venerdì 17 ottobre 2014

Intervento del metropolita Hilarion di Volokolamsk alla III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi della Chiesa Cattolica sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”

Santità,
Beatitudini, Eminenze e Eccellenze,
permettetemi prima di tutto di porgervi il saluto del Primate della Chiesa Ortodossa Russa, il Santissimo Patriarca di Mosca e tutta la Rus’ Kirill.
Il tema della famiglia è oggi uno dei più acuti e preoccupanti. La famiglia rappresenta un termometro dello stato morale della società in cui viviamo.
Con grande preoccupazione, negli ultimi anni, assistiamo a un processo di smontaggio dei valori fondamentali radicati nelle tradizioni religiose, smontaggio che viene fatto attraverso la manipolazione dei concetti di libertà e tolleranza. Con sempre maggior aggressività si predicano le idee del relativismo morale, che vengono applicate anche all’istituto della famiglia, sacro per tutta l’umanità.
In un gran numero di paesi d’Europa e d’America, nonostante le numerose proteste, vengono approvate e riconosciute a livello statale le unioni dello stesso sesso. Da qualche parte è già stabilito giuridicamente e attuato praticamente il diritto di partner dello stesso sesso all’adozione, anche attraverso il ricorso alla tecnica della “maternità surrogata”.
Allo stesso tempo la famiglia tradizionale, legata alla comprensione del matrimonio come unione di un uomo e una donna, è sempre meno forte. Anziché cercare di rafforzare questo tipo di famiglia, si propagandano le cosiddette relazioni libere. I concetti di fedeltà, rispetto reciproco e responsabilità dei coniugi vengono sostituiti dalla propaganda dell’edonismo e da inviti a vivere per il proprio io.
I figli non sono più visti come un gradito frutto dell’amore reciproco degli sposi. È diffuso ormai dappertutto il diritto pressoché illimitato all’aborto, che legittima l’annientamento di milioni di vite umane. Acuto è il problema degli orfani di genitori ancora viventi, dei bambini abbandonati, spesso disabili.
Subiscono l’influenza delle idee del relativismo morale anche molti cristiani, che a parole professano l’insegnamento della Chiesa sulla famiglia, ma nella pratica se ne discostano.
Affermando il principio della santità del matrimonio, basato sulle parole del Salvatore (cfr. Mt. 19, 6, Mc. 10, 9), la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, fedeli alla tradizione, mettono la responsabilità dell’uomo nei confronti del suo prossimo al di sopra dei suoi interessi egoistici. L’educazione del cristiano a questa responsabilità – nei confronti della famiglia, della società e del mondo circostante – è oggi compito prioritario per la Chiesa. La tutela della dignità umana e l’affermazione dell’alto valore dell’amore, che si realizza nella famiglia, è parte integrante del messaggio evangelico che dobbiamo portare nel mondo.
Nel novembre 2013 il Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca e il Pontificio Consiglio per la Famiglia, sotto la presidenza dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, hanno tenuto a Roma il convegno “Ortodossi e cattolici insieme in difesa della famiglia”. Nella dichiarazione finale abbiamo sottolineato “la nostra convinzione della responsabilità comune, affinché il matrimonio e la vita familiare siano via di santità per le famiglie cristiane”.
E’ giunto il momento, per noi cristiani, di unire le forze e fare fronte unico per la tutela della famiglia di fronte alle sfide del mondo laico, in nome del futuro della civiltà. E’ questo un campo in cui la nostra alleanza potrebbe rivelarsi estremamente utile.
Dobbiamo insieme difendere le nostre posizioni, sia nel dialogo con i poteri legislativo ed esecutivo dei singoli paesi, che anche presso le organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa. Alcune esperienze di tale cooperazione ci sono già state, basti in merito ricordare il famoso caso del processo “Lautsi v. Italia”.
Occorre non limitarsi agli appelli, ma usare tutti i mezzi per ottenere la tutela giuridica della famiglia. Bisogna restituire alla società la comprensione che la libertà è inconcepibile senza la responsabilità per le proprie azioni.
La Chiesa Ortodossa ha sempre predicato l’ideale dell’unicità del vincolo matrimoniale, contratto un’unica volta per sempre. Allo stesso tempo, tenendo conto della debolezza della natura umana, in casi eccezionali, la Chiesa Ortodossa permette di contrarre un nuovo matrimonio, quando sia evidente il crollo irrimediabile del primo matrimonio. In questo la nostra Chiesa si ispira al principio pastorale dell’”economia”, essendo mossa dall’amore per il peccatore e non volendo privarlo dei mezzi per la salvezza. Nel mondo di oggi, dove il rispetto rigoroso delle regole ecclesiastiche sta diventando sempre più raro, la pratica dell’”economia”, che nella Chiesa Ortodossa esiste da tanti secoli, può costituire una preziosa esperienza nel trattare i problemi pastorali della famiglia.
L’Ortodossia ha accumulato un grande patrimonio di esperienza nella cura pastorale della famiglia. La Chiesa Ortodossa ha sempre mantenuto l’istituto del clero uxorato. Le famiglie dei sacerdoti, di regola, sono numerose, e i bambini in esse sono allevati nello spirito della pietà cristiana e della fedeltà agli insegnamenti della Chiesa. Il sacerdote, che ha un’esperienza personale della vita familiare e dell’educazione dei figli, è in grado di comprendere meglio i problemi delle relazioni familiari e assicurare ai suoi figli spirituali un’adeguata cura pastorale. Penso che sarebbe utile prestare attenzione a quest’esperienza, che è anche delle Chiese cattoliche di rito orientale.
Parlando delle Chiese di rito orientale, vorrei brevemente discostarmi dal tema del forum per affrontare una questione che è ormai diventata una pietra d’inciampo nelle relazioni tra le Chiese Ortodossa e Cattolica. Si tratta del problema dell’uniatismo, che si è fortemente aggravato in seguito ai recenti eventi in Ucraina. Purtroppo il conflitto in corso nel paese, che ha già fatto migliaia di vittime, fin dall’inizio ha acquisito una dimensione religiosa.
Nell’origine e nello sviluppo di tale conflitto un ruolo chiave è stato svolto dalla Chiesa greco-cattolica ucraina. Fin dai primi giorni del conflitto, i greco-cattolici si sono chiaramente schierati con una delle parti in lotta. Contrariamente al rispetto delle norme canoniche, in genere osservato nelle relazioni tra le Chiese Cattolica e Ortodossa, i greco-cattolici hanno cominciato a cooperare attivamente con gruppi scismatici.
La Commissione mista per il dialogo ortodosso-cattolico nel 1993 a Balamand ha riconosciuto che l’uniatismo non rappresenta un cammino verso l’unità. Noi siamo grati ai nostri fratelli cattolici per questo franco riconoscimento della erroneità dell’uniatismo. E oggi noi costatiamo ancora una volta che l’uniatismo non riavvicina ortodossi e cattolici, ma al contrario li separa maggiormente.
A nome della Chiesa Ortodossa Russa e dei suoi numerosi milioni di fedeli vorrei ora rivolgermi ai rappresentanti della Chiesa greco-cattolica presenti in questa sala per chiedere loro di astenersi dalle dichiarazioni pubbliche su temi politici e da ogni tipo di sostegno visibile agli scismatici, come anche dagli appelli alla creazione di una “chiesa nazionale unificata ucraina”. Dietro questo appello si nasconde una verità molto semplice: si vuole strappare i fedeli ortodossi ucraini dalla Chiesa Madre del Patriarcato di Mosca, con la quale essi sono legati da secolari legami di sangue.
La missione principale della Chiesa è quella di servire la causa della salvezza della gente. Il mandato affidatoci da Dio non comporta interferenze nella politica. In un mondo in cui abbondano le divisioni, in cui oggi sono minacciati i fondamenti dell’esistenza stessa della civiltà umana, come l’istituto della famiglia, i cristiani sono chiamati ad essere “sale della terra” e “luce del mondo” (Mt 5, 13-14), portando tutti all’amore reciproco e all’unità in Cristo.
Insieme possiamo fare molto, anche per la difesa dei cristiani che oggi sono vittime di persecuzioni. In Iraq e Siria, così come in molti altri paesi del Medio Oriente e dell’Africa, i cristiani sono vittime di un genocidio. Dobbiamo fare tutto il possibile per fermare lo sterminio dei cristiani, per fermare il loro esodo di massa dai luoghi in cui hanno vissuto per secoli, per attirare l’attenzione della comunità internazionale sulla loro situazione.
Auguro a tutti voi, cari fratelli, la benedizione di Dio e successo nei vostri lavori!

giovedì 16 ottobre 2014

Articolo interessantissimo sulla situazione ...ukraina.


L'UCRAINA, QUELLA CHE CONOSCEVAMO, NON ESISTE PIU'

Intervista con "The Saker"

The Saker è un ex-analista-militare nato in Europa da una famiglia di rifugiati russi. Attualmente vive in Florida dove scrive sul suo blog "Vineyard of the Saker", oltre a scrivere regolarmente su Russia Insider. La comunità internazionale dei Saker Blogs include, oltre al blocco originale del Saker, anche altri membri francesi, tedeschi, russi, australiani e serbi. Presto ne includerà uno anche dall'America Latina.

Intervista realizzata Mike Withney

Mike Whitney: Gli USA sono responsabili per quanto sta accadendo in Ucraina?

The SAKER: Certamente si, non ci sono dubbi su questo fatto. E' vero che il popolo ucraino non era assolutamente contento del regime corrotto di Yanukovich, ma il colpo di Stato, in se stesso, è stato decisamente orchestrato dalla CIA. Anche l'Unione Europea è stata coinvolta, specialmente la Germania, ma il ruolo che ha giocato l'Europa non è assolutamente paragonabile a quello Americano. I messaggi telefonici registrati del sottosegretario di Stato americano Victoria Nuland, dimostrano chi era il vero burattinaio che agiva dietro le quinte.

Mike Whitney: Che ruolo ha giocato l'amministrazione Obama nelle decisioni che hanno portato all'inizio di una guerra con la popolazione della parte orientale dell'Ucraina ?

The Saker: Un ruolo centrale. Dovete capire che a Kiev non esiste un “potere ucraino”. Poroshenko è guidato al 100% dagli USA, come lo sono tutte le persone intorno a lui. Il capo della famosa polizia segreta Ucraina (la SBU), Valentin Nalivaichenko, è un noto agente della CIA, come è vero che gli Usa, riferendosi a Poroshenko, lo chiamano “il nostro Ukraine insider”. Tutte le sue cosiddette “decisioni” adesso vengono prese dagli ufficiali U.S.A a Kiev. Come per il discorso, tenuto al Congresso USA da Poroshenko qualche settimana fa, che era ovviamente scritto da un americano.

Mike Whitney: I separatisti della parte orientale hanno avuto molto successo nel respingere l'esercito ucraino e le loro controparti naziste che operavano nei servizi di sicurezza. Che ruolo ha avuto la Russia per aiutare le milizie Novorusse?

The Saker: ll ruolo della Russia è stato critico. Benché le truppe russe non fossero dispiegate lungo i confini, Mosca ha permesso il passaggio a volontari e armi e pur senza dare nessuna assistenza diretta come FSB (i servizi segreti federali russi) o come esercito, gli aiuti sono arrivati da vari gruppi privati. Chiaramente, il Cremlino ha facoltà di offrire assistenza a chiunque, in qualsiasi momento deciderà di farlo. In un caso, mi sembra che abbia dato un supporto diretto con l'artiglieria al confine con la Russia (nel cosiddetto "calderone del sud"), ma la maggior parte degli aiuti è stata segreta. Oltre l'assistenza segreta, la Russia ha anche dato supporto di intelligence, logistica e sostegno politico per i Novorussi. Senza il sostegno della Russia, i novorussi non sarebbero mai stati in grado di cambiare le sorti della guerra.

Mike Whitney: Putin ha inviato delle truppe russe in Crimea per occupare illegalmente la zona o questa è tutta una fiction raccontata dai media occidentali?

The Saker: Veramente si tratta di un cavillo. Si, Putin ha mandato le sue truppe in Crimea, ma no, non hanno mai superato i limiti previsti dagli accordi vigenti tra Russia e Ucraina. Bisogna ricordare che la flotta del Mar Nero aveva la sua base a Sebastopoli, quindi c'era una gran disponibilità di truppe già a livello locale. Inoltre, c'erano anche moltissimi volontari locali per svolgere le operazioni essenziali. Molti di questi volontari si sono dimostrati tanto convincenti, da essere scambiati per forze speciali russe. Ma, è vero, al momento critico Putin ha mandato in Crimea altre forze speciali supplementari.

Si è trattato di una operazione legale? Beh, tecnicamente Putin non ha violato gli accordi in termini numerici, ma di fatto ha violato la sovranità dell'Ucraina. La ragione che ha spinto Mosca a questo intervento è stata l'esistenza di prove solide che Kiev stava progettando di muoversi contro la Crimea (con possibile coinvolgimento della Turchia e dei tatari di Crimea). Se Putin non avesse preso l'iniziativa, il bagno di sangue in Crimea avrebbe potuto essere peggiore di quello che è avvenuto in Novorussia. Inoltre, quando Putin prese la decisione di proteggere la Crimea, il presidente democraticamente eletto (Yanukovich) era già stato rimosso dal suo incarico, lasciando un vuoto giuridico a Kiev. Quindi la domanda è: cosa avrebbe dovuto fare Putin?

Non rispettare le leggi di un paese dove aveva preso il governo una banda di teppisti armati, oppure cercare di mantenere la pace nel paese facendo quello che ha fatto?

Quello che ha scelto di fare Putin ha permesso al popolo della Crimea di decidere il proprio futuro votando liberamente in un referendum. Sì, la propaganda AngloSionista dice che la popolazione è stata costretta a "votare con una pistola puntata" ma questa è una sciocchezza. Nessuno contesta il fatto che la stragrande maggioranza della Crimea (95%) voleva lasciare l'Ucraina per unirsi alla Russia. Tutti gli "uomini educatamente armati in verde" hanno fatto ciò che rende possibile alle persone di esercitare il loro diritto di autodeterminazione, qualcosa che la giunta di Kiev non avrebbe mai permesso.

Mike Whitney: Che influenza ha Obama sul processo decisionale del Presidente ucraino Petro Poroshenko? E' veramente Washington che sta mettendo in scena lo spettacolo?

The Saker: Si assolutamente. Obama dà gli ordini e Poroshenko obbedisce. Proprio come fanno in tutto il resto del mondo, gli Stati Uniti usano degli oligarchi locali per colonizzare un paese. Prendiamo ad esempio la Russia tra il 1991 e il 1999. Era governata dagli oligarchi dietro una botte ubriaca (Boris Yeltsin). Tutti sapevano che la Russia era diventata una colonia americana e che gli Stati Uniti potevano fare tutto quello che volevano. Oggi è la stessa cosa.
Yanukovich non era più filo-russo di qualsiasi altro precedente presidente ucraino. Era solo un oligarca che è stato sostituito da un altro oligarca, Poroshenko. Quest'ultimo è un uomo molto intelligente che sa che la sua sopravvivenza dipende dalla sua completa obbedienza allo zio Sam.
Non mi sorprenderei se presto gli Stati Uniti scaricassero Poroshenko per mettere al suo posto qualcun altro se dovesse servire meglio a raggiungere i loro obiettivi. (Soprattutto se Pravy Sektor dovesse prendere il potere a Kiev.) Per ora, Poroshenko è l'uomo di Washington, ma questa situazione potrebbe cambiare in un batter d'occhio.

Mike Whitney: Quanto ci vorrà ancora alla amministrazione Obama per raggiungere i suoi obiettivi di installare basi NATO (e forse basi missilistiche) in Ucraina? Che danni potrebbero comportare questi insediamenti per Mosca?

The Saker: L'unico posto in cui le basi NATO abbiano veramente un senso è la Crimea e questa opzione non è più disponibile. Ma c'è qualche altra cosa che dovrebbe attrarre l'attenzione. Se gli Stati Uniti continuassero a perseguire questa politica provocatoria di mettere delle basi NATO al confine con la Russia, poi la Russia potrebbe ritirarsi dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces) e schierare la sua versione avanzata del SS-20 (Missile balistico nucleare sovietico) in zone più vicine all'Europa. Il punto è, l'ingerenza USA potrebbe portare a un confronto tra avversari dotati di armi nucleari?

Mike Whitney: La Commissione Europea ha creato una serie di ostacoli per impedire alla Russia di costruire il gasdotto Southstream che diversificherebbe le rotte di esportazione del gas naturale dalla Russia verso l'Europa centrale e meridionale. I critici hanno detto che,dietro questa mossa, ci sia l'amministrazione Obama e che i potenti giganti dell'energia USA vorrebbero bloccare o controllare il flusso di energia dalla Russia verso l'Europa. È questo il contesto più ampio nel quale deve essere inquadrato il problema dell' Ucraina, cioè, stiamo davvero vivendo una guerra dell' energia in presa diretta?

The Saker: Questa è una parte importante dell'equazione, ma non quella centrale. Quella centrale è la convinzione errata (presentata da Zbigniew Brzezinski), che senza l'Ucraina la Russia non potrebbe essere una superpotenza e la convinzione altrettanto errata (avanzata da Hillary Clinton) che Putin voglia ricreare l'Unione Sovietica. Per gli AngloSionisti, l'Ucraina è un gioco a somma zero, nel quale gli Stati Uniti o prendono il controllo dell' l'Ucraina o la distruggono, pur di non permettere alla Russia di averla. Il problema di questa teoria è che la Russia non vuole e, veramente, non ha bisogno dell'Ucraina. Quello che vuole la Russia è un partner stabile, affidabile e neutrale con cui poter fare business. Anche ora, mentre i Novorussi chiedono la piena indipendenza, la Russia spinge per un piano completamente diverso. Mosca vuole una Ucraina unitaria in cui ogni regione abbia de facto una propria autonomia ma comunque che resti parte dello stesso stato.
I brokers dell'Enegia in Occidente sono così maniacalmente ossessionati per il controllo dell'Ucraina, che non riescono ad immaginare che la Russia non voglia la stessa cosa. Ma la Russia non vuole l'Ucraina. Non ha bisogno di un Paese disfunzionale, fallito e con enormi problemi sociali che richiederanno miliardi e miliardi di dollari per la sua ricostruzione.
Certo, ci sono molti legami culturali, storici, religiosi e persino familiari tra Russia e Ucraina, ma questo non significa che vogliano far parte dello stesso stato. La Russia si è già presa ciò che voleva, la Crimea. Per il resto, l'atteggiamento di Mosca è "Chi rompe, paga."

Mike Whitney: Come andrà a finire qui? Poroshnko riuscirà a tenere insieme l'Ucraina e poi ad isolare l'Europa dalla Russia o l'Ucraina diventerà una scheggia impazzita delle strategie politiche? Oppure esiste qualche altro scenario che potrebbe essere più probabile?

The Saker: La Crimea è andata per sempre. Quindi la Novorossiya. Ma, nel caso di quest'ultima, ci potrebbe essere una fase transitoria in cui Kiev conserverà un certo grado di sovranità sulle zone orientali.
Nel breve termine, potrebbero continuare altri scontri, ma alla fine si raggiungerà un accordo in cui alla Novorossiya sarà offerto qualcosa di vicino all'indipendenza. Una cosa è certa, prima che si raggiungerà un accordo sullo status finale, dovranno essere risolte due questioni:

1) Ci deve essere un cambio di regime a Kiev seguito dalla de-Nazificazione.

Né la Russia né la Novorossiya saranno mai al sicuro fino a quando i nazisti resteranno al potere a Kiev. Ciò significa che questi russofobici appassionati nazionalisti, dovranno essere rimossi prima di cominciare a parlare di come risolvere le questioni relative allo status finale. I russi e i Novorussi sono piuttosto divisi su questo tema. Mentre i Novorussi vogliono la loro indipendenza e dicono "Al diavolo i nazisti di Kiev", il Cremlino vuole un cambiamento di regime che vede come fondamentale per la sua sicurezza nazionale.

Dovremo aspettare e vedere come andranno a finire le cose in futuro.

2) Ci dovrà essere una conferenza dei finanziatori.

L'Ucraina è sostanzialmente morta, è ridotta a uno straccio. Ci vorranno anni per ricostruirla e una quantità immensa di denaro. Gli USA, la UE a la Russia dovranno dare un contributo. Se gli AngloSionisti dovessero persistere nella loro opposizione massimalista continuando ad appoggiare la giunta Nazista di Kiev, i russi non ci metteranno nemmeno un copeco. L'aiuto russo andrà esclusivamente alla Novorossiya.

Prima o poi USA e UE si renderanno conto che hanno bisogno dell'aiuto della Russia. E quando finalmente ne prenderanno atto, cominceranno a lavorare insieme per raggiungere un compromesso politico. Per il momento, sembrano più preoccupati a cercare di dare una punizione a Putin (con le sanzioni economiche e con l'isolamento politico) per dare prova che nessuno può permettersi di sfidare l'Impero. Ma nemmeno con questo genere di bullismo si riuscirà a cambiare le carte in tavola. L'Occidente ha bisogno della cooperazione della Russia, ma la Russia non collaborerà con le scarpe slacciate. Gli USA dovranno accettare certe condizioni prima di far firmare un accordo a Mosca.

L'UCRAINA: “E' Andata per Sempre”

Benché sembri essere troppo presto per dirlo, credo che l'Ucraina, quella che abbiamo conosciuto, non esista più. La Crimea resterà parte della Russia, mentre la Nuova Russia diventerà indipendente e probabilmente finirà ad associarsi in qualche modo con la Russia. Per tutto il resto dell'Ucraina, ci sarà sicuramente un confronto tra i vari oligarchi e nazisti. Poi i pragmatisti riusciranno a trovare una strada e qualche soluzione. Alla fine si troverà un accomodamento e nascerà un nuovo stato, ma non riesco immaginare quanto tempo ci vorrà prima che questo possa accadere.

http://www.counterpunch.org/2014/10/14/the-ukraine-as-we-know-it-is-gone-forever/

Ringraziamo ComeDonChisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario.

lunedì 13 ottobre 2014

RITORNO AL PASSATO .........



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Sulla dipendenza canonica degli italogreci ed albanesi nel XV - XVIsec.
Dagli atti del Monte Athos. IV. Αττι δel Monastero di Zographou ( luglio 1566) -pubblicati da W.Regel, E. Kurtz, B. Korablev a Sanpietroburgo 1907.
In tali atti, Paisio, arcivescovo di Ohrid e di tutta la Bulgaria e la Serbia, provvede all'"eparchia di Italiacon i territori ad essa pertinentie cioè: Puglia, basilicata, abruzzo, Calabria, Sicilia, Malta e Dalmazia ed ogni regione occidentale " , rimasta vacante per la morte del metroolita Pfnuzio.
La nomina concerne il vescovo Timoteo, il quale, da Nicanorepredecessore di Paisio nella sede ocridana consacrato vescovo di Korce, viene qui nominato metropolita d'Italia ed onoratissimo ed universale esarca ( τουτον αυτον μετατιθεμεν εκ τησ αυτησ αγιωτατησ επισκοπησ Κοριτζασ εισ την αγιωτατην μητροπολιν Ιταλιασ του ειναι και ονομαζεσθαι ιδιον μητροπολιτην, εισ το αρχιερατευειν Γραικων τε και Αλβανιτων των κατοικουντων εν αυτη καυ'επαρχιασ Απουλιαν, Αμπρουτζαν, Βαδιλικατα, Καλαβριαν, Σικελιαν,Μελιτιν, Δαλματιαν και εισ παν μεροσ διτικον, υπεττιμοσ και καθολικον εξαρκον )
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Padre Giovanni Capparelli (Firmozjoti): Grazie Rosario, tutto questo conferma ciò che il sottoscritto, insieme ad altri poveracci, va dicendo da tanto tempo, ma che qualche "venduto uniata", continua a nascondere agli occhi del popolo italo-albanese. Esisteva al tempo dell'arrivo degli arbresh la "METROPOLIA D'ITALIA" sotto la giurisdizione dell'Arcivescovato di Ohrida. Infatti la Metropolia aveva giurisdizione da Ancona ad Agrigento e non era assoggettata al patriarcato d'occidente, cioè a Roma. I vescovi di Ohrida venivano nei nostri paesi ad ordinare i nostri presbiteri i quali durante la Divina Liturgia commemoravano il Patriarca di Costantinopoli e i vescovi ordinanti ortodossi. Solo dopo il funesto concilio di Trento iniziarono i guai per le nostre popolazioni e per il clero dei nostri paesi. Infatti Roma esercitando la sua "potenza territoriale" impose ai vescovi ortodossi di non esercitare la loro funzione, pena il loro incarceramento. Da allora iniziano le fatidiche pene dei nostri preti, i quali con tanti sacrifici si recano in Grecia per farsi ordinare dai vescovi ortodossi del patriarcato di Costantinopoli con iul pericolo di non fare più ritorno a casa perchè potevano cadere prigionieri dei turchi che occupavano la penisola balcanica. Questa è storia, non favole. Quindi ancora una volta esorto il popolo "italo-albanese" a ritornare alla Santa Fede dei suoi Avi, che era l'ortodossia. 
Esiste ancora nei nostri paesi la Fede dei nostri Avi ??? La risposta è positiva: ad Acquaformosa, paese arbresh in provincia di Cosenza, c'è una parrocchia ortodossa dedicata a Santa Caterina megalomartire, sotto la giurisdizione del Patriarcato di Mosca, unico patriarcato che non si piega allo strapotere del vaticano, altri o chi dovrebbe prendersi cura dei "suoi figli" non lo fa. 
Torna con prepotenza il consiglio spassionato di non sottostare alle voglie della zia di Roma, ma di ritornare a testa alta sotto il manto della vera Madre: la Santa Ortodossia.

giovedì 9 ottobre 2014

Liturgia del 12 ottobre 2014

 Chiesa Ortodossa 

 Patriarcato di Mosca


PARROCCHIA
SAN GIOVANNI DI KRONSTADT
(Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em. II) 
 
 
CASTROVILLARI (CS)
 
Русская Православная Церковь 

Московского Патриархата 

Biserica Ortodoxă Rusă

 Patriarhia Moscovei  

  

  DOMENICA 12 ottobre 2014
(29 settembre )
                                  Кириак Отшельник                              
  San Ciriaco
TONO  I
DIVINA LITURGIA
ORE 09.30

domenica 5 ottobre 2014

Sguardo ad Est

Sabato 4.10.2014, ore 7.10, mentre scendo a Castrivillari per recarmi al lavoro. Osservo l'orizzonte ad Est e mi piacciono questi colori dell'alba già avanzata, con il sole coperto dalle nuvole. Le foto sono scattate con il cell. quindi pochi pixel, ma desidero che anche voi possiate vederle ed ammirarle.





giovedì 2 ottobre 2014

Mostra Documentaria presso la Sezione dell'Archivio di Stato a Castrovillari (CS) Domenica 5 ottobre 2014

Amiche ed amici di Fb, vi presento la Mostra Documentaria che si potrà visitare presso il mio Ufficio, la Sezione dell'Archivio di Stato a Castrovillari, domenica 5 ottobre 2014 dalle ore 10.00 alle ore 20.00
Il mio turno va dalle ore 16.00 alle ore 20.00, vi aspetto.
Sezione dell'Archivio di Stato - Via Porta della Catena - Castrovillari - la strada che va per il Castello Aragonese, di fronte alla fontana grande.









martedì 30 settembre 2014

Invito alla Liturgia domenicale del 5 ottobre 2014

 Chiesa Ortodossa 

 Patriarcato di Mosca


PARROCCHIA
SAN GIOVANNI DI KRONSTADT
(Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em. II) 
 
 
CASTROVILLARI (CS)
 
Русская Православная Церковь 

Московского Патриархата 

Biserica Ortodoxă Rusă

 Patriarhia Moscovei  

  

  DOMENICA 5 ottobre 2014
(22 settembre )
                                                                
  Santo ieromartire Foca

TONO  VIII
DIVINA LITURGIA
ORE 09.30

martedì 23 settembre 2014

I soliti piagnistei.......

E dalli con queste rimembranze di doni dei greci al Monastero di Bivongi....!!!!! Sono solo parole che non hanno senso..... continuate a piangere della perdita del Monastero, ma non raccontate la verità al popolo ortodosso. Cioè che non sono i Romeni ad aver occupato il Monastero, ma che siete stati voi ad averglielo regalato su un piatto d'oro. Ora piangete e gemete sostenendo di rivolerlo....aspetta ciucciu miu......bisogna aspettare 99 anni...... e noi non ci saremo !!!!!!!!! In Calabria, in Puglia, in Basilicata ci sono ancora centinaia di Monasteri abitati, prima dell'avvento dei Normanni, da monaci ortodossi che potrebbero essere riattivati, e che stanno aspettando che qualcuno si ricordi realmente di loro non solo con il pensiero e con i vagiti, ebbene se veramente avete voglia di "Magna Grecia" e non soltanto...'M A G N A', smettete di commiserarvi e mandate i vostri monaci su questi ancora sperduti monti, sperando di trovare persone come l'indimenticabile P. Kosmas, il quale amava la Kalavria, e destinateli a questo scopo. Ma a me sembra che pochi, anzi nessun Monaco ha intenzione di lasciare il Monte Athos per venire su queste desolate cime magno greche. Credo sarebbe opportuno dare una mano a quei pochi....MONACI...... che si ostinano a tenervi aperti i Monasteri ( vedi Meliccucà - dove il monaco è abbandonato a se stesso ), i quali dimenticati da patriarchi e arcivescovi con la forza del buon Dio e del popolo ancora danno lustro all'ortodossia orientale. E' giunto il momento di rimboccarsi e rimboccarci le maniche e riprendere tutto da dove è stato fatto lasciare dal buon Padre Kosmas, senza piagnistei, senza alzare il tono di voce, ma rimanendo nella preghiera e nella convinzione che il latte versato non si può più raccogliere, ma che, però, altri secchi di latte, si possono e si potranno riempire dall'apertura di altri ovili....... Chi ha voglia di lavorare in ovili del Signore si faccia vanti, le pecorelle smarrite del nostro Sud Italia aspettano con febbrile pazienza da secoli...i ....PASTORI. Amìn 
 Padre Giovanni Capparelli - 3473400419



lunedì 22 settembre 2014

Fedeli alla Santa Ortodossia

Signore, quanto è grande la tua misericordia nei confronti dei tuoi figli. Oggi, nascita della Genitrice di Dio, ecco i fedeli che hanno seguito la celebrazione Liturgica nella Chiesa Ortodossa di Castrovillari. Pochi !!!!!????? ........... Ma estremamente buoni e F E D E L I alla Santa Fede ortodossa. Amin


mercoledì 17 settembre 2014

Invito alla Divina Liturgia

 Chiesa Ortodossa 

 Patriarcato di Mosca


PARROCCHIA
SAN GIOVANNI DI KRONSTADT
(Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em. II) 
 
 
CASTROVILLARI (CS)
 


Русская Православная Церковь 

Московского Патриархата 

Biserica Ortodoxă Rusă

 Patriarhia Moscovei  

  

  DOMENICA 21 settembre 2014
( 8 settembre )


TONO  VI
Natività della Genitrice di Dio

  DIVINA LITURGIA
ORE 09.30