venerdì 15 marzo 2019

Il Fanar risponde per le rime al Santo Sinodo, dei nostri "Fratelli di Sangue", dell'Albania (Shqipetari) che non ha voluto ascoltare l'imposizione nell'accettare la chiesa scismatica ed eretica creata in Ukraina:
" Le Chiese ortodosse non hanno il diritto di parlare sulla questione della crisi ucraina se non per affermare le decisioni e le azioni del Patriarcato di Costantinopoli ", ecco la risposta del Patriarca Bartolomeo alla Chiesa albanese che è stata recentemente pubblicata in greco e successivamente in russo.
Solo il Fanar, come il vicario latino di Cristo, ha il diritto e dovere di "comandare e giostrare", con il suo regale scetro, sulla pelle dei vari Sinodi delle Chiese Autocefale e Autonome del pleroma ortodosso e sull'intero gregge di Cristo. Tutti gli altri Patriarchi, Metropoliti, Arcivescovi, Vescovi, sono pezze da piedi e che servono semplicemente come esecutori degli ordini che vengono impartiti dal "Primo senza uguali" del Fanar. 
Questo succede quando la mente e la ragione umana non ascolta più i "consigli" di Cristo, ma si rende succube dei canoni demoniaci, massoni, del nuovo ordine mondiale, i quali vogliono sovvertire la parola di Cristo e del Padre che è nei cieli. 
Siamo sull'orlo di un baratro, dove chi non è daccordo con le imposizioni fanariote, rischia di essere buttato giù nel precipizio, solo perchè rifiuta certe regole scellerate dettate dal demonio. 
Prego incessantemente il Signore Gesù Cristo, perchè dia la forza a questi Primati di seguire la strada maestra dettata da Cristo e non quella indicata dal principe di questo mondo e dei suoi seguaci.

sabato 9 marzo 2019

Sinodi i Kishës Ortodokse Shqiptare 
nuk njeh skizmikat nga "PCU"
Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa albanese non riconosce gli scismatici dalla Chiesa Ortodossa dell'Ucraina.

I Vescovi della Chiesa Ortodossa D'Albania affermano: "Invece della riconciliazione e unità dei credenti ortodossi dell'Ucraina, abbiamo rischiato di dividere l'intero mondo ortodosso", questo hanno sottolineato i gerarchi della Chiesa ortodossa albanese e hanno invitato a preservare l'unità ed evitare scismi, ed hanno auspicato in un prossimo futuro di convocare la Sinassi dei Primati di tutte le Chiese ortodosse locali per discutere congiuntamente la questione ucraina .






giovedì 7 marzo 2019

Domenica prossima, 10 marzo 2019, terminano le 4 domeniche di preparazione alla Grande e Santa Quaresima che inizierà lunedi 11 marzo. La domenica è dedicata alla cacciata dal Paradiso Terrestre dei nostri progenitori Adamo ed Eva dopo la disubbidienza a Dio Padre. Inoltre voglio ricordare che sarà anche l'ultima domenica in cui si potrà fare uso del latte e di tutti i suoi derivati. 
La divina Liturgia sarà celebrata presso la Parrocchia di Castrovillarisempre con inizio alle ore 9,30 circa !
Il Signore sia sempre con voi e vi benedica.

 

domenica 3 marzo 2019

Dal sito del carissimo padre e confratello Ambrogio di Torino.

"La voce della Chiesa ucraina sofferente 
deve essere udita in tutto il mondo"
 
intervista di Sergej Geruk al vescovo Viktor (Kotsaba) di Baryshev
Orthochristian.com, 28 febbraio 2019


un raduno di preghiera del clero della diocesi di Vinnitsa
 di fronte alla sede dell'amministrazione locale

Parliamo con il vescovo Viktor (Kotsaba), capo della Rappresentanza della Chiesa ortodossa ucraina presso le organizzazioni internazionali europee. I curatori del sito web russo Pravoslavie.ru hanno chiesto a sua Eccellenza di rispondere ad alcune domande riguardanti le sfacciate violazioni dei diritti dei credenti in Ucraina, e di spiegare come è in grado di portare la voce della Chiesa ortodossa ucraina alla comunità internazionale.

il vescovo Viktor (Kotsaba)

Vladyka, benedica. L'obbedienza ecclesiastica di cui lei è responsabile è di capo dell'apparato amministrativo della metropolia di Kiev della Chiesa ortodossa ucraina, oltre a rappresentare la nostra chiesa a livello internazionale, a capo della Rappresentanza della Chiesa ortodossa ucraina presso le organizzazioni internazionali europee. Qual è stato l'obiettivo di creare questa struttura ecclesiale?
Una rappresentanza presso le organizzazioni internazionali è stata istituita il 27 maggio 2017 per decisione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina con l'obiettivo di portare all'attenzione della comunità internazionale la posizione della Chiesa ortodossa ucraina in materia di visione del mondo, questioni religiose, sociali e di altro tipo. Partecipando a questi eventi possiamo esprimere più precisamente la posizione della Chiesa ortodossa ucraina e difendere i diritti e le libertà dei cittadini ortodossi ucraini, il nostro gregge, che oggi è una parte molto numerosa e inalienabile della società ucraina. Pertanto dobbiamo approfittare di ogni opportunità, compresi i forum internazionali, al fine di migliorare la situazione religiosa molto tesa in Ucraina.

Quali sono stati i temi principali delle sue presentazioni e interventi in questo periodo?
Come è noto, oggi i fedeli ortodossi dell'Ucraina sono ostaggi dei giochi politici dei capi di stato, che hanno fatto ricorso al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli per questi processi. Ciò ha portato a numerosi conflitti basati sulla religione. La comunità internazionale dovrebbe sapere che gli edifici ecclesiastici della nostra Chiesa millenaria sono sequestrati e che i fedeli vengono brutalizzati. I funzionari governativi stanno costringendo chierici della Chiesa ortodossa ucraina a trasferirsi nella cosiddetta "Chiesa ortodossa dell'Ucraina" sostenuta dal governo a tutti i livelli, e questa è la violazione più diretta del principio europeo dell'autonomia delle organizzazioni religiose – una cosa che capiscono abbastanza bene in Europa. Inoltre, le forze di sicurezza ucraine convocano il clero per interrogatori, e i nostri vescovi sono in grado di attraversare i confini di stato solo dopo interrogatori preventivi insieme a crescenti indagini da parte di agenzie statali speciali. Noi portiamo queste cose all'attenzione delle organizzazioni internazionali a vari livelli.

Vladyka, quali sono i livelli di questi forum internazionali a cui prende parte?
Importanti eventi internazionali si svolgono all'interno di conferenze e incontri ufficiali, nonché in comunicazioni formali e informali con rappresentanti della comunità internazionale. Durante l'anno scorso (2018), questi momenti hanno incluso tre sessioni regolari del Consiglio per i diritti umani presso le Nazioni Unite, che si svolge in primavera, estate e autunno a Ginevra, nonché le riunioni dell'OSCE in materia di dimensione umana. Questi forum hanno un carattere di difesa dei diritti umani; in essi si discutono temi legati alla politica generale e ai diritti umani. Nel 2018 le attività della Rappresentanza della Chiesa ortodossa ucraina presso le organizzazioni europee si sono concentrate sui problemi reali dei diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina e ci siamo sforzati di sollevare tali questioni in tutti i forum accessibili alla nostra partecipazione.

Ha potuto in questo periodo comunicare con rappresentanti della Chiesa Cattolica Romana o membri di altre Chiese ortodosse locali? Come reagiscono alle rozze interferenze del governo negli affari della Chiesa e alla sua violazione dell'articolo 35 della Costituzione ucraina?
Certamente durante la partecipazione a vari eventi ci incrociamo con emissari della confessione cattolica. Sfortunatamente, l'interferenza dello stato negli affari della Chiesa sta diventando un fenomeno frequente nel mondo moderno, anche nei paesi più sviluppati. Pertanto i rappresentanti delle comunità religiose, compresi i cattolici, sono più interessati a difendere i diritti dei membri delle proprie organizzazioni.
Per quanto riguarda le violazioni dei diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina, esse evocano continuamente una risposta internazionale e questioni di violazioni dei diritti vengono sollevate dai rappresentanti di molte organizzazioni per i diritti umani. Per essere onesti, sono stato persino un po' sorpreso quando a settembre dello scorso anno, alla sessione annuale dell'OSCE per la dimensione umana a Vienna, prima della mia presentazione, diversi partecipanti erano già riusciti a dire qualcosa sulle violazioni dei diritti umani in Ucraina, comprese le violazioni per motivi religiosi.
I capi e la gerarchia delle Chiese locali stanno dando il loro sostegno in tutto il mondo alla Chiesa ortodossa ucraina guidata da sua Beatitudine il metropolita Onufrij. È risaputo che il Santo Sinodo della Chiesa bulgara, già nel 2017, ha deciso di inviare una lettera al presidente dell'Ucraina sull'inaccettabilità dell'interferenza negli affari della Chiesa; il primate della Chiesa ortodossa polacca, sua Beatitudine il metropolita Sawa di Varsavia e di Tutta la Polonia, ha fatto diversi annunci ufficiali a nostro sostegno. Anche altre Chiese locali, come Antiochia, Serbia e la Chiesa delle Terre ceche e della Slovacchia, si sono schierate a sostegno della nostra Chiesa. Non condividono la posizione del Fanar, e guardano con dolore alla situazione religiosa nel nostro paese, e stanno cercando di influenzare un cambiamento in meglio della posizione degli ortodossi.

Molti fedeli sono perplessi sul motivo per cui non tutte le Chiese del mondo hanno espresso il proprio disaccordo con le azioni del patriarca Bartolomeo.
Il problema è che dichiarazioni del genere richiedono un'analisi attenta e multiforme della situazione. Tutto ciò è ovvio per noi, ma gli osservatori esterni hanno bisogno di tempo per approfondite ricerche e audizioni. Inoltre alcune Chiese locali come il Santo Monte Athos dipendono direttamente da Costantinopoli, pregano per il loro patriarca e si affidano a lui. In questo caso uscire con una condanna delle sue azioni sarebbe una questione molto seria; dopotutto, anche in una famiglia ordinaria non è facile per i figli giudicare gli errori del proprio padre. Quindi molti stanno prendendo tempo; ma non possiamo più aggirare una valutazione pan-ortodossa di ciò che sta accadendo in Ucraina come conseguenza delle azioni del Fanar.
I rappresentanti del Patriarca di Costantinopoli sono presenti nei forum che ha menzionato e, in caso affermativo, come reagiscono a ciò che sta dicendo? Ci dica anche se c'è stata qualche risposta all'intrusione del patriarca Bartolomeo nella vita ecclesiale della Chiesa ortodossa ucraina e all'assalto delle chiese da parte degli scismatici, o limitano la loro risposta al silenzio e a "prendere in considerazione"?

presentazione del vescovo Viktor a una riunione dell'OSCE a Varsavia, 14 settembre 2018

Il sistema internazionale dei diritti umani, incluse organizzazioni come l'OSCE, l'UNHRC e altre, sta avendo un effetto positivo sulla situazione in quanto, nell'ambito delle loro procedure, possiamo rilasciare dichiarazioni ufficiali sulle violazioni dei diritti nei confronti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina e fornire informazioni legali d'ordine procedurale. Le nostre dichiarazioni, i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani, nonché fatti affidabili sono pubblicati nei media e diventano materiale per il lavoro delle missioni diplomatiche, e di conseguenza c'è un'ampia pubblicità internazionale sugli eventi di cui stiamo parlando. È molto importante che la Chiesa ortodossa ucraina abbia l'opportunità di presentare informazioni di prima mano sulla reale situazione delle nostre comunità nel nostro paese e di rispondere alle domande di diplomatici, politici e organizzazioni per i diritti umani.
Naturalmente non possiamo evitare una valutazione delle azioni del patriarca di Costantinopoli, perché la decisione del Fanar ha catalizzato direttamente la minaccia di massicce violazioni del diritto dei fedeli in Ucraina. Molte volte la Chiesa ortodossa ucraina ha fatto richieste e ha cercato di convincere il patriarca Bartolomeo della necessità di astenersi da decisioni poco ponderate e di non interferire negli affari della nostra confessione.
Con nostro enorme dispiacere, il nostro ragionamento non è stato ascoltato, e ora assistiamo al deterioramento della situazione dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina, perché una parte aggressiva della società ucraina sta usando la decisione del patriarca Bartolomeo di iniziare un nuovo ciclo di violazioni dei diritti contro i fedeli ucraini.

relazione del vescovo Viktor (Kotsaba) della Chiesa ortodossa ucraina a una riunione 
dell'Assemblea interparlamentare dell'Ortodossia ad Atene (giugno 2018)

Vladyka, nel contesto della nostra discussione, sarebbe utile ricordare ai nostri lettori le leggi approvate nella Rada Suprema (Parlamento) dell'Ucraina che sono contrarie ai diritti umani e anti-religiose. Per favore, ci può spiegare qual è il contenuto di queste illegalità?
Una serie di documenti legislativi è stata discussa dal Consiglio Supremo dell'Ucraina per diversi anni e, se questi verranno approvati, porteranno a conseguenze ancora più drammatiche. Sfortunatamente, recentemente due di loro – N. 5309 e 4128 – sono già diventati legge, e hanno significativamente peggiorato la situazione dei diritti dei fedeli ortodossi in Ucraina.
Queste leggi prese insieme, inclusa la n. 4511, che è ancora sotto esame, rendono più complicato per le entità legali – parrocchie, monasteri e altre organizzazioni della Chiesa ortodossa ucraina – agire, e creano anche una premessa per aumentare le persecuzioni dei credenti in base alle loro convinzioni religiose.
Noterò che, grazie alle continue critiche sia interne che internazionali, il progetto di legge più pericoloso per la nostra struttura organizzativa, il n. 4128, è stato finalmente cambiato radicalmente, e praticamente riscritto: la comprensione molto controversa della cosiddetta "autoidentificazione" ne è stata esclusa. Come è noto, questo concetto avrebbe potuto legalizzare un massiccio sequestro delle nostre chiese. Ora quelli che violano la legge non hanno potere a livello legale, e quindi quando infrangono le leggi, la natura criminale delle loro azioni è più ovvia.

Cosa significa?
Ora i predoni non possono nascondersi dietro questa legge quando sequestrano le nostre chiese, perché nel testo di questa legge è chiaramente affermato che tutte le decisioni riguardanti la vita della comunità possono essere fatte solo dall'assemblea comune dei suoi membri nell'ordine stabilito dai documenti organizzativi parrocchiali. Ciononostante, permangono gravi problemi, dovuti alla pressione sulle nostre comunità di cambiare i loro nomi ufficiali.
Così, il disegno di legge n. 5309, che è stato approvato, richiede che le organizzazioni religiose con un centro di controllo situato in un paese che è stato riconosciuto dal parlamento ucraino come "aggressore" includano informazioni sull'appartenenza a tale centro nel loro nome. La posizione ufficiale della Chiesa ortodossa ucraina è che secondo i suoi documenti organizzativi il suo centro di controllo si trova a Kiev, e quindi questa legge non la riguarda.

E qual è la reazione a questo?
Le agenzie governative la vedono diversamente, e lo attestano le numerose dichiarazioni dei funzionari statali. La "Legge sulla ridenominazione" stabilisce che se una comunità a cui i funzionari governativi hanno imposto di cambiare nome non lo fa, cioè non cambia il suo nome ufficiale, allora i suoi statuti non sono più in vigore per quanto riguarda il suo nome. Quindi, questa comunità non può più ufficialmente registrare proprietà personali o immobiliari, perché agli occhi del sistema governativo non ha nome. Pertanto le nostre organizzazioni religiose difenderanno, come già difendono, i loro diritti nelle agenzie giudiziarie per proteggere gli interessi dei loro parrocchiani. A ogni violazione dei diritti dei credenti, i servizi legali della Chiesa ortodossa ucraina svolgono un lavoro legale, e questo aiuta i fedeli a provare i loro diritti.

Attacchi predatori alle chiese stanno ora avvenendo in molte diocesi da parte di rappresentanti della neo-creata "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", e gli incursori hanno piani per le lavre e gli antichi monasteri. Cosa ne pensa – riusciranno a portare a termine i loro piani e quali potrebbero essere le conseguenze?
Di fatto, dal momento in cui il Tomos è stato firmato dal Patriarca Bartolomeo per creare la "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", è iniziato un nuovo ciclo di sequestri delle nostre chiese, e i media stanno segnalando tutti i casi come trasferimenti volontari. Sulla televisione ucraina e sui siti Internet è aumentata anche la retorica aggressiva nei confronti dei fedeli e di tutta la Chiesa. È perfettamente ovvio che le statistiche di questi "trasferimenti" non hanno alcun rapporto con la realtà. Tuttavia, le personalità dei media responsabili e tutti i tipi di programmi televisivi stanno offrendo informazioni distorte all'ascolto di tutti. In questo modo, una falsa idea della vita religiosa nel nostro paese viene imposta ai cittadini comuni, specialmente a coloro che sono lontani dalla Chiesa.

una veglia di preghiera davanti alla Rada Suprema dell'Ucraina "Per la non
 interferenza del governo negli affari della Chiesa", 20 dicembre 2019

Come reagiscono i fedeli ortodossi? Dopotutto, sono un esercito di molti milioni di persone...
Esiste tra i fedeli ortodossi della Chiesa ortodossa ucraina un fermo desiderio di difendere i loro luoghi santi, e nel caso di minacce o tentativi di impadronirsi dei più grandi centri spirituali della nostra Chiesa i fedeli usciranno in massa per proteggerli, come è già successo un certo numero di volte durante le provocazioni alla Lavra della Dormizione di Pochaev Lavra e alla Lavra della Dormizione delle Grotte di Kiev. Ovviamente, i tentativi di impadronirsi dei più grandi siti santi dell'Ucraina potrebbero portare a massicci conflitti e a vittime tra i cittadini pacifici, ma speriamo che le autorità ucraine trovino comunque dei modi per trattenere le persone aggressive e che eviteremo una grave destabilizzazione nella sfera religiosa del nostro paese.

Vladyka, si potrebbe dire che la voce della Chiesa ortodossa ucraina sia stata ascoltata a livello internazionale?
Le nostre dichiarazioni e discorsi non possono essere passati inosservati, poiché sono presentati e rimangono nelle banche dati dell'OSCE, dell'UNHRC e di altre organizzazioni internazionali. Grazie alla diffusione di informazioni sulla posizione ufficiale della Chiesa ortodossa ucraina, le questioni che riflettono la violazione dei diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina si possono persino trovare in un rapporto del Segretario di Stato americano sui diritti umani. Noterò inoltre che, oltre alle presentazioni ufficiali, i rappresentanti della Chiesa ortodossa ucraina hanno l'opportunità di comunicare anche dietro le quinte con deputati e rappresentanti dei media europei e raccontare loro le realtà odierne all'interno dell'atmosfera religiosa in Ucraina.
Stiamo facendo tutto ciò che dipende da noi per far sentire la voce della Chiesa ortodossa ucraina sofferente in tutto il mondo. E molti milioni di fedeli ortodossi in Ucraina offrono incessantemente le loro preghiere al Signore, ricordando Davide il Salmista: Il Signore è la mia forza e la mia vita, di chi avrò paura? (Salmo 26:1).

giovedì 28 febbraio 2019

Dal sito "La fede dei nostri padri"

COSTANTINOPOLI:
 PARTE DI UN GRANDE GIOCO GEOPOLITICO *
(20/02/2019)

La decisione di dividere o disintegrare il mondo ortodosso… sembra davvero il suicidio di 
Costantinopoli; perché quando il mondo ortodosso si riprenderà dopo questo, non ci sarà più posto per "il Patriarca ecumenico". Non importa chi combatterà questa guerra. Ciò che conta davvero è che questa guerra sarà combattuta sui territori del mondo ortodosso. Senza dubbio, il suo obiettivo principale sarà la Russia.
E’ chiaro che la decisione di dividere il mondo ortodosso non è stata presa a Costantinopoli… Se una persona come il patriarca Bartolomeo scommette apertamente tutto, vuol dire che gli sono state date alcune garanzie.(Non a lui personalmente, il Patriarca Bartolomeo è gravemente malato). Da vero bizantino rappresenta gli interessi di tutto il partito ellenico. È molto probabile che gli sia stato promesso un grande premio, qualcosa di paragonabile alla restaurazione dell'Impero bizantino o al dominio greco nel mondo ortodosso. Ma significa che questo dominio sarà garantito a condizione che la Russia sia neutralizzata, disintegrata o isolata. Quindi, ci sono piani per distruggere l'unità ortodossa.
Molto probabilmente hanno promesso qualcosa di molto serio - per esempio, la partecipazione ad un progetto ecumenico epocale che verrà avviato entro i prossimi dieci anni. Dopo tutto, il progetto dell'unificazione di tutte le denominazioni cristiane, che ha recentemente segnato il suo centenario, non è mai stato rimosso dall'agenda. Inoltre, i legami molto stretti del Patriarcato di Costantinopoli e Bartolomeo personalmente con il Vaticano dimostrano che non c'è un vero disaccordo tra di loro. Per loro l'unico impedimento è la Russia con il suo gregge potenzialmente conservatore e "reazionario", che conta molti milioni. Una volta neutralizzato, l'integrazione diventerà reale. Dopotutto, quasi tutti gli altri cristiani ortodossi vivono nell'UE e il loro riavvicinamento alla civiltà con gli europei è in pieno fermento.
Per il mondo ortodosso questo progetto sarà molto peggio dell'Unione di Firenze. Di conseguenza, la Russia rimarrà l'unico custode della tradizione ortodossa.

* Pavel Kuzenkov (storico ortodosso-russo)

mercoledì 27 febbraio 2019

Si è riunita a Parigi l'assemblea generale dell’Arcivescovado delle parrocchie russe in Europa occidentale. Dal sito del confratello p. Ambrogio di Torino

L'Assemblea generale delle parrocchie ortodosse 
dell'Europa occidentale si è tenuta il 23 febbraio a Parigi
 
Parlons d'Orthodoxie, 24 febbraio 2019

  

Ricordiamo che il 27 novembre 2018 sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo ha revocato il Tomos dell'Arcidiocesi. Allo stesso tempo, ha suggerito alle parrocchie di tradizione russa di essere incorporate nelle diocesi locali del Patriarcato di Costantinopoli.
L'Assemblea che si è tenuta il 23 febbraio 2019 è stata presieduta dall'arcivescovo Jean di Charioupolis.
Dei 206 partecipanti, 191 hanno parlato a favore del mantenimento dell'identità dell'arcidiocesi. Ci sono stati solo 15 voti per lo scioglimento dell'Arcidiocesi. È quindi un preciso rifiuto del suggeriento del patriarca Bartolomeo. Le parrocchie dovranno scegliere la giurisdizione da cui dipendere.
Fonti attendibili hanno detto che il vescovo Jean ha chiesto con tutte le sue forze di unirsi al Patriarcato di Mosca, che garantisce la piena autonomia dell'Arcidiocesi. Alla vigilia dell'assemblea l'arcivescovo Jean, nel corso di un'intervista con un giornalista del sito Orthodoxia.info, Jorgos Ferdis, ha detto: "L'adesione al Patriarcato di Mosca è l'unica via possibile per l'Arcidiocesi". L'arcivescovo ha detto di essere stato sconvolto dalla decisione del Fanar di sciogliere l'Esarcato. Ha aggiunto che tre metropoliti di Costantinopoli hanno fomentato questa decisione: si tratta di Emmanuel di Francia, Atenagora del Belgio e Gennadios d'Italia.
Sfortunatamente l'Assemblea non ha preso alcuna decisione in merito alla sua adesione canonica. È stato deciso che la prossima sessione dell'Assemblea si terrà nel mese di giugno del 2019. L'arcivescovo Jean nel suo intervento di chiusura ha detto che, se gli accadesse qualcosa, l'Arcidiocesi scomparirebbe, e che se fosse sospeso da Costantinopoli, entrerebbe a fane parte del Patriarcato di Mosca a titolo personale. Inoltre ha espresso il desiderio che si termini commemorare il patriarca Bartolomeo, nella cattedrale, così come nelle altre parrocchie.
È stato letto un messaggio dell'arcivescovo Antonij (Sevrjuk) di Vienna e Budapest, di cui segue la traduzione (e il testo in russo allegato).

Messaggio dell'arcivescovo Antonij (Sevrjuk) di Vienna e Budapest, responsabile delle istituzioni del Patriarcato di Mosca all'estero, all'arcivescovo Jean di Charioupolis
Vostra Eminenza, caro vladyka,
La saluto cordialmente e le auguro l'aiuto di Dio nelle sue fatiche arcivescovili.
Con la presente lettera le confermo che sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di Tutta la Rus' ha ricevuto il suo messaggio, in cui si pone la questione del destino futuro dell'Arcidiocesi delle parrocchie russe in Europa occidentale. In precedenza, il 12 dicembre 2018, ha ricevuto una lettera da sua Santità il patriarca Kirill. Per completare questo messaggio posso comunicarle quanto segue.
La Chiesa ortodossa russa ha sempre visto come un fenomeno temporaneo la perdita dell'unità delle nostre chiese in Europa occidentale, che si trovavano precedentemente sotto l'omoforio del metropolita Evlogij. Queste divisioni erano state generate da tristi cause: le persecuzioni della Chiesa in Russia e la sua mancanza di libertà.
In un messaggio indirizzato ai fedeli nel febbraio 1931, lo stesso metropolita Evlogij scrisse: "Quando un'autorità ecclesiastica centrale riconosciuta da tutti sarà restaurata e la Chiesa russa avrà trovato condizioni di vita normali, torneremo allo status quo ante. Agendo in questo modo non rifiutiamo né rompiamo l'unità con la Chiesa madre russa. È solo una temporanea interruzione delle relazioni amministrative ufficiali". Il  17 febbraio 1931 sua Santità Fozio II, patriarca di Costantinopoli, ricorda nel suo messaggio la natura provvisoria di questo status che ricorda anche sua Santità Atenagora, patriarca di Costantinopoli, in un messaggio del 22 novembre 1965 all'arcivescovo George (Wagner).
La Chiesa ortodossa russa è pronta con gioia a ripristinare la sua materna sollecitudine verso le comunità di tradizione russa Europa occidentale, che si trovano ora sotto il suo omoforio. In risposta alla sua lettera riguardante l'Assemblea generale straordinaria dell'Arcidiocesi, il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa adotterà le decisioni che saranno necessarie, che si possono basare sui seguenti principi.
L'Arcidiocesi delle parrocchie di tradizione russa in Europa occidentale entrerà a far parte del Patriarcato di Mosca nel suo insieme storico di parrocchie, monasteri e istituzioni ecclesiali, inclusi tutti i chierici che lo desiderano, con a capo vostra Eminenza.
Il patrimonio storico dell'Arcidiocesi sarà preservato, così come le sue tradizioni (incluse quelle liturgiche) e le specificità della sua amministrazione eparchiale e parrocchiale contenute nei suoi regolamenti.
I vescovi dell'Arcidiocesi saranno eletti previa approvazione delle liste dei candidati da parte del patriarca di Mosca (con la possibilità di presentare nuove proposte). Questa procedura sarà rispettata in futuro in quanto conforme allo statuto dell'Arcidiocesi, con ulteriore conferma dell'elezione da parte del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa.
Tutti i vescovi dell'Arcidiocesi diventeranno automaticamente membri del Concilio locale e del Concilio dei vescovi della Chiesa ortodossa russa. I rappresentanti dell'Arcidiocesi eletti tra il clero e i fedeli avranno il diritto di partecipare al Concilio locale. Le decisioni adottate dal Santo Sinodo saranno applicate dall'Arcidiocesi, tenendo conto delle specificità della sua amministrazione, in conformità con il suo statuto.
A testimonianza del ristabilimento della comunione e a suo coronamento trionfale può esserci una concelebrazione liturgica conciliare di sua Santità il patriarca Kirill di Mosca con vostra Eminenza e rappresentanti del clero dell'Arcidiocesi nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Durante questa celebrazione sarà consegnato l'Atto patriarcale e sinodale che elenca le decisioni prese.
Per favore, caro vladyka, porti tutto questo all'attenzione del clero e dei fedeli della sua arcidiocesi, ai quali sua Santità Kirill invia la sua benedizione e il suo amore.
In Cristo,
+ Antonij, arcivescovo di Vienna e Budapest

martedì 26 febbraio 2019

Ricordo alle fedeli ed ai fedeli della nostra Parrocchia, che, sabato 2 marzo 2019, a conclusione della settimana dei defunti, celebreremo, con inizio alle ore 17,30, una Panichida /Parastas in suffragio dei nostri morti, parenti o amici, che ci hanno preceduto nel Regno di Dio.

Domenica, 3 marzo 2019, del Giudizio universale o di Carnevale, la Divina Liturgia sarà celebrata con inizio alle ore 9,30 circa, presso la Chiesa Parrocchiale "San Giovanni di Kronstadt" del Patriarcato di Mosca a Castrovillari, Palazzo Gallo /Piazza Vittorio Em. II.



giovedì 21 febbraio 2019

Sempre dal vulcanico sito del nostro padre e confratello Ambrogio di Torino.


Metropolita Daniil di Vidin: lo scopo di Costantinopoli 
è di imporre la sua autorità su tutta la Chiesa
 
Orthochristian.com, 13 febbraio 2019


foto: RIA-Novosti
Le azioni del Patriarcato di Costantinopoli, anche in Ucraina, mostrano che è più importante per il patriarca Bartolomeo imporre il suo potere sulla Chiesa ortodossa piuttosto che trovare consenso e unità, ha dichiarato ieri a RIA-Novosti sua Eminenza il metropolita Daniil di Vidin della Chiesa ortodossa bulgara.
Il metropolita Daniil ha parlato più volte dell'interferenza di Costantinopoli nella Chiesa ucraina. Ha dichiarato che il "concilio d'unificazione" tenuto da Costantinopoli a Kiev il 15 dicembre è stato non canonico e serve solo ad approfondire lo scisma in Ucraina, e che lui, insieme ad altri due metropoliti bulgari, ha esortato il Santo Sinodo della Bulgaria a chiedere un concilio pan-ortodosso per risolvere la crisi. La dichiarazione dei tre metropoliti è stata successivamente pubblicata sul sito ufficiale della Chiesa bulgara.
"L'insistenza sul fatto che il Patriarcato di Costantinopoli ha alcuni privilegi riguardo alla 'guarigione sopra-territoriale di tutte le questioni ecclesiali' e le azioni unilaterali di questo patriarcato finora compiute nella questione ucraina, che sono in diretta contraddizione con il diritto canonico della Chiesa ortodossa, cosa particolarmente evidente nel testo del cosiddetto tomos del 6 gennaio, offrono ragione di pensare che il Patriarcato di Costantinopoli abbia come scopo l'imposizione della sua autorità sulla Chiesa ortodossa piuttosto che l'armonia e l'unità", ha dichiarato in modo schietto il metropolita Daniil.
Il metropolita georgiano Nikoloz di Akhalkalaki, Kumurdo e Kari ha notato che anche il Sinodo georgiano è preoccupato per questa "pretesa sovraterritoriale". "Al Sinodo abbiamo discusso la lettera ricevuta dal Patriarcato di Costantinopoli sul riconoscimento dell'autocefalia della Chiesa dell'Ucraina, che contiene una frase molto pericolosa su come il Patriarcato di Costantinopoli abbia il diritto esclusivo di interferire negli affari interni di qualsiasi Chiesa locale. Per me personalmente, questo è inaccettabile e potrebbe causare molte difficoltà in futuro", ha detto.
Anche sua Eminenza il metropolita Amfilohije del Montenegro e del Litorale della Chiesa serba ha detto che la brama di potere di Costantinopoli è catastrofica per tutta l'Ortodossia.
Il metropolita Daniil ha notato anche che, in effetti, la nuova chiesa scismatica è essenzialmente autocefala solo di nome. "Non esiste praticamente un'autocefalia... Non è una Chiesa indipendente, perché nel documento di fondazione è direttamente affermata la direzione del primate di un'altra Chiesa su questi territori", ha spiegato il vescovo bulgaro.
Un confronto tra le libertà espansive accordate alla Chiesa ortodossa ucraina autonoma canonica e i diritti limitati della Chiesa ortodossa dell'Ucraina "autocefala" può essere trovato qui

Secondo il metropolita, il tentativo di un uomo di scavalcare la secolare tradizione canonica della Chiesa "È pericoloso. Non può essere permesso. Pertanto, è molto importante che le Chiese locali non riconoscano [il tomos] come canonicamente valido, perché impone su di noi un nuovo insegnamento sulla Chiesa".
Con quest'ultima frase, il metropolita individua così la questione più ampia di questo tema, al di là di una rivendicazione territoriale: una nuova ecclesiologia imposta alla Chiesa, in cui Costantinopoli ha il diritto di agire unilateralmente dove e quando le pare.
Canonicamente parlando, spiega il metropolita Daniil, un vescovo di una Chiesa locale non può detenere un primato su un altro. Tuttavia, il tomos concesso alla chiesa scismatica ucraina afferma: "La Chiesa autocefala in Ucraina riconosce come capo il santissimo Trono ecumenico apostolico e patriarcale, proprio come il resto dei patriarchi e dei primati," anche se non è vero che ogni altro primate ortodosso confessa il patriarcato ecumenico come suo capo.
Commentando l'annullamento di Costantinopoli del documento del 1686 che trasferì la metropolia di Kiev alla Chiesa russa, il metropolita Daniil ha osservato: "In tutto questo tempo tutte le Chiese ortodosse hanno accettato la Chiesa ortodossa ucraina come parte della Chiesa ortodossa russa. Abbiamo la tradizione, un'usanza comunemente accettata nelle relazioni inter-ortodosse, in cui tutti riconoscono questo territorio come territorio canonico della Chiesa russa. Ciò è confermato da numerosi documenti e accordi tra le Chiese".
"Pertanto, su quali basi tutto ciò può essere abolito e fatto proprio, dicendo che è territorio del Patriarcato di Costantinopoli? È semplicemente senza precedenti! È impossibile da capire. E non può essere definito altro che l'invasione del territorio di qualcun altro", ha detto il presule bulgaro, concludendo sul tema ucraino.
Ha anche sottolineato la recente decisione di Costantinopoli di consentire ai sacerdoti di risposarsi in determinate situazioni come un esempio del disprezzo del Patriarcato per l'ordine canonico. Notando che i canoni dei Concili ecumenici e persino i documenti del Concilio di Creta del 2016 parlano chiaramente della questione, il metropolita Daniil ha detto: "Quindi questo è un esempio illustrativo che conferma che da loro né le regole canoniche né la mente conciliare della Chiesa sono tenute in considerazione. Inoltre, queste azioni sconvolgono e spezzano le relazioni tra le Chiese ortodosse locali".

lunedì 18 febbraio 2019

E domenica prossima, del figlio dissoluto, celebrazione della Divina Liturgia 
presso la Chiesa Parrocchiale 
San Giovanni di Kronstadt a Castrovillari.


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