giovedì 12 settembre 2013

Invito alla Divina Liturgia

 
 Chiesa Ortodossa 
 Patriarcato di Mosca
Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt

Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
Castrovillari (cs)
 
Русская Православная Церковь 
Московского Патриархата 
 
Biserica Ortodoxă Rusă
 Patriarhia Moscovei  
 
 
 
 
 
 
 
DOMENICA 15 settembre 2013
Memoria dei santi Mamante e 
Giovanni il digiunatore

Tono III

  Святой мученик Мамант
 
UFFICIATURE:
 
      Sabato 14 : ore 18.00 -  Vespro  (Vecernie)
 
Domenica15 : ore 9.00 - Divina Liturgia
                                            

 
 Carissimi Fedeli Ortodossi di 
Castrovillari e del circondario, 
 come sempre vi aspetto numerosissimi,
ogni Domenica con inizio alle ore 9.00,
 per celebrare con Voi la Divina Liturgia 
nella Nostra Chiesa e della Nostra
 Santa Tradizione Ortodossa.
Per qualsiasi informazione chiamate
il Parroco al:  328 0140556
                 347 3400419
 

mercoledì 11 settembre 2013

Dal sito: https://mospat.ru

Conclusa la visita del Patriarca in Moldavia

Dal 7 al 9 settembre si è svolta la visita primaziale di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill alla Chiesa ortodossa della Moldavia, dedicata al 200° anniversario della metropolia di Chişinău e Moldavia.
La delegazione ufficiale che ha accompagnato il Primate della Chiesa ortodossa russa comprendeva il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca,  metropolita Hilarion di Volokolamsk, il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk, il presidente del Dipartimento sinodale per i rapporti tra la Chiesa e la società, arciprete Vsevolod Chaplin, il presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione V.R. Legojda, il vicepresidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, arciprete Nikolaj, Balashov, il segretario per le relazioni interortodosse del Dipartimento, arciprete Igor Yakymchuk, l’assistente del presidente del Dipartimento arcidiacono Vladimir Nazarkin, il capo della Segreteria personale di Sua Santità il Patriarca M. Kuksov.
Il 7 settembre il Patriarca Kirill  è arrivato a Chişinău, dove è stato accolto dal metropolita di Chişinău e di tutta la Moldavia Vladimir, dall’ambasciatore russo in Moldavia F. Moukhametshin, e dal clero della Chiesa Ortodossa di Moldova.
Il Primate della Chiesa russa ha preso parte alla solenne celebrazione per il 200° anniversario della metropolia di Chişinău e Moldavia, che si è tenuta presso il Palazzo Nazionale intitolato a N. Sulak.
Sua Santità il Patriarca Kirill ha incontrato il Presidente della Repubblica della Moldova Nicolae Timofti. Il Patriarca ha inoltre ricevuto presso la Residenza di Stato a Chişinău il leader del Partito Liberal Democratico della Moldavia V. Filat e si è incontrato con i leader delle iniziative ortodosse moldave.
Lo stesso giorno il Primate ha visitato il monastero della Dormizione di Capriana, vicino a Chişinău.
Dinanzi al monumento al sovrano Stefano III il Grande (Stefan cel Mare), Sua Santità il Patriarca ha deposto una corona di fiori.
L’8 settembre Sua Santità il Patriarca Kirill ha celebrato la Divina Liturgia nella piazza di fronte alla Cattedrale della Natività di Cristo nella capitale moldava.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha incontrato il primo ministro della Repubblica Moldava Yuri Leanca e il presidente del Parlamento Igor Corman. A nome della Repubblica della Moldavia è stato dato un ricevimento in onore di Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill.
Poi il Primate della Chiesa Russa ha visitato la diocesi di Tiraspol. Nella Cattedrale della Natività di Cristo il Patriarca ha fatto una breve preghiera dinanzi all’immagine della Madre di Dio «Soccorso dei peccatori».
Il 9 settembre, Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha visitato il cantiere del monastero della Presentazione del Signore a Tiraspol, dove ha benedetto le croci che saranno installate sulla cupola della cattedrale del monastero, e le icone della Madre di Dio.
Sulla piazza Suvorov a Tiraspol, Sua Santità il Patriarca Kirill ha incontrato i residenti della Transnistria. È stato tenuto un moleben, dopo di che il Primate ha incontrato gli abitanti della regione. Alla riunione ha partecipato il Presidente della Transnistria E.V. Shevchuk.
Il Patriarca ha anche visitato il monastero dell’Ascensione di Novo-Neamt, nel villaggio di Kitskany, nei pressi di Tiraspol, e la cattedrale di Sant’Alexander Nevskij nella città di Bender.
Al suo ritorno a Chişinău, nell’aeroporto della capitale moldava Sua Santità il Patriarca Kirill ha parlato con la stampa, e poi è partito per Mosca. Sua Santità era accompagnato dal metropolita di Chişinău e di tutta la Moldavia Vladimir, dai vescovi e dal clero della Chiesa ortodossa della Moldavia, dall’ambasciatore russo in Moldavia F.Moukhametshin.

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  La decapitazione del santo profeta e precursore Giovanni il Battista
Omelia per il giorno della decapitazione del Precursore (2005)
 
Nel nome del Padre e del Figlio e del santo Spirito.
Perché la Chiesa offre una tale venerazione a San Giovanni Battista, fissando perfino un giorno di stretto digiuno in suo onore? Ecco dieci ragioni:
1. Il nostro Signore stesso disse che San Giovanni era il più grande profeta ‘tra i nati di donna’ (Luca 7, 28). Alcuni si stupiscono udendo queste parole. Chiedono: non è Cristo stesso il più grande tra i nati di donna? Ma Cristo non nacque da una donna in modo naturale (cioè, da una donna sposata), nacque da una vergine. Perciò, in obbedienza alle parole del nostro Signore, che chiama San Giovanni il più grande tra i nati di donna, la Chiesa gli rende il dovuto onore. Di fatto, non ci sono meno di sei feste di San Giovanni nell’anno della Chiesa. La prima è la sua Concezione il 23 Settembre. Poi c’è la sua principale commemorazione il 7 gennaio, il giorno dopo la festa del Battesimo di Cristo. Poi c’è il secondo ritrovamento del suo capo il 24 febbraio. La sua festa successiva è il terzo ritrovamento del suo capo il 25 maggio. Il quinto è la sua Nascita, o Natività, il 24 giugno, e infine la festa di oggi, ultima nell’anno della Chiesa, la sua Decapitazione il 29 agosto.
2. I genitori di San Giovanni erano a buon diritto persone grandi e sante, e il loro figlio fu un dono in risposta alla loro preghiera, esaudita nella loro pia vecchiaia. Suo padre era San Zaccaria, profeta, sacerdote e martire. Sua madre, Santa Elisabetta, era sorella di Sant’Anna, madre della Madre di Dio. Questa correlazione tra la Madre di Dio e il suo parente, San Giovanni, è espressa nell’icona che sta sopra le porte sante in molte chiese ortodosse. L’icona mostra Cristo al centro, la Madre di Dio alla sua destra e San Giovanni il Battista alla sua sinistra. Quest’icona è chiamata la Deisis (supplica), e significa che la nostra salvezza è correlata non solo al nostro Salvatore, ma anche alla sua santa Madre e a San Giovanni.
3. Per questa ragione San Giovanni ha il titolo speciale di ‘Precursore’, in greco ‘Prodromos’, che è anche un nome di battesimo comune tra i greci. San Giovanni è il solo che vanta il nome di Precursore di Cristo, perciò è il pioniere della nostra Fede. Come possiamo pertanto mancare di rendergli un onore speciale?
4. Al santo Precursore è anche dato il titolo di ‘Profeta’. Di fatto si può dire che sia stato l’ultimo profeta dell’Antico Testamento. Come potete ricordare, gli ultimi diciassette libri dell’Antico Testamento sono i Libri Profetici, da Sant’Isaia a San Malachia. In questo modo, possiamo anche dire che San Giovanni è il primo profeta del Nuovo Testamento. Così, San Giovanni può essere considerato un cardine, che unisce l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento. Notiamo anche che non solo San Giovanni il Battista è il primo profeta del Nuovo Testamento, ma anche che l’ultimo profeta del Nuovo Testamento si chiama Giovanni. Si tratta di San Giovanni il Teologo, che ha scritto l’ultimo libro del Nuovo Testamento nonché il suo unico libro profetico, il libro dell’Apocalisse.
5. San Giovanni il Battista, primo profeta del Nuovo Testamento, è stato anche il primo martire nel tempo della predicazione pubblica di Cristo, circa tre anni prima del Santo Arcidiacono Stefano, che fu il primo martire dopo l’Ascensione di Cristo.
6. Si può anche dire che San Giovanni il Battista è stato il primo monaco, èd è per questo che è il santo patrono dei monaci e della vita monastica. Questo è il significato del primo vangelo che leggiamo oggi, nel quale il nostro Signore dice al giovane che desidera seguirlo, prima di tutto di obbedire ai comandamenti e poi di donare tutte le sue ricchezze. Questo è il modo in cui Sant’Antonio il Grande decise di andare nel deserto, udendo questo stesso Vangelo, che imita così tanto San Giovanni il Battista.
Ricordiamo l’importanza della vita monastica per la Chiesa Ortodossa. Il monachesimo è il barometro della Chiesa. Quando la vita monastica fiorisce, così fiorisce tutta la Chiesa. Quando la vita monastica è debole, allora tutta la Chiesa è debole. E San Giovanni è a capo della vita monastica.
7. Il primo passo verso la vita monastica, e invero verso la vita cristiana in generale, è la conversione. E questa è la prima parola di San Giovanni. Per questo è grande, perché predica la conversione. La conversione è la lettera A dell’alfabeto cristiano ortodosso, è il marchio della verità, il marchio della sobrietà, l’assenza di esaltazione, il senso della realtà. Così, i primi discepoli di San Giovanni, Andrea e Pietro, furono anche i primi discepoli di Cristo. E non dovremmo dimenticare che San Giovanni ha predicato la conversione non solo sulla terra, ma anche nell’ade. Dopo la sua decapitazione, San Giovanni scese agli inferi, dove tutta l’umanità defunta era tenuta prigioniera, e qui predicò a tutte le generazioni, da Adamo ed Eva in poi, dell’imminente venuta di Cristo, in meno di tre anni.
8. Il primo passo nella vita monastica è l’obbedienza. Questa obbedienza si può vedere nella preghiera e nel digiuno di San Giovanni. Egli pregava nel deserto e mangiava miele e locuste, vestito di pelo di cammello. Gli angeli lo servivano. Così, nella Chiesa egli è chiamato ‘uomo celeste e angelo terreno’. La sua obbedienza si può vedere nella sua accettazione di battezzare il Figlio di Dio, il cui legacci dei sandali egli, stando alle sue stesse parole, era indegno perfino di sciogliere.
9. Il secondo passo nella vita monastica è la povertà, non solo in termini di non avere denaro, ma anche di non avere potere. San Giovanni denunciò senza paura gli abusi di potere, quando questo era usato per fare del male. Questo è il significato del secondo vangelo di oggi, il vangelo per la festa di San Giovanni. Questo vangelo ci racconta come San Giovanni aveva denunciato Erode Antipa, figlio di quell’Erode che aveva massacrato i Santi Innocenti quasi trent’anni prima a  Betlemme, che al tempo della predicazione di San Giovanni era il sovrano della Galilea.
10. Infine, San Giovanni fu grande perché fu l’araldo del terzo passo nella vita monastica, quello della castità. San Giovanni denunciò i peccati di sensualità di Erode Antipa, e denunciò il primato del corpo sullo spirito. Erode aveva dapprima sposato la figlia di un principe arabo, chiamato Areta, quindi si era preso per amante la propria cognata, Erodiade. Da lei ebbe una figlia, Salome. E quindi Erode ebbe una relazione incestuosa con questa figlia, avuta dalla sua amante. Come risultato della denuncia dell’iniquità di Erode e di Erodiade fatta da San Giovanni, egli fu decapitato, e il suo capo portato a Erodiade su un vassoio. Ecco perché gli ortodossi chiedono sempre le preghiere di San Giovanni Battista nei casi di tumori cerebrali, emicranie e mali di testa.
Come abbiamo sentito, fu alla sua festa di compleanno che Erode, eccitato dalla danza di sua figlia, acconsentì alla richiesta di sua moglie di decapitare San Giovanni. Questa è una ragione per cui noi ortodossi non diamo molta importanza ai nostri compleanni, ma piuttosto al giorno dei nostri santi patroni. Questo episodio con Erode è infatti il solo caso nel Nuovo Testamento in cui udiamo di una festa di compleanno, e questa fece commettere un grande crimine.
La punizione di Erode fu terribile. Dapprima, il suo regno fu invaso dal principe arabo Areta, che fu fin troppo diligente a vendicare l’onore di sua figlia. Quindi Erode fu esiliato con tutta la sua famiglia dai romani infuriati. Esiliati da loro a Lerida in Spagna, fu qui in un terribile inverno che sua figlia Salome cadde in un’apertura nel ghiaccio mentre passava sopra a un fiume gelato. Mentre affondava nel fiume, il ghiaccio si strinse attorno al suo collo. Nello sforzo di liberarsi, mosse le gambe come per danzare. In quel momento, tuttavia, le sporgenze affilate del ghiaccio le tagliarono il collo e la decapitarono. Il suo corpo peccatore e impenitente scomparve per sempre sotto il ghiaccio. I testimoni oculari videro il suo capo sul ghiaccio, lo raccolsero e lo portarono a Erode – su un vassoio. Quanto a Erode ed Erodiade, scomparvero anch’essi, precipitando in un crepaccio che si aprì nel corso di un terremoto a Lerida. Così, essi scomparvero dalla storia, senza obbedire al richiamo di conversione di San Giovanni, inghiottiti dai fuochi sotterranei. Ma quanto a San Giovanni che chiamò e che ancora chiama alla conversione – il suo nome vive per sempre.
Santo Precursore, Profeta e Battista Giovanni, prega Dio per noi!
Padre Andrew Phillips
Festa della decapitazione del Precursore (domenica 29 agosto / 11 settembre 2005) 

martedì 10 settembre 2013

Dal sito: http://fosilaron.tumblr.com/

Cosa deve fare un cristiano ortodosso quando non c’è una chiesa vicina?





*Il seguente articolo è una traduzione e un adattamento di un articolo di Padre John Witherford.



Cosa deve fare un cristiano ortodosso quando non c’è una chiesa vicina? Questa è una domanda frequente che si pongono gli ortodossi che vivono in occidente o in contesti di minoranza. Ogni tanto qualcuno avanza l’ipotesi che in assenza o nell’impossibilità di partecipare alla Divina Liturgia ci si può legittimamente recare in una chiesa di un’altra denominazione cristiana per assistere alla liturgia o al culto. I santi canoni della Chiesa sono molto chiari in questo caso e proibiscono
di frequentare altri edifici di culto per pregare con cristiani non ortodossi o scismatici.
Il Canone LXV degli Apostoli dice: "Se alcuni sacerdoti o laici, entrano in una sinagoga degli ebrei, o degli eretici, a pregare, che siano deposti e scomunicato".
Ancora il Canone IX di Laodicea dice: “Ai membri della Chiesa non è consentito incontrarsi nei cimiteri, né frequentare i cosiddetti martyries degli eretici, per la preghiera o il culto. Se ciò si verifica essi devono essere scomunicati per un certo tempo. Solo se essi si pentono e riconoscono il loro errore possono essere accolti nuovamente”.
Infine il Canone XXXIII di Laodicea: "Non bisogna unirsi in preghiera con gli eretici o gli scismatici".
Questi canoni hanno autorità ecumenica, essendo stati approvati dal sesto e dal settimo Concilio Ecumenico.
Cattolici e Protestanti sono spesso ottime persone, accoglienti ed ospitali; alcuni animati da sincero affetto ci invitano alle loro liturgie. Questo accade perché spesso sia cattolici che protestanti ignorano gran parte delle nostre regole e sono convinti che non ci siano differenze sostanziali tra la loro e la nostra confessione di fede.
E’ bene quindi declinare cortesemente l’invito e se è possibile spiegare le nostre ragioni.
Non è consentito nemmeno partecipare alle liturgie dei cosiddetti “cattolici di rito bizantino”. Anche se esteriormente tutto sembra uguale (paramenti, lingua, rito) in realtà essi non sono in comunione con la Chiesa ortodossa.
Il medesimo discorso vale per i luoghi di culto di ortodossi scismatici e non canonici. Per ogni dubbio però è bene rivolgersi ad un prete.
A tal proposito bisogna ricordare la vicenda della santa neo martire russa Lidia. Ella visse durante il periodo della cosiddetta “Chiesa vivente”, uno scisma modernista orchestrato dai bolscevichi, che divenne in Russia l’unica chiesa “ufficiale” riconosciuta dal governo sovietico. Il padre di santa Lidia si unì alla Chiesa vivente, non per convinzione, ma per paura delle persecuzioni. Santa Lidia invece preferì non frequentare le funzioni della “Chiesa vivente” e così, non potendo assistere con regolarità alle liturgie clandestine della Chiesa ortodossa, spesso rimaneva a casa a pregare.
Su tutto però è bene ricordare l’insegnamento di san Cirillo di Gerusalemme:
Il nome di chiesa si addice a cose diverse, come della moltitudine nel teatro degli efesini è scritto: “Dopo aver detto ciò sciolse l’adunanza”. Giustamente qualcuno potrebbe chiamare, e con fondamento, chiesa dei malvagi le adunanze degli eretici. Mi riferisco ai marcioniti, manichei ed altri. Perciò ti è data saldamente la fede “nell’una santa Chiesa cattolica” perché, fuggendo le riunioni degli abominevoli, tu aderisca in tutto alla santa Chiesa cattolica, nella quale sei rinato.
Se poi passi per le città non chiedere semplicemente dov’è il “curiacon” (casa del Signore). Anche le eresie degli empi pretendono di chiamare “curiaca” le loro spelonche. Né dove si trova la chiesa, ma dove è la Chiesa cattolica. Questo è proprio il nome di quella santa e madre di noi tutti. Essa è la sposa di nostro Signore Gesù Cristo, unigenito figlio di Dio. È scritto infatti: “Come Cristo amò la Chiesa e si è sacrificato per essa” e il resto che segue. Essa è figura ed imitazione di quella in alto, Gerusalemme, che è libera e madre di tutti noi. Prima era sterile ed ora è di molta prole. (Le catechesi ai misteri, XVIII,26)
Fatte queste doverose precisazioni cosa dovrebbe fare un cristiano ortodosso se non ci sono Chiese ortodosse nel suo territorio?
Prima di tutto, è bene individuare la parrocchia più vicina, per raggiungerla quando è possibile, magari una volta al mese. Su internet è molto facile trovare gli indirizzi. Per quanto riguarda l’Italia segnaliamo le liste delle Parrocchie del Patriarcato Ecumenico e del suo Esarcato russo, del Patriarcato di Mosca e del Patriarcato di Romania che sono le giurisdizioni più diffuse sul territorio nazionale.
Quando non è possibile raggiungere la parrocchia più vicina, allora è bene pregare a casa poiché ogni casa ortodossa è una piccola chiesa.
In questo caso la Domenica si può celebrare L’Officio dei Salmi Tipici, in greco Typikà, in slavonico Izobrazìtel’nye, è anche detto “Officio del pranzo” (in slavonico e in romeno Obèdnitsa).
Questo officio corrisponde a grandi linee alla “Liturgia della Parola” del rito romano, il nome “Salmi Tipici” è riferito ai Salmi 102 e 145, comunemente usati come prime antifone nella Liturgia. L’officio comunque copre ben di più delle antifone, e può essere integrato dalle letture dell’Apostolo e del Vangelo che si leggerebbero in quel giorno alla Liturgia.
Con la benedizione del vescovo è possibile celebrare anche con altri cristiani ortodossi l’officio dei Tipici. E’ importante, in questi casi, che la celebrazione sia guidata da un lettore o da un laico adeguatamente preparato. Non di rado da queste piccole assemblee domestiche può nascere una nuova parrocchia ortodossa.
Molti cristiani ortodossi credono di essere incapaci di pregare senza un sacerdote, ma al netto dei sacramenti, ogni cristiano ortodosso può, e nel nostro caso, dovrebbe, celebrare la domenica e i giorni festivi.
Con tutto ciò che è disponibile gratuitamente su internet oggi, non è difficile per un cristiano ortodosso celebrare alcuni servizi regolari in casa quando non è possibile frequentare una parrocchia. Tutto ciò è particolarmente importante per i bambini: si fornirà a loro un vivido esempio dello sforzo che si dovrebbe mettere per mantenere la fede in un contesto non-ortodosso.

domenica 8 settembre 2013

http://www.ortodossiatorino.net

   Ma'lula: un'altra radice cristiana in pericolo 
 
 
I rapporti delle ultime ore dalla Siria parlano della caduta della cittadina di Ma'lula in mano alle forze ribelli. Perché questa cittadina di poche migliaia di abitanti nelle montagne a nord-ovest di Damasco è importante in questi giorni di conflitto, e perché è importante per tutti noi? Vediamo alcune ragioni:
1) Ma'lula è un centro di forte presenza cristiana, con ben due monasteri, uno greco-cattolico melchita (dedicato ai santi Sergio e Bacco) e uno ortodosso antiocheno (dedicato a santa Tecla), oltre alle rovine di numerosi monasteri, chiese e santuari.
   
i monasteri di san Sergio e di santa Tecla
2) Ma'lula è uno dei tre villaggi dove si parla ancora l'aramaico occidentale, che se non è precisamente lo stesso dialetto che parlava Gesù, è comunque nel mondo la lingua più vicina alle parole del Salvatore.
3) Ma'lula è un esempio di convivenza millenaria tra cristiani e musulmani. Un fatto interessante: a causa delle radici aramaiche della zona, gli stessi musulmani non sono arabizzati, e si considerano etnicamente siriaci.
4) In una delle prese di posizione più forti contro gli attacchi terroristici, Aleksandr Lukashevich, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha richiesto venerdì 6 settembre che si faccia ogni sforzo possibile per prevenire la violenza contro gli abitanti di Ma'lula e la distruzione dei suoi luoghi santi cristiani. Notiamo una sua espressione: "Особую ответственность за это несут те силы в регионе и за его пределами, которые вольно или невольно поощряют террористов" ("Una particolare responsabilità per questa [minaccia] ricade sulle forze, sia nella regione che al di fuori dei suoi confini, che, consapevolmente o inconsapevolmente, incoraggiano i terroristi"). Chi siano le "forze al di fuori dei confini" non è specificato, ma crediamo che non occorra molto per indovinarlo.
I resoconti della "liberazione" di Ma'lula ripetono gli schemi già visti a Homs, Aleppo e altri luoghi abitati da cristiani: assalti a case cristiane ed esecuzione di almeno tre civili, una chiesa bruciata e un'altra saccheggiata, diversi abitanti cristani minacciati di decapitazione se non si convertono all'islam, fuga di molti dei residenti... Sono racconti ancora parziali e di seconda mano, ma ripetono modelli già noti. C'è solo da sperare che queste notizie portino a un risveglio delle coscienze, e a fare tutto il possibile (come richiedono la Russia e la più elementare dignità umana), perché queste atrocità siano fermate.

Dal sito del Confratello P. Ambrogio di Torino: http://www.ortodossiatorino.net

Gli orientalisti avvertono: la Siria è un grande museo, indifeso contro le bombe
 
 
Damasco. Foto: ru.wikipedia.org

In caso di aggressione militare da parte degli USA contro la Siria , non solo inevitabilmente vi soffrirà la popolazione, ma anche grandi tesori culturali: "un gran numero di monumenti - architettonici, letterari e artistici". Questo parere è stato espresso a ITAR-TASS da Boris Dolgov, un ricercatore anziano del Centro di ricerca araba e islamica dell'Istituto di Studi Orientali presso l'Accademia Russa delle Scienze.
"La Siria è un museo a cielo aperto", ha sottolineato Dolgov, "un museo non solo della civiltà araba, ma anche delle civiltà greco-romana e ottomana".
L'esperto ha fatto notare che il popolo siriano considera la propria capitale, Damasco, come la più antica città del mondo, antica di più di 5000 anni. "Secondo le fonti storiche, Damasco ha in realtà più di 3000 anni ed è sicuramente una delle più antiche città del mondo", ha specificato lo studioso. "Damasco è di per sé un monumento architettonico, storico e archeologico. Tutta la vecchia Damasco è una città-museo" .
Come ha dichiarato Boris Dolgov, le più antiche chiese cristiane del Medio Oriente sono a Damasco. "Ci sono lì chiese associate alle opere dell'apostolo Paolo, che si intrecciano con leggende bibliche. C'è la strada lungo la quale camminavano gli apostoli - la "strada diritta". Si tratta di una parte del patrimonio di tutta l'umanità", ha sottolineato il ricercatore.
Tra i monumenti islamici di Damasco ha dato particolare attenzione alla Moschea degli Omayyadi, che custodisce la tomba di Saladino. Secondo una versione storica, nella stessa moschea è conservato il capo di San Giovanni Battista. "E, secondo la tradizione (musulmana), la seconda venuta di Cristo avverrà in uno dei suoi minareti", ha osservato Dolgov. "Il Monte Qasioun si trova vicino a Damasco, e ha posti associati ai nomi di Caino e Abele, la tomba di Abele". Egli ha anche notato che ci sono molte città-museo, in Siria: Aleppo, dove si trovano monasteri e castelli del periodo delle Crociate, così come Homs, Hamah e Latakia.
"E ora vediamo un chiaro intento di aggressione militare contro la Siria. Oltre alle vittime umane, sono inevitabili altre distruzioni", ha sottolineato Dolgov. "Questo è già successo in Iraq, dove l'aggressione militare ha provocato la distruzione di un gran numero di monumenti. Oltre ai bombardamenti ci sono stati grandi molti casi di vandalismo e saccheggio. le stesse cose attendono la Siria. E' assolutamente giusto che la comunità internazionale cerchi di fermare quest'aggressione a tutti i costi. Occorre fare tutto ciò che può essere fatto in modo per prevenire gli attacchi missilistici e l'intervento militare".

Dal sito: http://www.ortodoxia.it

NON GIUDICARE


A Monte Athos, un po’ di tempo fà, c’ era un monaco che viveva a Karyes. Beveva tutti i giorni ed era continuamente ubriaco e il suo ubriacare era causa di scandalo per i pellegrini.
Un giorno è morto e alcuni fedeli, visibilmente sollevati, sono andati da padre Paisios e gli hanno annunciato, con grande gioia, che finalmente era risolto questo problema enorme.
Padre Paisios gli ha risposto che aveva saputo della morte del monaco, perché aveva visto un intero battaglione di angeli che erano scesi per ricevere la sua'anima.
I pellegrini erano stupiti, alcuni hanno protestato e altri hanno tentato di spiegare al padre per chi esattamente parlavano, pensando che lo gheron non aveva compreso bene per quale monaco parlavano.
Padre Paisios disse loro: "Il monaco in questione è nato in Asia Minore, poco prima della distruzione, quando i turchi riunivano e rapivano tutti i ragazzi maschi e per non essere preso i suoi genitori, lo portavano sempre con loro nei campi e lo nascondevano, inoltre per non piangere mettevano nel late un po’ di grappa, così dormiva.
Per questo motivo quando è cresciuto diventò un alcolista.
Anni dopo dissuaso da diversi medici dal fare una famiglia, visto il suo stato, decise di diventare monaco e per questo motivo venne a Monte Athos. Lì trovò un anziano padre e gli ha confessato che era un alcolizzato. il padre gli ha raccomandato di fare prostrazioni e di pregare tutte le notti e di chiedere alla Vergine Maria di aiutarlo a ridurre ogni anno di uno i bicchieri che beveva.
Dopo un anno è riuscito con la lotta spirituale e il pentimento a ridurre i 20 bicchieri che beveva in 19 bicchieri. Il combattimento spirituale continuò in tutti questi anni riuscendo a ridurre i bicchieri, alla fine, in 2 o 3 al giorno, ma era ancora sempre ubriaco ".
La gente vedeva per anni un monaco alcolizzato che scandalizzava i pellegrini, Dio vide un combattente, un lottatore che aveva compiuto una grande lotta per ridurre la sua passione.
Senza conoscere il perché ogni uno di noi cerca di fare una cosa, con quale diritto ci mettiamo a giudicare il suo sforzo?

 

giovedì 5 settembre 2013



  Chiesa Ortodossa 

 Patriarcato di Mosca

Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo
 P.zza Vittorio Em. II 

Castrovillari (cs)

 
CELEBRAZIONI DEL MESE DI SETTEMBRE 2013

OGNI SABATO
Vespro (Vecernie): ore 18.00

OGNI DOMENICA
Divina Liturgia: ore 09.00 


10 settembre 2013
Vigilia della Decollazione del Santo Profeta, precursore e battista Giovanni
Vespro: ore 18

13 settembre 2013 Vigilia
Vigilia indizione del nuovo anno ecclesiastico
Vespro: ore 18.00

20 settembre 2013
Vigilia della Nascita della Tuttasanta Signora Nostra la Genitrice di Dio e Semprevergine Maria
Vespro:  ore 18.00

21 settembre 2013
Nascita della Tuttasanta Signora Nostra la Genitrice di Dio e Sempre vergine Maria
Molieben: ore 18.00

26 settembre 2013
Vigilia della Esaltazione della Santissima e Vivifica Croce del Signore Nostro Gesù Cristo
Vespro: ore 18.00

27 settembre 2013
Esaltazione della Santissima e Vivifica Croce del Signore Nostro gesù Cristo
Molieben: ore 18.00


                   

Dal sito: https://mospat.ru

 Riunione del Consiglio Ecclesiastico Supremo

Si è tenuta il 4 settembre 2013 nella sala del Consiglio presso la cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca la riunione ordinaria del Consiglio Ecclesiastico Supremo della Chiesa ortodossa russa, presieduta dal Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill.
Aprendo la riunione, Sua Santità ha presentato ai partecipanti l’ordine del giorno: «Do il benvenuto a  tutti i membri del Consiglio Supremo. La nostra riunione ordinaria di oggi, che, forse, dal punto di vista dell’informazione non è molto interessante, nei termini della vita ecclesiale è molto importante. Dobbiamo considerare attentamente le modalità di attuazione delle risoluzioni del Consiglio dei Vescovi, del Consiglio Supremo della Chiesa, vedere a che punto siamo col nostro lavoro, quali sono i problemi che dobbiamo affrontare, che sono all’ordine del giorno, e quali problemi non possiamo risolvere.
Credo che questa parte del nostro lavoro sia molto importante. Naturalmente, è importante che i pensieri e le idee diventino azioni concrete. Ma se ci sono solo le idee e poi non vi è alcun meccanismo per la loro attuazione, tali idee non portano alcun vantaggio. Una delle aree più importanti del nostro lavoro di oggi è quella di realizzare tutto ciò che è stato stabilito dal Consiglio dei Vescovi, tutto ciò che è stato deciso dal Santo Sinodo, dal Consiglio Supremo della Chiesa; valutare la realizzazione di questo lavoro è, a mio avviso, una priorità. Oggi gran parte dell’incontro sarà dedicato a questo.
Inoltre, vorrei dire che, come sapete, è in corso la riforma della formazione teologica e in generale dell’istruzione nella Chiesa ortodossa russa, e oggi dovremo esaminare un documento importante relativo agli stages di pratica per i nostri studenti. Noi abbiamo programmi di studio della teologia per preparare i sacerdoti. Ma nelle nostre scuole sono omai in fase di sviluppo altre specializzazioni, in conformità con le decisioni del Consiglio dei Vescovi. Esse riguardano il lavoro sociale, giovanile, catechetico, educativo e missionario. Per coloro che scelgono queste specializzazioni come campo della propria attività, è stato preparato un documento che prenderemo in considerazione oggi.
Credo che l’introduzione di periodi di formazione pratica per coloro che conseguono queste nuove specializzazioni dell’istruzione superiore nella Chiesa ortodossa russa, sia una cosa molto importante. Come sempre vorrei incoraggiare tutti a lavorare attivamente e con queste parole diamo inizio al nostro incontro».
Il Consiglio Ecclesiastico Supremo, presieduto da Sua Santità il Patriarca, comprende:

• Il cancelliere del Patriarcato di Mosca, metropolita Varsonofij di Saransk e Mordovia;
• Il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk;
• Il presidente del Comitato di redazione della Chiesa Ortodossa Russa, metropolita Kliment di Kaluga e Borovsk;
• Il presidente del Dipartimento sinodale missionario, metropolita Ioann di Belgorod e Stary Oskol;
• Il presidente del Dipartimento per l’istruzione religiosa e la catechesi della Chiesa Ortodossa Russa, metropolita Merkurij di Rostov e Novocherkassk;
• Il presidente del Comitato sinodale per la cooperazione con i cosacchi, metropolita Kirill di Stavropol e Nevinnomyssk;
• Il presidente del Comitato sinodale per l’istruzione, arcivescovo Evgenij di Verey ;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per i monasteri e il monachesimo, arcivescovo Feognost di Sergiev Posad;
• Il capo dell’Ufficio per le istituzioni estere del Patriarcato di Mosca, arcivescovo Mark di Yegoryevsk;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per il ministero carcerario, vescovo Irinarkh di Krasnogorsk;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per la pastorale giovanile, vescovo Ignatij di Bronnitsy;
• Il capo della Segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca, vescovo Sergij di Solnechnogorsk;
• Il presidente della gestione finanziaria ed economica del Patriarcato di Mosca, vescovo Tikhon di Podolsk;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per la carità della Chiesa e il servizio sociale, vescovo Panteleimon di Smolensk e Vyazma;
• Il segretario esecutivo del Consiglio Patriarcale per la cultura, archimandrita Tikhon (Shevkunov);
• Il presidente del Dipartimento sinodale per le relazioni con le forze armate e le forze dell’ordine, arciprete Dimitrij Smirnov;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per la Chiesa e la società, arciprete Vsevolod Chaplin;
• Il presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione Vladimir Legoida.

Sono stati inoltre invitati a partecipare alla riunione l’archimandrita Sava (Tutunov), vicecancelliere del Patriarcato di Mosca, l’arciprete Maksim Kozlov, primo vicepresidente del Comitato per l’istruzione della Chiesa ortodossa russa, madre Ksenia (Chernega), capo del servizio giuridico del Patriarcato di Mosca.
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Secondo il regolamento, il Consiglio Ecclesiastico Supremo è l’organo esecutivo della Chiesa Ortodossa Russa, che interagisce con il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ e il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa.
Il Consiglio Ecclesiastico Supremo esamina questioni di formazione teologica, di istruzione, missioni, servizio sociale della Chiesa, attività di informazione delle suddivisioni canoniche della Chiesa Ortodossa Russa e dei media della Chiesa, questioni concernenti i rapporti tra Chiesa e Stato, con la società, con le Chiese Ortodosse Locali, con le confessioni non-ortodosse e le religioni non cristiane, con l’amministrazione finanziaria ed economica della Chiesa e altre questioni.

http://www.ortodossiatorino.net - Devastazione di chiese in Egitto

Le chiese cristiane in Egitto sotto il peggior attacco da anni            

 
 
L'interno di una chiesa cristiana copta bruciata e distrutta nella provincia di Minya, in Egitto. Cinquanta luoghi di culto sono stati saccheggiati e incendiati in soli tre giorni in seguito alla dispersione dei campi dei Fratelli musulmani.
 
Una chiesa cristiana copta bruciata e distrutta. Un totale di 30 chiese copte ortodosse, 14 chiese e monasteri cattolici, e sei case di preghiera protestanti sono state bruciate.
 
Interno di una chiesa copta devastata nella provincia di Minya. Circa 160 edifici di proprietà dei cristiani sono pure stati attaccati.
 
Il sacerdote di una chiesa cristiana copta bruciata e distrutta nella provincia di Minya, in Egitto.
 
Gli abitanti del posto dicono che questa chiesa è stata attaccata dai sostenitori del presidente deposto Mohamed Morsi. In maggior parte gli aggressori erano giovani che cantavano slogan anti-cristiani, hanno detto i residenti nelle vicinanze.
 
La chiesa di Amir Tadros nella provincia di Minya è stata presa d'assalto e data alle fiamme il 14 agosto.
 
Le chiese nella provincia di Minya hanno dovuto annullare la messa della domenica per la prima volta in 1600 anni.
 
Gli aggressori hanno preso di mira anche tre società religiose, tre librerie principali appartenenti alla Società Biblica, tre scuole cristiane, e un orfanotrofio.
 
I leader copti accusano degli attacchi la Fratellanza musulmana, aggiungendo che un tale attacco violento contro i cristiani non è mai accaduto prima in Egitto.