mercoledì 9 luglio 2014

Dal sito del confratello P. Ambrogio di Torino

                     Lettera aperta del collettivo dei redattori di Vineyardsaker.fr e di Vineyardsaker.ru ai russi e alle popolazioni di lingua russa

Amici russi e di lingua russa, benvenuti!
Noi, persone che vivono in Occidente, vi salutiamo. E siamo felici, davvero felici, di essere finalmente in grado di dirvi, "NO, NON TUTTI NOI SIAMO CONTRO DI VOI".
Ed è molto importante per noi che voi lo sappiate, che ne siate convinti, che capiate che qui, per esempio in Francia, ma non solo in Francia, ci sono molti di noi, e che siamo sempre più in totale disaccordo con quello che i nostri "capi" dicono e fanno "in nostro nome". Questo a voi può sembrare normale, ma pensateci bene, per molti da queste parti è un traguardo non da poco, considerata la massiccia propaganda dei nostri media occidentali – di tutti, assolutamente tutti i media di maggioranza – per diversi decenni. Considerando che il vostro presidente e altri dirigenti della Russia sono presentati solo – e sistematicamente, e ripetutamente, come mostri antidemocratici e calcolatori, come invasori motivati ​​solo da cattive intenzioni verso di noi.
SI, LA CAUSA DEL DONBASS E DELL’UCRAINA CI PREOCCUPA. E molto di più di questo: tremiamo ogni giorno per la Novorossija; spesso siamo sopraffatti da rabbia e dolore quando contempliamo le atrocità che vi sono commesse, quando sentiamo le menzogne ​​che i nostri "politici" pronunciano per assolverle anche se non le incoraggiano. Un altro piccolo traguardo, in realtà, dato che non esiste la Novorossija, almeno non per i nostri media, né per i nostri leader, ma solo la parte orientale dell'Ucraina, un luogo dove tutto andrebbe bene, ci spiegano, se non fosse che vi prosperano alcuni feroci separatisti con pericolose tendenze contro l'Europa. E dicono anche che non accade quasi nulla in quel paese (diciamo quasi perché, se crediamo ai nostri giornali, o alle nostre radio, o ai nostri canali televisivi, sembra semplicemente una questione di un singolo Putin, un nuovo Hitler, che viene a imporre in modo subdolamente intrigante sulla povera Ucraina come su tutto il mondo un'aggressione ingiustificata e una tirannica dominazione russa).
Come avete detto, una guerra? In Ucraina? Non può essere: i nostri media ufficiali non menzionano niente di simile. Un totale blackout. Tranne una minaccia di un'aggressione militare russa (niente di nuovo, davvero) e naturalmente alcune misure adottate (niente di straordinario) solo per ristabilire l'ordine minacciato dai separatisti virulenti in alcune province. Ecco come le cose ci vengono presentate.
Molti di noi in realtà non hanno idea di ciò che sta accadendo lì. Il passaparola progredisce, però. E siti come quello di Saker contribuiscono sempre più ad aprire gli occhi e le menti di quelli che cercano, di quelli che si preoccupano di andare a dare un'occhiata dietro le informazioni ufficiali, di aggirare la propaganda e il lavaggio del cervello che ci impongono.
Questo è principalmente il motivo per cui è stato voluto il sito mirror in lingua francese, e perché abbiamo scelto di contribuirvi volontariamente: per fornire le informazioni che mancano; per far conoscere una storia diversa; per confutare le menzogne ​​che i nostri connazionali fanno piovere giorno dopo giorno.
E questo anche è il motivo per cui accogliamo con favore la nascita di questo sito in lingua russa. E la possibilità (finalmente!) di assicurarvi – nonostante gli sforzi di coloro che ci governano (e gli sforzi dei loro padroni, ancora più a ovest), nonostante tutti coloro che stanno lottando per cercare di stabilire e consolidare tra noi e voi una sorta di ostilità che non ha ragione di essere – non solo che non siamo contro la Russia o contro i russi, ma che abbiamo invece capito che il vostro nemico è anche il nostro nemico. E ci rifiutiamo di associarci a questo nemico. E non accettiamo la situazione attuale con cui si cerca di imporre la menzogna e l'antagonismo.
Le nostre istituzioni e tante altre cose sono, purtroppo, sotto il controllo del nemico. Ma le nostre menti non lo sono. E, soprattutto, non lo sono neppure i nostri cuori!
Il collettivo dei redattori di vineyardsaker.fr e di vineyardsaker.ru

Celebrazione della Liturgia a Lauropoli

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Divina Liturgia)
Foto: Sorelle e Fratelli della Santa Fede Ortodossa della zona di Casasno Jonio: Vi ricordo paternamente che domenica, 20 luglio 2014, presso la Chiesa di San Francesco, di fronte la rotatoria di Lauropoli (CS), CELEBREREMO con inizio alle ore 10.00 la Divina Liturgia per tutti voi che abitate a Cassano Jonio, Lauropoli, Doria, Sibari. Pubblicizzate voi stessi la notizia e l'evento ai vostri familiari, ai vostri amici, ai vostri conoscenti. Più siamo e più i nostri canti arriveranno al trono del Regno del Signore. Io ci sarò, aspetto che anche voi possiate riempire la Chiesa con la vostra presenza.

(Chiesa San Francesco - Lauropoli - dove celebriamo una volta al mese la Divina Liturgia)
 (Chiesa San Francesco - Lauropoli - dove celebriamo una volta al mese la Divina Liturgia)
 
Sorelle e Fratelli della Santa Fede Ortodossa della zona di Casasno Jonio: Vi ricordo paternamente che domenica, 20 luglio 2014, presso la Chiesa di San Francesco, di fronte la rotatoria di Lauropoli (CS), CELEBREREMO con inizio alle ore 10.00 la Divina Liturgia per tutti voi che abitate a Cassano Jonio, Lauropoli, Doria, Sibari. Pubblicizzate voi stessi la notizia e l'evento ai vostri familiari, ai vostri amici, ai vostri conoscenti. Più siamo e più i nostri canti arriveranno al trono del Regno del Signore. Io ci sarò, aspetto che anche voi possiate riempire la Chiesa con la vostra presenza.

martedì 8 luglio 2014

Un arrivederci di cuore VLADIKA !!!!!

L’arcivescovo Innokentij di Vilna e Lituania ha celebrato la Divina Liturgia nella chiesa di santa Caterina a Roma

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Il 29 giugno, con benedizione del patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus’, la Divina Liturgia nella chiesa stravropigiale di santa Caterina a Roma è stata celebrata dall’arcivescovo Innokentij di Vilna e Lituania.
Con Vladyka hanno concelebrato i chierici della chiesa, gli ieromonaci Afanasij (Potapov), e Amvrosij (Matsegora) e un collaboratore del Patriarcato di Mosca, il sacerdore Evgenij Morozov.
Dopo il congedo della Liturgia Vladyka ha rivolto ai fedeli un saluto, esprimendo la sua gioia di aver potuto di nuovo celebrare in una chiesa così vicina e cara al suo cuore. L’arcivescovo Innokentij a suo tempo, come rettore dell’eparchia di Korsun, ha visitato ripetutamente la chiesa di santa Caterina. Fu lui a deporre la prima pietra dela costruzione di questa chiesa, e l’ha visitata regolarmente nel tempo dei lavori della sua costruzione.
Infine l’arcivescovo ha partecipato al consueto pasto domenicale, in cui ha continuato la sua discussione con i parrocchiani.

(Voglio anche ricordare, con immensa felicità e gratitudine, che Vladika Innokentij il 29 dicembre dl 2007, imponedo le sue mani sul mio capo mi ha ordinato al presbiterio. Mnogaia leta Vladika !!!!! Pir shum vjet Arkjepiskop !!!!!! Per molti anni Eminenza !!!!!! )

Dal sito amico: Eleousa.net

Ucraina - Rito funebre per il metropolita Vladimir

Kiev, 6 luglio 2014 - Le esequie del defunto Primate della Chiesa ortodossa ucraina si terranno lunedì 7 luglio, alle ore 7, nella piazza di fronte alla Cattedrale della Dormizione della Laura delle Grotte di Kiev. Lo ha deciso il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina, riunitosi domenica 6 luglio nell’aula del Sinodo, presso la residenza del Primate della Chiesa ortodossa ucraina, nella Laura della Santa Dormizione delle Grotte di Kiev. La riunione è stata presieduta dal locum tenens della sede metropolitana di Kiev, metropolita Onufrij di Chernivtsi e Bucovina.
L'incontro è iniziato con la preghiera per il defunto metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina Vladimir.
Dopo aver deciso la data del funerale, il Sinodo ha stabilito che il corpo di Sua Beatitudine vladyka sarà trasferito in processione nella chiesa della Natività della Madre di Dio nelle Grotte della Laura, dove sarà tenuto il rito di sepoltura.
Intanto continua nella cattedrale della Dormizione della Laura delle Grotte di Kiev l'afflusso del clero e dei fedeli per rendere l'ultimo saluto a Sua Beatitudine il metropolita Vladimir. L’omaggio al Primate della Chiesa ucraina continuerà per tutta la notte e la mattina di domani durante la Divina Liturgia e prima del servizio funebre. Poi sarà onorata la memoria del defunto capo della Chiesa ortodossa ucraina presso il suo luogo di sepoltura.
Dopo il funerale, il Santo Sinodo continuerà il suo lavoro.

(Fonte: sito ufficiale della UOC/Patriarhiya.ru)

Si è addormentato nel Signore sua Beatitudine Vladimir, metropolita               di Kiev e di tutta l'Ucraina

patriarchia.ru, 5 luglio 2014
Il 5 luglio 2014 Si è addormentato nel Signore il primate della Chiesa Ortodossa Ucraina, sua Beatitudine Vladimir, metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina. 
Viktor Markianovich Sabodan è nato il 23 novembre 1935 nel villaggio di Markovtsy, distretto di Letichevsk, regione Khmelnitskij. Ucraina, in una famiglia di contadini. 
Nel 1954 è entrato al seminario teologico di Odessa, nel 1958 all'accademia teologica di Leningrado, che ha terminato nel 1962 con una laurea in teologia. Dopo aver terminato l'accademia, ha insegnato presso il seminario teologico di Odessa, come assistente anziano dell'ispettore, ricoprendo allo stesso tempo la carica di segretario dell'amministrazione eparchiale di Odessa. 
Il 14 Giugno 1962 è stato ordinato al diaconato, il giorno successivo al sacerdozio, il 26 agosto è stato tonsurato monaco. 
Nel 1965 ha completato i suoi studi post-laurea presso l'accademia teologica di Mosca, è stato nominato rettore del seminario teologico di Odessa, ed elevato ad archimandrita. 
Nel 1966 è stato nominato vice rettore della Missione ecclesiastica russa a Gerusalemme. 
Il 23 giugno 1966 per decisione del Santo Sinodo l'archimandrita Vladimir è stato nominato vescovo di Zvenigorod, vicario della diocesi di Mosca, rappresentante della Chiesa ortodossa russa al Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra e rettore della parrocchia della Natività della santissima Madre di Dio a Ginevra. 
Il 9 luglio 1966 è stato consacrato vescovo di Zvenigorod. 
Il 28 novembre 1968 è stato nominato vescovo di Perejaslav-Khmelnitskij, vicario del metropolita di Kiev e della Galizia, esarca Patriarcale dell'Ucraina. 
Il 20 Marzo 1969 è stato trasferito alla cattedra di Chernigov e Nezhinskij, e nominato amministratore provvisorio della diocesi di Sumy. 
Dal dicembre 1970 all'aprile 1973, è stato redattore esecutivo della rivista dell'esarcato ucraino, "Il messaggero ortodosso". 
Il 18 aprile 1973 è stato nominato vescovo di Dmitrov, vicario della diocesi di Mosca, rettore della Scuola Teologica di Mosca. 
Il 9 settembre 1973 è stato elevato al rango di arcivescovo. 
18 aprile 1978 è divenuto professore all'accademia teologica di Mosca, il 5 giugno 1979 ha difeso la sua dissertazione con l'assegnazione di un grado di maestro di teologia. 
16 luglio 1982 è stato trasferito alla cattedra di Rostov e Novocherkassk, ed elevato al rango di metropolita. 
Il 28 marzo 1984 è stato nominato esarca patriarcale dell'Europa occidentale. [NB: in tale carica è stato anche l'ordinario per l'Italia
Il 30 dicembre 1987 è stato nominato cancelliere del Patriarcato di Mosca e membro permanente del Santo Sinodo. 
Il 27 maggio 1992 il Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa ucraina lo ha eletto metropolita di Kiev e di tutta l'Ucraina, Primate della Chiesa ortodossa ucraina.
 
Eterna la sua memoria!

 

sabato 28 giugno 2014

Decalogo degli italo-albanesi

                       NJË  TRADITË
                       NJË  SHËPIRT

                                        NJË  ZËMIR
                       NJË  GJUFË
                       NJË  FJAMUR
                       NJË  DHE
                       NJË  KULLTUR
                       NJË  QISHË
                       NJË  BESË “ORTODOKSIA”
                       NJË  ‘KRISHTË’

       KËTA JAN DHËJET PIKATË E ARBËRESHËVETË
  NJË  TRADITË
NJË  SHËPIRT
NJË  ZËMIR
NJË  GJUFË
NJË   FJAMUR
NJË  DHE 
NJË KULLTUR
NJË  QISHË
NJË BESË “ORTODOKSIA”
NJË  ‘KRISHTË’
KËTA JAN DHËJET PIKATË E ARBËRESHËVETË

venerdì 27 giugno 2014

Anche i preti, come tutti, sono esseri umani........: http://www.ortodossiatorino.net


 Segreti che il tuo parroco non può 
condividere con te in una predica
 




  






1) Sai che il tuo medico, avvocato e dentista hanno dovuto completare anni di addestramento estenuante e hanno dovuto presentare numerose credenziali prima di praticare la loro professione? Ebbene, ho dovuto farlo anch'io. Nella maggior parte dei casi dobbiamo seguire un programma di laurea di quattro anni, talvolta un diploma professionale triennale, completare degli stage e fare un equivalente di un "internato". Quindi, quando pensi che io sia un idiota che non capisce proprio nulla, stringo i miei denti spirituali e cerco di ricordarmi dell'umiltà di Cristo. Sorrido, ma solo all'esterno.
2) L'offerta che fai in chiesa non è una mancia per una buona predica, né ti è richiesto di pagare un compenso per i servizi resi. La tua responsabilità cristiana, cioè quella di portare le decime e le offerte alla comunità in cui rendi culto a Dio, è una pratica spirituale che sgorga dalle Sacre Scritture. Le persone a cui Gesù ha insegnato e che ha guarito vivevano in estrema povertà. E poi c'erano le tasse, imposte da un brutale esercito di occupazione. Ricordi Matteo il pubblicano e tutti quei centurioni in giro? Non erano lì per fare le comparse. Eppure, Gesù dava comunque per scontata la pratica ebraica della decima. L'assenza di offerte adeguate è un problema spirituale. Lo so, e prego per te.
3) Probabilmente pensi che io lavori solo quanche ora alla domenica mattina, perché è così che spesso mi vedi. Ma quelle poche ore alla settimana richiedono giorni di preparazione. Alla domenica, di solito sono anche riuscito a trovare tempo per varie riunioni di gruppi parrocchiali, ho visitato diverse malati o costrette a casa, e ho dovuto chiamare l'idraulico e la società dei cassonetti. Ho anche rappresentato la chiesa a una funzione civica, e mi sono sorbito tre lunghe telefonate in cui mi dicevano che la predica della scorsa settimana era "troppo politico", perché ho ​​fatto notare che Gesù ha insistito ci preoccupiamo per i poveri. E' stata una settimana intensa, ma ce l'ho fatta con meno di 60 ore di lavoro... una buona media, no?
4) Oh, e a proposito della domenica mattina ... sono stato "a pieno volume", come un concerto rock, per tutta la mattina. Cerco di sorridere e di socializzare, ma in realtà mi sento fritto. Hai presente quella cosa importante che avevi bisogno di dirmi quando sei venuto a baciarmi la mano e sei subito scappato per andare a pranzo? Me la sono dimenticata, insieme con quelle cose importanti che mi hanno detto altre otto persone. Mi dispiace, non volevo dimenticarle, ma è meglio che mi scrivi, mi mandi una e-mail, o mi lasci un messaggio per quando torno in ufficio. Io penso che siano cose importanti perché tu pensi che siano cose importanti, ma le ho già dimenticate.
5) Io lavoro per Dio. Lo so che sembra folle, ma è così, e tanto basta. Ogni altro livello di autorità, il vescovo, il decano o il consiglio parrocchiale, è solo amministrazione intermedia. Non ho accettato l'invito di Dio per fare soldi. Ho accettato perché non potevo più dire di no a Dio. Questo significa che non predicherò sempre quelle cose che desideri sentire. A volte ho intenzione di sfidarti; in realtà, a volte ho proprio intenzione di farti arrabbiare. Non lo faccio per divertimento. Lo faccio perché Gesù ci ha detto che seguirlo sarebbe stato difficile, e che abbiamo bisogno di farlo con una buona squadra alle nostre spalle. E io sono nella tua squadra per scelta. Se smetto di sfidarti, saprai che sono esaurito oppure che no paura. E nessuna di queste due cose è buona per te o per la chiesa che ami.
6) Parlando di paura, mi piacerebbe mantenere il mio lavoro. Posso avere una moglie che lavora nella comunità, bambini che vanno a scuola, e certamente ho da pagare dei mutui che mi seguiranno fino alla tomba. Sto camminando su di un filo di rasoio, cercando di piacere a Dio e all'amministrazione intermedia e a ogni persona che viene in chiesa. Ho bisogno delle vostre preghiere, e possibilmente di un buon terapista...
7) Mi stanno più a cuore i fedeli abituali. So che non dovrebbe essere così, ma è la realtà. Sai, quelli che compaiono in chiesa anche sotto la pioggia battente, quelli che sono presenti a ogni raccolta di fondi e a ogni studio della Bibbia. Quando mi si presenta una perfetta sconosciuta che mi chiede i riti della chiesa e mi tratta come se fossi una sfortunata comparsa nel suo film personale, è un problema. Lo so, può essere tua nipote, ma per anni non si è mai vista all'interno di una chiesa, se non come damigella d'onore a un matrimonio. Può promettermi di far crescere quel bambino come cristiano, ma tu e io sappiamo che non ha intenzione di alzarsi dal letto la domenica mattina. Su questo ho seri scrupoli teologici, mi limito solo a non dirtelo.
8) Quando insisti sul "modo in cui facciamo le cose in questa chiesa", mi chiedo quando hai smesso di adorare un Dio vivente e hai iniziato ad adorare un edificio e la sua burocrazia residente. Dammi una mezza possibilità, e io ti aiuterò a far scendere l'età media dei fedeli e a dare questa chiesa un futuro. Molte migliaia di chiese chiudono ogni anno. La nostra non deve essere necessariamente una di loro. Ma è la tua scelta. Quando sei pronto a guardare avanti anziché indietro, sarò lì ad aprirti la strada. Ed è questo, dopo tutto, ciò che continui a dirmi che dovrei fare.
9) Infine, sono un essere umano. Davvero. Te lo ricordi quel brutto commento che mi hai fatto quando stavi per uscire dalla porta della chiesa? Faceva male. E non era molto cristiano. Ma ti perdono, e ti voglio ancora bene, perché è così che mi comporto.











mercoledì 25 giugno 2014

 Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca

PARROCCHIA
SAN GIOVANNI DI KRONSTADT
Palazzo Gallo - Piazza Vittorio Em. II
 CASTROVILLARI
 
Русская Православная Церковь 
Московского Патриархата 

Biserica Ortodoxă Rusă
 Patriarhia Moscovei  



 
 
 
 
 
DOMENICA 29 Giugno 2014 
 
Святитель Тихон Амафунтский
 
San Tikone
 
TONO II
 
DIVINA LITURGIA
ORE 09.30
  Tropario:
  Иже Божественнаго Духа благодатию избран святитель явися/ и чудотворец показася предивен./ Яко солнце, чудесы сияя, Тихоне,/ память твоя пресветлая./ Темже зовем ти:/ радуйся, пресловущее миру светило.

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Gli uniati non perdono occasione per denigrare la loro abiurata VERA FEDE: dal sito del Rev. Padre e Confratello Ambrogio di Torino.

"Non siamo vostri nemici, siamo fratelli, vogliamo essere buoni vicini.."



















In una conversazione telefonica con Marta Allevato di AsiaNews, l'arcivescovo maggiore degli uniati ucraini, Svjatoslav Shevchuk, riesce a proporci un tale concentrato di ipocrisie buoniste che sulle prime anche noi (piuttosto ben informati sulle questioni ucraine, fin dallo scorso millennio...) ci sentiamo tentati di apprezzare il vello da pecora sulle spalle del lupo.
Il fatto è che l'uniatismo (e soprattutto quello ucraino) è per sua natura costretto alla duplicità, a cominciare da come presenta se stesso. Mons. Shevchuk è "arcivescovo maggiore" solo quando parla con una reporter cattolica italiana; parlando con rappresentanti delle chiese sotto il suo omoforio, si presenta come "patriarca", nonostante il fatto che l'unico ente che potrebbe legittimare questo suo titolo (la sede romana) NON glie lo conceda. Lo stesso nome "uniatismo", che per lui sarebbe "linguaggio che offende", viene dal termine Unia, con cui gli stessi ortodossi rinnegati passati sotto l'obbedienza polacco-romana definivano se stessi (fino al punto di parlare di una "santa Unia", termine certamente non coniato a Mosca), indubbiamente perché presentarsi come "ortodossi rinnegati" sarebbe stato poco confacente! Ora, la smania di trovare a tutti i costi un termine politically correct spinge a deliri di apnea linguistica come "ortodossi in comunione con Roma".
Ma le ipocrisie non si limitano alle auto-definizioni. Mons. Shevchuk può presentarsi come desideroso di "un aperto e sincero dialogo", accusando Mosca di mancata riconciliazione, quando per lo meno dai tempi della dissoluzione dell'Unione Sovietica OGNI progetto di dialogo proposto da Mosca E da Roma è fallito perché silurato dagli uniati stessi (ovviamente, quando a Kiev c'era ancora un governo credibile, era un po' troppo sconveniente sedersi a tavoli di dialogo che comportassero questioni come chiese e cattedrali ortodosse sottratte pochi anni prima dagli uniati con la violenza). Il rigurgito di desiderio di dialogo fin "dall'inizio dell'anno" giunge a babbo un po' troppo morto per essere credibile.
Consideriamo un'altra frase nella quale, sotto vesti nobili di autodeterminazione popolare, si nasconde il vero nucleo del problema relativo agli uniati ucraini, cioè la presa nazionalistica del potere:
"I vertici della Chiesa ortodossa russa non riconoscono l'esistenza di un popolo ucraino, con una sua propria cultura, la propria storia; in questo momento stanno negando l'esistenza stessa del popolo, della nazione ucraina come tale".
A dire il vero, non sono solo "i vertici della Chiesa ortodossa russa" ad avere dubbi sulla nazione ucraina come tale: ci pensa già abbastanza bene la base, assieme a qualsiasi storico degno di reputazione. Per essere credibili nella loro ideologia, gli uniati potrebbero presentare qualche fonte letteraria in "lingua ucraina" anteriore al diciottesimo secolo, o magari una cartina geografica delle loro terre con su scritta la parola "Ucraina" e datata prima del periodo sovietico... ma non possono farlo, per cui – soprattutto con giornalisti italiani non addentro alle questioni locali ucraine – è molto meglio ricorrere alla retorica buonista.
Per continuare, consideriamo questa meravigliosa chicca di utopia:
"Non c'è assolutamente tensione tra le varie confessioni in Ucraina"
Sì, certo... e le mucche volano, soprattutto a Pochaev.
Per concludere, non vorremmo lasciare l'impressione di essere tanto ostili a mons. Shevchuk da voler contraddire ogni sua affermazione. Quando uno si ammanta di retorica buonista, rischia sempre di farsi scappare qualche parola davvero buona, con la quale non possiamo che concordare:
"Ma io credo nella saggezza spirituale dei vescovi ortodossi..."
...ma anche noi, vladyko! Proprio per questo, quando sentiamo da parte loro seri moniti nei vostri confronti, li teniamo in alta considerazione.
"...nel fatto che sapranno liberarsi dalla ideologia politica, perché se la Chiesa rimarrà politicizzata, sarà sempre strattonata tra vari modi di fare politica e tra diversi Paesi, mentre la Chiesa deve emanare unità e non divisioni".
Certo, vladyko, certo... abbiamo ammirato il suo modo tutto personale di "liberarsi dalla ideologia politica", e possiamo fare nostre anche alcune delle sue stesse previsioni, ovviamente applicandole a lei e ai suoi:
"Finché non riusciranno a riconoscere la realtà, ci saranno sempre tensioni".
Intanto, aspettiamo da parte vostra qualcosa che con tutto questo buonismo non abbiamo ancora visto, e che non dovrebbe essere tanto difficile a chi si dichiara in comunione con Roma... un po' di mea culpa.

 

domenica 22 giugno 2014

Axios, Axios, Axios. Auguri amico e confratello in Cristo. Dal sito di P. Ambrogio di Torino


Il diacono Eugenio Miosi è stato ordinato al sacerdozio a Pescara

Celebrazione archieratica a Pescara

Sabato 21.06.2014

Il 20 giugno è iniziata la visita pastorale in Italia del capo 
del Dipartimento per le parrocchie locali del Patriarcato di Mosca,
 l'arcivescovo Mark di Egor'evsk. In serata vladyka,
 accompagnato dal segretario dell'amministrazione 
delle parrocchie in italia, l'archimandrita Antoniy (Sevryuk) 
è arrivato a Pescara, una delle più grandi città della regione dell'Abruzzo.
Il 21 giugno, l'arcivescovo Mark ha celebrato la Divina Liturgia 
nella parrocchia della Natività della Beata Vergine in un 
sobborgo di Pescara, Montesilvano. Hanno concelebrato 
l'archimandrita Antoniy, il rettore della parrocchia, 
arciprete Vyacheslav Safonov, i diaconi Vitalie Sterpu
 sopportare ed Eugenio Miosi.
Dopo il Grande Ingresso, l'arcivescovo ha officiato
 un'ordinazione sacerdotale: il diacono Eugenio Miosi è
 stato ordinato sacerdote, con il diritto a portare il nabedrennik.
Dopo la fine della funzione, vladyka si è rivolto ai fedeli con
 una predica, in cui, tra l'altro, ha invitato i parrocchiani a 
un'intensa preghiera per la pace nell'Ucraina. Dopo aver letto
 una speciale preghiera, diffusa in questi giorni in tutte 
le chiese della Chiesa ortodossa russa con la benedizione
 del patriarca Kirill di Mosca e tutta la Rus', Vladyka
 ha salutato il rettore della parrocchia, che ha ringraziato
 l'arcivescovo per la prima celebrazione archieratica nella 
 storia della comunità.
Quindi vladyka Mark ha condiviso un momento con i 
parrocchiani al tè della festa. Alla fine del pasto l'arcivescovo
 si è incontrato con il neo-ordinato sacedote Eugenio Miosi
 e con i suoi genitori. Vladyka ha augurato a padre
 Eugenio l'aiuto di Dio nel ministero e il successo negli studi 
che il sacerdote, italiano di nascita, sta compiendo presso
 la facoltà degli studenti stranieri dell'Accademia Teologica 
di San Pietroburgo.