mercoledì 16 settembre 2015

http://www.ortodossiatorino.net

 


Le reliquie incorrotte dei santi Giobbe 
e Anfilochio di Pochaev
pravoslavie.ru
10 settembre 2015


Per ricevere la benedizione del santo e venerabile Giobbe, abate e taumaturgo di Pochaev, i credenti possono scendere nella chiesa delle Grotte. Le sue reliquie incorrotte riposano in un reliquiario d'argento in una caverna di pietra nel tempio. Il venerabile Giobbe nacque a Pokuttja (nell'odierna regione di Ivano-Frankovsk) nel 1551. All'età di dieci anni, rivolgendosi a di Dio e in cerca di una devozione privata, Ivan lasciò i suoi genitori e fu accettato nel monastero di Ugornits. Prese i voti due anni dopo e stupì tutti con la sua mitezza, entusiasmo e diligenza nella preghiera; divenne quindi un vero modello di vita monastica. Su richiesta del principe Costantino di Ostrozh, lo ieromonaco Giobbe fu trasferito al monastero di Dubno per dare un esempio di gesta monastiche ai fratelli. Per più di venti anni servì come abate di questo monastero, difendendo attivamente l'Ortodossia contro i suoi nemici.
Evitando la gloria di questo mondo, nel 1604 partì segretamente per la collina di Pochaev. Ben presto vi divenne famoso per la sua rigorosa vita monastica, e alla fine fu eletto dai fratelli come abate. Trascorse tutta la sua vita tra lavoro manuale, sforzi ascetici e preghiere. Sopportò molti dolori e offese dai polacchi, che intendevano sequestrare il monastero e convertirlo al cattolicesimo, e da Andrew Firley, un nipote protestante di Anna Gojska, che trascurò la Fundusheva gramota (Atto di dotazione) della nonna e riprese indietro tutto ciò che era stato generosamente donato al monastero dalla gentildonna, tra cui l'icona miracolosa. Quanto più forti e persistenti erano gli attacchi contro i cristiani, tanto più inesorabilmente San Giobbe custodiva il monastero a lui affidato. Con i suoi sermoni e precetti, con la sua purezza spirituale e vita pia l'abate rivelò l'essenza dell'esistenza terrena dell'uomo.
Le reliquie di san Giobbe di Pochaev
Come aveva previsto sette giorni prima della morte, partì per la beata eternità e dopo quasi otto anni le sue reliquie furono rinvenute e trovate incorrotte.
Le reliquie del venerabile Anfilochio di Pochaev riposano nella chiesa Grotte, nella stessa caverna di delle reliquie di san Giobbe. Sant'Anfilochio è nato nel 1894 nella regione della Volinia, nel villaggio di Mala Ilovytsja in una famiglia pia con molti figli. Ha trascorso la sua infanzia nel suo paese natale insieme alla famiglia, e in seguito ha prestato servizio nell'esercito dello tsar. Passato attraverso le prove militari, ha scelto la via stretta della salvezza, la vita monastica, ed è giunto alla Lavra di Pochaev nel 1925. Come giovane monaco ha compiuto la sua obbedienza con amore per il lavoro e umiltà ed è stato considerato degno dell'ordinazione a ieromonaco con il nome di Iosip. Dopo aver dedicato tutta la sua vita a Dio e al prossimo, sant'Anfilochio ha acquisito una forte fede e un grande amore. Dio gli ha donato la grazia della profezia e il dono dei miracoli. Guariva, esorcizzava, faceva udire i sordi e vedere i ciechi, e consolava gli afflitti.
Non ha lasciato la santa Lavra durante le persecuzioni, sopportandole insieme ai fratelli, pregando Dio giorno e notte. Con il suo coraggio e la sua audacia ha protetto la cattedrale della Trinità. Per questo è stato arrestato e portato in un ospedale psichiatrico a Budanov, ma per la provvidenza di Dio, è stato rilasciato per opera di brave persone che lo conoscevano. Le autorità gli hanno proibito di tornare alla Lavra e così si è stabilito nella sua nativa Ilovytsja, dove per molti anni ha servito la gente con amore, evitando la gloria umana in ogni modo possibile. Sant'Anfilochio ha concluso il suo viaggio terreno il 1 gennaio 1971 ed è stato canonizzato il 12 maggio 2002.
Le reliquie di sant'Anfilochio di Pochaev

martedì 15 settembre 2015

Dal sito amico: Eleousa.net

Russia - Il Patriarca è arrivato a Salekhard

 Salekhard, 14 settembre 2015 - È iniziata la visita di più giorni di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill nelle diocesi situate nelle regioni del Nord della Russia e della Siberia occidentale. Durante la settimana il Primate della Chiesa ortodossa russa visiterà le diocesi di Salekhard, Norilsk, Gornoaltajsk e Barnaul.
La delegazione ufficiale che accompagna Sua Santità durante il viaggio comprende: il cancelliere del Patriarcato di Mosca, metropolita di San Pietroburgo e Ladoga Varsonofy, il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk, il capo del Servizio di protocollo del Patriarca, arciprete Andrej Milkin, il responsabile del Servizio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, diacono Aleksandr Volkov.
La visita primaziale è iniziata a Salekhard - il centro amministrativo del Distretto Autonomo di Yamalo-Nenets, dove Sua Santità Vladyka è arrivato la mattina del 14 settembre.
All'aeroporto di Salekhard Sua Santità il Patriarca Kirill ha incontrato il rappresentante plenipotenziario del Presidente della Federazione Russa nel Distretto Federale degli Urali, I.R. Kholmanskikh, il vescovo Nikolaj di Salekhard e Novy Urengoy, il governatore ad interim del Distretto Autonomo di Yamal-Nenets D.N. Kobylkin, il presidente dell’Assemblea Legislativa del Distretto Autonomo di Yamal-Nenets, S.N. Kharyuchi, il sindaco di Salekhard I.L. Kononenko, il clero della diocesi di Salekhard, i rappresentanti dei media.
In un'intervista con i giornalisti Sua Santità Vladyka, in particolare, ha detto: «Ho sempre desiderato visitare questi luoghi, perché il Nord della Russia è di grande importanza per tutto il Paese. Non solo perché ci sono grandi tesori - doni naturali, che aumentano il potere economico del nostro Paese, ma anche perché lo sviluppo del Nord è sempre stato associato con la prodezza. Qui, le persone fanno affidamento sulla forza dello spirito».
Secondo Sua Santità, lo sviluppo del Nord della Russia è stato fatto con la Chiesa ortodossa russa. «Le prime persone ortodosse che sono venute qui alla fine del XVI secolo, sono venute qui non solo perché era economicamente necessario, ma anche perché era ben chiaro che la predicazione del cristianesimo doveva essere diffusa in tutto il Paese», - ha detto Sua Santità il Patriarca.
«Rafforzare la fede ortodossa, la dimensione spirituale della persona umana è molto importante. Pertanto, vorrei pregare con le persone che vivono e lavorano qui, guardare ciò che è stato fatto, anche nel settore della Chiesa», - ha concluso il Primate della Chiesa russa.
Dall'aeroporto, Sua Santità il Patriarca Kirill è andato alla Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Salekhard.


(Fonte: Servizio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’; www.patriarhiya.ru)

https://mospat.ru

Riunione del Consiglio Ecclesiastico Supremo

 Il 9 settembre 2015 si è tenuta nella sala del Consiglio Ecclesiastico Supremo della Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, sotto la presidenza di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, la riunione ordinaria del Consiglio Ecclesiastico Supremo della Chiesa ortodossa russa.

Nel dare inizio alla riunione, il Primate della Chiesa ortodossa russa si è rivolto ai membri del Consiglio Supremo con alcune considerazioni introduttive.
Il programma comprende questioni relative all’attuazione delle decisioni del Consiglio Ecclesiastico Supremo della Chiesa ortodossa russa e del Consiglio episcopale, così come la discussione del progetto del concetto della Chiesa ortodossa russa sulla cura spirituale e il sostegno dei cosacchi.
Fanno parte del Consiglio Supremo della Chiesa, presieduto da Sua Santità il Patriarca:

– il cancelliere del Patriarcato di Mosca, metropolita Varsonofij di San Pietroburgo e Ladoga;
– il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk;
– il presidente del Consiglio editoriale della Chiesa Ortodossa Russa, metropolita Kliment di Kaluga e Borovsk;
– il presidente del Dipartimento sinodale missionario, metropolita Ioann di Belgorod e Stary Oskol;
– il presidente del Dipartimento per l’istruzione religiosa e la catechesi della Chiesa Ortodossa Russa, metropolita Merkurij di Rostov e Novocherkassk;
– il presidente del Comitato sinodale per la cooperazione con i cosacchi, metropolita Kirill di Stavropol e Nevinnomyssk;
– il presidente del Comitato sinodale per l’istruzione, arcivescovo Evgenij di Verey;
– il presidente del Dipartimento sinodale per i monasteri e il monachesimo, arcivescovo Feognost di Sergiev Posad;
– il presidente del Dipartimento economico e finanziario del Patriarcato di Mosca e capo dell’Ufficio per le istituzioni estere del Patriarcato di Mosca, arcivescovo Mark di Egorevsk;
– il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk;
– il presidente del Dipartimento sinodale per il ministero carcerario, vescovo Irinarkh di Krasnogorsk;
– il presidente del Dipartimento sinodale per la pastorale giovanile, vescovo Ignatij di Vyborg e Priozersk;
– il presidente del Dipartimento sinodale per la carità e il servizio sociale della Chiesa, vescovo Panteleimon di Orekhovo-Zuevo;
– il segretario esecutivo del Consiglio Patriarcale per la Cultura, archimandrita Tikhon (Shevkunov);
– il presidente ad interim del Dipartimento sinodale per le relazioni con le forze armate e le forze dell’ordine, arciprete Sergej Privalov;
– il presidente della Commissione patriarcale per la famiglia, la maternità e la protezione dell’infanzia, arciprete Dimitrij Smirnov;
– il presidente del Dipartimento sinodale per i rapporti tra la Chiesa e la società, arciprete Vsevolod Chaplin;
– il presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione V.R. Legojda.

Sono inoltre stati invitati a partecipare alla riunione il primo vicario del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill a Mosca, metropolita Arsenij di Istra, il vicedirettore del Dipartimento amministrativo del Patriarcato di Mosca, archimandrita Sava (Tutunov), il primo vice presidente del Comitato per l’istruzione, arciprete Maksim Kozlov il capo del Servizio giuridico del Patriarcato di Mosca, igumena Xenia (Chernega).

Dal sito del confratello P. Ambrogio di Torino

Perché i cristiani ortodossi celebrano il nuovo anno il primo giorno di settembre (1/14 settembre)
di Gabe Martini
pravoslavie.ru, 14 settembre 2015


Il primo giorno del mese di settembre i cristiani ortodossi festeggiano il nuovo anno ecclesiastico o Capodanno della Chiesa. È anche un giorno segnato da preghiere per l'ambiente, che ci ricordano di essere buoni amministratori del mondo che ci circonda.
Quindi è questo il nuovo anno?
Il vecchio termine romano per questo giorno è Indictio, che significa "definizione" o "ordine". Questa era una giornata stabilita come l'inizio di un ciclo di quindici anni, che segnava la ridefinizione degli obblighi fiscali per i cittadini romani (soprattutto perché i soldati romani servivano per una ferma di quindici anni), probabilmente fin dal tempo di Cesare Augusto.
Una delle novelle dell'imperatore san Giustiniano (anno 537) decretò che tutti i documenti ufficiali dell'Impero avrebbero dovuto includere il riferimento all'indizione. Quando si cerca di datare i manoscritti di questo periodo, può essere utile sapere l'anno dell'indizione (da 1 a 15), perché le date o gli anni esatti appaiono meno comunemente. E quando si trova una data, corrisponde di solito all'Anno Mundi (in ebraico: לבריאת העולם) o "anno del mondo", a partire dalla data della creazione.
L'Anno Mundi (AM) è servito come punto di partenza per i calendari fino all'epoca moderna in molte parti del mondo, ed è ancora un punto di riferimento liturgico sia per il giudaismo moderno sia per i cristiani. (Anche gli ebrei segnano l'inizio del nuovo anno nel mese di settembre, ma in una data fluttuante).
La data della creazione del mondo, individuata da una lettura letterale delle storie patriarcali della Settanta greca – era determinata attorno al 5500 a.C. sul nostro calendario moderno, con alcune variazioni qua e là. Nel calendario giuliano, la data di creazione era fissata al 1 settembre del 5509 a. C, con la nascita di Gesù Cristo che ha avuto luogo nel 5509 AM, cioè 5.509 anni dopo la fondazione del mondo.
Nel 1597, il patriarca Teofane I (Karykes) di Costantinopoli utilizzò per primo una data basata sull'era cristiana. Invece di segnare date sulla base della fondazione del mondo, l'Incarnazione di Gesù Cristo è diventata il punto cruciale della storia umana - e così nacque la distinzione tra a. C. (avanti Cristo) e AD (Anno Domini o "nell'anno del nostro Signore").
Questo divenne ufficiale a Costantinopoli nel 1728 e in Russia (per opera di Pietro il Grande) nel 1700, con il calendario giuliano che ancora serviva come computo dei giorni e dei mesi.
Mentre il calendario dell'Anno Mundi non è più maggioritario (o parte dei calendari civili delle nazioni prevalentemente ortodosse), serve ancora come base del nostro calendario liturgico.
Raccolto, ringraziamento e semina
Segnando l'inizio di un nuovo anno nel mese di settembre, l'Impero, e più tardi, la Chiesa ortodossa hanno associato il nuovo anno al raccolto delle colture. Come si facevano i preparativi per l'inverno, così si facevano anche i preparativi per l'anno a venire.
Per i cristiani, era un momento di ringraziamento, ricordando il buon clima e le piogge abbondanti che il ​​Signore aveva donato per il raccolto – una cosa per la quale preghiamo a ogni Divina Liturgia.
Questo comporta stretti parallelismi con la festa delle trombe del popolo di Dio pre-incarnato (Lev 23:23-25):
E il Signore parlò a Mosè, dicendo: "Parla ai figli d'Israele, e dì loro: 'Il settimo mese, il primo giorno del mese, farete riposo, un memoriale delle trombe; sarà per voi una santa convocazione. Non farete alcun lavoro servile, e porterete un olocausto al Signore'."
Come osserva il sinassario, questo fu anche il giorno in cui Cristo entrò in una sinagoga a leggere dal libro di Isaia (cfr Lc 4:16-30).
Segnando l'inizio del nuovo anno al momento del raccolto, ci ricordiamo ogni anno della nostra dipendenza dal duro lavoro e dalle benedizioni di Dio. Al di là delle benedizioni materiali e della salute dei raccolti, questo si applicava (come fanno molti dei nostri inni) alle questioni imperiali, tra cui le preghiere per la protezione dai nemici:
O creatore dell'universo, che hai impostato i tempi e le stagioni per tua sola autorità, benedici il ciclo dell'anno della tua grazia, o Signore, custodendo i nostri governanti e la tua nazione in pace, per l'intercessione della Theotokos, e salvaci.
-Apolytikion (tono secondo)
Tu che hai creato tutte le cose nella tua infinita sapienza, e hai impostato i tempi per tua autorità, concedi vittorie al tuo popolo cristiano. Benedicendo i nostri ingressi e le nostre uscite nel corso di quest'anno, guida le nostre opere secondo la tua divina volontà.
-Kontakion (tono quarto)
E se consideriamo le crescenti calamità naturali, siccità, inondazioni, incendi, uragani, e carestie, dovremmo essere ancora più attenti in questa moderna era tecnologica, e pregare ancor di più per queste cose, non di meno.
Non siamo usciti con le nostre forze dalla dipendenza da Dio. Al contrario, più aumentano le nostre capacità, tanto più abbiamo bisogno del favore e della misericordia di Dio.
Responsabilità ecologica
E questo porta al mio ultimo punto: il nuovo anno ecclesiastico è ora una giornata caratterizzata da preghiere per la cura dell'ambiente.
Il patriarca Demetrio di Costantinopoli ha promulgato nel 1989 un'enciclica per l'ambiente, che chiamava tutti i cristiani ortodossi a pregare e a proteggere il mondo che ci circonda. La sua enciclica ha stabilito anche il 1 settembre – l'inizio del nuovo anno della Chiesa, come "un giorno di preghiera per la protezione dell'ambiente" per il Patriarcato ecumenico, cosa che è stata adottata poco dopo dal resto delle Chiese ortodosse canoniche. (Il Vaticano ha recentemente seguito l'esempio).
Dal momento della sua elevazione a patriarca ecumenico, il patriarca Bartolomeo ha promulgato ogni anno il 1 settembre un'enciclica sull'ambiente. Bartolomeo è affettuosamente conosciuto come "il patriarca verde", e spesso parla della salvaguardia del creato a un pubblico internazionale.
E tutto questo ha perfettamente senso.
L'inizio del nuovo anno è stato per secoli una commemorazione della fondazione del mondo (Anno Mundi). È un giorno per rendere grazie a Dio per un raccolto abbondante. È un giorno che riconosce la protezione di Dio sul mondo e la sua provvidenza, insieme alla nostra responsabilità e tutela per il creato.
Tutto questo risale naturalmente alla storia della creazione stessa, una storia in cui al genere umano rappresentato da Adamo ed Eva viene data la terribile responsabilità di prendersi cura di ogni creatura vivente. Una restaurazione della pace tra l'uomo e l'ordine creato si trova nel cuore della redenzione e della divinizzazione, e ciò è in definitiva il tema del nuovo anno ecclesiastico.
Conclusione
Come ho già detto in altri articoli, l'anno della nostra Chiesa inizia e finisce con la vita di Maria. La Natività di Maria è la prima grande festa dell'anno, mentre la sua Dormizione o il suo "addormentarsi" è l'ultima.
In questo ciclo vediamo l'incarnazione del Dio-uomo Gesù Cristo al centro della nostra storia come popolo di Dio. E tra questi due punti di riferimento abbiamo questa festa che potrebbe, a prima vista, sembrare un residuo peculiare o addirittura irrilevante dell'Impero Romano.
Piuttosto, il nuovo anno ecclesiastico serve come punto cruciale per tutta la nostra vita liturgica di ogni anno.
Diamo il nostro addio al vecchio e il benvenuto al nuovo. Rendiamo grazie per ciò che il Signore ha fatto, e chiediamo la sua benignità e protezione per i giorni a venire. Ci prendiamo un momento di pausa per considerare il nostro impatto sul mondo che ci circonda, e se le nostre azioni procedono da un cuore di egoismo o da un cuore di compassione.
Questo è un giorno di festa che punta al centro stesso del messaggio di Cristo, della vera spiritualità cristiana: preghiera, digiuno, elemosina. Preghiere per le benedizioni visibili e invisibili, digiuno per il bene del mondo e per la nostra mortificazione, e l'elemosina per la cura degli altri. Sacrificio di sé e promessa, bellezza e autocontrollo.
Quindi, stappate una bottiglia di champagne e portate le vostre richieste al Signore. È l'inizio di un nuovo anno.

sabato 12 settembre 2015

Mia madre, di spalle,(eterna memoria) con la sorella, zia Antonietta, mentre preparano "Rrashkatjelt me kanuçen" (Pasta fatta in casa) .

A proposito di 'ECUMENISMO' questa pan-eresia così definita da tanti Santi Padri e non, dove ci si incontra e ci si scontra perchè "io sono di Paolo e tu sei di Giovanni" (di proposito non ho messo di Pietro e di Andrea) vorresi riportare le parole del Signore: " Prima che il gallo canti mi rinnegherai (rinnegherete) tre volte" ! Qualcuno sostiene che l'ecumenismo è il rinnegamento della vera e unica fede in Cristo, è l'accoglienza dell'anticristo o del 666, il quale sta spadroneggiando tra coloro che si definiscono cristiani.
<> !!!!!

Un anziano Athonita ha espresso il seguente pensiero parlando dell'amore per la pura Fede:
... "L'ira è necessaria solo quando difendiamo la nostra Fede, non per difenderci se qualcuno parla male di noi, dobbiamo accettarlo. Noi, invece, dobbiamo arrabbiarci quando viene attaccata la nostra Fede: l'ira deve essere utilizzata per la difesa dell'ortodossia ....allora è necessaria."

foto di Giovanni Capparelli.

venerdì 11 settembre 2015

Patriarch Bartholomew: Opposition to Ecumenism is “Diabolical”

September 10, 2015


Se queste affermazioni dovessero essere vere, ecco un mio pensiero personale riguardo al "Diabolico":

Qui si continua a ...FUMARE... erba cattiva a tutta carica. Altrimenti non si spiegherebbero insensate definizioni contro i nostri Santi Padri definiti sevi del demonio. Siamo alla frutta....si vede che oramai al vaticano serve qualcosa di più forte che i soliti abbracci, i soliti baci, le solite riunioni che non servono a nulla, le solite sceneggiate amorevoli del vogliamoci bene assaporando kili di Nutella, le solite sviolinate telefotogeniche da invadere le stupide, ignoranti e lecchine TV italiane. Roma che (probabilmente) foraggia il Fanar, si è rotto le scatole di non dover avere nulla in cambio, vuole arrivare ed assaporare cose più concrete per lei. probabilmente a ordinato a Barty di fare la voce grossa...... Ma chi lo sente...Non credo Kirill il quale è rimasto l'unico baluardo allo strapotere papista-fanariota dell'unione a tutti i costi.  San Marko d'Efeso non permetterà che ciò avvenga e ci manderà sicuramente un uomo, inviato da Dio, per difendere la Santa e Retta Fede ortodossa. Amìn !!!!!!

Dal sito amico: http://luceortodossamarcomannino.blogspot.it

Aggiornamento sul Concilio Pan-Ortodosso del 2016 - Settembre

L'articolo che segue è una traduzione libera dell'articolo At Last, a Council for the Ages, il quale riporta le parole dell'Arcidiacono Ioannis Cryssavgis, consulente teologico del Patriarca Bartolomeo I. Già apparso qualche mese fa un articolo dello stesso diacono circa il Sinodo Pan-Ortodosso, è uscito questo aggiornamento il 7 settembre e ho ritenuto opportuno pubblicarne il contenuto, sebbene sia identico a quello dell'articolo precedente

Nel 2014 i leader delle quattordici chiese autocefale della Chiesa Ortodossa si sono riuniti a Istanbul per progettare un canovaccio del sinodo del 2016, idealisticamente riunito nella chiesa di Santa Irene, adesso museo. In realtà, questo concilio era in cantiere dal 1961 - anche se vi furono proposte durante gli anni Venti e Trenta - e sarà epocale, dal momento che vi saranno patriarchi, arcivescovi e vescovi di tutte e quattordici le giurisdizioni ortodosse, e di tutti gli antichi patriarcati, esclusa Roma. 

I commentatori storici e gli analisti dovrebbero tenere a mente che non sarà un concilio il quale apparirà organizzato o ordinato, così come potrebbero apparire quelli delle Chiese Occidentali, poiché si tratta di un consenso fra chiese, e non dell'imposizione delle parole di un leader. Bisogna anche ricordarsi che spesso i conflitti che imperversano fra le giurisdizioni hanno come prima causa il potere. Una tale percezione delle cose non sarà del tutto erronea, e potrebbe risultare frustrante sia per coloro che fanno parte della Chiesa, sia per quelli che non lo sono, così infatti è stato spesso percepito - anche con dolore - il metodo democratico della Chiesa Ortodossa. 

Nelle foto i patriarchi Bartolomeo, Daniele e Cirillo, i tre primarchi delle chiese maggioritarie in Italia, quelle del Patriarcato Ecumenico, della Chiesa Ortodossa Romena e della Chiesa Ortodossa Russa

Gli argomenti del Concilio furono decisi già negli anni Settanta, se non già nel 1961, come ad esempio l'adozione di un unico calendario per tutte le chiese ortodosse; ma fondamentalmente, appare il problema di adattare la Chiesa alle istanze del mondo moderno, come ad esempio la percezione del digiuno e in particolar modo la regolamentazione del matrimonio in una prospettiva di un mondo multirazziale e multireligioso
Ulteriormente, si parla anche dell'approccio che la Chiesa Ortodossa terrà nei confronti delle altre chiese cristiane e delle altre religioni, e la risposta che la Chiesa Ortodossa darà ai cambiamenti epocali del nostro tempo.  Molti di questi argomenti hanno una cruciale importanza dal momento che si tratterà di un'apertura ecumenica la quale investirà i circoli tradizionalisti greci e slavi. 

Uno degli ordini del giorno ci interessa particolarmente: la regolamentazione dell'Europa Occidentale dal punto di vista canonico.

Un'altro problema che verrà affrontato sarà la gestione dell'Ortodossia in Europa Occidentale, col fenomeno noto come diaspora. Si cercherà di rendere effettivo il canone di un vescovo per città ( o per diocesi ) e laddove esistono più vescovi di diverse chiese etniche concorrenti per la stessa cattedra, si cercherà di spostarli altrove per creare un sistema canonico. I primarchi daranno sufficiente autonomia? e ancor più  importante, saranno interessati i vescovi di paesi come gli Stati Uniti a collaborare, o rimarranno ancorati alle proprie prospettive nazionalistiche? L'organizzazione della Chiesa Ortodossa nel mondo, in luoghi come l'Europa, l'America e l'Australasia ( Australia, Filippine, isole del Pacifico ), composta da convertiti e da migranti ormai da tempo sistemati in questi luoghi, dipenderà da quanto gli ortodossi di questi luoghi avranno maturato una visione matura e completa dell'Ortodossia - anche se molte chiese ortodosse sono ancora ancorate ad un certo provincialismo che mira a proteggere i propri affari. Questi vescovi contemporanei dovranno fare i conti con un mondo globalizzato e sembrano poco propensi a superare il parrocchialismo e la xenofobia. 
Ci saranno poi altri ordini da discutere, quale ad esempio la risposta che la Chiesa Ortodossa darà al fanatismo. E' auspicabile una risposta unica e completa ai circoli fondamentalisti mossi da alcuni monasteri particolarmente duri, sulla scia della moderata via reale di discernimento percorsa nei secoli dalla Chiesa. 

Solamente il tempo ci dirà come proseguirà questo Concilio del 2016. Sperando che il nazionalismo e poteri del mondo non prevalgano. 

mercoledì 9 settembre 2015

Finalmente ....la pioggia.
Speriamo che cada dolcemente e non si rafforzi in un uragano.
Carissime Fedeli della Santa Chiesa Ortodossa, dopo l'abbuffata vacanziera e dopo il ritorno dalle vostre nazioni di appartenenza, dove avete potuto godere dell'affetto dei vostri parenti, ogni domenica vi aspetterò presso la Vostra Chiesa Ortodossa in Castrovillari per la celebrazione della Divina Liturgia.
Scuse per disertare, credo, non ci siano più. Rimbocchiamoci le maniche e riprendiamo ad avvicinarci al Nostro Signore Gesù Cristo, il quale come un Padre vi sta aspettando nella sua casa sita presso Palazzo Gallo/Piazza Vittorio Em. II a Castrovillari (CS).
Inoltre il consiglio per le mamme rimane sempre attuale, ora che i vostri figli riprendono la scuola, considerato che ci saranno gli insegnanti di religione della chiesa cattolica che cercheranno di indottrinarli alla meglio, vi prego di portarli con voi nella nostra chiesa Ortodossa perchè possano ascoltare la voce della Santa Ortodossia e rimanere saldi nella Fede dei loro Avi.
Abituiamoli ad essere presenti ed amare la loro Chiesa. I bambini fino a 6 anni possono ricevere la Santa Comunione liberamente, mentre dai sette anni in poi dovranno confessare i lori, chiamiamoli, peccatucci.
E' bello entrare nella casa del Signore e sostare con lui in preghiera insieme a tutta la comunità parrocchiale della Santa Fede Ortodossa.
Io ogni domenica ci sarò ed aspetterò che anche voi veniate ..........
Il Signore Iddio sia con tutti noi e ci benedica nella sua infinita misericordia.........
La multi ani !!!!! Mnogaia leta !!! Per molti anni !!!!! Pir shum vjet !!!!