venerdì 7 gennaio 2011

Dal sito amico: Eleousa.net

Russia - Nella festa della Natività del Signore

Mosca - Nella notte del 6/7 gennaio 2011, festa della Natività del Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, il Santo Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kyrill ha celebrato la Veglia e la Divina Liturgia presso la Cattedrale di Cristo Salvatore.
Sua Santità è stato raggiunto dall’arcivescovo Arseny d’Istria, dai vescovi Sergio Solnechnogorsk, capo della Segreteria Amministrativa del Patriarcato di Mosca, Kirill Pavlovsky Posad, presidente della Commissione sinodale per la cooperazione con i cosacchi, Panteleimon di Orekhovo-Zuevsky, presidente del Dipartimento sinodale per la carità della Chiesa e i servizi sociali; dallo shiarhimandrit Eli (Nozdrin), dall’arciprete Michael Ryazantsev, sacerdote anziano della Cattedrale di Cristo Salvatore, dall’abate Sawa (Tutunov), Vice Direttore Generale del Patriarcato di Mosca, da p. Anthony (Sevryuk), capo della segreteria personale del Patriarca; dai chierici della Cattedrale di Cristo Salvatore, dal clero di Mosca.
Alla funzione religiosa hanno preso parte il Presidente della Federazione Russa DA Medvedev e la moglie, i rappresentanti delle autorità statali in Russia, delle organizzazioni pubbliche, delle Chiese cristiane non-ortodosse.
Durante la liturgia ha cantato il coro di Cristo Salvatore.
Prima dell'inizio della Divina Liturgia, in collegamento con i principali canali televisivi, così come con il portale Patriarhiya.ru, Sua Santità si è congratulato con il pubblico in occasione del Natale.
Dopo la comunione del clero, il sagrestano della chiesa cattedrale, arciprete Mikhail Ryazantsev ha letto il messaggio di Natale di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Kyrill ai vescovi, pastori e fedeli tutti della Chiesa ortodossa russa.
Dopo la Divina Liturgia, Sua Santità, i vescovi e il clero hanno adorato la Natività del Signore.
In conclusione, il Primate della Chiesa russa si è congratulato con tutti i presenti per il Natale.
“Ci siamo riuniti in questa notte luminosa di Natale, nella speranza che il Signore, che è nato a Betlemme, è disceso dal cielo alla terra, ha sopportato la sofferenza e la morte per amore delle persone, per quello stesso amore non ci abbandonerà, e ora, forse più che mai abbiamo bisogno del suo aiuto, della sua misericordia, del suo amore. Crediamo e sappiamo che Dio risponde alle nostre preghiere, alla nostra fede sincera, Dio ascolta la preghiera, Dio viene davvero nella nostra vita, sostiene la nostra mano, rafforza la mente, gli animi, ci dona una sensazione di purezza, ci dà forza d'animo e salute corporale.
Preghiamo il Signore con grande fede per la nostra Patria, per la nostra Chiesa, per il popolo, affinché noi, come abbiamo letto nelle parole della Divina Liturgia, possiamo godere una vita tranquilla e pacifica con ogni pietà e onestà. Amen. Buon Natale!”
In memoria del culto, Sua Santità e il Presidente Medvedev si sono scambiati i doni. Il Capo dello Stato ha presentato a Sua Santità una vecchia immagine del Natale e un bouquet di fiori; il Primate della Chiesa ortodossa russa ha dato al Presidente Medvedev il presepe fatto in Terra Santa.

(Fonte: Ufficio stampa del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia; www.patriarhyia.ru)

mercoledì 5 gennaio 2011

Dal sito: http://affaritaliani.libero.it

Il Natale copto, festa nazionale in Egitto


Festa assai sentita dalla minoranza cristiana in Egitto (circa il 10% della popolazione), il Natale copto cade il 7 gennaio, il 29esimo giorno del mese di Kiahk, il 'mese di Maria'. Dal 2002 è considerato festa nazionale, in seguito a una decisione del presidente Hosni Mubarak. Per i fedeli si tratta di una ricorrenza davvero speciale, considerato che Gesù trascorse parte della sua infanzia in Egitto. A Natale, dunque, molti copti compiono una sorta di pellegrinaggio, visitando le chiese situate sul percorso che si ritiene abbia compiuto la Sacra Famiglia durante la sua permanenza nel Paese. La ricorrenza segna la fine di un lungo periodo di digiuno, in ricordo dei 40 giorni passati da Mosè sul Monte Sinai per ricevere le tavole dei Dieci Comandamenti.
Fu Marco, considerato dai copti il primo Papa, a introdurre il Cristianesimo in Egitto. Per centinaia di anni Alessandria fu la sede del Papa ma oggi il 'cuore' delle celebrazioni natalizie si svolge, invece, nella cattedrale di San Marco, dove la messa viene officiata nell'antico linguaggio copto. Durante la funzione, i fedeli ricevono il "Qurban", un pane decorato con una croce circondata da dodici puntini, a simboleggiare gli apostoli di Gesù.

martedì 4 gennaio 2011

Russia - Messaggio di Natale del Patriarca

Ai presuli, chierici, monaci e tutti i fedeli figli della Chiesa Ortodossa Russa
Eminentissimi presuli, reverendi padri, venerandi monaci e monache, cari fratelli e sorelle,
in questa notte luminosa, riviviamo la gioia spirituale dell'incontro del mondo con il suo Salvatore. Vediamo di nuovo nel pensiero il Figlio del Dio vivente che dorme nella mangiatoia della grotta di Betlemme. Udiamo di nuovo nel nostro cuore la voce angelica che canta la lode al Creatore e Redentore: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» (Luca 2,14).
Attenti alle lodi delle Forze Celesti, diveniamo consapevoli che la Natività di Cristo è colma di un significato senza tempo e ha un senso immediato per il destino di ogni essere umano. Anche colui che non sa ancora nulla del sacrificio del Salvatore può fin da ora giungere alla conoscenza della Verità, divenire figlio di Dio ed ereditare la vita eterna.
Ricordiamoci che il primo essere umano è stato plasmato perfetto dal Creatore, a immagine e somiglianza di Dio (cfr. Genesi, 1, 26). Ma Adamo, avendo disobbedito al comandamento, ha alterato l'intenzione del Creatore a suo riguardo. Privata della relazione viva con Dio, l'umanità è sprofondata sempre più nell'abisso del peccato e dell'orgoglio. Allora il Signore, pieno d'amore per la sua creatura e desiderando la sua salvezza, ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito che ha ristabilito la pienezza della natura umana ed è divenuto il nuovo Adamo. Cristo ci ha dato l'esempio di una vita conforme al disegno divino per l'umanità. Questo esempio rappresenta l'orientamento pieno di speranza che ci aiuta a non smarrirci e a trovare l'unico cammino giusto che conduce alla pienezza di vita, sia nella nostra esistenza terrena sia nell'eternità.
Noi seguiamo questo cammino di salvezza nella misura in cui rispondiamo alle chiamate di Dio. Una di queste chiamate a noi rivolte è contenuta in una lettera di san Paolo: «Glorificate Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, i quali appartengono a Dio» (1 Corinzi, 6, 20). Ciò significa che noi rendiamo grazie a Dio non solo con le preghiere e con il canto, ma anche con le buone opere per il bene del nostro prossimo, per il bene del nostro popolo, per il bene della Chiesa.
Un simile sforzo diviene gioioso nel nome di Cristo, trasfigura realmente il mondo che ci circonda, e anche noi stessi. Le persone raggiungono la coesione operando non per obbligo, non per il profitto, ma mosse dal desiderio sincero di compiere un'opera buona e utile. In tal modo serviamo insieme il Creatore mettendo in pratica la sua volontà. La parola greca Λειτουργία è tradotta con «opera comune». E tutta la nostra vita deve divenire Liturgia, preghiera comune e opera comune compiute al fine d'incarnare nella vita il disegno di Dio per il mondo e per l'umanità e in tal modo rendere gloria e lode al Creatore. Ciò esige da noi la solidarietà con i nostri fratelli e le nostre sorelle attraverso la fede e anche con coloro che non hanno ancora trovato nel loro cuore il Signore, ma che, come i re magi del Vangelo, sono in cammino verso di lui.
L'importanza dell'unione degli sforzi per superare le sofferenze e le disgrazie ci è stata mostrata in occasione degli incendi, della siccità e delle inondazioni dello scorso anno in Russia e anche in altri Paesi della Rus' storica. Ancora una volta le circostanze ci hanno ricordato il nostro dovere di cristiani di aiutare il prossimo, indipendentemente dalle convinzioni, dalle nazionalità e dalle situazioni sociali. Durante i mesi caldi dell'estate molte persone hanno generosamente condiviso le loro forze, il loro tempo e i loro beni con altre che non conoscevano neppure e che probabilmente non vedranno mai. In nome di cosa lo hanno fatto? In nome della compassione di fronte a quanti sono nella disgrazia, a quanti soffrono per le privazioni e hanno bisogno di aiuto.
La solidarietà sociale e gli sforzi congiunti per raggiungere gli obiettivi comuni non sono possibili se non si supera l'egoismo, se non ci si sforza di volgersi al bene, se non si rifiuta di guardare solo ai propri bisogni e interessi. Alla base dell'autentica «unità dello spirito» (Efesini, 4, 3) c'è la legge dell'amore che ci ha lasciato in eredità il Salvatore. L'unità del popolo non può essere limitata ai momenti di prova. Essa deve divenire una parte inscindibile della nostra coscienza e della nostra vita nazionali.
La forza dell'unità della Chiesa io l'ho sentita chiaramente in occasione dei miei numerosi viaggi nelle diocesi di Russia, Ucraina, Kazakhstan, Azerbaigian. Ovunque ho constatato la premura dei vescovi, del clero, dei monaci e delle monache, e dei laici, a lavorare per il bene dell'ortodossia, per perfezionare l'azione delle parrocchie, dei monasteri, delle diocesi. Ciò suscita la speranza di uno sviluppo pieno di successo della vita della Chiesa, in un spirito di unità e di collaborazione.
Di tutto cuore, colmo di gioia, vi formulo i miei migliori auguri, eminenti vescovi, stimati sacerdoti, membri delle comunità monastiche, fratelli e sorelle, in occasione della grande festa salvifica della Natività di Cristo e dell'anno nuovo. Nella preghiera, auguro a tutti di essere ferventi esecutori della volontà di Dio, offrendo doni spirituali al Salvatore del mondo nato in questo giorno, affinchè il suo nome sia glorificato in ogni tempo, ora e sempre e per i secoli dei secoli.

Kyrill
Patriarca di Mosca e di tutta la Russia
Natività di Cristo 2010/2011


(Fonte: Decr Servizio Comunicazione: Messaggio di Natale del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kyrill dell'anno 2010/2011 pubblicato contemporaneamente in 19 lingue di vari paesi compresi nello spazio canonico del Patriarcato di Mosca, e di alcuni altri. Tra loro - russi, ucraini, bielorussi, moldavi, estone, lettone, lituano, kazaki, turkmeni, tagiki, Uzbek, kirghisi, Azerbaijani, cinese, inglese, tedesco, francese, italiano, greco).

Da Repubblica.it

IL REPORTAGE

"Vogliono annientare i copti d'Egitto
ma noi continueremo a pregare qui"

Nella chiesa di Alessandria sfigurata dai kamikaze: "Sarà più affollata di prima, altrimenti sarebbe come dichiarare che i fanatici hanno vinto". "Dopo l'esplosione ho cercato di scappare, ma una barriera di corpi straziati me lo ha impedito" di ALBERTO STABILE

ALESSANDRIA - Le paure di una minoranza che si sente in pericolo, ma che anche in passato non ha mai avuto vita facile, aleggiano nella chiesa dei Santi Marco e Pietro. Nella chiesa dove, tre giorni dopo il massacro della notte di Capodanno, si concentrano le speranze e le inquietudini della comunità copta. Uomini e donne di tutte le età, giovani in felpa sportiva e anziani con la classica papalina dai bordi alti, signore in nero e ragazze in jeans affollano l'atrio ai piedi del crocefisso avvolto nel lenzuolo insanguinato fissato all'inferriata della scala interna. Fuori, le truppe antisommossa, accorse dal Cairo per la bisogna, continuano a mantenere off limits tutta la zona, "specially for the press", si lascia sfuggire un ufficiale, salvo rettificare precipitosamente appena si rende conto dello scivolone. Ma i cristiani che vogliono andare a pregare nella loro chiesa, o far visita ai parenti ricoverati all'Ospedale Mar Morkos, che sorge proprio accanto al luogo dell'attentato, quelli non possono fermarli.
Appena dentro, la prima cosa che colpisce è il mucchio di panche sfasciate, vetri in frantumi, pezzi di cartongesso sforacchiati, grate di ferro divelte, proiettati in giro dall'onda d'urto ed ora ammonticchiati all'ingresso.
Nell'atrio di questo che non è soltanto un luogo di culto ma il centro attivo di una comunità che offre ai fedeli del quartiere tutta una serie di servizi, dall'asilo per i più piccoli all'ospizio per gli anziani, dalla scuola per i portatori di handicap, ai corsi di specializzazione per i neolaureati in materie informatiche, sono parcheggiate sette o otto macchine danneggiate dell'esplosione. Una ha il lunotto sfondato, un'altra non ha più le portiere. Una terza deve aver preso in pieno la fiammata penetrata dal cancello perché i sedili sembrano essersi liquefatti. Sono le macchine dei quattro preti che officiavano quella sera, sotto la guida di padre Makar, e di alcuni impiegati dei vari servizi.
Nella chiesa al pian terreno, dove la notte del 31 dicembre si affollavano da 500 a 1000 persone, le macchie di sangue sono state pulite dal pavimento su cui sono stati stesi i corpi dilaniati delle vittime. Tre secchi, una lucidatrice, una batteria di detersivi testimoniano del lavoro fatto. Adesso, le icone dorate, dalla semplicità primordiale, risplendono nella luce schermata che penetra dalle finestre. E così anche gli affreschi dai colori sgargianti sulla vita di Gesù che, allineati all'ingresso della navata, fanno da contrappunto alle sobrie tinte dell'iconostasi.
"La messa stava per finire, mancava ancora qualche minuto e i fedeli che erano in fondo stavano cominciando ad uscire quando ho sentito il boato - racconta Yosri Zaglul Matta, proprietario di un piccolo bazar a Sharm el Sheik - . Per qualche istante tutto e diventato buio ma subito dopo la chiesa è stata rischiarata da una luce abbagliante. Naturalmente, d'istinto, ho cercato di uscire, ma non ho potuto perché, appena mi sono trovato sulla soglia, una barriera di corpi spezzati, inerti, insanguinati me lo ha impedito. Credo che mi ci vorranno anni per dimenticare questa scena".
"Invece non dobbiamo dimenticare - ribatte Dina al Masry, una signora bionda sulla cui blusa nera si staglia una croce copta d'oro - . Questo non è stato un atto di terrorismo come un altro. Quel kamikaze ha voluto colpire proprio noi, i cristiani d'Egitto, per quello che siamo e per quello che rappresentiamo agli occhi della parte più fanatica ed estremista del mondo islamico". Dina ricorda i numerosi avvertimenti, tra i quali, impressiona particolarmente il comunicato apparso il 2 dicembre sul sito Shamuk al Islam, che ospita spesso i deliri dei militanti di Al Qaeda, dove si invitava a colpire una cinquantina di obiettivi cristiani in Inghilterra, Germania, Francia, Egitto. E, in Egitto, la chiesa dei Due Santi di Alessandria.
Tutto questo giustifica l'ansia senza precedenti con cui si aspetta il Natale copto che cade Venerdì prossimo, 7 Gennaio. Qui non ci sono festoni e luminarie, consumi stratosferici e regali impacchettati nella carta speciale. La tradizione copta vuole che il Natale sia occasione di solidarietà con i meno fortunati. Così in alcuni monasteri viene uccisa una mucca, la cui carne verrà destinata a sfamare i poveri, quale che sia la loro fede, anche musulmani.
Ora, che l'attentato di Capodanno possa mettere in discussione la "festa delle feste", i fedeli presenti nella chiesa dei Due Santi si rifiutano di ipotizzarlo. "Vedrà che la chiesa sarà più affollata di prima - enfatizza Zaglul Matta - . Se non venissimo a pregare sarebbe come dichiarare che i terroristi hanno vinto".
Nell'ufficio di padre Makar, un gruppo di fedeli aspetta il prete impegnato con i suoi tre confratelli in un pellegrinaggio di sostegno alle famiglie colpite dall'attentato. Sul suo tavolo ingombro di carte un crocefisso e un modellino di San Pietro, ricordo di un convegno inter religioso romano, tengono fermi i fogli. Qui, tra le persone che siedono sulle poltrone a giro, gli animi sono persino più accesi che fra i fedeli riuniti nell'androne. E i volti decisamente più preoccupati. Una coppia di giovani che portano i segni del lutto, ci esorta a non cercare di differenziare le opinioni. "Noi tutti abbiamo un solo pensiero su quello che è successo ed è che le minacce non ci spaventano".
"Paura? - rincara l'ingegnere Heni Mikhail, proprietario di una azienda che importa macchinari industriali - Paura di che? Di morire? Noi la celebriamo, la morte. Questa è la nostra filosofia". Poi, passando a un atteggiamento più riflessivo, ammette che "l'attentato è stato un vero disastro, in tutti i sensi... E prima di tutto, perché la violenza è stata rivolta contro una comunità pacifica che ha sempre teso la mano a tutti".
Forse, lo scopo di chi ha mandato il kamikaze era di provocare una guerra civile tra cristiani copti e musulmani egiziani? "Non credo - ribatte Mikhail -. Molti dei miei amici sono musulmani e posso assicurarle che nessuno di loro ha gioito per quel che è successo. Forse qualche fanatico... Piuttosto direi che i terroristi, come hanno sempre fatto, qui, in Egitto, vogliono sfidare il governo, la stabilità che è una delle prerogative di Mubarak. Ma non credo che prevarranno".
Fuori, la polizia ha raddoppiato i cordoni. Si aspettano le manifestazioni del pomeriggio. Un contingente speciale viene schierato all'ingresso della moschea che sorge davanti alla Chiesa dei Due Santi, ed è in un certo senso un simbolo della competizione tra copti e musulmani. "La nostra chiesa - racconta uno dei cristiani - è stata costruita nel 1971 e, passo dopo passo, s'è sviluppata in quello che vede adesso. La moschea, invece, è arrivata molti anni dopo, costruita senza permessi nel giardino dell'ospedale pubblico, perché loro di licenze non hanno bisogno".
(04 gennaio 2011)

domenica 2 gennaio 2011

Dal blog del confratello Padre Massimo

Signore Dio, cui appartengono il tempo e l'eternità, accogli la preghiera di ringraziamento e di pentimento che ti rivolgo al termine di quest'anno.
Molti doni, Signore, mi hai elargito, ed io che cosa ti renderò? Alzerò il Calice della salvezza e invocherò il tuo nome, proclamando la tua grande bontà.
Molte volte, Signore, ti ho offeso, ma grande è la tua misericordia: accogli il mio cuore contrito e il mio spirito umiliato e il Sangue prezioso del Figlio tuo mi purifichi da ogni peccato, perché ogni giorno della mia vita possa cantare la lode della tua gloria.
Amen!
Buon inizio 2011 per tutti!!

Dal sito: Testimonianza ortodossa

Vorrei condividere con voi gli auguri per la festività del Natale speditami
dal Sacro Monastero di Philoteu di Monte Athos.
In allegato troverete il messaggio di auguri .
Vi auguro di nuovo un anno benedetto nel Signore
 
 ΙΕΡΑ ΜΟΝΗ ΦΙΛΟΘΕΟΥ
ΑΓΙΟΝ ΟΡΟΣ
Χ Ρ ΙΙΙ Σ Τ Ο Υ Γ Ε Ν Ν Α 2010

«Δεῦτε οἱ πιστοὶ, ὑπαντήσωμεν τῷ Κτίστῃ, ἥκοντι εἰς γῆν, ἐκ Παρθένου ἀνατεῖλαι.
Ἁγνείᾳ λαμπρυνθῶμεν, ἀρεταῖς ἀστραφθείημεν, τρόμῳ καὶ χαρᾷ ἑτοιμασθῶμεν, Χριστὸν ἰδέσθαι βρεφωθέντα νοὸς ὄμμασιν, ἡμᾶς θεοῦντα τοὺς βροτοὺς, ἄκρᾳ
ἀγαθότητι.» (αἴνοι,κ΄Δεκ.)
Ἐγκαρδίως εὐχόμεθα, ὅπως μετ’ εὐφροσύνης καὶ πνευματικῆς ἀγαλλιάσεως διέλθητε τὰς Ἁγίας Ἑορτὰς τοῦ Δωδεκαημέρου καὶ τοῦ νέου ἐνιαυτοῦ τῆς χρηστότητος τοῦ Κυρίου.
Ὁ Καθηγούμενος τῆς Ἱερᾶς Μονῆς Φιλοθέου.
Καὶ οἱ σύν ἐμοὶ ἐν Χριστῷ Ἀδελφοί.

Riflessione di Padre Seraphim

Arriva il Santo Natale.

Carissimi e carissime
ricordo a tutti coloro che seguono il calendario giuliano che domani entriamo nei giorni dell'avvento in cui il digiuno diventa più duro come nella grande settimana prima della Pasqua. Da lunedì 3 fino a giovedì 6 compreso si osserva un grande digiuno: si possono mangiare solo vegetali con l'esclusione anche del vino, quindi niente carne, uova, latte, latticini e pesce. Chi non avesse fatto bene il digiuno fino ad oggi cerchi di fare al meglio questi quattro giorni. Chi si trovasse dalle parti di Bologna sappia che giovedì 6 mattina, vigilia di Natale, alle ore 9 nella chiesa di San Basilio ci sarà il vespro con la Divina Liturgia di San Basilio, alle 17 la grande compieta e il mattutino, alle 23,00 la lettura delle ore e la Divina Liturgia notturna. Il giorno 7 alle ore 9 la Divina Liturgia. La Divina Liturgia sarà celebrata anche il giorno 8 (Sinassi della Madre di Dio) e il 9 (Domenica dopo Natale - Santo Stefano protomartire) sempre alle ore 9. A Ravenna la Divina Liturgia sarà celebrata il 6, il 7 e il 9 gennaio alle ore 9.
Dal giorno 7 in poi fino al 17 compreso non c'è digiuno, si può mangiare tutto tutti i giorni e chi desidera fare la Santa Comunione deve mangiare di digiuno solo la sera antecedente.
Un caro augurio a tutti e a chi segue il calendario gregoriano buona festa della Teofania.

p. Seraphim

Dal sito: natidallospirito : Ai martiri di Alessandria






Alessandria, 1.1.2011

Sono morti proclamando:
Santo, Santo, Santo, il Signore delle Schiere, il cielo e la terra sono pieni della tua santa Gloria”. 

Santo, Santo, Santo, Signore delle Schiere, accogli i martiri di Alessandria nella tua santa Gloria che riempie di sé cielo e terra. Abbi compassione dei tuoi figli, Padre buono, e fa’ che questo sangue innocente versato diventi seme del tuo Regno sulla terra. Amìn!

sabato 1 gennaio 2011

Pubblicata da: Ieromonaco Isidoro

Non possiamo tacere!

Non sarebbe la maniera migliore per iniziare l'anno quella di dare notizie tristi ma non possiamo tacere il nostro dolore e disappunto davanti all'ennesima mattanza di cristiani e all'indifferenza generale.
L'attentato ad Alessandria d'Egitto è stato un duro colpo per la folta comunità cristiana d’Egitto, e una notte da dimenticare per i copti di Alessandria, bersaglio dell’esplosione all’uscita da una funzione religiosa per propiziare il nuovo anno. Un testimone oculare ha riferito di un "bagno di sangue", seguito da un via vai di ambulanze tra i corpi martoriati a terra. Cristiani e musulmani si sarebbero poi affrontati a colpi di bastone nelle strade adiacenti.
I copti sono fra il 6 e il 10% dei circa 80 milioni di abitanti dell’Egitto. L’attentato della scorsa notte, che non è stato al momento rivendicato, è avvenuto a mezzanotte e mezza nel quartiere di Sidi Bishr della grande città affacciata sul Mediterraneo, davanti alla Chiesa dei Santi (Al-Qiddissine). Secondo le prime ricostruzioni, l’automobile imbottita di esplosivo è stata parcheggiata davanti alla chiesa dieci minuti prima dello scoppio. Un testimone ha detto alla tv di aver visto delle persone scendere dal veicolo, una Skoda. Lo scoppio, fortissimo, è avvenuto quando i fedeli uscivano dalla chiesa e si è immediatamente propagato alle automobili vicine, esplose moltiplicandone l’effetto devastante.
La nostra piena solidarietà a tutta la comunità copta ortodossa e a tutti i cristiani d'Egitto e la nostra povera preghiera affinché il Signore nella sua infinità misericordia accolga le anime dei nostri fratelli, consoli le famiglie ed ispiri i cuori di questi assassini affinché si ravvedano e si convertano.

San Basile - Festa di mezzanotte - Concerto in piazza

Chi ben inizia è già a metà dell'opera,
e questa cresta lucida ne è la prova !!!!!!
1510 - 2010
anno delle capitolazioni sottoscritte tra le famiglia greco-albanesi ed 
i monaci italo-greci dell'abazia di San Basilio Craterete.
Inizia ufficialmente l'avventura socio-politica della nostra
Comunità, costellata nel corso dei secoli seguenti da 
momenti negativi e da grandi speranze
fino a raggiungere l'integrazione totale
nella terra ospitante. 
500 anni e.......non li dimostra !!!!

Il giovanissimo Sindaco di San Basile mentre augura a tutti i cittadini
BUON  ANNO   2011
Il taglio della torta sul palco in un momento di pausa.