mercoledì 10 novembre 2021

Continuiamo a raccontare ai veri cristiani ortodossi, le porcate degli scismatici ucraini, foraggiati dal fanariota Bartolomeo, contro la vera Chiesa Ortodossa Canonica Ukraina.

 Vescovo Viktor: il patriarca Bartolomeo ha riservato personalmente a se stesso tutte le questioni sull'Ucraina

Intervista esclusiva di Peggy Dokou per News-Politics, 7 novembre 2021

 

In merito al "Festival della fede e della parola" che si è svolto a Mosca lo scorso ottobre, il vescovo ucraino Viktor (al secolo Vladimir Dmitrievich Kortsaba) parla al nostro sito di notizie sugli ultimi eventi.

Vostra Grazia, recentemente si è tenuto a Mosca il "Festival della fede e della parola", dove le azioni del Fanar in Ucraina sono state discusse da una tavola rotonda di chierici, giornalisti ecc. Lei è intervenuto con una dichiarazione e vorrei il suo commento. Il patriarca di Costantinopoli vorrà mai discutere dei problemi in Ucraina, secondo lei?

Apparentemente, il patriarca Bartolomeo ha riservato personalmente tutte le questioni sull'Ucraina a se stesso. Non vede e non vuole vedere che stiamo affrontando problemi in ambito religioso nel nostro paese. Il capo del Patriarcato di Costantinopoli vive in un mondo irreale o, più precisamente, in un mondo immaginario in relazione all'Ucraina. È sicuro che concedendo il Tomos alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ha messo a tacere la faccenda con un tratto di penna. In effetti, il capo del Fanar non solo non è riuscito a risolvere nemmeno una minima parte dei problemi, ma ne ha anche provocati di nuovi. Inoltre, li ha provocati in quasi tutte le Chiese locali, compreso il Patriarcato di Costantinopoli.

Faccio un esempio specifico. Come è noto, la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è apparsa dopo la fusione di due organizzazioni scismatiche: il "patriarcato di Kiev" e la "Chiesa ortodossa autocefala ucraina" (non prendiamo in considerazione due vescovi della Chiesa ortodossa ucraina che si sono uniti agli scismatici). Il capo del "patriarcato di Kiev", Filaret Denisenko, si è dimesso da "patriarca" ma era fiducioso che avrebbe guidato (come "patriarca onorario") la "chiesa" creata dal Fanar. Ecco perché durante il cosiddetto "concilio d'unificazione" ha acconsentito all'abolizione del "patriarcato di Kiev". Tuttavia, si è reso presto conto che non avrebbe ricevuto alcun potere reale nella nuova struttura. Per questo Filaret Denisenko ha annunciato il suo ritiro dalla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e il ripristino del "patriarcato di Kiev". Quasi dai primi giorni della sua partenza dalla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", Denisenko ha iniziato a "ordinare" vescovi per la sua nuova/vecchia struttura. Attualmente, ci sono più di dieci "vescovi" nel suo staff che non sono legati alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Tuttavia, la dirigenza della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" considera ancora Filaret il suo "patriarca onorario", allo stesso tempo non riconoscendo le sue "ordinazioni" e credendo che tutti i "vescovi", "ordinati" da Filaret, siano scismatici che privi di dignità sacerdotale. In particolare, la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" fa riferimento ai canoni, secondo i quali Denisenko non ha il diritto di "ordinare" nuovi "vescovi" senza la decisione e la "benedizione" del sinodo della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". E la cosa più interessante è che i rappresentanti della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" o non capiscono o fingono di non capire che allo stesso modo qualche decennio fa nessuna Chiesa riconosceva le "ordinazioni" di Filaret, compiute nei confronti di coloro che ora sono "vescovi" della... "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Pertanto, non riconoscendo la "dignità episcopale" di coloro che Denisenko ha fatto oggi "vescovi", i capi della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" ammettono chiaramente che anche le loro stesse "ordinazioni" di eri sono invalide.

Andiamo avanti. Sia il sinodo che il capo della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", Epifanij Dumenko, considerano Filaret un loro "vescovo". La "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" emette decreti, prende alcune decisioni in relazione a lui e sottolinea costantemente che Denisenko è un "vescovo" nella struttura della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", anche se "in autoisolamento". Allo stesso tempo, Filaret ha detto personalmente più volte di non avere nulla a che fare con la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Perché non c'è risposta dal Patriarcato ecumenico a tutto quanto sopra?

Inoltre, Denisenko non solo dice che non è con la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ma fa di tutto per renderlo chiaro perfino alle persone meno informate. Giudicate voi stessi: Filaret ricrea il "patriarcato di Kiev", si dichiara un "patriarca" che "non dipende da Mosca né dal Fanar", "ordina" una dozzina di "vescovi", e crea il proprio sinodo. Cos'altro deve fare perché la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e il Fanar capiscano che è uno scismatico, come lo è sempre stato? Cos'altro deve fare perché la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" e il Patriarcato di Costantinopoli capiscano che Filaret è un uomo che nulla ha a che fare con la nuova “chiesa” creata in virtù del Tomos? Dopotutto, se pensiamo dal punto di vista canonico, a cui fanno costantemente appello i fanarioti, Denisenko, se è ancora un "vescovo" della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", doveva essere stato a lungo sospeso dal "ministero" e scomunicato dalla comunione eucaristica. Tuttavia, finora questo non è successo. Come mai?

Perché in questo caso dovranno riconoscere che la Chiesa russa, che un tempo ha scomunicato Filaret, aveva ragione, e che la concessione del loro Tomos non è stata canonica. Dopotutto, se gli scismatici ucraini fossero stati ricevuti in comunione con la Chiesa come prescritto dai canoni, vale a dire, attraverso il pentimento, allora la situazione attuale di Filaret in particolare o dello scisma ucraino in generale non esisterebbe. Invece, il Fanar si è creato un problema e non prova nemmeno a risolverlo.

Inoltre, ha causato problemi ad altre Chiese locali. Infatti poche settimane fa Denisenko ha accettato un gruppo scismatico della Chiesa greca del Vecchio Calendario nel "patriarcato di Kiev". Questa è un'intera diocesi, il cui capo è una figura ben nota dello scisma greco – il "metropolita" Auxentios, che per lungo tempo ha guidato questa struttura. A questo proposito sorge la domanda: se Filaret fa parte della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", allora ne fanno parte anche gli scismatici greci, perché sono stati ricevuti in comunione con la Chiesa da un "vescovo" completamente "canonico", dal punto di vista sia della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" che del Fanar. Sono stati ammessi senza riguardo ai canoni della Chiesa, senza consultare l'arcivescovo Hieronymos di Grecia, e hanno aperto così una certa pista per altri scismatici. Per esempio, per gli scismatici della Macedonia o del Montenegro. Dopotutto, questi e altri gruppi separatisti possono "entrare" nella Chiesa attraverso Denisenko. Ciò significa che altre Chiese locali dovranno affrontare sfide enormi, poiché nei loro territori canonici si stanno creando strutture "ecclesiastiche" parallele.

Se Filaret non è un vescovo canonico, come lo è per la maggior parte del mondo ortodosso, allora l'ammissione di scismatici greci nel "patriarcato di Kiev" non significa nulla per la Chiesa. In altre parole, alcuni scismatici si sono uniti ad altri. Perché allora il Fanar chiude un occhio sulle azioni di Filaret, considerandolo un vescovo canonico? Sembra che il Patriarca di Costantinopoli viva in un mondo irreale. Inoltre, non vede le azioni dei suoi "figli" nei confronti dei credenti della Chiesa ortodossa ucraina. Dopotutto, ci sono molti video che testimoniano il pestaggio dei nostri fedeli da parte degli aderenti alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", un numero enorme di casi criminali, centinaia e migliaia di altri fatti che indicano la condotta ostile e anticristiana di coloro che il patriarca Bartolomeo ha ammesso alla Chiesa attraverso il Tomos. Come non vedere tutto questo?

A questa domanda, come detto sopra, si può rispondere in due modi: o non vuole vedere nulla oppure vede solo ciò che gli viene mostrato, cioè vive con una percezione distorta della realtà. Tuttavia, durante la sua visita in Ucraina il patriarca Bartolomeo ha avuto una buona occasione per provare davvero a fare il punto della situazione: incontrare non solo i rappresentanti della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", ma anche i credenti della Chiesa ortodossa ucraina. I nostri fedeli lo hanno aspettato ogni giorno durante il suo soggiorno a Kiev. Quindi, se il patriarca fosse una persona che ha a cuore il benessere della Chiesa, avrebbe sicuramente incontrato i cristiani ortodossi del nostro paese, che rappresentano la più grande denominazione in Ucraina. Ma non ha voluto... Penso che non volesse farlo proprio perché aveva chiuso la questione e gli occhi su quello che sta succedendo nel nostro paese.

Pertanto, sembra che al momento un dialogo con il patriarca Bartolomeo sui "problemi ucraini" sia semplicemente impossibile. Inoltre, tanto più lontana è anche la prospettiva di questo dialogo. In questo senso basti ricordare le parole del patriarca, che ha affermato che "se ne frega" di essere espulso dai dittici della Chiesa ortodossa russa. Eppure, se si parla della Chiesa, della sua unità, senza contare che ogni vescovo è un modello per il gregge, allora le parole del patriarca Bartolomeo sono uno shock, dal quale è difficile riprendersi. Cosa può significare? Come si può affermare la supremazia e il primato della Chiesa? Dopotutto, se una persona non controlla ciò che dice, è un'indicazione che non perde la pazienza, ma l'autorità, il rispetto, ecc. E, cosa molto importante, tale vocabolario può essere utilizzato solo da chi sa e sente di aver perso. Il patriarca Bartolomeo sa di aver perso, ma non lo riconoscerà mai. Noi vogliamo un dialogo con lui, ma lui non vuole dialogare con noi, purtroppo.

Quest'anno, ad agosto, il patriarca di Costantinopoli ha visitato Kiev. Quali sono stati i risultati di questa visita?

Come affermato in precedenza, siamo sconvolti dal fatto che il patriarca Bartolomeo non abbia potuto o non abbia voluto conoscere il quadro reale degli sviluppi in Ucraina. Ha lasciato il nostro Paese con la ferma convinzione che qui tutto va bene, e che la sua decisione di riconoscere la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" è stata quella giusta. Ciò significa che in termini religiosi, nel migliore dei casi non cambierà nulla per noi, o nel peggiore dei casi la Chiesa ortodossa ucraina dovrà affrontare momenti più difficili. Tanto più numerosi sono gli esempi in cui il governo, che all'inizio del suo governo aveva assunto una posizione del tutto neutrale sulle questioni ecclesiali ed ecclesiastiche, è sempre più solidale con la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Finora, gli eventi si verificano principalmente a livello regionale, ma l'equilibrio è comunque sbilanciato a favore della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina".

Inoltre, durante la visita del patriarca Bartolomeo e in seguito, siamo stati ancora una volta convinti che il Fanar sia riluttante a risolvere canonicamente la "questione ucraina". La narrazione del patriarca e dei rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli che "vi abbiamo dato cristianesimo e civiltà" o che i vescovi della Chiesa ortodossa ucraina dovrebbero tacere nonostante l'iniquità del Fanar in realtà indica solo una cosa: la riluttanza del Patriarcato di Costantinopoli ad ammettere il proprio errore e a cercare di risolverlo in modo convenzionale per la Chiesa.

Pertanto, la visita del Patriarca Bartolomeo avrà un impatto negativo su di lui personalmente, così come sulla Chiesa ortodossa ucraina e sulla maggioranza delle Chiese ortodosse locali.

Descriva ai nostri lettori la situazione attuale delle chiese e dei credenti in Ucraina. Sono in corso attacchi alle chiese e atti di violenza contro i fedeli e i sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina?

Come ho già detto, la situazione sul campo e in alcune regioni resta piuttosto difficile. Per esempio, i membri del "Settore destro" hanno partecipato al sequestro di quasi 50 luoghi di culto della Chiesa ortodossa ucraina, come ha detto Vasily Labaychuk, uno dei leader dei radicali, in un video pubblicato sul suo canale youtube. Ha chiamato le azioni dei nazionalisti radicali "assistenza per la transizione alla chiesa ucraina", cioè alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Ha anche affermato (un mese dopo la visita del patriarca Bartolomeo in Ucraina) che "è tempo di lanciare più attacchi alla Chiesa di Mosca".

Le sue parole sono suonate all'unisono con la dichiarazione del capo della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" Epifanij Dumenko, che ha annunciato una "ondata di transizioni su larga scala" alla "Chiesa ortodossa dell'Ucraina". Ed ecco il risultato di tali dichiarazioni: il 14 ottobre, nella festa della santa Protezione della Madre di Dio, i sostenitori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" hanno preso d'assalto la chiesa della santa protezione della diocesi di Tulchyn della Chiesa ortodossa ucraina nel villaggio di Novozhyvotiv, nella regione di Vinnitsa.

Il 13 ottobre 2021, gli attivisti della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" hanno tagliato le serrature alle porte della chiesa di Naviz per entrare nei locali. Il 15 ottobre 2021, nel villaggio di Chudnytsia, nella regione di Rivne, la comunità della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", i cui rappresentanti hanno sequestrato il luogo di culto della Chiesa ortodossa ucraina, ha bloccato l'accesso alla chiesa temporanea della comunità della Chiesa canonica. Ciò significa che i nostri credenti non solo sono privati di un luogo di culto, ma non possono pregare nemmeno nella chiesa temporanea che si sono costruiti. Mi sembra che anche questo caso da solo basti per capire che i seguaci della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sono infastiditi dalle preghiere dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina. Allora in che modo quelle persone, a cui il patriarca Bartolomeo ha donato il Tomos, sono legate alla Chiesa di Cristo?

La prego di notare che tutti i fatti di cui sopra sugli attacchi alle chiese ortodosse sono stati commessi in un periodo di tempo molto breve: 2-3 giorni. In altre parole, l'animosità dei sostenitori della "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" contro i credenti della Chiesa ortodossa ucraina è così enorme che si registrano quasi tutti i giorni casi simili al suddetto. Allo stesso tempo, non teniamo conto di episodi "minori", in cui i nostri fedeli vengono apertamente umiliati, insultati e persino picchiati solo perché sono affiliati alla Chiesa di Cristo.

Naturalmente, vorrei che il patriarca Bartolomeo potesse non solo essere attento all'ambiente, ma anche consapevole dei problemi delle persone viventi. Non di meno vorrei che il patriarca Bartolomeo potesse dialogare non solo con i cattolici, ma anche in primis con i suoi fratelli ortodossi. Altrimenti potrebbe passare alla storia non come il "patriarca verde", ma come l'uomo che ha lacerato la tunica di Cristo.

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