domenica 13 febbraio 2011

Dalla Chiesa Ortodossa Russa

George Bush accoglie il metropolita Hilarion


Il 10 febbraio 2011, nel corso della sua visita negli USA, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, è arrivato a Dallas.
La mattina dell’11 febbraio si è svolto l’incontro del metropolita con l’ex presidente USA George Bush junior. Durante l’incontro, durato circa un’ora, c’è stato uno scambio di opinioni riguardanti un ampio spettro di questioni. Il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa Russa ha illustrato la sua visione delle prospettive del dialogo intercristiano, sottolineando in particolare la necessità di una collaborazione dei rappresentanti delle diverse confessioni in favore del mantenimento dei valori morali.
In ricordo dell’incontro, il metropolita Hilarion ha fatto dono a George Bush del suo libro “L’Ortodossia” in lingua inglese, e di un cofanetto dipinto a mano con una raffigurazione del Cremlino di Mosca.

sabato 12 febbraio 2011

Domenica 13 Febbraio, del Pubblicano e del Fariseo

VANGELO  (Lc. 18, 10-14)

Disse il Signore questa parabola: “Due
uomini salirono al tempio a pregare: uno
era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo,
stando in piedi, pregava così tra
sé: O Dio, ti ringrazio che non sono
come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri,
e neppure come questo pubblicano.
Digiuno due volte la settimana e
pago le decime di quanto possiedo. Il
pubblicano invece, fermatosi a distanza,
non osava nemmeno alzare gli occhi
al cielo, ma si batteva il petto dicendo:
O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato,
a differenza dell’altro, perché
chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia
sarà esaltato”.

Dal sito: Makj.jimdo.com

LA CHIESA DEI PAPI IN AFORISMI – I
 
 
Ricordiamo che la chiesa dei Papi o lo Stato Pontificio, comunemente conosciuto come lo Stato del Vaticano comprende quasi interamente la superficie sub-triangolare comunemente indicata con il nome di Colle o di Monte Vaticano (Ager o Campus Vaticanus). Sorge in un luogo che secondo Plinio il vecchio contribuì ad attribuire a Roma la triste e famosa nomea di “voratrix hominum” e dove a ridosso dei Monte Vaticano si trova un valle: la “Valle dell’inferno”.
Affresco del bacio di Giuda
1. Il poeta italiano Dante Alighieri, vedendo “seduta” sul Monte Vaticano, la Chiesa dei Papi scrisse: “Sicura, quasi rocca in alto monte, / seder sovresso una puttana sciolta…” [i]
Dante Alighieri 
 
2. Quando la religione nega la libertà: “La religione è l’oppio dei popoli
 
Karl Marx (1818/1883)
 
3. Sulla potenza della Chiesa dei Papi: “Un gigante con i piedi d’argilla"
 
Anonimo papista
 
4. Sulla “santa inquisizione”: Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire.” [ii] 
Alessandro Manzoni (scrittore italiano – 1785/1873)
 
4.1 Io porto una maschera, ma per forza; poiché senza di quella nessun uomo può vivere in Italia. [iii]
Paolo Sarpi (1552/1623)
 
4.2 La consuetudine di Roma consiste nel tollerare certe cose e passare sotto silenzio altre.” [iv] 
Papa Gregorio VII
 
5. Sul culto della personalità del Papa: “Il vicario di Gesù Cristo, il successore di Pietro, è qualcosa di intermedio tra Dio e l’uomo, meno grande di Dio, ma più grande dell’uomo. La Chiesa romana, che io ho sposato, mi ha portato una dote: ho ricevuto da Roma la mitra, segno della mia funzione religiosa, e la tiara, che mi conferisce il dominio sulla terra. Io sono posto da Dio al di sopra dei popoli e dei regni. Nulla di ciò che avviene nell’universo deve sfuggire all’attenzione e alla potestà del sovrano pontefice. Come Dio creatore di tutte le cose pose nel firmamento del cielo due lumi, uno maggiore che illumini di giorno, ed uno minore che illumini di notte; così, nel firmamento della Chiesa universale, che prende il nome di cielo, pose due grandi dignità, la maggiore che, quasi come ai giorni, alle anime presiedesse e la minore che, quasi come alle notti, presiedesse ai corpi; e tali dignità sono: l’autorità pontificale e la regia. E certamente, come la luna riceve dal sole la luce, essendo minore del medesimo per quantità, per qualità, per ubicazione, per effetto, così la regia autorità deriva lo splendore della propria dignità dalla pontificia autorità.” [v] 
 
Papa Innocenzo III (1198/1216)
 
5.1 Gesù ha posto il papa al di sopra dei profeti, al di sopra del suo precursore, al di sopra degli angeli. Gesù ha messo il papa allo stesso livello di Dio.” [vi]
 
Giovanni Bosco (prete 1815/1888)
 
5.2 “Al centro della Chiesa (cattolica-romana), contrariamente a quanto stabilisce il Vangelo, continua a mancare la figura di Gesù. Il posto centrale è occupato dal clero: papa, vescovi e sacerdoti, ognuno con il loro rispettivo ambito di regno ecclesiale. La croce peggiore di Gesù non è stata la sua esecuzione a morte. Senza dubbio gli sarebbe risultata molto più tragica e dolorosa la croce di un clero che ha la sfrontatezza di presentarsi come continuatore della sua opera e suo mediatore davanti all’umanità.”
 
Pepe Rodrìguez (storico spagnolo)
 
5.3 In Vaticano sento sempre parlare del santo padre. Nessuno fa mai allusione a Gesù Cristo.” 
Cornelius Rijk (prete olandese)
 
6. Sullo spirito ecclesiastico: “In molti seminari i ragazzi “entrano angeli, e tra breve diventano demoni… E’ cosa da piangere il vedere tanti poveri figlioli, prima innocenti e devoti, ma dopo essere stati in seminario divenuti una sentina di vizi
Alfonso Maria de’ Liguori (ecclesiastico – 1696/1787)
 
7. Sulla fede papista: Per essere cattolici veri e buoni, e non cattolici di falso nome non c’è che un mezzo, uno solo, ma indispensabile e in surrogabile: ubbidire alla Chiesa e al suo Capo e sentire la Chiesa e col suo Capo.”
 
Papa Pio XI (1857/1939)
 
7.1 I “cattolici”, gli italiani e la loro Chiesa papista: Abbiamo dunque con la Chiesa e con i preti noi italiani questo primo obbligo: di essere diventati senza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa.
Niccolò Macchiavelli (1469/1527)
 
7.2 I laici militanti non sono chiamati a far da sé. Il loro compito è semplicemente quello di aiutare la Gerarchia in tutto quello che occorre, in tutto quello che possono.”
Dal manuale dell’Azione Cattolica
 
7.3 La Chiesa… con l’impulso dato dal pontefice all’Azione Cattolica, non può accontentarsi solo di creare dei preti: essa vuole permeare lo Stato e per questa azione sono necessari dei laici, è necessaria una concentrazione di cultura cattolica rappresentata dai laici. Esistono molti giovani che possono diventare preziosi ausiliari della Chiesa più come professori d’università che come cardinali, ecc. Allargata la base delle “vocazioni” questa attività laico-culturale ha immense possibilità di estendersi.”
 
Antonio Gramsci (politico italiano - 1891/1937)
 
7.4 L’Azione Cattolica è la pupilla degli occhi nostri. Chi colpisce l’Azione Cattolica colpisce la Chiesa, perché colpisce la vita cattolica… io vi raccomando di non colpire l’Azione Cattolica; ve lo raccomando, ve ne prego per il vostro bene, perché chi colpisce l’Azione Cattolica colpisce il Papa, e chi colpisce il Papa muore.”
Papa Pio XI (1857/1939)
 
7.5 Essere d’accordo col Papa si domina ancora oggi la coscienza di milioni di uomini.” 
 
Benito Mussolini (politico italiano fascista – 1883/1945)
 
7.6 La guerra porterà sofferenze, ma anche benedizione e prosperità per il nostro caro paese… Il Signore guarda con occhio di particolare bontà all’Italia nostra, e questo proprio perché fu fatta la pace con la Chiesa e là ci possono essere difetti, ma la sostanza è sicura e buona.” [vii]
 
Papa Giovanni XXIII (1881/1963)
 
7.7 Non è un caso che nell’epoca moderna, la Chiesa abbia avuto la più stretta e felice alleanza politica con il fascismo, con il quale condivide “il sostanziale disprezzo e pessimismo sull’uomo come essere sociale, sempre da guidare, da correggere, da costringere e da limitare, la sfiducia quindi per ogni forma di discussione e di ricerca, per ogni atteggiamento che non fosse di obbedienza e di sottomissione.”
Miccoli (storico italiano)
 
7.8 “Il papa è il più grande decoro dell’Italia…e bisogna chiudere gli occhi all’evidenza per non vedere – almeno nell’attuale rivolgersi di tutti gli Stati al papa – per non vedere, dico, qual prestigio e quali vantaggi potrebbero dalla sua presenza derivare al nostro paese (l’Italia), quando fosse tenuto nel debito conto del suo essere internazionalmente e sopranazionalmente sovrano, che i cattolici di tutto il mondo gli riconoscono per divina istituzione.”
Papa Pio XI (1857/1939)
 
7.9 “Ritengo che la conclusione del concordato tra la santa Sede e il governo del Reich costituisca una garanzia sufficiente che i cittadini tedeschi di religione cattolica si metteranno d’ora in poi senza riserve al servizio del nuovo stato nazionalsocialista. Pertanto ordino quanto segue: 1. Lo scioglimento delle organizzazioni cattoliche riconosciute dal presente trattato e che erano state sciolte senza istruzioni dal governo del Reich sarà immediatamente revocato. 2. Ogni misura di coercizione contro sacerdoti o altri dirigenti di organizzazione cattoliche sarà immediatamente revocata. Il ripetersi di tali misure in avvenire è inammissibile e sarà punito in conformità alle leggi vigenti. Sono lieto di poter ritenere concluso un periodo in cui gli interessi politici e quelli religiosi troppo spesso si sono scontrati in contrasti apparentemente insolubili. Il trattato firmato tra il Reich e la Chiesa cattolica contribuirà a riportare anche in questo settore la pace di cui tutti hanno bisogno”. [viii]
 
Adolf Hitler (Duce nazista - 1889/1945)
 
7.10 I cattolici sono liberi quando peccano.”
Un papista “cosciente”
 
8. Sul “santo padre”: Sull’essere santo ho forti dubbi, ma non altrettanto sull’essere “padre”. 
Un monaco
 
9. Sui gesuiti:Impadronitevi di un’anima a sette anni e sarà vostra per tutta la vita.” 
Dalla Catechesi dei gesuiti
 
9.1 Vi è molto da imparare dai Padri della Compagnia di Gesù… e il Fascismo è molto inferiore, sia nei suoi propositi, sia nell’esecuzione, al rigore de “la Civiltà Cattolica” (organo dei gesuiti)”
 
Farinacci Roberto (fascista – 1892/1945)
 
9.2 Il grande imperatore Jung-Cing, il più saggio e il più magnanimo, forse, che al Cina abbia avuto, ha cacciato i gesuiti; ma non perché fosse intollerante, al contrario: perché i gesuiti lo erano. I gesuiti stessi riferiscono, nelle loro Lettere curiose, le parole che disse loro questo buon principe: “So che la vostra religione è intollerante; so quel che avete fatto nelle Filippine e nel Giappone; avete ingannato mio padre: non sperate di ingannare anche me”.
 
Voltaire (filosofo - 1694/1778)
 
9.3 E’ permesso uccidere un principe scomunicato dal papa in qualsiasi paese lo si trovi, perché l’universo appartiene al papa, e colui che accetta questo incarico fa opera di carità.”
 
Lacroix (gesuita - commentando il gesuita Busenbaum)
 
10. Simonia e robacce varie:Il papa fa mercato non solo dello Stato (ciò che non oserebbe né Verre, né Catilina, né alcun reo di peculato) ma mercanteggia perfino le cose della chiesa e lo stesso Spirito Santo!”
 
Lorenzo Valla (Umanista 1407/1457)
 
10.1 L’importante per un buon cortigiano è dissimulare.”
 
Pietro Bembo (cardinale e cortigiano – 1470/1547)
 
10.2 “Il denaro è, e resta lo strumento al servizio della Chiesa (cattolica)”
 
Paul Marcinkus (vescovo ed ex capo della Banca Vaticana)
 
NOTE

[i] Dante Alighieri, La Divina Commedia - Il Purgatorio;
[ii] Dal libro “I Promessi Sposi”;
[iii] In “Lettera ad un amico francese”, 1609;
[iv] Dalla lettera al legato pontificio Ugo di Diè, del 9 marzo 1078;
[v] In “Patrologia Latina” (Epistolae, I, 401), edizioni Migne, CCXIV, 378;
[vi] Canonizzato come santo nel 1934 da “santa Romana Chiesa”;
[vii] Papa Giovanni XXIII Sulla guerra contro la Francia e la Gran Bretagna del 1940;
[viii] Comunicazione alla stampa del 9 luglio 1933, sul concordato tra il Vaticano e il Terzo Reich.
 

venerdì 11 febbraio 2011

Pubblicata da Ieromonaco Isidoro

12 Congresso della Gioventù della Diaspora

Con la benedizione del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kyrill e del primo gerarca della Chiesa russa fuori dalla Russia, metropolita Hilarion, si terrà a Parigi dal 1 all’8 luglio il 12° Congresso della Gioventù della Diaspora.
Finora i Congressi si sono svolti, a partire dal 1973, negli Stati Uniti, Canada, Australia e America Latina. Per la prima volta ora questo forum si svolgerà in Europa. I delegati hanno sempre sottolineato la loro appartenenza alla Chiesa russa. L'Icona della Madre di Dio di Kursk, “trovata tra le radici” è sempre stata portata a ciascuno di questi congressi come la Guida della diaspora russa. Durante i congressi, vengono celebrati i servizi divini ortodossi. Nelle varie sessioni e negli intervalli, i giovani rappresentanti della diaspora russa hanno sempre avuto l'opportunità di colloqui con i gerarchi ortodossi e sacerdoti.
Il 12° Congresso avrà come titolo “Nuovi modi di servizio della Gioventù alla Santa Chiesa.. Preservare la purezza dell’ortodossia”. Secondo quanto detto dall’arciprete Andrei Sommer in un’intervista al sito ufficiale della ROCOR, uno dei compiti del Congresso è quello di permettere ai giovani di diversi paesi di incontrarsi e far conoscere loro le varie forme, per lo più nuove, del lavoro missionario.
Una caratteristica distintiva del 12° Congresso rispetto a quelli precedenti è che i giovani della diaspora ortodossa russa si riuniranno per la prima volta dopo la piena comunione canonica tra il Patriarcato di Mosca e la ROCOR. Le diocesi del Patriarcato di Mosca all’estero, in particolare quella di Korsun, e le diocesi della ROCOR prenderanno parte attiva al Congresso. Tra gli invitati anche i rappresentanti dell'Esarcato delle chiese russe in Europa Occidentale (Patriarcato di Costantinopoli).
Nella sua lettera al Primo Gerarca della ROCOR, metropolita Hilarion, accogliendo la convocazione del Congresso, Sua Santità il Patriarca Kyrill ha rilevato: "E’ positivo che la lunga tradizione dei forum di unire i giovani cristiani di tutta la Chiesa ortodossa russa continuino e si sviluppino nel centro dell’Europa. Invoco la benedizione di Dio sugli organizzatori e su tutti i partecipanti”.
Il Forum ha inoltre ricevuto il sostegno del rappresentante plenipotenziario del presidente russo nel Distretto Federale Centrale GS Poltavchenko, così come di un certo numero di organizzazioni statali e pubbliche in Russia e all'estero. L’Ambasciata russa in Francia garantirà la gestione degli aspetti organizzativi. Tra coloro che daranno un sostegno finanziario per l'organizzazione del Congresso e del suo pellegrinaggio e il programma culturale, ci sono la Fondazione S. Andrea, la Società russa Monte Athos, il Fondo per l'assistenza alle organizzazioni della ROCOR e altre organizzazioni e singoli individui.
Si prevede che al Congresso parteciperanno 100-120 persone. Secondo Padre Andrei Sommer, uno dei prossimi forum si potrebbe tenere in Russia.
mospat.ru

giovedì 10 febbraio 2011

Dal sito della Chiesa Ortodossa Russa

Presentato a New York il primo volume del libro “Ortodossia”


A New York il 6 febbraio 2011 è stato presentato al pubblico il primo volume del libro del metropolita Hilarion “Ortodossia” («Orthodox Christianity»), tradotto in inglese.
L’arciprete Ioann Behr, rettore del seminario di San Vladimir, ha presentato agli ospiti il libro e l’autore, descrivendo le tappe fondamentali dell’impegno teologico del metropolita e sottolineando la particolare attualità dei suoi testi per i lettori di lingua inglese. Secondo il rettore, i testi del metropolita sono di alto livello, ricchi di professionalità ed espressi in un linguaggio semplice e accessibile a tutti, anche a chi non frequenta la Chiesa. Essi inoltre  si rivolgono non solo alla cerchia ristretta degli intellettuali e degli studiosi di storia della Chiesa, ma anche a chi si è appena avvicinato al mondo dell’Ortodossia.
Al suo sono seguiti gli interventi dell’arciprete Chad Hatfield, vicerettore  del Seminario di S. Vladimir e dell’arciprete Theodore Bazil, direttore della casa editrice che ha pubblicato il volume.
La pubblicazione del primo volume del sostanzioso testo del Presidente del Dipartimento è stata realizzata da Saint Vladimir’s Press, la più importante casa editrice ortodossa di lingua inglese, fondata da celebri teologi ortodossi del XX secolo, gli arcipreti Aleksandr Shmemann e Ioann Meiendorf. Il metropolita e l’editrice collaborano da diversi anni: nel 2009 è uscito infatti un altro suo libro in inglese, “Cristo vincitore degli Inferi”.

Dal sito della Chiesa Ortodossa Albanese

PËRSËRI VJEDHJE NË KISHËN E SHËN KOLLIT
PRANË FSHATIT VANAJ NË RRETHIN E FIERIT

    Ngjarja dhe historitë e mëparshme.
    Duke gdhirë dita e Djelë e datës 6 është shpërthyer dera e kishës së Shën Kollit në fshatin Vanaj të rrethit të Fierit dhe përveç vjedhjes së arkës së kishësh, aty është vjedhur edhe këmbana e saj. Nuk është rasti i parë që nga kjo kishë vidhen në mënyre kostante elementë të dekoracionit artistik dhe si përfundim tanimë ikonostasi i saj pothuajse nuk ekziston. Në vend të tij tanimë gjendet vetëm skeleti mbajtës me pamje të trishtueshme.
    Në kishë është vjedhur para katër vjetësh në datë 11 dhjetor, dera kryesore që hyn në naos(salla kryesore). Kjo derë kishte elementë artistik dhe dekorativ druri të gdhendur në të cilin ndodhej një mbishkrim që na jepte informacionin kryesor për datimin e kishës. Si në rastin e ditës së djelë dhe herët e tjera është bërë denoncimi në organet përkatese, por gjithnjë heshtje dhe asnjëherë nuk është konkluduar me kapjen e keqbërësve. Si duket kemi të bëjmë me një zonë të pa mbuluar mirë përsa i përket ruajtjes së monumenteve, duke ditur që edhe kishat që janë pranë saj si ajo e Shën Gjergjit në Libofshë edhe ajo e Shën Thanasit në Karavasta vidhen sistematikisht dhe janë edhe ato në gjendjen e kishës së Vanajt.
    Në këtë kishë janë bërë punime të plota restauruese në vitet 1998-1999 me fonde investuara nga Kisha Orthodhokse Autoqefale e Shqipërisë dhe punime të kryera nga Drejtoria Rajonale e Institutit të Monumenteve Tirane, që në atë kohë kishte mundesinë të bënte punime restaurimi dhe mirmbajtjeje.
    Ajo që kërkohet në përfundim nga nga organet përgjëgjese ka të bëjë me lëvizjet e nevojshme për gjetjen e mundëshme të elementëve të vjedhura nga kjo kishë por sidomos të gjejë këmbanën për t’ia kthyer ato përsëri trashëgimisë tonë kulturore në mënyrë që të mos kthehet ky rast si rastet e tjera ku asnjeri nuk ka bërë asgjë, si dhe të shikohet mundësia për parandalimin e këtij fenomeni, i cili ka qënë dhe vazhdon të jetë shumë shqetësues për një kohë të gjatë. 
Vlerat historike dhe arkitektoniko-artistike të monumentit.
    Ngrihet në majën e një kodre të ulët, në mes të një pylli të dendur me qeparisa. Mbishkrimi i ruajtur mbi portën jugore të kishës na jep datën e ndërtimit dhe të pikturimit të saj. Kisha u ndërtua në vitin 1777 dhe u pikturua më 1795 nga vëllezërit grabovare Gjergji dhe Joani, të cilët kanë ushtruar një veprimtari të dendur në krahinën e Myzeqesë.
    Kisha i përket një tipi mjaft të përhapur në krahinën e Myzeqesë gjatë shek. 18-19.  Ajo përbëhet nga naosi dhe hajatet e mbyllura që e rrëthojnë atë nga tri anë. Naosi  është një bazilikë njënefesh me tavan të rrafshët. Një ikonostas prej druri të gdhendur ndan ambientin e altarit, i cili përmban apsidën e madhe e të nxjerre jashtë dhe dy niket e protezisit dhe të diakonikonit.
    Naosi rrethohet nga ana veriore, jugore dhe perendimore nga hajatet e mbyllura, nga të cilat pjesa perendimore eshte shume më e gjërë dhe lot edhe rolin e narteksit. Në hapësirën e tij është veçuar një kthinë, ku mbahej vaska e pagëzimit, ndërsa në anën perendimore lartësohet kulla e ulët prej druri e këmbanores.
    Elementët e dekoracionit të brendshëm janë piktura murale që vesh të gjitha siperfaqet e muraturës, ikonostasi dhe amvoni prej druri të gdhendur të një cilësie të larte artistike dhe tavani prej druri i ngjyrosur.
    Në pamjen e jashtme spikat volumi i naosit i mbuluar me çati dyujse, i cili ngrihet mbi volumet e hajateve, të mbuluara me çati njëujse. Në ndryshim nga perpunimi i varfer dekorativ i pamjeve të jashtme është apsida, e cila është ndërtuar me bloqe guri të skalitura dhe është gjallëruar nga një harkade e verbër. Permban gjithashtu dhe relieve antike dhe gurë, te marra siç është traditë edhe në kishat e tjera të Myzeqesë, nga Apolonia e Fierit.
Përgatiti: Arkitekt Restaurator Gentian Stratobërdha

lunedì 7 febbraio 2011

Dal sito amico: Eleousa. net

Russia - Messaggio del Consiglio dei Vescovi

Amati nel Signore, Reverendi Padri, cari fratelli e sorelle - fedeli della Chiesa ortodossa russa!
Il Consiglio dei Vescovi, tenutosi il 2-4 febbraio 2011 nella città di Mosca, augura a tutti voi misericordia e pace e l'amore di Dio, per glorificare il nostro Signore e Creatore, il quale, come ci ricorda l’apostolo Pietro, “nella sua grande misericordia ci ha rigenerati mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi” (1 Pt 3-4).
La Grazia di Dio è la testimonianza della eterna verità di Cristo. La Chiesa, adempiendo il comandamento del suo divino Fondatore nella predicazione del Vangelo ad ogni creatura (Mc 16, 15), rivolge la sua voce a tutte le persone. Sforzandosi di incarnare la buona e perfetta volontà dell'Onnipotente che vuole che tutti gli uomini "siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità" (1 Tm 2,4), la Chiesa fa ogni sforzo per assicurare che ciò avvenga nella vita delle persone e delle comunità umane.
Il Consiglio dei Vescovi rivolge un appello a tutti i cristiani ortodossi con l’invito a ricordare che "la fede senza le opere è morta" (Gc 2, 26), e quindi "Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio" (1 Pt 4,10).
Tutto ciò che vive la Chiesa, tutto quello che fa è dato con sollecitudine per la salvezza dell'uomo. Pur vivendo sulla terra, il popolo ortodosso è in cammino verso il Cielo. Quando è preoccupato per quanto sta accadendo nella società, quando mostra attenzione per la sofferenza e la miseria, quando riflette sulla vita della chiesa - tutto questo è un segno visibile della sua audacia e della partecipazione al culto nei sacramenti salvifici, nell’unione con Dio. Le nostre parole e le nostre opere devono essere il "sale della terra" e la "luce del mondo" (Mt 5, 13-14), di modo che vedendo la vita dei cristiani ortodossi ovunque si glorifichi il Padre celeste (Mt 5,16).
Tra gli argomenti discussi al Santo Consiglio, in particolare si è parlato del dovere di fare memoria dei Nuovi Martiri e Confessori del ventesimo secolo, del servizio sociale dei pastori e laici, e della vita delle piccole popolazioni indigene, della condanna della blasfemia e della diffamazione contro la Chiesa. La preparazione dei documenti più importanti del Consiglio ha visto la partecipazione di numerosi vescovi, pastori, laici, e per un miglior lavoro è stata preceduta dal Consiglio di Inter-presenza. Sulla base del principio della totale apertura all’opinione dei figli della Chiesa, sono pervenuti molti dei loro commenti e suggerimenti. Incoraggiamo clero e laici, giovani e anziani che hanno goduto dell'esperienza e delle conoscenze, o semplicemente hanno partecipato alla grazia salvifica - a continuare a partecipare attivamente, con ponderatezza e responsabilità, nella discussione generale della comunità della chiesa.
La Chiesa è comunità di popoli diversi, rappresentanti di diverse generazioni e professioni, gente di paesi diversi. E l'Apostolo ci ricorda: "Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore" (1 Cor 12, 4-5). La nostra antica tradizione trae origine dal fonte battesimale di Kiev. Uno è il nostro ideale spirituale, che si basa sul Vangelo del Regno di Dio incarnato nella vita dei nostri santi antenati. Noi lo custodiremo. Conserveremo il ricordo della nostra unità. Noi prenderemo la missione della Chiesa come nostro dovere e nostra vocazione, la fede ortodossa ispiri i nostri sforzi, tutte le persone intorno a noi in tutto il mondo attendono da noi parole di verità e di amore. Questo è il pegno della nostra salvezza. Su questo si basa la speranza di ascoltare un giorno le parole del Signore stesso: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo" (Mt 25, 34).
Ancora una volta rivolgiamo a voi le parole dell’apostolo amato e discepolo del Salvatore: “Grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore" e dello Spirito Santo (2 Gv 1,3).

Dal sito della Chiesa Ortodossa Russa

Visita del metropolita Hilarion in America

Il 5 febbraio a mezzanotte il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca, è arrivato a New York per una visita di alcuni giorni negli USA.
All’aeroporto il metropolita è stato accolto dall’arcivescovo Justinian di Naro-Fominsk, amministratore delle parrocchie patriarcali negli Stati Uniti, dall’arciprete Igor Vyzhanov, chierico della cattedrale patriarcale di S. Nicola a New York e rappresentante del Concilio popolare russo mondiale presso l’ONU, dall’arciprete Andrej Sommer, vicepresidente del dipartimento sinodale per la pastorale giovanile della Chiesa Russa all’estero, dall’arciprete Ioann Behr, rettore del seminario di s. Vladimir (della Chiesa Ortodossa d’America), dall’arciprete Chad Hatfield, prorettore dello stesso seminario, e dal Sig. A. Jushmanov, console generale della Federazione russa a New York.
Secondo il programma della visita, il presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato visiterà New York, Washington e Dallas. Presso il seminario di s. Vladimir della Chiesa Ortodossa d’America terrà la lezione annuale dedicata alla memoria di p. Aleksandr Shmemann, celebrerà nella cattedrale di s. Nicola di New York, incontrerà diversi capi religiosi e leader politici, rappresentanti del governo e dei circoli intellettuali degli USA, terrà lezioni presso l’Università Cattolica di New York e il seminario teologico di Dallas (episcopaliani).
Lungo la visita il metropolita è accompagnato dal sacerdote Igor Jakimtchuk, responsabile del segretariato per i rapporti interortodossi del Dipartimento, dal suo assistente hierodiacono Ioann (Kopejkin) e da fedeli laici della Chiesa Ortodossa Russa.

Dal sito della Chiesa Ortodossa Russa

Il Patriarca: le relazioni con la Chiesa cattolica oggi

Il Patriarca Kirill ha aperto il Concilio episcopale il 2 febbraio 2011, con un intervento sulle relazioni tra la Chiesa Ortodossa Russa e le altre confessioni cristiane.
Il Patriarcato di Mosca – diceva tra l’altro – partecipa al lavoro della Commissione mista di dialogo teologico tra la Chiesa Ortodossa e la Chiesa Cattolica romana, che  sta affrontando una delle questioni più spinose dei rapporti ortodosso-cattolici: il ruolo del vescovo di Roma. “Durante gli incontri, la delegazione della Chiesa Russa su questa questione assume una posizione ferma e coerente al pensiero ortodosso in merito. Le sessioni plenarie della Commissione, nel 2009 a Cipro e l’anno seguente a Vienna, hanno però mostrato che il dibattito non si risolverà facilmente né in tempi brevi”.
“Tuttavia, oltre agli argomenti che ci dividono, ci sono molte questioni su cui abbiamo la stessa linea: la secolarizzazione, gli aspetti negativi della globalizzazione, le questioni di etica morale ed economica, la crisi dei valori della famiglia e il sovvertimento delle norme morali tradizionali. Su questi punti abbiamo delle prospettive di collaborazione in organizzazioni internazionali quali l’ONU, l’UNESCO e l’OSCE, particolarmente per quanto riguarda la discriminazione dei cristiani”.
Il Patriarca ha anche ricordato la solidarietà della Chiesa Ortodossa Russa con i cattolici italiani in occasione della decisione del Tribunale europeo dei diritti dell’uomo nel novembre 2009, che vietava l’esposizione dei crocefissi nelle scuole. Il Patriarca ha commentato: “E’ stato un attacco diretto alla tradizione cristiana di tutta l’Europa” ed ha menzionato il sostegno del governo russo all’appello consegnato dall’Italia al tribunale di Strasburgo, contro la decisione presa.
“Inoltre, nei rapporti bilaterali con gli organi direttivi della Chiesa Cattolica romana, continuiamo a trattare la delicata questione dell’Ucraina Occidentale, dove tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta i greco-cattolici hanno privato con la forza gli ortodossi delle proprie chiese,  lasciandoli ancora oggi con diritti limitati. Questo problema deve ancora essere risolto e richiede passi concreti e pratici da parte dei cattolici”, ha sottolineato il Patriarca.
Continua anche il lavoro della commissione mista istituita nel 2004 per  analizzare i problemi dei rapporti in territorio russo tra la Chiesa Ortodossa Russa e la Chiesa Cattolica romana. Il Patriarca Kirill ha evidenziato che i temi fondamentali affrontati sono: l’attività missionaria di chi rappresenta la Chiesa Cattolica in Russia e la formazione spirituale dei bambini battezzati nella Chiesa Ortodossa, ora ospitati nelle istituzioni caritative cattoliche.
Il Patriarca ha affermato la necessità che i consigli del gruppo di lavoro si traducano in vita.

sabato 5 febbraio 2011

Dalla Chiesa Ortodossa Russa

Secondo anniversario dell’intronizzazione
del Patriarca Kirill

Il giorno del secondo anniversario dell’intronizzazione del Patriarca Kirill, il 1 febbraio 2011, si è celebrata la divina Liturgia nella cattedrale di Cristo Salvatore.
Concelebravano con il Patriarca il metropolita di Kiev e Ucraina Vladimir e gli altri vescovi, membri permanenti del Sacro Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa; i vescovi del Patriarcato di Mosca, giunti nella capitale per il concilio episcopale,  i rappresentanti delle Chiese Ortodosse locali presso la sede del Patriarcato e altri rappresentanti del clero della città.
Il Patriarca ha celebrato la Liturgia con le vesti dell’intronizzazione, tenendo in mano una copia del pastorale di San Pietro taumaturgo, metropolita di Mosca.
Durante la solenne celebrazione sono stati letti brani di ringraziamento (Ef. 5. 9-21) e preghiere particolari per il Patriarca.
L’esarca patriarcale di Bielorussia, il metropolita Filaret, ha pronunciato  la preghiera conclusiva di ringraziamento e  il metropolita di San Pietroburgo e Ladoga, Vladimir, ha rivolto un messaggio augurale da parte dei membri del Sacro Sinodo, donando al Patriarca un’icona della Madonna di Kazan’. Sono seguiti altri auguri, tra cui un messaggio del Presidente russo Medvedev.
Il Patriarca ha rivolto la parola  ai presenti ed ha consegnato importanti riconoscimenti ad alcuni vescovi.
Durante l’agape  l’arcivescovo Nifon, rappresentante del Patriarcato di Antiochia e d’Oriente presso il Patriarcato di Mosca, ha detto: «L’evento di cui oggi celebriamo l’anniversario apre una pagina d’oro della vita e del servizio apostolico di Sua Santità. Un servizio che magnifica la Sua fedeltà a Dio. In tempi difficili Lei ha seminato la fede e la verità nel mondo secondo le parole del Salvatore: “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto” (Lc 12.48)».
Il vescovo Nifon ha sottolineato l’importanza delle affermazioni del Patriarca su problemi fondamentali del mondo contemporaneo e delle sue parole rivolte non soltanto ai membri della Chiesa, ma anche alla società. “Con il dono della Sua eloquenza, Lei chiama le persone a spogliarsi dell’uomo vecchio e a rivestirsi dell’uomo nuovo (Col. 3.9-10); a rivestirsi della carità, che è il vincolo di perfezione (Col. 3.14).  Siamo testimoni di quanto il Signore illumini il Suo cuore per portare le persone alla conoscenza della verità divina. Ringraziamo Dio Padre che L’ha chiamata a partecipare all’eredità dei santi”.
L’Arcivescovo Nifon ha poi augurato al Patriarca buona salute e  forze abbondanti per continuare a svolgere il suo compito benedetto, per il bene della Chiesa.