii (Roma); Mario Selvini (Genova).
Arcivescovo:
S. Em. Innokentij di Korsun
26, rue Peclet - 75015 - Paris - France
T. 0033 1 48 28 99 90; korsoun@free.fr
Decano d’Italia:
Arciprete Antonio Lotti
V. Vittorio Veneto, 55. 72021
Francavilla Fontana (BR)
T. 0831. 84 24 73; Cel. 360.499978
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