
L'arcivescovo Elia (Wallgrén), primate della Chiesa autonoma di
Finlandia (dipendente dal Fanar), ha lanciato un allarme che non avremmo
mai voluto sentire. Secondo lui, la parrocchia della Chiesa ortodossa
ucraina a Turku (nella foto), fondata nel 2023, rappresenterebbe,
per il fatto stesso di esistere, "una potenziale minaccia non solo per
la struttura della Chiesa, ma anche per la sicurezza dell'intera società
finlandese".
L'arcivescovo ha descritto la nascita di questa parrocchia come
"un'attività incontrollata" e "un'invasione di territorio straniero",
collegando i suoi timori alla possibile "influenza di Mosca" sui
processi interni del Paese.
I rappresentanti della parrocchia di Turku e il loro parroco, il
sacerdote Aleksander Shevchenko, si mantengono pienamente conformi alla
legge finlandese e alle norme canoniche. La loro richiesta di dipendere
dalla Chiesa canonica ucraina viene dal loro desiderio di preservare il
culto tradizionale in slavonico ecclesiastico secondo il calendario
liturgico. I media finlandesi non riportano alcuna prova di attività
distruttive, né si è rilevata alcuna influenza russa nell'attuale opera
della comunità.
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