giovedì 18 giugno 2009
Dal Sito del Confratello Giovanni di Palermo
TURCHIA
Storica decisione ortodossa, gli emigrati avranno proprie conferenze episcopali
di NAT da Polis
Lo ha stabilito il primo incontro preparatorio del 2009 del sinodo panortodosso. Si supera l’esasperata identificazione del messaggio cristiano con l’origine etnica dei fedeli, una questione che aveva finora suscitato difficoltà, incomprensioni e strumentalizzazioni . Significativa decisione del patriarca di Mosca: a Costantinopoli la sua prima visita all’estero.
Istanbul (AsiaNews) – L’istituzione delle conferenze episcopali della diaspora ortodossa, che avranno il compito di guidare il gregge ortodosso fuori dalli Stati di provenienza, è la principale, storica decisione venuta dal primo dei due incontri preparatori previsti per il 2009, tenuto a Sabezy (Ginevra), che hanno lo scopo di preparare il tanto atteso sinodo panortodosso.
Secondo i canoni sinora vigenti, i fedeli ortodossi che risiedevano furori dai Paesi di origine divenivano competenza del Patriarcato ecumenico. Ma la massiccia emigrazione, seguita al crollo della cortina di ferro, aveva creato non pochi problemi nella gestioni degli affari ortodossi nella diaspora, dovuti anche all’esasperata identificazione del messaggio cristiano con l’origine etnica dei fedeli. Cosa che è stata causa di non poche incomprensioni e strumentalizzazioni , con ripercussioni anche a livello politico ed economico.
Con questa decisione storica, presa all’unanimità, si istituiscono le conferenze episcopali ortodosse nella diaspora, che saranno presiedute dal più anziano metropolita di appartenenza a Costantinopoli. In sua assenza verrà sostituito secondo i cannoni dell’ecclesiologia. Verranno istituite anche nuove conferenze episcopali onde poter soddisfare le nuove condizioni che sono venute a crearsi nel mondo della diaspora. Tutte le decisioni dovranno basarsi sul principio dell’unanimità delle Chiese, che saranno rappresentate dai loro vescovi. Membri delle conferenze episcopali saranno tutti i vescovi riconosciuti da tutte le Chiese ortodosse. Tutte le conferenze avranno come centro di coordinamento Costantinopoli.
Chiaro segnale del nuovo clima è la notizia di ieri, che sarà Costantinopoli, il 4 luglio, la destinazione della prima visita all’estero del nuovo patriarca di Mosca, Kyrill.
I lavori, presieduti e diretti magistralmente dal metropolita di Pergamo, Ioannis Ziziulas, si sono svolti in un clima sereno e costruttivo, come mai prima d’ora, e sono stati pervasi dalla volontà di tracciare finalmente un cammino comune nell’ortodossia, per affrontare le sfide del mondo contemporaneo. Lavori insomma che hanno voluto confermare la svolta di Costantinopoli dell’ottobre 2008, quando nell’incontro panortodosso di allora, fortemente voluto da Bartolomeo, furono tracciate le nuove linee guida del mondo ortodosso. Un contributo discreto vi aveva dato anche Kyrill ed anche il suo predecessore, Alessio, che nell’occasione compì il suo ultimo viaggio.
E certo non può sfuggire, commentano varie fonti, che già Costantinopoli, nella sua esperienza millenaria, con la decisione presa da Bartolomeo nel 2004 - quando, cogliendo di sorpresa tutti, aprì il sinodo del Patriarcato ecumenico anche ai vescovi della diaspora e non soltanto a quelli residenti in Turchia - aveva in sostanza anticipato gli eventi di oggi, esaltando allo stesso tempo il ruolo della gestione collegiale del mondo ortodosso. Lo stesso Bartolomeo, inoltre, ha più volte espresso il desiderio, che possa venire il giorno in cui sia eletto Patriarca ecumenico un cittadino non turco, al quale venga concessa, dopo l’elezione, la cittadinanza.
Il patriarca Bartolomeo, nella sua riflessione domenicale, ha confermato l’importanza dei lavori di Ginevra, puntualizzando che attraverso questi lavori la Chiesa ortodossa si sta preparando a camminare compatta per poter affrontare le esigenze e le sfide del mondo contemporaneo, senza che ciò significhi secolarizzarsi.
Monsignor Dositheos dell’Ufficio comunicazioni del Patriarcato ecumenico, ci ha detto in proposito che è stato un passo di grandissimo valore, che vuole inviare molteplici messaggi in tutte le direzioni. In primo luogo, ripristina e riconferma una verità, che il messaggio cristiano è messaggio di amore e di dialogo. Saper conversare senza uso di forme precostituite è segno di libertà, che costituisce la base del pensiero cristiano. Di conseguenza non occorre dare importanza a nessuno tipo di talebanismo, di qualsiasi natura ed estrazione, che serpeggia anche tra alcuni cristiani di varie confessioni.
il prossimo incontro è stato fissato per metà dicembre, sempre a Ginevra .Temi in agenda: il modo di riconoscere lo status di Chiesa autocefala; il modo di riconoscere lo status dell’autonomia di una Chiesa; Dipticha, cioè le regole del reciproco riconoscimento canonico tra le Chiese ortodosse; stabilire un calendario comune delle festività (per esempio alcune Chiese festeggiano il Natale il 25 dicembre, altre 10 giorni più tardi); impedimenti e canonicità del sacramento del matrimonio; la questione del digiuno nel mondo contemporaneo; i rapporti con le altre confessioni cristiane; il movimento ecumenico; il contributo degli ortodossi per affermare l’ideale cristiano di pace, fratellanza e libertà.
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mercoledì 17 giugno 2009
p. Paisios del Monte Athos
”Padre, lei crede che il Papa possa giungere a questo punto?”.
Paisios: “Certo, avverrà questo. Ci sarà una grande catastrofe, ma poi tempo di pace e più nessun infedele, anche gli ebrei si convertiranno. Fra poco succederà questo. Voi come vi comporterete quando il Papa farà così?”.
- Io: “Il nostro ieronda dice che se il Papa non segue l’Evangelo non lo si può seguire...”.
Paisios: “L’unione verrà, ma prima avremo la tribolazione e la catastrofe. Noi intanto dobbiamo mirare in alto... sì la pietà... la Scrittura dice che le ossa di Eliseo morte appena toccarono un altro cadavere lo fecero resuscitare. Perché noi non facciamo la proskinisis alle reliquie dei santi? (ciò comporta necessariamente anche il contatto con esse tramite il bacio... ma se amo i santi, amo Dio, i santi mi portano al Cristo, sono il Cristo.
lunedì 15 giugno 2009
Dal sito: Eleousa.net
Chambésy - IV Conferenza panortodossa
Comunicato finale Su invito di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, in seguito al consenso dei Beatissimi Primati delle Chiese ortodosse locali, espressa in occasione del vertice tenutosi a Phanar dal 10 al 12 ottobre 2008, la IV Conferenza panortodossa preconciliare si è riunita nel centro del Patriarcato ortodosso di Chambésy, Ginevra, dal 6 al 12 giugno 2009. I lavori della conferenza sono iniziati con la concelebrazione panortodossa della Divina Liturgia, il giorno di Pentecoste. Il tutto si è svolto sotto la presidenza di Sua Eminenza il metropolita Giovanni di Pergamo, delegato del Patriarcato di Costantinopoli, con il contributo del Segretario per la preparazione del Santo e Gran Concilio della Chiesa Ortodossa, Sua Eminenza il Metropolita Jeremie di Svizzera. Nella conferenza hanno partecipato i delegati delle Chiese ortodosse locali, su invito di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo. I primati delle Chiese ortodosse locali hanno accolto i partecipanti alla Conferenza con dei messaggi inviati trasmessi dai loro delegati. Membri della conferenza hanno inviato lettere a tutti i Primati delle chiese locali, chiedendo la loro preghiera e la benedizione per il compimento delle loro funzioni. In conformità con i desideri dei Primati e rappresentanti delle Chiese ortodosse locali espressi nel messaggio trasmesso alla fine del loro incontro al Fanar (ottobre 2008), la IV Conferenza panortodossa preconciliare è stata incaricata di esaminare l'organizzazione canonica della diaspora ortodossa. La Conferenza ha deciso il suo ordine del giorno nella riunione inaugurale dei lavori. La conferenza ha esaminato i documenti elaborati dalla Commissione preparatoria interortodossa nelle due riunioni tenutesi a Chambésy, vale a dire dal 10 al 17 novembre 1990 e dal 7 al 13 novembre 1993 e il documento preparato nel Congresso dei canonisti riunito a Chambésy dal 9 al 14 aprile 1995. Questi documenti, corretti ed integrati, sono stati approvati all'unanimità. La Conferenza ha espresso la volontà comune delle Chiese ortodosse di risolvere il problema dell’organizzazione della Diaspora ortodossa, in conformità con l’ecclesiologia, la tradizione, e la pratica canonica della Chiesa ortodossa. La Conferenza ha deciso di creare nuove Assemblee episcopali in alcune regioni del mondo per regolare il tema della Diaspora, cioè i fedeli ortodossi residenti nelle regioni situate al di fuori dei tradizionali confini delle Chiese ortodosse locali. Il primato dei vescovi del Patriarcato ecumenico nella regione in questione è il presidente dell’Assemblea e in sua assenza, i vescovi in conformità con l’ordine dei dittici delle chiese. Tutti i Vescovi delle Chiese ortodosse che esercitano il loro ministero pastorale all'interno delle comunità esistenti in queste regioni sono membri di queste Assemblee. Le Assemblee episcopali hanno la missione di manifestare e promuovere l'unità della Chiesa ortodossa, di esercitare insieme la diaconia pastorale su tutti i fedeli della regione e di rendere una testimonianza comune al mondo. Le decisioni delle Assemblee episcopali sono prese in conformità con il principio d’unanimità delle Chiese rappresentate in queste Assemblee dai vescovi. Dopo aver modificato e integrato il documento, la Conferenza ha anche approvato il Progetto di Regolamento delle Assemblee episcopali definendo i principi fondamentali di organizzazione e di funzionamento delle stesse. I restanti argomenti del grande e santo Concilio, vale a dire il metodo di proclamare la Autocefalia e Autonomia, e l'ordine di Dittici saranno esaminati in futuro nelle riunioni delle Commissioni interortodosse e verranno presentati alle Conferenze panortodosse preconciliari seguenti.
Chambésy, 12 giugno 2009.
Il Presidente della Conferenza Giovanni di Pergamo
venerdì 12 giugno 2009
Da: Albania News
Il Bavaglio definitivo?
Si chiama disegno di legge 733 e con un colpo di coda è stato incluso nel pacchetto sicurezza, un corpo legislativo che, ci piace ricordare, prevede delizie quali l 'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto. Ci piace ricordare anche alcuni casi come a Napoli nel quali il personale sanitario ha obbedito senza ne anche aspettare l'approvazione della legge. L'articolo 50-bis è nominato, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet", è un emendamento del signor Gianpiero D'Alia (UDC).
In pratica se un qualunque cittadino che mantiene un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine, il tutto a modalita lampo, anche entro 24 ore.
L'amministrativa pecuniaria poi va da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Quale triste fine per i network e per i blog, quelle tante voci che compongono la democrazia in rete. E chi oserà più ridere della Repubblica Popolare di Cina dove si oscura YouTube e Google, perchè loro non possono comprendere i nostri sviluppati prinicipi democraticamente europei.
E' un colpo duro, non ai blog in se, ma alla democrazia e alla libertà del pensiero. Certo, mettere ordine nel mondo dell'internet è una priorità e una necessitat, ma stroncare e sopprimere nel nome dell'ordine, fracamente comincia ad essere troppo.
giovedì 11 giugno 2009
Domenica di tutti i Santi - 14-06-2009
Domenica 14 Giugno 2009
Domenica di tutti i Santi
“Metodio Patriarca di Costantinopoli”
Tono VIII – Nessun Digiuno
Liturgia di San Giovanni Crisostomo
Antifone della festa:
1) Lettore: Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo,
ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste.
Coro: Tes presvìes tis Theotòku,
Sòter, sòson imàs.
Lettore: Dhòxa to Patrì, kje to Iiò, kje to Aghìo Pnèvmati.
Kje nin, kje aì, kje is tus eònas ton eònon. Amìn.
Coro: Tes presvìes tis Theotòku,
Sòter, Sòson imàs.
2) Lettore: O Kìrios evasìlefsen, efprèpian
enedhìsato, enedhìsato
o Kìrios dhìnamin ke periezòsato.
Coro: Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàsek nekròn, psàllondàs si:Alliluia.
Lettore: Dhòxa to Patrì, kje to Iiò, kje to Aghìo Pnèvmati.
Kje nin, kje aì, kje is tus eònas ton eònon. Amìn
Coro: O monoghjenìs Iiòs kje Lògos tu Theù, athànatos ipàrchon, kje katadhexàmenos dhià tin imetèran sotirìan sarkothìne ek tis Aghìas Theotòku kje aiparthènu Marìas, atrèptos enanthropìsas, stavrothìs te, Chrìstè o Theòs, thanàto thànaton patìsas, is on tis Aghìas Triàdos, sindhoxazòmenos to Patrì kje to Aghìo Pnèvmati, sòson imàs.
3) Lettore: Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo,
alalàxomen to Theò to
Sotìri imòn.
Coro: Ex ìpsus katìlthes, * o èfspla-
chnos, * tafìn katedhèxo *
triìmeron, * ìna imàs elefthe-
ròsis ton pathòn. * I zoì ke i
Anàstasis imòn, * Kìrie, dhòxa si.
Tropari - Tono VIII
Coro: Ex ìpsus katìlthes, * o èfsplachnos,
tafìn katedhèxo *triìmeron, *
ìna imàs eleftheròsis ton pathòn.
* I zoì ke I Anàstasis imòn, * Kìrie, dhòxa si.
(Tropario del Santo della Chiesa)
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Tropario della festa del giorno
La tua Chiesa, rivestita,
come di porpora e bisso, del
sangue dei martiri di tutto il
mondo, per mezzo loro a te,
o Cristo Dio, esclama: Abbi
pietà del tuo popolo, governa
e dona pace ai tuoi servi,
e concedi alle anime nostre
la tua grande misericordia.
Kontakion
Quali primizie della natura
l’universo offre a te, o Signore
e Creatore, i Teofori Martiri.
Per le loro preghiere, o
misericordioso, e per l’intercessione
della tua Divina
Madre, governa e conserva
in pace la tua Chiesa.
Apostolo (Eb. 11,33 - 12,2)
-Meraviglioso è Dio nei suoi Santi, il Dio
D’Israele. (Sal.67,36).
- Nelle assemblee benedite Dio, il Signore,
voi della stirpe di Israele. (Sal.67,27).
Lettura dalla lettera di San Paolo agli Ebrei.
Fratelli, i Santi tutti per fede conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri. Alcune donne riacquistarono per risurrezione i loro morti. Altri poi furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per
ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, tribolati, maltrattati, di loro il mondo non era degno!, vaganti per i deserti, sui monti, tra le caverne e le spelonche della terra. Eppure, tutti costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza, non conseguirono la promessa: Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi. Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nel-
la corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Alliluia (3 volte).
- Gridano i giusti e il Signore li ascolta, li
salva da tutte le loro angosce. (Sal.33,18).
Alliluia (3 volte).
- Molte sono le sofferenze dei giusti, ma li
libera da tutte il Signore. (Sal.33,20).
Alliluia (3 volte).
Vangelo (Mt. 10,32-33. 37-38 e 19,27-30)
Disse il Signore ai suoi Discepoli: Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Allora Pietro prendendo la parola disse: Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo? E Gesù disse loro: In verità vi dico: voi
che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà
seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi.
Megalinarion
Àxion estìn os alithòs makarìzin se tin Theotòkon,
tin aimakàriston kje panamòmiton kje Mitèra tu Theù imòn.
Tin timiotèran ton Chjeruvìm, kje endhoxotèran
asingrìtos ton Serafìm, tin adhiaftòros Theòn Lògon
tekùsan, tin òndos Theotòkon, se megalìnomen.
Kinonikon
Agalliàsthe, dhìkei, en Kirìo,
tis efthèsi prèpi ènesis.
Alliluia. (3 volte)
Fine
Gloria a Dio
martedì 9 giugno 2009
Preso da Facebook
«Dopo l'anno 1900, verso la metà del 20° secolo, la gente di quel tempo diventerà irriconoscibile. Quando il tempo per l’avvento dell'Anticristo si avvicinerà, la mente della gente crescerà obnubilata delle passioni carnali, e il disonore e l’anarchia cresceranno più forti. Allora il mondo diventerà irriconoscibile. L’aspetto della gente cambierà, e diventerà impossibile distinguere gli uomini dalle donne, a causa della loro spudoratezza nel vestire e nell’acconciarsi. Questa gente sarà crudele e sarà selvaggia come gli animali a causa delle tentazioni dell'Anticristo. Non vi sarà più nessun rispetto per genitori ed anziani, l’amore scomparirà, e i Pastori cristiani, i vescovi, e i preti diverranno uomini vani, completamente fallaci nel distinguere la concezione del bene e del male. In quei tempi i costumi, la morale e le tradizioni dei cristiani e della Chiesa cambieranno. La gente abbandonerà la modestia, e ogni dissipazione regnerà. La falsità e l’avidità raggiungeranno grandi proporzioni e vi saranno sventure per quelli che accumulano tesori. Concupiscenza, lussuria, adulterio, omosessualità, calunnie, omicidi e loschi traffici domineranno nella società. In quel tempo futuro, a causa del potere di tali grandi crimini e licenziosità, la gente sarà privata della grazia del Spirito Santo, che essi hanno ricevuto col Santo Battesimo, e vivranno nel rimorso. Le Chiese di Dio saranno private del timor di Dio e dei pii pastori, e sventure vi saranno per i cristiani rimasti nel mondo di quel tempo; essi perderanno completamente la loro fede perché mancheranno del tutto dell'opportunità di vedere la luce della conoscenza di Dio. Allora alcuni cristiani si escluderanno dal mondo per andare in santi rifugi cercando di illuminare le loro sofferenze spirituali, ma incontreranno ovunque ostacoli e costrizioni. E tutto questo risulterà dal fatto che l'Anticristo vuole essere il Signore e padrone al di sopra di tutto e diverrà il dominatore dell’intero universo, e produrrà falsi miracoli e fantastici portenti. Egli conferirà pure saggezza depravata a questi uomini infelici cosicché scopriranno il modo di fare una conversazione con altri uomini da un capo all’altro della terra. In quei tempi gli uomini voleranno nell’aria come gli uccelli e discenderanno nel fondo del mare come i pesci. E quando loro acquisiranno tutto questo, questa gente infelice trascorrerà la propria vita senza il conforto di sapere, povere anime, che è l’inganno dell’anticristo. Egli è impietoso! Completerà così la scienza con la vanità che questo li farà uscire dalla retta via e a causa di ciò perderanno la fede nell'esistenza di Dio cadendo nell’apostasia. Allora il buon Dio vedrà la caduta della razza umana ed accorcerà i giorni per merito di quei pochi che si sono salvati, perché il nemico di Dio vuole condurre perfino gli eletti nella tentazione, se ciò gli sarà possibile. Allora la spada del castigo improvvisamente apparirà ed ucciderà il pervertitore ed i suoi seguaci».
mercoledì 3 giugno 2009
Dal sito si P. Massimo
La Pentecoste
ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;
perché tutti siano una sola cosa.
Come tu, Padre, sei in me e io in te,
siano anch'essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me,
io l'ho data a loro,
perché siano come noi una cosa sola.
Gv. 17, 20-22
Gesù era in preghiera per i suoi apostoli, i dodici, e, attraverso di loro, per i settanta, e per tutte le nazioni che più tardi avrebbero accolto Lui come il Figlio di Dio e Salvatore. Ciascuno degli Apostoli e dei credenti aveva la sua propria personalità, cultura e, più tardi, etnicità, quando il cristianesimo si diffuse al di là delle mura di Gerusalemme. A seguito della risurrezione e ascensione in cielo di Cristo, la Chiesa primitiva, guidata dagli Apostoli e dai santi padri, affrontò la sfida di stabilire la Chiesa celeste su questa terra. San Paolo nella sua lettera ai Colossesi (3,9-12) chiarisce molto bene che noi, come cristiani "Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c'è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti.".
In pratica, vi è alcuna altra immagine oltre a Gesù, a cui dovremo guardare come Chiesa? San Pietro? San Paolo? San Giovanni? San Tommaso? Quale dei santi padri? Quale origine etnica è più adatta per riflettere l'immagine di Cristo sulla terra? Greca? Araba? Russa? Tutte loro mostrano la ricchezza della creazione di Dio nella loro diversità. Ogni fiore del magnifico giardino di Dio possiede in una volta sola grande bellezza, così come pungenti spine. Chi ha detto che Dio può essere limitato, rappresentato da una sola cultura, lingua o etnia? Tutto ciò che è secolare e terreno svanisce. Non possiamo limitare Dio. Dio è infinito e il modo migliore per parlare di Dio è attraverso l'amore, perché Dio è amore. Si tratta di un amore che trascende i confini terrestri di etnia e di tutte le nazioni, di fratelli e nemici, del visibile e l'invisibile, del noto e l'ignoto, fino all’intera creazione di Dio. Questo amore sarà perfettamente rivelato nella sua seconda venuta.
Chi tra gli apostoli è stato il migliore? Individualmente, essi sono stati tutti esseri umani e tutti hanno peccato. Tutti loro hanno agito con la visione limitata e i desideri della loro umanità. Ma dopo la Pentecoste, sono stati ressi puri e divennero la Santa Chiesa, puliti di ogni corruzione. Essi sono stati perfetti nella loro unità attraverso l'unico Spirito, quello Spirito che non potrà mai appartenere a questo mondo. Anche in questo caso, chi tra gli Apostoli è stato più perfetto o migliore rispetto agli altri? Pietro, che lo ha negato? Paolo, nella sua persecuzione? Tommaso, nel suo dubbio? Nessuno di loro. Tutti hanno peccato. Ognuno di loro ha avuto la sua debolezza, l'inganno, follia - ma uniti insieme con lo Spirito Santo sono resi perfetti, perché erano e rimangono la Chiesa, sono stati una voce per un solo Spirito e il corpo unificato di Cristo, che è la Chiesa.
Le chiese o giurisdizioni sono composte da esseri umani, faccio la stessa domanda – quale giurisdizione realizza meglio la sua immagine? Russa? Greca? Romena? Serba? Nessuna di loro. Studiando la storia scopriamo che tutti noi abbiamo fatto del male a Cristo e alla sua Chiesa. Noi continuiamo a ferire Dio. Questo accade sempre quando l'uomo cerca di appropriarsi del Regno celeste di Dio, della Chiesa, attraverso le sue ambizioni e le limitate capacità dei suoi pensieri terreni e l’ambizione del potere.
La morte e la risurrezione di Cristo non sono ancora concluse. Noi crocifiggiamo il Cristo ogni giorno, quando siamo divisi e arroganti; e siamo con lui risorti in ogni momento, quando siamo uniti e umili e amorevoli gli uni con gli altri. Noi realizziamo il nostro cristianesimo e portiamo a perfezione le nostre potenzialità quando vediamo i nostri fratelli nella fede di Pietro, la devozione di Paolo, e il pentimento di Tommaso, senza vedere in essi i momenti di rifiuto, di giudizio e di dubbio. Diventiamo un migliore e più perfetto esempio, a seconda che consentiamo allo Spirito Santo, lo Spirito della Pentecoste, di farci perfetti e di essere trasfigurato sul monte della nostra coscienza.
L'immortalità della Chiesa nella nostra vita è possibile solo attraverso l'imitazione di trascendere la nostra percezione di identità etnica, che ci schiavizza nella nostra arroganza, con i desideri della nostra carne, le nostre menti, le nostre passioni, le nostre anime e i nostri corpi.
Il nostro compito come chiesa è di unire le persone che provengono da contesti molto diversi, storie ed etnie. E’ una vera e propria sfida. Dobbiamo lottare contra ogni ghettizzazione e discriminazione per ragioni della nascita. Abbattere in noi le forze che ci spingono al particolare, a privilegiare le etnie di appartenenza. I nostri padri hanno incontrato questa sfida e hanno seguito l'esempio di Cristo, di unità e di cattolicesimo nella fede. I nostri vescovi e sacerdoti sono l'immagine degli Apostoli intorno al loro padre e maestro, quando bevono dalla stessa fonte della sapienza e della vita. Attraverso i loro passi e le loro lotte, Dio continuerà a placare la sete dei fedeli ortodossi in questa vita, dando l’acqua viva.
La nostra comune appartenenza non è a una etnia ma a Cristo, il quale non era né russo, né greco, né romeno e neppure italiano. Come cristiani ortodossi riceviamo la grazia dello Spirito Santo come risultato della condiscendenza divina e la cooperazione dei nostri sforzi verso il vero pentimento, l'umiltà, la castità, l’auto controllo, " la grazia divina, guarisce sempre ciò che è infermo e completa quello che manca".
La condizione di vita che garantisce il nostro pentimento è quella di custodire la Chiesa e la sua forza, assicurando la sua fedeltà e unità. La nostra etnia è l’ortodossia. E ' la nostra immortalità e la vita eterna, dove tutte le voci umane cesseranno in modo che la sola Parola di Dio possa essere ascoltata.
Pubblicato da Massimo confratello e concelebrante del Patriarcato di Mosca
martedì 2 giugno 2009
DOMENICA DI PENTECOSTE

Domenica 07 Giugno 2009
Domenica di Pentecoste
Antifone della festa:
1) Lettore: I uranì dhiigùnde dhòxan Theù, pìisin dhe chi-
ròn aftù ananghèlli to sterèoma.
Coro: Tes presvìes tis Theotòku,
Sòter, sòson imàs.
2) Lettore: Epakùse su Kirios en imèra
thlìpseos, iperaspìse su to ònoma tu Theù Iakòv.
Coro: Sòson imàs, Paràklite agathè,
psàllondàs si : Alliluia.
3) Lettore: Kìrie, en ti dhinàmi evfran-
thìsete o vasilèfs, ke epì to sotirìo
su agalliàsete sfòdhra.
Coro: Evloghitòs i Christè o Theòs
imòn, * o pansòfus tus aliìs
anadhìxas, * katapèmpsas
aftìs * to Pnèvma to Àghion,
* ke dhi.aftòn tin ikumènin
* saghinèfsas: * filànthrope,
dhòxa si.
Isodhikon - Entrata
Ipsòthiti, Kìrie, en ti dhinà-
mi su, àsomen ke psalùmen
tas dhinastìas su.
Sòson imàs, Paràklite agathè,
* psàllondàs si: Alliluia.
Tropari della Festa
Evloghitòs i Christè o Theòs
imòn, * o pansòfus tus aliìs
anadhìxas, * katapèmpsas
aftìs * to Pnèvma to Àghion,
* ke dhi.aftòn tin ikumènin
* saghinèfsas: * filànthrope,
dhòxa si.
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Apolitikion del Santo della Chiesa
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Kontakion
Quando l.Altissimo discese
e confuse le lingue, divise
le genti; ma quando distribu
ì le lingue di fuoco, tutti
richiamò all.unità; ancor noi
unitamente glorifichiamo il
Santissimo Spirito.
APOSTOLO (Atti 2, 1-11)
- Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai
confini del mondo la loro parola. (Sal. 18,5).
- I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento
annunzia l.opera delle sue mani. (Sal. 18,2).
Lettura degli Atti degli Apostoli.
Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’ improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione
che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “ Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo
annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio.
Alliluia (3 volte).
- Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, e
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera. (Sal. 32,6).
Alliluia (3 volte).
- Il Signore guarda dal cielo, vede tutti i figli degli
uomini. (Sal. 32,13).
Alliluia (3 volte).
Vangelo (Giov. 7, 37-52 e 8, 12)
Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa,
Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta
voce: Chi ha sete venga a me e beva chi
crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di
acqua viva sgorgheranno dal suo seno..
Questo egli disse riferendosi allo Spirito che
avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti
non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù
non era stato ancora glorificato. All’udire
queste parole, alcuni fra la gente dicevano:
.Questi è davvero il profeta! Altri dicevano:
.Questi è il Cristo! Altri invece dicevano:
.Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non
dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla
stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio
di Davide? E nacque dissenso tra la gente
riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo,
ma nessuno gli mise le mani addosso.
Le guardie tornarono quindi dai sommi
sacerdoti e dai farisei e questi dissero
loro: Perché non lo avete condotto? Risposero
le guardie: Mai un uomo ha parlato
come parla quest’uomo! Ma i farisei replicarono
loro: Forse vi siete lasciati ingannare
anche voi? Forse gli ha creduto qualcuno
fra i capi, o fra i farisei? Ma questa
gente, che non conosce la Legge, è maledetta!
Disse allora Nicodèmo, uno di loro,
che era venuto precedentemente da Gesù:
La nostra Legge giudica forse un uomo prima di
averlo ascoltato e di sapere ciò che fa? Gli risposero:
Sei forse anche tu della Galilea? Studia
e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea.
Di nuovo Gesù parlò loro: Io sono la luce del
mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita.
Megalinarion
Madre inviolata, Vergine
genitrice di Dio, noi magnifichiamo
te, che, senza opera
di uomo, hai concepito e
dato la carne al Verbo creatore,
o ricettacolo di colui
che è infinito, abitazione
dell’immenso tuo fattore.
Kinonikon
To Pnèvma su to agathòn
odhighìsi me en ghì efthìa.
(3 volte) Alliluia. (3 volte)
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Dopo “Soson o Theos ……..”
Evloghitòs i Christè o Theòs
imòn,………… (1 volta)
Dhi efchòn …….. (Per le preghiere ………ecc.)
Fine
Gloria a Dio
Liturgia mensile ad Acquaformosa

7 Giugno 2009
Cari Fedeli:
Domenica 7 giugno 2009, con inizio alle ore 10.00, in via garibaldi, 64 ad Acquaformosa, celebrazione della Divina Liturgia mensile, presso la Cappella Ortodossa di Santa Caterina Megalomartire.
sabato 30 maggio 2009
Riceviamo dal nostro collaboratore Gabrijè - pubblichiamo
memoria 31 Maggio ( sinassario greco)
Ardente predicatore e missionario, operatore di carita’ e benefattore fu uno dei primi sacerdoti che si meritarono la corona di martire dal Signore dopo la rivoluzione del ottobre del 1917.
Il futuro arciprete e filosofo Nikolaevich Ornatskij nacque il 21 maggio 1860 nella regione di Novgorod da una famiglia di un prete rurale. Si laureo’ all’Accademia Teologica di San Pietroburgo in modo brillante, nel 1885 fu ordinato diacono e – due giorni dopo – prete. I primi passi del ministero richiamarono su di lui l’attenzione del popolo e delle autorita’ civili ed ecclesiastiche per via della sua fede ardente e del suo talento. Qualche anno padre Filosofo insegnava e dirigeva la vita spirituale nei piu’ grandi orfanotrofi della capitale (San Pietroburgo era allora la capitale dell’Impero Russo).
Nel 1892 padre Filosofo fu ordinato priore della chiesa di Andrea di Creta ed eletto presidente "dell’Associazione dell’istruzione religioso-morale nello spirito della Chiesa Ortodossa". Questa Associazione divenne lo stimolo per la fondazione di associazioni simili in altre citta’.
Nel 1893 p. Filosofo fu eletto deputato al consiglio comunale in rappresentanza dei sacerdoti di San Pietroburgo. Aveva una gran compassione per i dolori del popolo, fondava orfanotrofi, ospedali per i poveri, dormitori pubblici. Padre Filosofo fu anche energico membro dell’Associazione della sobrieta’ e temperanza in nome di S. Alessandro Nevskij e presidente della Commissione dell’istruzione pubblica del quartiere Narvskij di San Pietroburgo.
Dodici chiese furono innalzate nella capitale e nelle vicinanze grazie alle fatiche di padre Filosofo. La piu’ grande fra di loro: la chiesa della Resurrezione presso la stazione ferroviaria (Varshavskij voksal).
Per molti anni l’infaticabile fedele di Cristo fu Capo redattore della rivista "Il notiziario spirituale di San Pietroburgo".
In che modo padre Filosofo riusciva ad unire un lavoro pubblico cosi’ grande con le fatiche di pastore e guida spirituale e’ un mistero conosciuto solo per Dio, anche perche’ la sua Parrocchia contava qualche migliaia di persone.
Per oltre vent’anni padre Filosofo fu il figlio spirituale del Santo Giusto Giovanni di Kronstadt. Secondo l’esperienza di San Giovanni di Kronstadt, padre Filosofo seguiva la strada spirituale attraverso un intenso lavoro interiore, un’ esecuzione rigida dei comandamenti del Signore Gesu’ Cristo e la preghiera ininterrotta. La pace interna e una gioia permanente di Cristo diventarono i suoi tratti caratteristici.
"Acquista lo spirito di pace e allora le migliaia di anime troveranno salvezza attorno a te." Questo proverbio di San Serafino di Sarov fu realizzato da padre Filosofo. Era sempre calmo e pacifico nelle relazioni con qualsiasi persona, si dominava nelle condizioni piu’ critiche, non si perdeva mai d’animo e sapeva comunicare la forza agli altri. Padre Filosofo guariva con la sua parola gli alcolizzati senza speranza. Eredito’ dal padre Giovanni il dono della preghiera per gli altri, la ferma speranza e la fede nell’onnipotente aiuto Divino.
Prendeva parte attiva nella preparazione e nello svolgimento delle celebrazioni nella città di Sarov per la causa di canonizzazione di San Serafino di Sarov. Le sue omelie dette durante le feste furono stampate con il titolo "Omelie dell’Arciprete Filosofo Ornatskij a Sarov".
Nel 1913 padre Filosofo fu ordinato priore della famosa Cattedrale di Kazan a San Pietroburgo (Kazanskij Sobor, dell’architetto Voronichin) dal Santo Metropolita di San Pietroburgo Vladimir, futuro martire. Le omelie di padre Filosofo attiravano sempre una vasta moltitudine di gente in Cattedrale.
Prese parte attivamente alla preparazione del Concilio di tutta la Russia nel 1917-1918. Fu legato con amore ed amicizia al Santo Patriarca Tichon ed al Santo Metropolita Veniamin (Kazanskij), martire.
Dopo la rivolta del 1917 denuncio’ decisamente i delitti ed i misfatti dei bolscevichi, organizzando processioni cui partecipavano migliaia di fedeli. La sua risolutezza e le sue omelie furono la causa dell’odio da parte del potere ateo. Nell’agosto del 1918 fu imprigionato con i suoi due figli Nikolaj e Boris. Nel settembre furono fucilati assieme a 30 ufficiali devoti allo Zar.
Prima della fucilazione consolava i suoi compagni ufficiali: "Andiamo dal Signore. Ecco la mia benedizione... Ascoltate le preghiere". Inginocchiato comincio’ a recitare con calma il de profundis. Fu fucilato durante la preghiera.
Padre Filosofo e’ stato canonizzato nell’agosto dell’anno 2000.
Tropario, tono 1.
O Crisostomo nuovo di San-Pietroburgo, E benefattore instancabile, Sacerdote del Dio vivente, E martire tu apparvi a Cristo. Santo padre Filosofo, prega Dio misericordioso di salvare le nostre anime.
