venerdì 26 novembre 2010

Riflessione sull'avvento di P. Seraphim

L’avvento, detto anche quaresima del Natale poiché dura 40 giorni dal 15 novembre al 24 dicembre (28 novembre – 6 gennaio nel calendario gregoriano), è un periodo molto importante dell’anno liturgico poiché ci prepara alla celebrazione del Natale del Signore. L’avvento fu istituito nella Chiesa su immagine della grande quaresima che ci prepara alla Santa Pasqua e fa parte dei 4 tempi forti dell’anno, quelli in cui la Chiesa chiede ai cristiani di pregare più intensamente e digiunare.
Il digiuno durante l’avvento è più leggero rispetto ad altri: si possono mangiare cibi di origine vegetale tutti i giorni, come anche il vino, l’olio e i molluschi, si può mangiare anche il pesce il sabato, la Domenica, il martedì è il giovedì. Sono pertanto esclusi: la carne, le uova, il latte e i suoi derivati. Alcuni si spaventano per questo, altri invece lo sottovalutano. Carissimi ricordate che la chiesa si regge sulla confessione dell’apostolo Pietro: “Tu sei il Cristo il Figlio del Dio vivente!” quella è la pietra sulla quale la nostra Chiesa e la nostra Fede sono saldamente piantate, non sono fondate su un uomo, ma su Cristo stesso vero Dio e vero uomo che si è incarnato per noi, ha dato tutto se stesso per noi, ed è risorto per noi. Non sottovalutiamo pertanto il digiuno del Natale perché il digiuno e la preghiera ci uniscono a Cristo, solo con la preghiera e il digiuno possiamo avere la forza di porci sulla pietra della confessione dell’apostolo e di gridare la nostra personale confessione al Signore Gesù: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!” e avere così in noi la gioia che ebbero i Magi, la gioia che ebbero i pastori, la vera gioia del Natale.
Pertanto cerchiamo di vivere questi giorni in maniera più cristiana, consultiamoci con il padre spirituale sul livello di digiuno che possiamo fare, cerchiamo di essere più costanti e regolari nella preghiera quotidiana e comunitaria e cerchiamo per quel che possiamo di mantenerci distaccati dalle follie consumistiche di questo periodo.
Buon avvento a tutti.

p. Seraphim

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma quando mai si può mangiare il pesce martedì e giovedì? Non è vero!
Solo sabato, domenica e in giorni di celebrazione particolare, ocme per esempio lunedì 29 che è San Matteo.
Padre Serafino non dica sciocchezze.
V.

Padre Giovanni Capparelli (Firmozioti) ha detto...

Per la verità sei tu che ne stai dicendo, indispettendo i fedeli ortodossi. Stai calmo e vai a vedere cosa veramente si può mangiare in questi giorni di digiuno pre-natalizio. P. Seraphim ha detto giusto il martedi ed il giovedi è consentito mangiare anche il pesce tranne il mercoledi ed il venerdi giorni di digiuno stretto.
Quindi stai molto calmo perchè potresti, causa il digiuno, beccarti qualche colpo al cuore.

Anonimo ha detto...

Ah, ecco... allora lui non è l'unico a dire sciocchezze.
Meno male che siete preti.
Insisto: il pesce si mangia sabato, domenica e in certi giorni di particolari commemorazioni, anche se capitano in giorni della settimana, per esempio oggi e il 7 dicembre (n.c.).
Se poi dalle parti vostre si fa diverso...
P.s. belle le foto dell'incontro con monsignore... sembra l'udienza generale del papa.
V.
Quanto al colpo al cuore, tranquillo, il mio sta benissimo.
V.

Padre Giovanni Capparelli (Firmozioti) ha detto...

Non si sa mai, considerato lo strappazzo che ti stai sottoponendo.
Eventualmente ti lascio il mio numero telefonico per un trisajon fraterno.
Le udienze se non sono in pompa magna, che udienze sono. E poi spiegaci come dovranno essere fatte con la presenza di oltre 40 presbiteri: forse in video-conferenza?
Stai calmo, anzi calmissimo e pensa ai tuoi peccatucci e non a quelli degli altri.

Anonimo ha detto...

Le regole del digiuno non sono uguali per tutte le chiese, ad esempio i russi non mangiano i molluschi (anche perchè non li hanno) e non sanno che si possono mangiare mentre i greci sì. Alla nostra parrocchia abbiamo anche usanze greche, considerando che la Grecia è più simile all'Italia rispetto alla Russia, e teniamo il digiuno come ho scritto. Mi si può dire che usiamo un po' di economia e un po' meno di acrivia ma sicuramente teniamo lo spirito del digiuno che è l'importante. Niente le vieta caro sig. V. di seguire alla lettera tutto cioò che vede scritto nel suo calendario, anzi ben venga. Saluti.
P. Seraphim

Anonimo ha detto...

Caro V.,
dice bene il padre Seraphim, al di là degli usi diversi tra le Chiese, occorre trovare un equilibrio tra oikonomia ed akrivia. Forse da occidentali ci si lascia talvolta trascinare da una inconscia ma onnipresente visione legalistica; invece la Chiesa ci da non solo una norma generale su cui avviarci, ma ci insegna anche che oltre la norma ciascuno deve essere regola a sé stesso. In genere un cristiano ortodosso regola queste cose col padre spirituale, il quale indicherà ciò che è bene per il suo figlio.

Panteleimon