lunedì 23 febbraio 2009

VISITA PASTORALE DI S.Em. Mons. INNOKENTI

A Castrovillari abbiamo trovato un nutrito gruppo di fedeli, che ci hanno aspettato con ansia e che, dopo una breve preghiera, hanno conversato fraternamente con l'Arcivescovo. Anche l'Arcivescovo è rimasto contento per l'accoglienza ricevuta. I problemi ci sono, inutile negarlo, ma con la preghiera e con l'aiuto del Signore, si potranno sicuramente superare. Dopo l'incontro con i fedeli ci siamo recati ad Acquaformosa, dove siamo stati ricevuti dal Sindaco Giovanni Manoccio, qui Mons. Innokenti ha visitato la nostra cappella. La visita pastorale alle ore 18.00 circa è terminata, con l'augurio di rivederci questa estate. La prima visita pastorale alla nostra parroccchia finisce qui; l'Arcivescovo era accompagnato dall'igumeno ieromonaco Filipp. Signore grazie per averci portato il nostro Pastore.



Con qualche minuto di ritardo, causato dai soliti ed ormai atavici problemi della nostra autostrada della Sa-Rc, ci siamo recati presso l'episcopio della diocesi di Cassano Jonio, dove il nostro Arcivescovo è stato ricevuto fraternamente, da S. Ecc. Mons. Vincenzo Bertolone. L'incontro si è svolto cordialmente e sono state toccate molte problematiche tra le due confessioni. Al termine dell'incontro il nostro Arcivescovo ha donato a Mons. Bertolone il libro dedicato ai lavori di restauro effettuati nella cattedrale del Patriarcato di Mosca a Parigi.

domenica 22 febbraio 2009

Passeggiata in montagna con Padre Giovanni.

Acquaformosa più da vicino, per me Më i bukuri katund nëdë jetët!

Il busto del nostro eroe: G. K. Skanderbeg nella piazza principale del paese.

Acquaformosa in lontananza, si vede poco, ma ingrandendo l'immagine è più visibile; inoltre si può ammirare il paesaggio che spazia oltre l'orizzonte: affascinante!!!

Il Monte Pollino innevato e davanti a noi, in piccolo, il paese di Saracena.


Questi siamo noi che incuranti del freddo, siamo scesi dall'auto per immortalare la nostra passeggiata in montagna.










Una giornata stupenda, fredda al punto giusto, ma con un sole ineguagliabile. La montagna poi è indescrivibile, sola, taciturna, invitante, che ti sussurra vieni, l'esichia è a portata di mano. E poi la neve: stupenda e immacolata.






Anche se la 4x4 saliva , abbiamo avuto un poco di paura, perchè c'era uno strato di ghiaccio e non si sa mai. Quindi abbiamo preferito ritornare sui nostri passi.



sabato 21 febbraio 2009

Bellezze di Acquaformosa

Il Santuario della Madonna del Monte, 1426 m.slm, ristrutturato e messo a nuovo per la gioia di un intero popolo, che non è solo quello di Acquaformosa, ma di tutto il circondario ed oltre. Come sempre vi invitiamo la prima e l'ultima domenica di luglio, noi ci saremo .......e speriamo vivamente che anche voi possiate fare una capatina.

Eterna Memoria

COMUNICATO DELLA CHIESA ORTODOSSA IN ITALIA

S.E. Rev.ma mons. Antonio De Rosso, Arcivescovo di Ravenna e L’Aquila e Metropolita d’Italia, intorno alle 10 del mattino di venerdì 20 febbraio 2009, è tornato alla casa del Padre per svegliarsi nella vita eterna, con la promessa della Resurrezione. Il nostro amatissimo Metropolita, ammalato da tempo, è morto a causa di un arresto cardiaco. Aveva compiuto sessantotto anni lo scorso 8 febbraio. Le solenni esequie saranno celebrate dall’Arcivescovo di Firenze, S.E. Rev.ma mons. Basilio Grillo Miceli, ed avranno luogo domenica 22 febbraio alle 15,30 presso la Concattedrale “Ss. Madre di Dio” in Aprilia, in località Campo di Carne. A partire da sabato 21, fino al momento dei funerali, il corpo del Metropolita Antonio sarà esposto presso il “Monastero Arcivescovile S. Antonio Abate”. Invitiamo tutti i fedeli a pregare per l’anima del nostro indimenticabile Pastore.

Eterna memoria!!

giovedì 19 febbraio 2009

22 FEBBRAIO 2009 - DOMENICA DEL GIUDIZIO UNIVERSALE (Domenica Di carnevale)


Le antifone sono quelle di ogni giorno:

1) Lettore: Agathòn to exomologhìsthe to Kirìo,
ke psàllin to onòmatì su, Ìpsiste.

Coro: Tes presvìes tis Theotòku, Sòter, sòson
imàs.

2) Lettore: O Kìrios evasìlefsen, efprèpian
enedhìsato, enedhìsato
o Kìrios dhìnamin ke periezòsato.

Coro: Sòson imàs, Iiè Theù, o anastàs
ek nekròn, psàllondàs si:
Alliluia.

3) Lettore: Dhèfte agalliasòmetha to Kirìo,
alalàxomen to Theò to
Sotìri imòn.

Coro: Evfrenèstho ta urània agalliàstho
ta epìghia, * oti epìise
kràtos * en vrachìoni aftù
* o kìrios; epàtise * to
thanàto ton thànaton; * protòtokos
ton nekròn eghèneto;
• ek kilìas Àdhu errìsato
imàs, * ke parèsche to kòsmo
• * to mèga èleos.

Tropari

Tono III
Evfrenèstho ta urània agalliàstho
ta epìghia, * oti epìise kràtos * en vrachìoni aftù
* o kìrios; epàtise * to thanàto ton thànaton; * protòtokos
ton nekròn eghèneto; ek kilìas Àdhu errìsato
imàs, * ke parèsche to kòsmo * to mèga èleos.

Apolitikia della festa

Quando verrai sulla terra nella gloria, o Signore,
quando tremerà l’universo ed un fiume di fuoco trascinerà
tutti dinanzi al tuo tribunale; quando si apriranno
i libri e saranno rese pubbliche le cose nascoste;
allora, o giustissimo giudice, liberami dal fuoco inestinguibile
e degnami di sedere alla tua destra.


Apostolo (I Cor 8,8-13 - 9,1- 2)

- Mia forza e mio vanto è il Signore, egli
è divenuto la mia salvezza. (Sal. 117,14).
- Il Signore mi ha provato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte. (Sal. 117,18).

Lettura dalla prima epistola di Paolo ai Corinti.

Fratelli, non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se non ne mangiamo,
veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone ne abbiamo un
vantaggio. Badate però che questa libertà non divenga occasione di caduta
per i deboli. Se uno infatti vede te, che hai la scienza, stare a convito in un tempio
di idoli, la coscienza di quest’uomo debole non sarà forse spinta a mangiare
le carni immolate agli idoli? Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole,
un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e ferendo
la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un
cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare
scandalo al mio fratello. Non sono forse libero io? Non sono un apostolo? Non
ho veduto Gesù, Signore nostro? E non siete voi la mia opera nel Signore? Anche
se per gli altri non sono apostolo, per voi almeno lo sono; voi siete il sigillo
del mio apostolato nel Signore.

Alliluia (3 volte).
- Ti ascolti il Signore nel giorno della
prova, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe (Sal. 19,2).
Alliluia (3 volte).
- Salva, o Signore il tuo popolo e benedici
la tua eredità. (Sal. 27, 9).
Alliluia (3 volte).


Vangelo (Mt. 25, 31-46)

Disse Gesù ai suoi discepoli: Quando il figlio dell’uomo verrà nella sua gloria
con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite
davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore
separa le pecore dai capri; e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sua
sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione
del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto
sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi
avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato
e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo
vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a
visitarti? Rispondendo il re dirà loro: In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto
queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi
dirà anche a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno,preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi
avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero
e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere
e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando
mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o malato o in carcere e
non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: Ogni volta che
non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete
fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna.

Kinonikon

Enìte ton Kirion ek ton uranòn;
enite aftòn en tis ipsìstis.
Alliluia

mercoledì 18 febbraio 2009

Visita Pastorale di S. Em. Vladica INNOKENTY alla nostra parrocchia- Programma



Programma visita pastorale Mons. Innokenty -
Lunedi 23 febbraio 2009


1) Incontro presso l’uscita di Firmo dell’autostrada Sa-Rc.
(Sibari-Spezzano Albanese-Firmo-Lungro)

2) Ore 12.00 incontro con S.E. Mons. Vincenzo BERTOLONE presso l’episcopio di Cassano alla Ionio.

3) Pranzo

4) Ore 15.00 Incontro tra l’Arcivescovo Mons. Innokenty ed i fedeli della nostra Parrocchia.

5) Ore 16.30 Incontro ad Acquaformosa tra l’Arcivescovo Mons. Innokenty ed il Sindaco Giovanni MANOCCIO.
Visita alla Cappella di S. Caterina Megalomartire ad Acquaformosa.

6) Partenza per la Puglia (Decano P. Antonio Lotti)

sabato 14 febbraio 2009

16 febbraio 2009 - Presentazione al tempio di Nostro Signore Gesù Cristo


Festa secondo il Calendario Giuliano

Antifone della festa:
1) Lett.: Effonde il mio cuore una soave parola,
canto i miei versi a te.
Coro: Per l’intercessione della Madre di Dio, o Salvatore, salvaci.

2) Lett.: Cingiti la tua spada al fianco, o Fortissimo,
del tuo splendore e della tua maestà.
Coro: O Figlio di Dio, che sei stato portato tra le braccia del giusto Simeone,
salva noi che a te cantiamo. Alliluia
3) Lett.: Ascolta, o figlia, guarda e china il tuo orecchio,
e dimentica la casa di tuo padre.
Coro: (Chere, kecharitomeni …..)
Gioisci, piena di grazia, Madre di Dio e Vergine,
poiché da te spuntò il sole di giustizia.
Cristo Dio nostro, illuminante coloro che giacevano nelle tenebre.
Rallegrati anche tu, giusto Vegliardo,
che hai ricevuto tra le braccia il Redentore
delle anime nostre, che ci dona anche la resurreszione.

Entrata (Isodhikon):
Il Signore ha resa nota la sua salvezza
Al cospetto di tutte le genti.
O Figlio di Dio, che sei stato portato tra le braccia del giusto Simeone,
salva noi che a te cantiamo. Alliluia



Tropari (della festa)
Gioisci, piena di grazia, Madre di Dio e Vergine,
poiché da te spuntò il sole di giustizia.
Cristo Dio nostro, illuminante coloro che giacevano nelle tenebre.
Rallegrati anche tu, giusto Vegliardo,
che hai ricevuto tra le braccia il Redentore
delle anime nostre, che ci dona anche la resurreszione.

Tu che hai santificato con la tua nascita
il seno della Vergine ed hai benedetto come conveniva
le mani di Simeone, sei venuto e hai salvato
anche noi, Cristo Dio. Conserva nella pace il tuo popolo
e rendi forti coloro che ci governano, o solo amico degli uomini.

Apostolo (Ebrei 7,7-17)
Ora, senza dubbio, è l'inferiore che è benedetto dal superiore. Inoltre, qui riscuotono le decime uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive. Anzi si può dire che lo stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua decima in Abramo: egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek.
Or dunque, se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico - sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge - che bisogno c'era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchìsedek, e non invece alla maniera di Aronne? Infatti, mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Questo si dice di chi è appartenuto a un'altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all'altare. È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.
Ciò risulta ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di Melchìsedek, sorge un altro sacerdote, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.


Vangelo (Luca 2,22-40)
Quando venne il tempo della loro purificazione secondo la Legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore; e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombi, come prescrive la Legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele;lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servovada in pace secondo la tua parola;perché i miei occhi han visto la tua salvezza,preparata da te davanti a tutti i popoli,luce per illuminare le gentie gloria del tuo popolo Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima». C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto col marito sette anni dal tempo in cui era ragazza, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.

Megalinarion
Madre di Dio, speranza di tutti i cristiani,
proteggi, difendi, custodisci coloro che sperano in te.
Nella legge, ombra e lettera, noi credenti abbiamo visto la figura:
ogni primogenito maschio sarà consacrato a Dio; perciò noi
magnifichiamo il Verbo primogenito, il Figlio del Padre eterno,
divenuto primogenito della Madre ignara di nozze.

Kinonikon
Prenderò il caluice della salvezza
E invocherò il nome del Signore.
Alliluia




15 FEBBRAIO 2009 - DOMENICA DEL FIGLIO PRODIGO


Le antifone sono quelle di ogni giorno:

1) Agathon ....

2) O Kirios ...

3) Dhefte ......



Tropari


Tono II
Quando Tu, vita immortale, discendesti incontro alla morte,
allora annientasti l’inferno col fulgore della Divinità;
ma allorchè risuscitasti i morti dai luoghi sotterranei,
tutte le potenze sovracelesti esclamarono:
Cristo, Dio nostro, datore di vita, gloria a Te!

Apolitikia della festa
Ho abbandonato stoltamente lo splendore paterno
Ed ho dissipato nei vizi quanto mi avevi dato;
per cui elevo ate la voce del prodigo:
Ho peccato dinanzi a te, Padre misericordioso,
accoglimi pentito e trattami come uno dei tuoi servi.



Apostolo (I Corinti 6,12-20)


"Tutto mi è lecito!". Ma non tutto giova. "Tutto mi è lecito!". Ma io non mi lascerò dominare da nulla. "I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!". Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!


Vangelo (Luca 15,11-32)


Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. ortate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».


Kinonikon


Enìte ton Kirion ek ton uranòn;

enite aftòn en tis ipsìstis.

Alliluia

Il Patriarca Kirill chiede al Papa di proseguire il dialogo ecumenico

Spera in un "fruttuoso sviluppo" dei rapporti tra le rispettive Chiese

MOSCA, venerdì, 13 febbraio 2009 (ZENIT.org).- "Un fruttuoso sviluppo" delle relazioni tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa russa è quanto auspica Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, in un messaggio trasmesso a Benedetto XVI per ringraziarlo degli auguri che il Papa gli ha inviato in occasione della sua elezione.
Nel testo, tradotto da "L'Osservatore Romano", il Patriarca spiega che "tra i molti compiti che si presentano al Primate della Chiesa Ortodossa Russa, una delle priorità è costituita dalla necessità fondamentale di attestare ed affermare i valori del Vangelo di Cristo nella società contemporanea".

Kirill si dice "convinto che a questo debbano contribuire il dialogo e la collaborazione di tutti coloro che si fanno chiamare cristiani", e per questo assicura al Papa che la Chiesa ortodossa russa "resterà immutabilmente aperta alla cooperazione con quanti si dichiarano seguaci del Signore Gesù Cristo e mantengono la visione tradizionale circa i contenuti del messaggio che i cristiani debbono recare al mondo contemporaneo".

"Tra i collaboratori in questo campo, la Chiesa cattolica di Roma occupa un posto particolare", riconosce il Patriarca.

Allo stesso modo, "un posto particolare negli sforzi comuni dei cristiani, orientati al raggiungimento delle finalità sopra esposte, è quello occupato da Lei personalmente, Santità", aggiunge rivolgendosi al Pontefice.

"Spero sinceramente in un fruttuoso sviluppo delle relazioni tra le nostre Chiese", conclude il messaggio, in cui Kirill augura a Benedetto XVI "pace, salute e aiuto di Dio nel Suo operato" e lo saluta "con affetto nel Signore".

Kirill, al secolo Vladimir Gundiaiev, è stato eletto alla guida della Chiesa ortodossa russa il 27 gennaio scorso. Succede ad Alessio II, morto il 5 dicembre 2008. La cerimonia della sua intronizzazione ha avuto luogo il 1° febbraio.

giovedì 12 febbraio 2009

Eluana: il patriarcato ortodosso di Mosca si smarca dal Vaticano

La Chiesa ortodossa russa si è smarcata mercoledì dal Vaticano sul caso Eluana, una italiana in stato vegetativo da più di 17 anni e deceduta dopo la sospensione dell’alimentazione artificiale, sentenziando che “in alcuni casi”, non bisogna sostenere il corpo.
“Ci sono dei casi in cui non è chiaro se l’anima è presente nel corpo, allorchè durante tantissimi anni il corpo non da segnali di vita cosciente (…). In questi casi non è possibile sostenere il corpo artificialmente” ha dichiarato Vsevolod Tchapline, uno dei portavoce della Chiesa ortodossa russa all’agenzia Interfax.
“La concezione del mondo cristiano a tuttoggi insegna alla gente a non affrettare la morte, ma altrettanto a non mantenere (…) in vita una persona che passa nell’altro mondo” ha egli proseguito.
“Questo non ha nulla a che vedere con una sedicente eutanasia” ha continuato Vsevolod Tchapline ricordando che la Chiesa ortodossa condanna questo atto “come un peccato che eguaglia l’omicidio e il suicidio”.
Eluana Englaro, la giovane italiana immersa in uno stato vegetativo da più di 17 anni, è morta lunedi sera mentre il Senato esaminava, con urgenza, un progetto di legge presentato dal governo per opporsi alla sospensione dell’alimentazione artificiale autorizzata dalla autorità giudiziaria.
Il papa Benedetto XVI ha portato il suo sostegno alla Chiesa italiana che si è opposta a più riprese alla sospensione dell’alimentazione di Eluana, giudicandola “una eutanasia inaccettabile”.
Il cardinale Javier L. Barragan, ministro della sanità del Vaticano ha definito questo atto “un abominevole assassinio”.

Tradotto dal francese, estratto da orthodoxia.com, da P. Giovanni