venerdì 19 aprile 2013


 
Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)

Domenica 21 aprile h. 10:00
Divina Liturgia
Rito dell’Olio Santo
(Memoria di S.Maria d’Egitto)

Воскрес. 21 апреля в 10:00
Божественная литургия
и Маслособорование
(Прп. Марии Египетской)

 
Duminica 21 Aprilie or. 10:00
Dumnezeiasca Liturghie
Slujba Sfantului Maslu
(Sfintei Maria Egipteanca)

 
Святая преподобная Мария Египетская
 

Tono V
 
  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
 per celebrare con Voi le Ufficiature 
della Vostra Chiesa e della Vostra
 Santa Tradizione Ortodossa.
 
Per qualsiasi informazione chiamate
 il Parroco al: 3280140556

Dal sito amico: www.eleousa.net

Russia - Riunione congiunta russo-serba

Mosca, 17 aprile 2013 – Si è tenuta presso la Duma di Stato della Federazione Russa una riunione congiunta della Commissione parlamentare per gli affari esteri di Russia e Serbia. I parlamentari, guidati dal presidente della Commissione per gli affari esteri della Duma di Stato A.K .Pushkov, e dal presidente della Commissione Affari Esteri dell'Assemblea Nazionale della Serbia M. Aligrudic, hanno discusso una vasta gamma di questioni di cooperazione bilaterale nei campi della politica, dell'economia e della cultura. Un posto importante nelle relazioni ha avuto la situazione in Kosovo e Metohija e lo stato attuale della soluzione del Kosovo.
Alla riunione hanno partecipato l'ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Serbia nella Federazione Russa, professor S. Terzich, il direttore della IV Dipartimento europeo del Ministero degli esteri russo A.M. Maslov, il responsabile del Centro per lo studio della crisi contemporanea dei Balcani presso l'Istituto di Slavistica, professor E.J. Gus'kova, un membro del Segretariato per le relazioni interortodosse del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, A.Y. Khoshev, esperti dell’Università statale di Mosca (MGIMO) e dell'Istituto di Slavistica, nonché rappresentanti delle società russe e delle agenzie governative coinvolte nell’interazione con la Repubblica di Serbia.
A.Y Khoshev ha tenuto un discorso in cui ha parlato del ruolo della Chiesa Ortodossa nelle attuali relazioni russo-serbe.
Il rappresentante del Decr ha parlato del sostegno della Chiesa Ortodossa Russa, della posizione della Serbia e della Chiesa Ortodossa serba sullo status del Kosovo e Metohija e la conservazione nella regione del patrimonio spirituale, storico e culturale del popolo serbo.
Il relatore ha illustrato il lavoro del Decr per far conoscere al pubblico russo e straniero il crescente numero di casi di molestie contro i serbi ortodossi, gli atti vandalici verso le tombe cristiane, la profanazione di templi e monasteri.
Particolare attenzione è stata posta all’iniziativa, benedetta da Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill, di raccogliere fondi per il restauro di chiese, monasteri e scuole distrutte durante il conflitto armato nel 1999 e le rivolte anti-serbe nel 2004. Nella relazione, in particolare, è stato osservato che i dati raccolti nel 2012 ammontano a circa 200.000 mila euro, e questo ha consentito di costruire nuovi alloggi per gli studenti, per riprendere la loro attività dopo anni di abbandono del Seminario di Prizren.

(Fonte: Decr Servizio Comunicazione; www.mospat.ru)

Dal sito: http://makj.jimdo.com/

PIETRO RISALGA NELLA BARCA, 
GLI UNDICI LO ASPETTANO [1] 
 
 
a cura di Dario Daniele Raffo
 
“Super verae fidei confessionem” 
 
s. Ambrogio (vescovo ortodosso di Milano)
Icona mistica della Chiesa Ortodossa
Icona mistica della Chiesa Ortodossa
 

     Benedetto XVI ha il grande merito di essere stato chiaro per quanto riguarda il parere della Chiesa di Roma sul problema dell’unica vera chiesa e della permanenza di molteplici chiese. Una certa diplomazia ecclesiastica o la cosiddetta cortesia ecumenica hanno impedito sino ad ora sia ai protestanti che ai cattolici e agli ortodossi di affermare a chiare lettere ciò che pensano sinceramente sulla verità dell’unica Chiesa. Secondo il Papa l’unica vera Chiesa sarebbe la sua. I protestanti, secondo questa visione, non rientrerebbero nemmeno in un concetto di Chiesa, mentre gli ortodossi, bontà loro, sarebbero una Chiesa “carente”. In altre parole, agli ortodossi mancherebbe ciò che per il Vaticano non è solamente importante ma indispensabile: la comunione con il Papa, centro di ogni teologia latina dopo l’abbandono di Roma dalla Chiesa Indivisa del primo millennio.
    Bisogna cercare di capire le parole del Papa su questo punto: se secondo Benedetto XVI noi ortodossi, unici testimoni della Chiesa Indivisa, saremmo carenti, occorre rispondere che in realtà le cose stanno ben diversamente. La nostra Chiesa sorella di Roma deve rendersi conto che la cattolicità della Chiesa non si esaurisce come presenza geografica numerica, ma va compresa nel senso originale della tradizione, che comprende soprattutto il concetto di cattolicità della fede. Infatti il termine cattolico proviene dal greco , che significa , sia dottrinale, sia geografica. A che serve infatti, questa grande cattolicità politica e sociale – geografica se, allo stesso tempo, la Chiesa perde l’universabilità della fede in un punto importantissimo come quello della struttura stessa della Chiesa?
    Con la sua dottrina e teologia, dopo lo scisma dell’XI secolo, la Chiesa di Roma, ha smarrito la vera cattolicità della fede facendo del papato il perno, il centro della sua esistenza. Con l’interpretazione unilaterale delle parole evangeliche “Tu es Petrus”, la Chiesa di Roma ha isolato il suo papato dal resto della Cristianità, mettendolo non solamente al di sopra della Chiesa ma piuttosto al di fuori di essa. Con la Definizione della supremazia del “successore di San Pietro” sulla cattedra di Roma, il Papa è diventato almeno in certe circostanze, un personaggio teologicamente “indefinibile”. Il successore di Pietro sulla cattedra di Antiochia, precedente quella di Roma, non ha mai elaborato una teologia petrina in questo senso, dato che non vi era nell’autentica antica Tradizione nessuna plausibilità per una scelta di questa tipo. Il Concilio Vaticano Primo ha decretato che il Papa, nei pronunciamenti “ex cathedra” è da ritenersi ex se se, è dalla sua essenza stessa. Con questa dottrina, isolando il papato dalla Chiesa, la Chiesa Cattolica praticamente diviene una sorta di seconda riforma protestantye.
  Tragiche sono le parole della definizione della cosiddetta infallibilità, quando la Chiesa Romana stabilisce che il Papa è infallibile “sine consensu ecclesiae”. In tal modo esso diviene come un “Deus ex machina” che non risponde più a nessuno se non a se stesso. Solamente la cortesia ecumenica, e per quanto riguarda noi ortodossi una certa ruffianeria ecclesiastica, ha impedito di dire come stavano realmente le cose, e cioè che la Chiesa Ortodossa ha sempre considerato come estranea e infelice la definizione del Vaticano Primo. Uno sguardo sulla dottrina dei padri orientali e occidentali, infatti, conferma ciò che stiamo spiegando.
      La tradizione universale della Chiesa ancora unita (per oltre 10 secoli) ha sempre interpretato le parole “Tu es Petrus”, nello stesso modo in cui lo fa ancor oggi la Chiesa Ortodossa Orientale. Citiamo soltanto due grandi rappresentanti della Chiesa Occidentale come autorevoli testimoni: S. Ambrogio e S. Agostino. Per il primo, con le parole ”Tu es Petrus” lo Spirito Santo insegna alla sua Chiesa che essa è costruita sulla confessione della VERA FEDE e non sulla persona di Pietro. “Super verae fidei confessionem”, afferma Ambrogio nel IV secolo. Il grande Agostino, circa i presunti diritti del Vescovo di Roma, concernenti la sua supremazia sugli altri Vescovi, disse nell’omelia LXXVI, 1: “Siccome la parola” Pietra “è prototipo: perciò il Pietro prende il nome dalla Pietra, e non la Pietra dal Pietro; come anche noi stessi cristiani assumiamo questo nome da Cristo e non Cristo dai cristiani. Tu – dice il Cristo – sei Pietro e su questa Pietra che hai confessato, dicendo “Tu sei il Cristo, il figlio di Dio”, edificherò la mia Chiesa, cioè in me stesso il Figlio di Dio vivente”. Questo pensiero, Agostino non si stanca mai di ripetere nell’omelia CCLXX, 1 continua: “Su questa Pietra edificherò la mia Chiesa: non sopra Pietro (super Petrum) il quale sei tu, ma sulla Pietra (super Petram), quale tu hai confessato.” Infatti tutti i Padri della Chiesa dei primi secoli, sia in Oriente che in Occidente, davano due versioni delle parole “Tu es Petrus”: o la Chiesa è costruita sulla vera confessione di Pietro (come diceva S. Ambrogio) o le parole indicano che la Chiesa è costruita su Cristo.
     I Padri della Chiesa dei primi secoli non hanno mai insegnato che la Chiesa è costruita sulla persona di Pietro. Questa dottrina è del tutto estranea all’autentica ed antica Tradizione apostolica e patristica. E citiamo ancora S. Agostino, tanto caro anche al Papa emerito Benedetto XVI: “Lo stesso Cristo era la Pietra, mentre Simone non fu che Pietro…. di pietra. La vera Pietra fu risuscitata per rinforzare Pietro, il quale vacillò abbandonando la Pietra” (Ef.2,20). Ripetiamo dunque ancora una volta ciò che la Chiesa Ortodossa ha sempre insegnato soprattutto in periodi nei quali anche i Padri della Chiesa in Occidente  erano concordi unanimamente con la comune antica Tradizione. Il Papa di Roma dice ora che le Chiesa Ortodosse sarebbero “carenti” sotto il profilo ecclesiologico, pur mantenendo successione apostolica e sacerdozio ordinato con eucarestia valida, perchè non accettano il primato Petrino. Siamo carenti perchè non accettiamo le aggiunte arbitrarie della teologia romana, introdotte prima e dopo lo Scisma. Carenti proprio di cose superflue, non necessarie affatto, a quel depositum fidei originario e completo della Chiesa Indivisa. Siamo portatori della luce della Tradizione di Oriente Antica e comune alle Chiese dell’intero Orbe, prima delle divisioni e delle strane riforme che hanno alterato il volto della Vera Chiesa di Cristo. La profonda e vera ragione della disunione non è la dottrina sul purgatorio, sulle conseguenti teorie delle indulgenze e nemmeno sulla interpretazione del peccato originale e sugli azzimi, bensì sulla persona del Vescovo di Roma, sul suo primato. Questo primato è ritenuto onorifico per noi Ortodossi e invece di “diritto divino” per i nostri fratelli della Chiesa latina. Non vogliamo offendere i nostri fratelli latini, ma occorre essere chiari su questo punto: la Chiesa Latina, isolando il Vescovo di Roma dal resto delle Chiese sorelle dell’Oriente, ha di fatto trasformato la Chiesa latina in Chiesa Papale, perdendo così la vera e originaria cattolicità.
     Ripercorrendo la storia noi sappiamo che questo è avvenuto con lo sviluppo della cosiddetta “petrologia”, a partire dal VI e VII secolo in avanti, con il sostegno della politica imperiale (dai Franchi ai Carolingi ed al Sacro Romano Impero). Una “cucina romana” teologica, della scolastica medievale, ha prodotto ed elaborato una teologia lontana dall’Oriente, nuova ed unilaterale, avulsa dalla Tradizione, che non poteva più rappresentare l’Ecumenicità delle Chiese e dell’Unica Chiesa. Dopo il VII Concilio Ecumenico nel 787, che univa Oriente ed Occidente, i Concili della Chiesa Latina Occidentale non hanno più caratteristica ecumenica, perchè manca in toto l’Oriente ( a nulla servono i patriarcati fittizi e nominali fondati dal Vaticano nelle varie epoche e nelle varie sedi storiche degli autentici Patriarcati antichi orientali). Del resto i primi Sette Concili veramente ecumenici e riconosciuti come tali anche dal Patriarcato dell’Occidente (il Vescovo di Roma) non furono mai convocati dal Vescovo di Roma, nemmeno uno.
     Oggi invece per la Chiesa Latina o cattolica, senza l’autorizzazione del Vescovo di Roma, il Papa, nessun Concilio avrebbe valore. Ma questa dottrina e questa prassi romana si sono allontanate in modo irreparabile dall’universale Tradizione della Chiesa Indivisa del Primo Millennio. Per ciò stesso questa dottrina e questa prassi della superiorità del Papa di fronte al Concilio, e dell’impossibilità di convocare un Concilio se non con l’obbligatoria autorizzazione del Papa e non dell’intero Collegio episcopale, è inaccettabile per le Chiese di Oriente secondo la loro mai mutata tradizione patrisitica ed apostolica. La figura bianca del Papa di Roma non vogliamo escluderla dalla nostra ecclesiale considerazione e dalla dignità che le spetta, come non vogliamo escluderla dal nostro amore sincero e fraterno.
     Ma per ritrovare l’unità perduta occorre ritornare a quell’originale frattura in cui la Chiesa di Roma ha sancito la sua distanza da tutto il resto delle Chiese, provocando la tragica frammentazione della Carità universale (cui S. Ignazio di Antiochia pensava quando parlava del Vescovo di Roma e della sua cattedra).
     Pietro risalga nella barca, gli undici lo aspettano

[1] Articolo (del 12 Marzo 2013) dal titolo “Chiesa di Roma, unica vera chiesa di Cristo?” - Una risposta dottrinale dell’esarca di Longobardia della Chiesa Cristiana Ortodossa San Nicola Monsignor Evloghios alla Nota Dottrinale della Congregazione per la dottrina della fede. - Tratto dal sito: http://www.statopotenza.eu

giovedì 18 aprile 2013


 
Chiesa Ortodossa 

 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 

Castrovillari (cs)






 

  21 Aprile  2013

 
Quinta domenica di quaresima
 
  Domenica della Santa Madre Maria Egiziaca
 
 




Licenza di olio e vino


 





Tono V
Divina Liturgia di
     San Basilio il Grande



 

Orario Ufficiature:

 

  Sabato  20    ore  17,30    Vespro (Vecernie)

 

Domenica  21    ore  10.00   Divina Liturgia

 



  Carissimi Fedeli Ortodossi di 

Castrovillari e del circondario, 

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 per celebrare con Voi le Ufficiature 

della Vostra Chiesa e della Vostra

 Santa Tradizione Ortodossa.
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martedì 9 aprile 2013

 
 
Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)


 
  14 Aprile  2013
 
Quarta domenica di quaresima
 
  Domenica del Santo padre Giovanni Climaco
 
 
Licenza di olio e vino
 
 
Tono IV
 
Voglio ricordare a tutti i Fedeli che
dopo la Divina Liturgia si svolgerà
la funzione dell'Olio Santo con 
relativa unzione degli infermi
 
 
Orario Ufficiature:
 
  Sabato  13    ore  17,30    Vespro (Vecernie)
 
Domenica  14    ore  10.00   Divina Liturgia
 

  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
 per celebrare con Voi le Ufficiature 
della Vostra Chiesa e della Vostra
 Santa Tradizione Ortodossa.
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lunedì 8 aprile 2013

Dal sito della Parrocchia ortodossa del patriarcato di Mosca di Torino: http://www.ortodossiatorino.net



"Giunti al calar del sole…" -
 Sull'importanza 
dell'assistere ai 
servizi divini serali

Protopresbitero Valerij Lukianov
Pravmir, 5 Aprile 2013
La vita dell'uomo è una catena di legami alternati di lavoro e di riposo. Ci sono sempre più uomini che amano il riposo rispetto a quelli che preferiscono il lavoro. E per la verità, è tipico della natura umana lottare di più per la consolazione che per la fatica. Così, l'uomo ama la bellezza del corpo, ama la bellezza nell'arte, nella musica, nella letteratura fine; la fama, l'onore, il rispetto lo impressionano. Gli uomini hanno una preferenza per il cibo gustoso e le bevande di qualità, per la comodità e la sazietà, per l'eleganza nel loro abbigliamento e nelle loro abitazioni; amano celebrazioni e feste, stare insieme con gli amici, vacanze e viaggi in posti nuovi, comfort e riposo, intrattenimento, tutti i tipi di divertimenti, giochi e spettacoli; apprezzano buona salute, tranquillità, bel tempo, un clima piacevole. In una parola, l'uomo tende verso la beatitudine, la cerca come una manifestazione naturale della vita, per la sua coscienza ha conservato il ricordo del soggiorno incantevole suoi antenati nel meraviglioso giardino del Paradiso terrestre.
Tuttavia, con il raggiungimento dei vari gradi di beatitudine terrena, l'uomo scopre ben presto che la vera soddisfazione sulla terra è irraggiungibile. Più l'uomo si circonda di comfort e piaceri momentanei, meno ne trae soddisfazione, e comincia a cercare sempre nuove delizie. Convincendosi che i beni terreni e la salute sono instabili e mutevoli, l'uomo comincia a struggersi. E questo struggimento, questo anelito subconscio per il Paradiso perduto è, per così dire, un legame con il cielo.
Considerando le aspirazioni dell'uomo, dobbiamo concludere che, in generale, l'uomo è gravato da una vita lunga e laboriosa, che spesso perde la pazienza e può cadere nello sconforto. Molto raramente gli uomini trovano soddisfazione genuina in un tipo preferito di lavoro, faticando fino all’esaurimento. Pochi individui possono essere portati via da una professione o da un servizio fino al punto dell’oblio di sé, sempre guidati dal principio e non dal guadagno, presi da una vocazione speciale, da un senso del dovere e della responsabilità.
Se ci dovessimo limitare a queste osservazioni, potremmo cadere nel pessimismo e ammettere la disperazione delle aspirazioni umane in generale. Tali conclusioni possono essere giustificate, se lo spirito umano fosse limitato dalle cose terrene. Ma questa non è la filosofia cristiana della vita, che vede la realizzazione di questa vita, non solo sulla terra, con tutte le sue vicissitudini, ma nell'incrollabile eternità.


Questo non significa affatto che il cristianesimo perde il suo legame con la vita temporale sulla terra. Al contrario, il cristianesimo regola la vita terrena in modo che sia adatta agli ideali eterni, lasciando posto sia alla naturale soddisfazione dei bisogni sia al meritato riposo. Ma il cristianesimo è caratterizzato prima di tutto dalla lotta interiore. La consolazione nell'eternità è una ricompensa per le lotte e le afflizioni terrene, accettate disinteressatamente e unicamente per amore di Dio e per devozione verso di lui. Il Salvatore stesso testimonia anche questo: Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono (Matteo 11:12). La bellezza e la giustificazione della lotta cristiana sta nel fatto che attraverso di essa si apre la strada verso la perfezione spirituale: Voi dunque siate perfetti, come il Padre vostro che è nei cieli è perfetto (Matteo 5:48). Se vuoi essere perfetto, va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi vieni, prendi la tua croce e seguimi (Matteo 19:21, Marco 10:21).
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto (Matteo 7:7). Ma molti che sono primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi (Matteo 19:30).
Vediamo la realizzazione di questo ideale nella vita dei santi graditi a Dio. Siamo guidati nella vita dal loro esempio, ci nutriamo del loro scritti, siamo animati dal loro fervore, siamo ispirati dalla loro buona disposizione, impariamo da loro la pazienza e l'umiltà. L'anziano Silvano del Monte Athos lo testimonia in modo eloquente:
"Molte persone pensano che i santi siano lontani da noi. Ma sono lontani solo da coloro che si sono estraniati, sono molto vicini a quelli che conservano i comandamenti di Cristo e la grazia dello Spirito Santo. Nel cielo, tutto vive e si muove per mezzo dello Spirito Santo. Egli vive nella nostra Chiesa, vive nei Misteri; è nella Sacra Scrittura, è nelle anime dei fedeli. Lo Spirito Santo unisce tutti, ed è per questo che i santi sono vicini a noi, e quando noi preghiamo per loro, ascoltano le nostre preghiere nello Spirito Santo, e le nostre anime sentono che stanno pregando per noi ".
Il legame tra la lotta e la consolazione è rivelato con più forza nell'esperienza liturgica della Chiesa. Con l'adesione alla vita liturgica, i fedeli imparano a impegnarsi nella lotta di preghiera, così decisamente unica nella Chiesa d'Oriente a causa della sua profondità e lunghezza, e trovano vero conforto spirituale secondo il testamento del Salvatore: In verità io vi dico: ...dove anche solo due o tre sono riuniti nel mio nome, là io sono in mezzo a loro (Matteo 18:19, 21).
L'apoteosi della consolazione spirituale nella vita della Chiesa è la Divina Eucaristia - l'unione reale e mistica dell'uomo con Dio. Ma è impensabile entrare subito nello spirito di questa consolazione più sublime, senza la dovuta preparazione, senza imbrigliare il turbolento spirito mondano, senza lo sviluppo della compunzione spirituale. In realtà, come si può partecipare alla cena fatta in ricordo del Signore Gesù Cristo stesso, e secondo la sua promessa, senza la dovuta preparazione: senza rivestire la propria anima dell’abito appropriato, senza riconciliare la coscienza, senza una consapevolezza della propria indegnità, o una sensazione del grande vantaggio di questo mistero salvifico? Può uno strumento musicale fare un suono bello e puro, senza previa messa a punto? Ricordando che, nella tradizione biblica e del Nuovo Testamento, i giorni vengono calcolati a partire dalla sera, la santa Chiesa impone ai fedeli di entrare nello spirito del sacrificio eucaristico attraverso un servizio di preparazione alla sera, alla vigilia della Liturgia. È in questo servizio serale che la vita autentica in Dio e con Dio si rivela in tutta la sua bellezza spirituale, quando coloro che stanno pregando "entrano in sintonia", con anticipazione tremante, per l'unione con il Signore attraverso la comunione del santo corpo e il sangue di Cristo. Anche se un uomo non si comunica alla Liturgia, questo in nessun modo lo scusa dall’unirsi allo spirito eucaristico, dallo sperimentare con gratitudine tutta la vicenda salvifica di Gesù Cristo. Dopo tutto, la Liturgia è la commemorazione in movimento e l’esperienza di sofferenza solidale della vita del Signore e Salvatore - dalla mangiatoia di Betlemme, attraverso la morte in croce sul Golgota, la risurrezione dai morti e l'ascensione al cielo, fino alla discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, e attraverso di loro su tutti i fedeli nel seno della Chiesa di Cristo. Fin dai tempi apostolici, i fedeli sono stati chiamati a partecipare alla "piccola Pasqua", al banchetto eucaristico, ogni Domenica.
I migliori di questi "partecipanti" non hanno solo compilato gli ordini delle liturgie, ma sono diventati combattenti per la santità e sono stati pronti a subire sofferenze e persino il martirio, mantenendo la fedeltà a Cristo. Pregavano per tutta la notte, e già con il sorgere del sole - immagine di luce e calore - ricevevano il santo corpo e sangue di Cristo. Non sorprende, quindi, che l'attuale servizio divino serale è pure pieno di ricordo orante delle lotte dei santi, e anche, naturalmente, della commemorazione dei grandi eventi della vita di Cristo e della Madre di Dio. Animata dal desiderio di aiutare i suoi figli fedeli a rimanere nel circolo di questa continua santità, la santa Chiesa con attenzione e in anticipo,fin dalla sera, li conduce nello spirito della pietà, scoprendo davanti al loro sguardo spirituale le vite, le opere, i testamenti, le lotte e il fervore dei santi graditi a Dio che sono ascesi alla gloria eterna di Dio. Che bellezza, che misericordia è avere l'opportunità di unire il proprio spirito ribelle e turbolento allo Spirito pacifico dei santi di Dio, per trovare riposo in lui! Che gioia è imparare dai santi la bontà, la pazienza e la speranza nell’aiuto di Dio! Che felicità è sentire, per così dire, dalla loro bocca le parole dal dolce suono della vita in Dio! E pensate - questa gioia non è che l'ombra di quella grande consolazione che Cristo ha preparato per coloro che lo amano.
I cristiani di oggi, che rifiutano il sentiero della lotta e cercano solo la consolazione, si stanno derubando da soli, privandosi della grazia. È bene che la nostra gente riempia le chiese la domenica e nei giorni festivi per la Divina Liturgia. E ci rallegriamo per questo. Ma sanguina il cuore a vedere come i cristiani ortodossi di oggi trascurano completamente la partecipazione alla lotta dei santi, il modo in cui hanno smesso di venire in chiesa per la Veglia di Tutta la Notte alla vigilia delle domeniche e nei giorni festivi. Le scuse di stanchezza, salute debole o mancanza di mezzi non sono convincenti, considerando che i parrocchiani si riuniscono in gran numero per feste, danze e concerti il ​​sabato sera. Non pochi ortodossi vengono alle panichide nelle ore serali. Ma anche qui, al suono della campana per la Veglia di Tutta la Notte, quelli che avevano riempito la chiesa per il servizio di requiem si girano e se ne vanno. E rimangono i soliti pochi - gli habitué. Questo è vergognoso! È un insulto!
Ammettiamo che l'atteggiamento freddo della gente di chiesa di oggi verso i servizi serali non sia altro che una ferita della coscienza cristiana; tuttavia riflette una perdita dello spirito di pietà e del senso di Dio, una perdita effettiva di ecclesialità. Non ci può essere vera consolazione senza lotta, nessuna gioia reale senza preparazione - così come non ci può essere fumo senza fuoco, né ombra senza luce. Si può aggiungere che la sera è anche il momento giusto per la confessione, non prima della Liturgia o, cosa del tutto inammissibile, immediatamente prima della Comunione.
Cristiano ortodosso! Rifletti bene su ciò che è stato detto in questa sede. Il tuo cuore non si sente male a vedere le nostre chiese vuote ai servizi serali? Chiediti - come devono sentirsi i sacerdoti, che servono in queste chiese vuote? E quei pochi che pregano a questi servizi, immagina il loro senso di abbandono! Dove si trova la nostra fraternità in Cristo? In verità, l'uomo è preoccupato stupidamente delle cose terrene, ama il riposo e il piacere più di ogni altra cosa, e ha poca voglia di acquisire una vera coscienza della necessità di salvare la sua anima, di salvarla con opere di pietà, con una disposizione di preghiera, e con la lotta!
Che il Signore Dio risvegli i cristiani che hanno zelo per la loro salvezza dalla loro negligenza dei servizi divini, così diffusa oggi, e conceda loro, in uno slancio di gratitudine per il sacrificio redentore di Cristo, di iniziare il cammino di pienezza orante, affinché sia concessa loro la consolazione più alta ed eterna di sentire la voce desiderata del Signore: Bene, servo buono e fedele: sei stato fedele nel poco, io ti darò potere sopra molte cose: prendi parte alla gioia del tuo Signore (Matteo, 21:21).
Tradotto da Daniel Olson da Dushe Moja, Vozstani, dell’arciprete Valerij Lukianov, Jordanville, 1993.

martedì 2 aprile 2013

 
Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)


 
  07  Aprile  2013
 
Terza domenica di quaresima
 
  Domenica dell'adorazione della Croce
 
Annunciazione della Santissima
Genitrice di Dio  e sempre
vergine maria 
 
Licenza di olio, vino e pesce
 
 
Tono III
 
Orario Ufficiature:
 
  Sabato  06    ore  17,30    Vespro (Vecernie)
 
Domenica  07 ore  10.00   Divina Liturgia
 

  Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
 per celebrare con Voi le Ufficiature 
della Vostra Chiesa e della Vostra
 Santa Tradizione Ortodossa.
Per qualsiasi informazione chiamate
 il Parroco al: 3280140556