Mai rinnegare il passato......
giovedì 30 aprile 2020
mercoledì 29 aprile 2020
Dal sito del nostro Confratello di Torino Padre Ambrogio, condividiamo amorevolmente !!! (http://www.ortodossiatorino.net)
Il governatore della Puglia ringrazia il patriarca di Mosca per un invio di aiuti umanitari.Pubblicato : Padre Ambrogio | ||||
![]()
Vi segnaliamo su Sputnik News l’articolo con video sui ringraziamenti del governatore della Puglia Michele Emiliano (nella foto)
al patriarca Kirill, per aver sollecitamente risposto a una richiesta
di aiuti con l’invio di 8 tonnellate di materiale sanitario per far
fronte all’emergenza del coronavirus. Ancora una volta, la Chiesa
ortodossa russa dimostra di non abbandonare i suoi amici nel momento del
bisogno.
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domenica 26 aprile 2020
E’
ARRIVATO IL TEMPO DI DIRE……B A S T A !!!
Sono passati oramai due
sacrosanti mesi da quando questo Governo ha chiuso in casa oltre 60 milioni di
cittadini. Ha chiesto loro, per tutelare
se stessi e gli altri, di non uscire di casa
senza autorizzazione e con
motivazioni valide, pena multa esorbitante e le prime volte anche carcere. Il
popolo italiano, anche se a malincuore, ha accettato queste disposizioni,
proprio per far si che la malattia del “coronavirus” non si estendesse a
macchia d’olio. Noi popolo italiota ci siamo barricati in casa e siamo usciti
solamente per i bisogni più urgenti……: spesa, farmacia. Per mantenere l’incolumità nostra e degli
altri abbiamo preferito il carcere, con la porta aperta, piuttosto che essere
etichettati come divulgatori di virus.
In poche parole il Governo, dall’oggi al domani, ci ha
fatto diventare tutti dei lebbrosi, o peggio, tutti dei mafiosi malandrini a cui era proibito
persino mettere il naso fuori.
E noi??? Muti e docili come agnelli da sgozzare, ci siamo tappati in
casa ed abbiamo eseguito gli ordini governativi
per paura incorrere nelle disposizioni minatorie che i vertici che stanno a
Roma ci hanno rifilato. Dicevo che
tutto è stato sbarrato, ad iniziare dalle Chiese, alle quali è stato proibito
l’apertura per la celebrazione delle ufficiature, quaresimali, della settimana
santa e, dulcis in fundo, della Resurrezione del Signore Gesù. Non solo, i
nostri “amati governati”, mandavano le
forze dell’ordine per prevenire le celebrazioni e dove queste si svolgevano,
multavano “sacrosantamente” i preti “disobbedienti” insieme ai fedeli. Non abbiamo battuto ciglio,
muti come pesci, abbiamo eseguito questi ordini senza poter dire “A”, lo sapete
perché ??? Perché le malte sfere ecclesiastiche, anche loro, anzi specialmente
loro, hanno dato solo a Cesare, dimenticando che la medaglia ha due facce. E
l’altra faccia riguarda Dio. I “grandi prelati”, come cagnolini ubbidienti, si
sono sottomessi alle angherie governative, dimenticando il loro ruolo dentro la
Chiesa. Da questa gente, e tutti con uno
stomaco bello imperante, non una voce nel deserto che avesse fatto ricordare
che la casa di Dio, non è una casa qualsiasi, ma l’ospedale per eccellenza,
dove l’Olio Santo sarebbe stato donato a tutti coloro che ne avessero avuto
bisogno per risanarli da qualsiasi
malattia, come giustamente ci consiglia San Giacomo Apostolo. Ma la Chiesa con
la celebrazione della Divina Liturgia, avrebbe dato al popolo cristiano il
Corpo ed il Sangue di Cristo.
Ebbene due mesi sono oramai passati senza che nulla si sia detto o fatto
per ridare, anche in forma minima, la possibilità di celebrazione Liturgia con un discreto numero di gente, certamente
con tutte le protezioni del caso: mascherina e guanti, più il famoso metro di
distanza. I fedeli cristiani, hanno paura, più delle forze
dell’ordine che del Corona virus, e nonostante abbiano tanta voglia di
riprendere a frequentare la vita ecclesiale, restano a casa, seguendo, le
Liturgie, in diretta sui social. Voglio
ricordare, ai nostri governanti, che la Liturgia seguita per PC o per
telefonino, non serve a nulla è solo una panacea per dire o dare una giustificazione:
“Ho seguito la Liturgia” !!!! Ora a distanza di due mesi
ancora ci impauriscono di rimanere tappati in casa, delle Chiese (e quando
parlo di Chiese, mi rivolgo a tutte quante, di qualsivoglia giurisdizione
ecclesiale e di qualsiasi confessione religiosa cristiana, ortodossa,
cattolica, protestante) non si parla. Il 4 di maggio, tante attività, e giusto
che ciò avvenga, riapriranno , ma leggendo i decreti di apertura, la Chiesa non
viene menzionata. Forse si saranno
dimenticati, anche perché sono in pochi a parlare di questo, tanto a nessuno di
quelli che ci governano interessa la parola Chiesa, questo sostantivo
femminile, che “chiama a raccolta” il popolo del Signore Gesù Cristo. Anche ieri, sabato, le funzioni erano
proibite, ma solo quelle religiose, perché altre manifestazioni, nonostante ci
sia sempre l’obbligo di non creare assembramenti, sono state fatte. E guarda
caso, nessuno dal governo abbia alzato il ditino per dire: “Ma cosa fate,
dovete restare in casa, riunioni, manifestazioni, processioni, adunate, cortei
e sfilate restano proibite”. Ma stiamo
scherzando, i preti sono multati, i fedeli cristiani sono multati, le cerimonie
della Chiesa sospese, però chi grida e canta all’aperto “Bella Ciao” o altre
cose del genere, chi si raduna sventolando bandiere e bandierine, non viene
redarguito, ammonito o multato. No i governanti, come sempre, fanno due pesi e due misure, la libertà di culto
non viene affatto difesa. I politici, che si autodefiniscono cristiani, sembra
che si siano dimenticati, ora che stanno a riscaldare gli scranni del
parlamento, che non c’è libertà, se questa va a senso unico. Se i partecipanti al corteo della Bella
ciao, possono riunirsi e manifestare in gran numero, perché ai cristiani non
viene consentito di assistere alle funzioni religiose ?? Quale è la differenza tra le due riunioni ?? Nessuna differenza:
tutte e due producono assembramento. Però secondo il Governo la Bella ciao
sventola bandiere gradite, il cristiano, senza bandiere, non può essere
politicamente inquadrato.
E’ arrivato, cari fedeli cristiani, il tempo di smetterla di
“rimproverare, biasimare, ammonire e multare i poveri preti disobbedienti, che
desiderano ardentemente essere ciò che sono: i pastori del gregge di Cristo e
salvarlo dalle insidie del demonio.
Usciamo fuori dalle catacombe e se necessario “mandiamo a quel paese”,
ad iniziare dai nostri superiori, tutti coloro che pretendono che la nostra
bocca sia cucita e le nostre azioni e
funzioni siano relegate ed esiliate nelle cappelle private dove al popolo dei
cristiani non è permesso accedere. Bella
ciao ?? Benissimo; Divina Liturgia e tutte le ufficiature ecclesiali ???
Altrettanto benissimo !!!! Basta con i
due pesi e le due misure. CHIEDIAMO A SQUARCIAGOLA CHE SI RIAPRANO IL PIU’
PRESTO POSSILE LE CASE DEL SIGNORE !!!!
venerdì 24 aprile 2020
RIFLESSIONE PERSONALE DI UN POVERO PRETE ORTODOSSO:
Dopo la “Rivoluzione dei senza Dio” in Unione Sovietica, i Bolscevichi hanno iniziato, complici anche alcuni rami dissidenti della Chiesa Ortodossa, a perseguitare la Chiesa, i Vescovi, i preti e tutto il popolo cristiano ortodosso. Le Chiese furono trasformate in fienili e stalle ed i poveri preti che si ribellavano mandati nei Gulag, nei campi di concentramento, nelle prigioni di stato, dove morirono martirizzati. Al popolo, specialmente i giovani, gli uomini e le donne, escludendo gli anziani, fu proibito l’ingresso nelle chiese, pena l’arresto immediato. Per anni ed anni i credenti ortodossi hanno subito persecuzioni ed angherie da parte delle autorità statali, senza che nessuno li potesse difendere. Anzi chi ha tentato di farlo ha subito il carcere.
Anno 2020, siamo quasi ritornati a quei tempi bui, per colpa di un “virus”, il “gregge di Dio” è tenuto fuori dalla casa del Signore.
I ”comunisti”, se così li possiamo definire (magari lo fossero), del secolo 21°, stanno ripetendo le malsane gesta contro Cristo ed i cristiani non permettendo a quest’ultimi di poter assistere alla Divina Liturgia (Santa Messa) con la scusa di propagare il “virus”. Chi trasgredisce viene multato con la “misera somma” di 680 euro, mentre il popolo paga 280 euro. L’edificio Santo dove risiede il Creatore del mondo, la casa del “Medico per eccellenza”, il luogo dove Cristo dona al suo popolo se stesso, il suo corpo ed il suo sangue per liberarlo dalle malattie del corpo e dello spirito, la sua creatura deve renderlo deserto. Non è consentito lo svolgimento delle celebrazioni se non con al massimo due o tre fedeli. Emblematica, finalmente qualcosa si nuove ed anche qualche quotidiano si accorge dell’imbecillità di questa legge emanata e votata non dal parlamento, ma semplicemente dal Presidente del Consiglio, neanche votato dal popolo italiano, ciò che è successo ad un prete cattolico, il quale veniva intimidito dalle forze dell’ordine che con spavalderia, non aspettando che la funzione terminasse, cercavano di obbligarlo ad interrompere la Liturgia. Grave atto nei confronti di un sacerdote il quale non può essere interrotto dalle sue funzioni di celebrante sia dalle Leggi dello Stato italiano, che dalle leggi e dei canoni della Chiesa.
Brutto atto di intimidazione ……….. come se questo sacerdote, o uno dei tanti di qualsiasi confessione cristiana o altra religione, entrasse nel Parlamento dello Stato italiano e gridasse al Presidente della Camera o al Presidente del Consiglio (se presente) di interrompere la seduta e mandare a casa i parlamentari. Siamo alla frutta, per il semplice motivo, che le alte autorità ecclesiastiche (tutte e di ogni confessione, in Italia e nel mondo), non solo non tutelano i poveri preti che celebrano le ufficiature al Signore, non solo non li difendono come fa la chioccia con i suoi pulcini, ma addirittura li umiliano davanti le autorità statali, dando ragione a Cesare e fregandosene di Dio, denigrandoli come se fossero “pezze da piedi” e non pastori del gregge di Cristo. Dopo la chiusura delle Chiese tutti supini al “Capo”, i quali succubi della volontà dell’anticristo, hanno cercato, senza riuscirci, di intimidire sacerdoti e fedeli di rimanere tappati nelle proprie abitazioni.
Ma Cristo non permette tutto ciò, lui vuole che il suo gregge si alimenti del suo corpo e del suo sangue, lo invochi e lo preghi intensamente nei momenti di afflizione, perché solo lui sa dare libertà e salvezza ed amore sviscerale. Ecco ci rivolgiamo ai nostri diretti "Superiori”, perché non ci abbandonino, non ci lascino in mezzo ai lupi famelici, con un colpo di reni anche loro si ribellino alle insensate volontà anticristiane e siano finalmente i Pastori che con la Croce sulla destra ed il Pastorale sulla sinistra si mettano a capo della processione e ci guidino verso “La Via, la Verità e la Vita”, che è Cristo risorto dai morti.
lunedì 20 aprile 2020
CRISTO E' RISORTO !!! KRISHTI U NGJALL !!!
Il coronavirus quest'anno ha cambiato totalmente
il modo di ufficiare la Santa Settimana nelle nostre Chiese Parrocchiali. Il
Governo, per paura di nuovi contagi, non ha permesso l'afflusso dei Fedeli
durante le cerimonie e le nostre Chiese si sono accorte in un battibaleno di
dover celebrare senza che i fedeli potessero essere numerosi come gli anni
passati.
Ma i nostri Preti, non si sono persi d'animo,
hanno continuato la loro opera celebrativa con il minimo indispensabile
affinchè le ufficiature potessero essere gradite al Signore.
I fedeli, almeno quelli che ne hanno avuto voglia
e tempo, hanno seguito in diretta streaming, e lo abbiamo fatto anche noi dalla
piccola cappella privata in San Basile (Cosenza), tutte le funzioni essenziali,
affinchè non venissero lasciati senza le ufficiature che accompagnano la Santa
Settimana del Signore.
Avevamo deciso, i fedeli tutti ed il parroco,
quest'anno, di celebrare la Resurrezione del Signore Gesù: entrata in Chiesa,
accensione delle candele, processione, ritorno alla porta della Chiesa e sua
apertura, entrata trionfale ed inizio della Divina Liturgia pasquale al grido
di "CRISTO E' RISRTO", alle ore 22,30 del sabato santo, ma ciò è
stato impossibile e la domenica ci siamo dovuti accontentare della Liturgia con
la presenza solamente di due coriste e del parroco.
La Litutgia trionfale è andata in onda in diretta
tramite FB, sicuramente non è stata come se la Chiesa fosse stracolma, ma
abbiamo dato la possibilità di seguirla anche stando a casa.
Ora continuiamo a pregare il Signore Risorto che
faccia passare in tempi brevi questa malattia affinchè le chiese possano
nuovamente ritornare a riempirsi per cantare tutti insieme le lodi al Signore
Gesù. Cristo risorto dai morti sia sempre accanto a noi, ci benedica e ci
protegga. Amìn
domenica 19 aprile 2020
mercoledì 11 marzo 2020
Periodo travagliato e pericoloso per tutti, questa tragedia mondiale del "coronavirus" sta mettendo in ginocchio e a dura prova la pazienza della gente sia dove il virus imperversa, che dove si cerca di correre ai ripari perchè questa tragedia non entri nelle case. Anche per noi cristiani, è un periodo buio. Gli stati, co,e quello italiano, giustamente, hanno decretato delle Leggi che tutto il popolo è tenuto a rispettare per non creare ancora motivo di propagazione ulteriore.
Cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci, noi cristiani in genere ed ortodossi in particolare ???
In primis, per non essere portatori di malattia, rispettare scrupolosamente le direttive che ci vengono proposte dai governanti e dalle autorità mediche e poi "PREGARE".
Pregare incessantemente il Signore Dio perchè allontani da noi questo flagello, pregarlo perchè solo il nostro buon senso, il nostro buon comportamento e la sua forza creatrice faccia terminare il più presto possibile questa continua propagazione della calamità.
E poi non dimentichiamoci, che tutto questo è maturato nel periodo di preparazione della Santa Pasqua. E' come se il principe di questo mondo cercasse di non farci preparare il meno indegnamente possibile la santa e grande quaresima che sfocerà con la morte e Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.
Sconfiggendo il Virus, sconfiggeremo anche gli intrighi demoniaci e così potremmo festeggiare tranquillamente e gridare con forza il 19 di Aprile "Cristo è risorto".
Preghiamo, preghiamo, preghiamo. Non abbandoniamoci allo scoraggiamento e Cristo il Medico per eccellenza darà all'umanità un altro miracolo.
martedì 10 marzo 2020
http://www.ortodossiatorino.net
Un uomo che è prigioniero dei turchi e degli Stati
Uniti dovrebbe determinare il corso della Chiesa?
di Panayiotis Katramados
Orthochristian.com, 9 marzo 2020
Il pubblico generale [in Grecia, ndt]
ha l'impressione sbagliata che il problema ucraino riguardi qualcun
altro — gli ucraini, i russi, ecc. — o che in generale, stiamo parlando
di alcuni vaghi interessi geopolitici sociali, in cui è meglio che la
Grecia non sia coinvolta. La responsabilità di ciò spetta ai molti
giornalisti che non hanno alcuna relazione con il servizio della Chiesa –
e quindi non sono in grado di comprendere l'essenza di questo problema,
che sta colpendo direttamente tutti noi – mentre stanno formando
l'opinione pubblica.
Sfortunatamente, questo malinteso è
aiutato anche dai circoli anti-ecumenisti, che, nonostante i loro sforzi
sinceri e lodevoli di dimostrare le violazioni dei santi Canoni e di
concentrarsi sulle azioni del patriarca di Costantinopoli, presentano
l'intera questione come teorica e concernente la battaglia teologica con
l'ecumenismo, una battaglia che è comprensibilmente senza fine.
Sono state presentate prove storiche
perfettamente corrette e complete, che sono senza dubbio una chiara
testimonianza della verità della questione, che non protegge e non
giustifica il patriarca Bartolomeo. Solo la gerarchia della Chiesa
ortodossa di Grecia è rimasta indifferente per ragioni note
all'arcivescovo di Atene e per l'ignoranza teologica di alcuni vescovi
che credono sinceramente che l' ecclesiologia ortodossa preveda
l'esistenza di un papa nella persona del Patriarca di Costantinopoli.
Nulla ci sorprende più, dal momento che gli stessi metropoliti stanno
deliberatamente buttando via l'unico diritto che hanno nel sistema
conciliare: quello di votare ogni decisione su un piano di parità.
Come e perché questo ci riguarda?
Per rispondere a questa domanda, non è
sufficiente determinare semplicemente le azioni anti-canoniche, ma è
necessario guardare al futuro; cioè guardare le conseguenze di queste
azioni.
La prima conseguenza: d'ora in poi, il patriarca abroga e ribalta le risoluzioni di altre Chiese, anche se lui stesso le ha firmate!
La seconda conseguenza:
nel caso degli ucraini, Costantinopoli non solo ha annullato
unilateralmente l'accordo concluso con il Patriarcato di Mosca, ma ha
revocato completamente anche la firma da lui stesso apposta a una
lettera che riconosce la condanna e l'anatematizzazione degli
scismatici. [1] In questo modo, riconoscendo questi
privilegi inesistenti del patriarca, la gerarchia greca riconosce che in
qualsiasi momento è possibile abolire completamente la Chiesa greca e
annullare qualsiasi sua decisione. [2] Quello che sta
succedendo ora nella Chiesa di Creta non è l'inizio di questo, dove c'è
una chiara revisione del suo statuto? E a Kolymvari, il patriarca aveva
dato la sua parola che non avrebbe chiesto nuovi territori. Se ritira la
sua firma dai documenti [firmati da tempo], sarebbe difficile per lui
rinunciare ai suoi accordi orali?
D'ora in poi, il patriarca può in
qualsiasi momento intervenire nella giurisdizione di qualsiasi
territorio che egli ritiene appartenga a lui! Se dopo 300 anni, afferma
di ricondurre di nuovo (per sua volontà) l'Ucraina sotto la sua
giurisdizione, cosa accadrebbe se dicesse che l'intero Ecumene [3]
apparteneva una volta al Fanar? Ricordiamo come ha detto che il Qatar
appartiene a lui? Dobbiamo ora raccontare l'intera storia della
"concessione" (!) dell'Africa al Patriarcato d'Alessandria? [4]
La terza conseguenza:
d'ora in poi, il patriarca potrebbe giustificare o condannare chiunque
desideri con l'accusa di qualsiasi condotta canonica o morale con una
sola firma! Se ha ripristinato il falso patriarca di Kiev, Filaret, che
non solo fu condannato sia per scisma che per crimini morali, ma anche
per i peccati più scandalosi [5], e questi rimane nella "dignità episcopale" anche dopo la sua partenza dalla pseudo-chiesa ucraina [6],
ciò significa che non esistono norme [all'interno della Chiesa], né
morali, né canoniche né logiche, e l'unico criterio è il grado di
soddisfazione del patriarca Bartolomeo! A proposito, ha restaurato
Makarij Maletich, che non aveva mai chiesto di essere restaurato!
La quarta conseguenza: il patriarca determinerà chi possiede il sacerdozio e chi no, a prescindere da un'ordinazione canonica! [7]
Nonostante l'evidenza che entrambi i
gruppi scismatici che compongono la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" –
quelli guidati da Filaret Denisenko e da Makarij Maletich – sono
composti da vescovi che non sono stati semplicemente deposti, ma in
generale non sono mai stati ordinati, il patriarca considera che tutti
abbiano lo Spirito Santo! Sarebbe possibile ripristinare tutte le Chiese
ortodosse vecchio-calendariste della Grecia in un momento, se queste,
ovviamente, dichiarassero la loro piena obbedienza al patriarca!
La quinta conseguenza:
il patriarca prenderà decisioni a nome di tutta la Chiesa, senza
chiedere a nessuno! Poiché la Chiesa di Grecia gli ha concesso il
privilegio di dare e togliere l'autocefalia, deciderà lui quale Chiesa
merita di esistere e quale no. La cosa più tragica è che la Chiesa di
Grecia ha riconosciuto questa inesistente superiorità, nonostante egli
abbia ignorato la Chiesa greca anche prima della decisione, e anche
dopo, quando ha inviato una delegazione non a discuteròa, ma
semplicemente a notificarla. Una simile autodistruzione della Chiesa di
Grecia sta avvenendo solo sotto l'attuale arcivescovo e gli attuali
metropoliti. E nella situazione successiva, in relazione agli scismatici
di Skopje, [8] al termine dell'attuale avventura,
prenderà una decisione senza chiedere alla Chiesa di Grecia, o ad altre
Chiese di lingua greca, e persino alle metropolie vicine, per non
parlare del Patriarcato di Serbia.
La sesta conseguenza: lo
stesso patriarca deciderà se convocare o meno un Concilio
pan-ortodosso! Fin dall'inizio, quando è sorto il problema ucraino,
tutte le Chiese sono arrivate alla convinzione che fosse necessario un
Concilio pan-ortodosso per prevenire i conflitti. Anche il tanto
promettente incontro a Cipro dei tre antichi patriarcati è stato
annullato perché, come ha affermato il primate cipriota, "il patriarca
ecumenico non lo voleva". [9]
Annulla i desideri dei primati, annulla
la volontà dei patriarchi, annulla la recente richiesta di quattro
metropoliti della Chiesa di Grecia. Può annullare qualsiasi cosa!
In questo modo, l'Ortodossia è vincolata
dalla volontà di una sola persona perché i nostri vescovi non hanno il
buon senso di guardare un po' più in là dei loro interessi personali. Se
all'improvviso sorgerà un altro problema domani, tutti aspetteranno la
soluzione da Costantinopoli, anche se questo è un problema serio, come
lo è la crisi della Chiesa ucraina oggi.
Settima conseguenza:
tutte le Chiese devono coordinarsi con lui su qualsiasi decisione! Ciò
era finora impensabile, ma è diventato realtà quando, per esempio, il
patriarca di Alessandria, che ha ripetutamente parlato pubblicamente a
sostegno del metropolita canonico di Kiev Onuphry, ha compiuto un
voltafaccia di 180 gradi! Se una persona si ritira, anche a costo
personale – in quanto Alessandria ha perso la sua autorità – ciò
significa che ci sono "risorse" che possono essere utilizzate [da
Costantinopoli e dai loro sostenitori] in qualsiasi situazione. Il
patriarca Bartolomeo ha fatto una dichiarazione profetica qualche mese
fa, quando ha affermato che "la Chiesa di Grecia sarà la prima a
riconoscere [la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina"]" [10] o tutto era già preordinato con l'arcivescovo di Atene, che guida l'intera gerarchia?
La Grecia è prigioniera del papa orientale
Dopo che tutto è stato detto e fatto,
vediamo che l'Ortodossia è arrivata a un punto morto: chiunque controlli
una persona – il patriarca del Fanar – sarà in grado di guidare
l'intera Chiesa attraverso di lui.
Un prigioniero dei turchi e degli Stati
Uniti determinerà il corso della Chiesa, poiché gli stessi pastori
greci, senza condizioni e resistenza (!) gli hanno dato il timone. Il
percorso verso una pseudo-unione con i papisti è già un dato di fatto,
poiché in Ucraina, lo pseudo-metropolita Epifanij di Kiev ha
concelebrato con un chierico papista il 14 ottobre 2019.
Abbiamo sostituito il Concilio ecumenico con il patriarca di Costantinopoli, e questo ha portato a conseguenze catastrofiche.
Pertanto, il problema ucraino riguarda
tutti, perché attraverso di esso, e in nome del nazionalismo, "ogni
potere in cielo e sulla terra" è stato dato a un patriarca schiavo, che
prenderà decisioni per tutti, e per conto della Chiesa, riguardo a
successione apostolica, giurisdizione, applicazione o non applicazione
del principio di conciliarità, giustificazioni di orribili illegalità,
ecc., e potrà anche, in qualsiasi momento, rivedere le decisioni che ha
recentemente preso!
Ma il nostro Signore Gesù Cristo adempirà la sua profezia: Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! (Luca 13:35)
Note
[1] Il patriarca
Bartolomeo, dall'inizio nel 1992 e fino all'inizio di questa crisi, ha
riconosciuto l'anatema contro Filaret Denisenko e la piena competenza
della Chiesa russa nel risolvere questo problema nel proprio territorio
canonico dell'Ucraina. Si veda qui per maggiori informazioni.
[2] Qui vale la pena
notare che ci sono diversi territori della Chiesa di Grecia, come le
Terre Nuove e le isole del Dodecaneso, su cui Costantinopoli mantiene il
controllo sostenendo che questa terra era parte storica dello stesso
stato governato da Costantinopoli. Secondo questa stessa logica,
l'Ucraina e la Russia sud-occidentale erano storicamente parte dello
stesso stato del resto della Russia, eppure egli non le riconosce come
parte del Patriarcato di Mosca. Quindi questo esempio mostra la volontà
di Costantinopoli di infrangere completamente le comprensioni stabilite,
e anche la sua ipocrisia e doppi standard nel comportarsi in tal modo [ndt].
[3] Ecumene o oikumene
dal greco "οἰκουμένη" significa il mondo noto greco-romano: in questo
contesto, si riferisce al mondo greco dell'Impero bizantino, quindi i
territori storici dei quattro antichi patriarcati nella loro massima
estensione. Nel contesto più ampio, questa parola significa universo ed è
la radice della parola ecumenico. [ndt]
[4] Si veda la nota
precedente; se il Patriarcato ecumenico rivendicasse l'intero Ecumene,
che è la radice del suo titolo ecumenico, allora essenzialmente
rivendicherebbe tutti i territori degli antichi patriarcati. [ndt]
[5] Sono state
presentate prove, nonché situazioni estremamente sospette da
giustificare indagini di polizia, che lasciano sospettare che Filaret
avesse una famiglia segreta [e abusasse dei suoi figli e della suocera,
secondo la sua presunta figlia], e che fosse coinvolto in omicidi.
Quelli che hanno conosciuto Filaret e hanno familiarità con la vita e la
storia ecclesiastica dell'Ucraina possono attestare il fatto che prima
del suo scisma non era affatto considerato un ucrainofilo. È nato nella
regione più di lingua russa dell'Ucraina, al confine con la Russia, ha
parlato russo durante tutto il suo episcopato, passando all'ucraino solo
dopo il suo scisma, e arrivava persino a deridere e bandire le usanze
popolari ucraine nella vita ecclesiastica, come i sacerdoti che
indossavano vyshivanki (le camicie ricamate ucraine.) In tutto,
Filaret è stato un uomo affamato di potere e un opportunista, e molti
ecclesiastici ed esperti ucraini credono che se fosse diventato
patriarca di Mosca (un titolo al quale una volta era uno dei candidati
più popolari) la Chiesa ucraina avrebbe avuto ancor meno libertà di
quante ne avesse nel periodo sovietico, rimanendo praticamente il suo
esarcato personale, e qualsiasi idea di separazione dal suo Patriarcato
di Mosca avrebbe incontrato la più forte resistenza; con un uomo
accusato di omicidio, una simile resistenza avrebbe potuto essere
pericolosa. Si veda qui e qui.
[6] A causa di uno
scisma, Filaret lo "scismatico perpetuo" aveva iniziato all'interno
della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" scismatica. Poi, a causa di una
lotta di potere tra Epifanij e se stesso, Filaret è stato rimosso a
forza dal sinodo della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ma là si sono
assicurati di affermare che egli rimaneva parte del loro "episcopato",
perché scomunicarlo sarebbe stato "troppo simile a quello che fa Mosca".
Questo ritiro forzato praticamente non ha alcun effetto su Filaret, che
è stato e continua a guidare il suo "patriarcato di Kiev restaurato"
senza riguardo a Epifanij, mentre la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" si
comporta come egli se fosse e rimanesse uno dei loro vescovi, sostenendo
che è in pensione a causa della sua ingiustificata assenza dagli
incontri sinodali. Ciò dimostra l'irrazionalità delle strutture
scismatiche, quando un gruppo insiste sul fatto che l'uomo che ha
"ordinato" il loro attuale "primate" sia ancora un membro del loro
gruppo. [ndt]
[7] Sono stati condotti
numerosi studi da parte del clero ucraino e di esperti sulla non
canonicità degli scismatici ucraini. Il vescovo Iov (Smakouz), di una
rispettata famiglia ucraina occidentale, osserva in questo articolo
che anche la diaspora ucraina di Costantinopoli all'estero ha una
discendenza altamente discutibile. L'arciprete Rostislav Jarema ha
scritto un intero articolo sull'origine
specifica di ciascun gruppo scismatico e le loro ordinazioni non
canoniche; ha anche scritto specificamente in riferimento a Makarij
Maletich: si veda qui.
[8] La Macedonia.
[9] Dall'originale greco: «δὲν ἤθελε ὁ Οἰκουμενικός».
[10] Dall'originale greco: «πρώτη ἡ Ἐκκλησία τῆς Ἑλλάδος θὰ ἀναγνωρίση».
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