
Il protodiacono della Chiesa ortodossa ucraina ed ex parlamentare Vadim Novinskij (nella foto) è stato intervistato dal sito spagnolo HerQles, e le sue dichiarazioni sono ora su YouTube.
Un elenco delle rivelazioni che escono da questa video-intervista
sarebbe più lungo del video stesso. Ci limitiamo a sottolineare i punti
più importanti:
1) Prima della concessione del Tomos a Dumenko, Novinskij faceva parte
di una delegazione della Chiesa ortodossa ucraina al Fanar per un
incontro con il patriarca Bartolomeo, nel quale quest'ultimo fece due
dichiarazioni poi smentite dai fatti: secondo lui, 30 vescovi della
Chiesa ortodossa ucraina (circa un terzo dell'episcopato) erano pronti a
partecipare al "concilio d'unificazione". "O vi stanno ingannando, o
voi state ingannando noi", gli replicò Novinskij. Insomma, come dicono a
Roma, "o ce siete, o ce fate", e i fatti lo hanno confermato. L'altra
promessa farlocca del patriarca, udita personalmente da Novinskij, fu
che non avrebbero fatto del male alla Chiesa ortodossa ucraina. Si è
visto che peso ha avuto tale promessa.
2) A proposito di promesse non mantenute, prima delle elezioni
presidenziali da lui vinte, Zelenskij promise l'uguaglianza per tutte le
confessioni e la non ingerenza dello Stato negli affari della Chiesa.
Forse fu grazie a questa promessa – non mantenuta – che ottenne il
quorum per l'elezione.
3) Al momento del voto a Kiev della legge che di fatto ha messo al
bando la Chiesa ortodossa ucraina, i parlamentari hanno votato a favore
del provvedimento non per convinzione, ma sotto la diretta pressione
dell'ex capo dell'ufficio presidenziale Andrej Ermak e dei servizi di
sicurezza. Secondo padre Vadim, l'adozione di quella legge ha
rappresentato l'apice dell'illegalità delle attuali autorità.
4) La persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina da parte delle
autorità di Kiev è condotta in diretto coordinamento con il patriarca
Bartolomeo: esistono prove documentali di incontri tra gli esarchi del
Fanar e i vertici dell'ufficio presidenziale, nei quali sarebbero stati
discussi piani per la persecuzione della Chiesa.
5) Padre Vadim ha affermato che le denunce presentate dalla SBU contro i
chierici della Chiesa ortodossa ucraina si basano per il 95% su false
accuse, e ha spiegato come si svolgono i preliminari e le indagini
relative a tali denunce.
6) Dopo la fine della guerra, l'Ucraina entrerà nel "periodo più
difficile" e il ruolo della Chiesa ortodossa ucraina canonica in quel
momento sarà "unico e decisivo": la capacità di far cessare la guerra
mentale "tra chi ha combattuto e chi non ha combattuto; tra chi parla
russo e chi parla ucraino; tra chi frequenta una chiesa e chi ne
frequenta un'altra; tra chi ha vissuto all'estero e chi è rimasto in
Ucraina". Padre Vadim è convinto che né gli psicologi né le istituzioni
laiche saranno in grado di affrontare questa sfida: solo la Chiesa può
farlo.
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