martedì 31 marzo 2026

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Una raffica di rivelazioni sulla crisi ucraina

  Pubblicato : Padre Ambrogio    

Il protodiacono della Chiesa ortodossa ucraina ed ex parlamentare Vadim Novinskij (nella foto) è stato intervistato dal sito spagnolo HerQles, e le sue dichiarazioni sono ora su YouTube.

Un elenco delle rivelazioni che escono da questa video-intervista sarebbe più lungo del video stesso. Ci limitiamo a sottolineare i punti più importanti:

1) Prima della concessione del Tomos a Dumenko, Novinskij faceva parte di una delegazione della Chiesa ortodossa ucraina al Fanar per un incontro con il patriarca Bartolomeo, nel quale quest'ultimo fece due dichiarazioni poi smentite dai fatti: secondo lui, 30 vescovi della Chiesa ortodossa ucraina (circa un terzo dell'episcopato) erano pronti a partecipare al "concilio d'unificazione". "O vi stanno ingannando, o voi state ingannando noi", gli replicò Novinskij. Insomma, come dicono a Roma, "o ce siete, o ce fate", e i fatti lo hanno confermato. L'altra promessa farlocca del patriarca, udita personalmente da Novinskij, fu che non avrebbero fatto del male alla Chiesa ortodossa ucraina. Si è visto che peso ha avuto tale promessa.

2) A proposito di promesse non mantenute, prima delle elezioni presidenziali da lui vinte, Zelenskij promise l'uguaglianza per tutte le confessioni e la non ingerenza dello Stato negli affari della Chiesa. Forse fu grazie a questa promessa – non mantenuta – che ottenne il quorum per l'elezione.

3) Al momento del voto a Kiev della legge che di fatto ha messo al bando la Chiesa ortodossa ucraina, i parlamentari hanno votato a favore del provvedimento non per convinzione, ma sotto la diretta pressione dell'ex capo dell'ufficio presidenziale Andrej Ermak e dei servizi di sicurezza. Secondo padre Vadim, l'adozione di quella legge ha rappresentato l'apice dell'illegalità delle attuali autorità.

4) La persecuzione della Chiesa ortodossa ucraina da parte delle autorità di Kiev è condotta in diretto coordinamento con il patriarca Bartolomeo: esistono prove documentali di incontri tra gli esarchi del Fanar e i vertici dell'ufficio presidenziale, nei quali sarebbero stati discussi piani per la persecuzione della Chiesa.

5) Padre Vadim ha affermato che le denunce presentate dalla SBU contro i chierici della Chiesa ortodossa ucraina si basano per il 95% su false accuse, e ha spiegato come si svolgono i preliminari e le indagini relative a tali denunce.

6) Dopo la fine della guerra, l'Ucraina entrerà nel "periodo più difficile" e il ruolo della Chiesa ortodossa ucraina canonica in quel momento sarà "unico e decisivo": la capacità di far cessare la guerra mentale "tra chi ha combattuto e chi non ha combattuto; tra chi parla russo e chi parla ucraino; tra chi frequenta una chiesa e chi ne frequenta un'altra; tra chi ha vissuto all'estero e chi è rimasto in Ucraina". Padre Vadim è convinto che né gli psicologi né le istituzioni laiche saranno in grado di affrontare questa sfida: solo la Chiesa può farlo.

 

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