domenica 17 marzo 2019
venerdì 15 marzo 2019
Il Fanar risponde per le rime al Santo Sinodo, dei nostri "Fratelli di Sangue", dell'Albania (Shqipetari) che non ha voluto ascoltare l'imposizione nell'accettare la chiesa scismatica ed eretica creata in Ukraina:
" Le Chiese ortodosse non hanno il diritto di parlare sulla questione della crisi ucraina se non per affermare le decisioni e le azioni del Patriarcato di Costantinopoli ", ecco la risposta del Patriarca Bartolomeo alla Chiesa albanese che è stata recentemente pubblicata in greco e successivamente in russo.
Solo il Fanar, come il vicario latino di Cristo, ha il diritto e dovere di "comandare e giostrare", con il suo regale scetro, sulla pelle dei vari Sinodi delle Chiese Autocefale e Autonome del pleroma ortodosso e sull'intero gregge di Cristo. Tutti gli altri Patriarchi, Metropoliti, Arcivescovi, Vescovi, sono pezze da piedi e che servono semplicemente come esecutori degli ordini che vengono impartiti dal "Primo senza uguali" del Fanar.
Questo succede quando la mente e la ragione umana non ascolta più i "consigli" di Cristo, ma si rende succube dei canoni demoniaci, massoni, del nuovo ordine mondiale, i quali vogliono sovvertire la parola di Cristo e del Padre che è nei cieli.
Siamo sull'orlo di un baratro, dove chi non è daccordo con le imposizioni fanariote, rischia di essere buttato giù nel precipizio, solo perchè rifiuta certe regole scellerate dettate dal demonio.
Prego incessantemente il Signore Gesù Cristo, perchè dia la forza a questi Primati di seguire la strada maestra dettata da Cristo e non quella indicata dal principe di questo mondo e dei suoi seguaci.
" Le Chiese ortodosse non hanno il diritto di parlare sulla questione della crisi ucraina se non per affermare le decisioni e le azioni del Patriarcato di Costantinopoli ", ecco la risposta del Patriarca Bartolomeo alla Chiesa albanese che è stata recentemente pubblicata in greco e successivamente in russo.
Solo il Fanar, come il vicario latino di Cristo, ha il diritto e dovere di "comandare e giostrare", con il suo regale scetro, sulla pelle dei vari Sinodi delle Chiese Autocefale e Autonome del pleroma ortodosso e sull'intero gregge di Cristo. Tutti gli altri Patriarchi, Metropoliti, Arcivescovi, Vescovi, sono pezze da piedi e che servono semplicemente come esecutori degli ordini che vengono impartiti dal "Primo senza uguali" del Fanar.
Questo succede quando la mente e la ragione umana non ascolta più i "consigli" di Cristo, ma si rende succube dei canoni demoniaci, massoni, del nuovo ordine mondiale, i quali vogliono sovvertire la parola di Cristo e del Padre che è nei cieli.
Siamo sull'orlo di un baratro, dove chi non è daccordo con le imposizioni fanariote, rischia di essere buttato giù nel precipizio, solo perchè rifiuta certe regole scellerate dettate dal demonio.
Prego incessantemente il Signore Gesù Cristo, perchè dia la forza a questi Primati di seguire la strada maestra dettata da Cristo e non quella indicata dal principe di questo mondo e dei suoi seguaci.
sabato 9 marzo 2019
Sinodi i Kishës Ortodokse Shqiptare
nuk njeh skizmikat nga "PCU"
Il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa albanese non riconosce gli scismatici dalla Chiesa Ortodossa dell'Ucraina.
I Vescovi della Chiesa Ortodossa D'Albania affermano: "Invece della riconciliazione e unità dei credenti ortodossi dell'Ucraina, abbiamo rischiato di dividere l'intero mondo ortodosso", questo hanno sottolineato i gerarchi della Chiesa ortodossa albanese e hanno invitato a preservare l'unità ed evitare scismi, ed hanno auspicato in un prossimo futuro di convocare la Sinassi dei Primati di tutte le Chiese ortodosse locali per discutere congiuntamente la questione ucraina .
giovedì 7 marzo 2019
Domenica prossima, 10 marzo 2019, terminano le 4 domeniche di preparazione alla Grande e Santa Quaresima che inizierà lunedi 11 marzo. La domenica è dedicata alla cacciata dal Paradiso Terrestre dei nostri progenitori Adamo ed Eva dopo la disubbidienza a Dio Padre. Inoltre voglio ricordare che sarà anche l'ultima domenica in cui si potrà fare uso del latte e di tutti i suoi derivati.
La divina Liturgia sarà celebrata presso la Parrocchia di Castrovillarisempre con inizio alle ore 9,30 circa !
Il Signore sia sempre con voi e vi benedica.
La divina Liturgia sarà celebrata presso la Parrocchia di Castrovillarisempre con inizio alle ore 9,30 circa !
Il Signore sia sempre con voi e vi benedica.
domenica 3 marzo 2019
Dal sito del carissimo padre e confratello Ambrogio di Torino.
"La voce della Chiesa ucraina sofferente
deve essere udita in tutto il mondo"
Orthochristian.com, 28 febbraio 2019
un raduno di preghiera del clero della diocesi di Vinnitsa
di fronte alla sede dell'amministrazione locale
il vescovo Viktor (Kotsaba)
Vladyka, benedica. L'obbedienza
ecclesiastica di cui lei è responsabile è di capo dell'apparato
amministrativo della metropolia di Kiev della Chiesa ortodossa ucraina,
oltre a rappresentare la nostra chiesa a livello internazionale, a capo
della Rappresentanza della Chiesa ortodossa ucraina presso le
organizzazioni internazionali europee. Qual è stato l'obiettivo di creare questa struttura ecclesiale?
Una rappresentanza presso le
organizzazioni internazionali è stata istituita il 27 maggio 2017 per
decisione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa ucraina con
l'obiettivo di portare all'attenzione della comunità internazionale la
posizione della Chiesa ortodossa ucraina in materia di visione del
mondo, questioni religiose, sociali e di altro tipo. Partecipando a
questi eventi possiamo esprimere più precisamente la posizione della
Chiesa ortodossa ucraina e difendere i diritti e le libertà dei
cittadini ortodossi ucraini, il nostro gregge, che oggi è una parte
molto numerosa e inalienabile della società ucraina. Pertanto dobbiamo
approfittare di ogni opportunità, compresi i forum internazionali, al
fine di migliorare la situazione religiosa molto tesa in Ucraina.
Quali sono stati i temi principali delle sue presentazioni e interventi in questo periodo?
Come è noto, oggi i fedeli ortodossi
dell'Ucraina sono ostaggi dei giochi politici dei capi di stato, che
hanno fatto ricorso al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli per questi
processi. Ciò ha portato a numerosi conflitti basati sulla religione.
La comunità internazionale dovrebbe sapere che gli edifici ecclesiastici
della nostra Chiesa millenaria sono sequestrati e che i fedeli vengono
brutalizzati. I funzionari governativi stanno costringendo chierici
della Chiesa ortodossa ucraina a trasferirsi nella cosiddetta "Chiesa
ortodossa dell'Ucraina" sostenuta dal governo a tutti i livelli, e
questa è la violazione più diretta del principio europeo dell'autonomia
delle organizzazioni religiose – una cosa che capiscono abbastanza bene
in Europa. Inoltre, le forze di sicurezza ucraine convocano il clero per
interrogatori, e i nostri vescovi sono in grado di attraversare i
confini di stato solo dopo interrogatori preventivi insieme a crescenti
indagini da parte di agenzie statali speciali. Noi portiamo queste cose
all'attenzione delle organizzazioni internazionali a vari livelli.
Vladyka, quali sono i livelli di questi forum internazionali a cui prende parte?
Importanti eventi internazionali si
svolgono all'interno di conferenze e incontri ufficiali, nonché in
comunicazioni formali e informali con rappresentanti della comunità
internazionale. Durante l'anno scorso (2018), questi momenti hanno
incluso tre sessioni regolari del Consiglio per i diritti umani presso
le Nazioni Unite, che si svolge in primavera, estate e autunno a
Ginevra, nonché le riunioni dell'OSCE in materia di dimensione umana.
Questi forum hanno un carattere di difesa dei diritti umani; in essi si
discutono temi legati alla politica generale e ai diritti umani. Nel
2018 le attività della Rappresentanza della Chiesa ortodossa ucraina
presso le organizzazioni europee si sono concentrate sui problemi reali
dei diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina e ci siamo
sforzati di sollevare tali questioni in tutti i forum accessibili alla
nostra partecipazione.
Ha potuto in questo periodo
comunicare con rappresentanti della Chiesa Cattolica Romana o membri di
altre Chiese ortodosse locali? Come reagiscono alle rozze interferenze
del governo negli affari della Chiesa e alla sua violazione
dell'articolo 35 della Costituzione ucraina?
Certamente durante la partecipazione a
vari eventi ci incrociamo con emissari della confessione cattolica.
Sfortunatamente, l'interferenza dello stato negli affari della Chiesa
sta diventando un fenomeno frequente nel mondo moderno, anche nei paesi
più sviluppati. Pertanto i rappresentanti delle comunità religiose,
compresi i cattolici, sono più interessati a difendere i diritti dei
membri delle proprie organizzazioni.
Per quanto riguarda le violazioni dei
diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina, esse evocano
continuamente una risposta internazionale e questioni di violazioni dei
diritti vengono sollevate dai rappresentanti di molte organizzazioni per
i diritti umani. Per essere onesti, sono stato persino un po' sorpreso
quando a settembre dello scorso anno, alla sessione annuale dell'OSCE
per la dimensione umana a Vienna, prima della mia presentazione, diversi
partecipanti erano già riusciti a dire qualcosa sulle violazioni dei
diritti umani in Ucraina, comprese le violazioni per motivi religiosi.
I capi e la gerarchia delle Chiese locali
stanno dando il loro sostegno in tutto il mondo alla Chiesa ortodossa
ucraina guidata da sua Beatitudine il metropolita Onufrij. È risaputo
che il Santo Sinodo della Chiesa bulgara, già nel 2017, ha deciso di
inviare una lettera al presidente dell'Ucraina sull'inaccettabilità
dell'interferenza negli affari della Chiesa; il primate della Chiesa
ortodossa polacca, sua Beatitudine il metropolita Sawa di Varsavia e di
Tutta la Polonia, ha fatto diversi annunci ufficiali a nostro sostegno.
Anche altre Chiese locali, come Antiochia, Serbia e la Chiesa delle
Terre ceche e della Slovacchia, si sono schierate a sostegno della
nostra Chiesa. Non condividono la posizione del Fanar, e guardano con
dolore alla situazione religiosa nel nostro paese, e stanno cercando di
influenzare un cambiamento in meglio della posizione degli ortodossi.
Molti fedeli sono perplessi sul
motivo per cui non tutte le Chiese del mondo hanno espresso il proprio
disaccordo con le azioni del patriarca Bartolomeo.
Il problema è che dichiarazioni del
genere richiedono un'analisi attenta e multiforme della situazione.
Tutto ciò è ovvio per noi, ma gli osservatori esterni hanno bisogno di
tempo per approfondite ricerche e audizioni. Inoltre alcune Chiese
locali come il Santo Monte Athos dipendono direttamente da
Costantinopoli, pregano per il loro patriarca e si affidano a lui. In
questo caso uscire con una condanna delle sue azioni sarebbe una
questione molto seria; dopotutto, anche in una famiglia ordinaria non è
facile per i figli giudicare gli errori del proprio padre. Quindi molti
stanno prendendo tempo; ma non possiamo più aggirare una valutazione
pan-ortodossa di ciò che sta accadendo in Ucraina come conseguenza delle
azioni del Fanar.
I rappresentanti del Patriarca di
Costantinopoli sono presenti nei forum che ha menzionato e, in caso
affermativo, come reagiscono a ciò che sta dicendo? Ci dica anche se c'è
stata qualche risposta all'intrusione del patriarca Bartolomeo nella
vita ecclesiale della Chiesa ortodossa ucraina e all'assalto delle
chiese da parte degli scismatici, o limitano la loro risposta al
silenzio e a "prendere in considerazione"?
presentazione del vescovo Viktor a una riunione dell'OSCE a Varsavia, 14 settembre 2018
Il sistema internazionale dei diritti
umani, incluse organizzazioni come l'OSCE, l'UNHRC e altre, sta avendo
un effetto positivo sulla situazione in quanto, nell'ambito delle loro
procedure, possiamo rilasciare dichiarazioni ufficiali sulle violazioni
dei diritti nei confronti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina e
fornire informazioni legali d'ordine procedurale. Le nostre
dichiarazioni, i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani,
nonché fatti affidabili sono pubblicati nei media e diventano materiale
per il lavoro delle missioni diplomatiche, e di conseguenza c'è un'ampia
pubblicità internazionale sugli eventi di cui stiamo parlando. È molto
importante che la Chiesa ortodossa ucraina abbia l'opportunità di
presentare informazioni di prima mano sulla reale situazione delle
nostre comunità nel nostro paese e di rispondere alle domande di
diplomatici, politici e organizzazioni per i diritti umani.
Naturalmente non possiamo evitare una
valutazione delle azioni del patriarca di Costantinopoli, perché la
decisione del Fanar ha catalizzato direttamente la minaccia di massicce
violazioni del diritto dei fedeli in Ucraina. Molte volte la Chiesa
ortodossa ucraina ha fatto richieste e ha cercato di convincere il
patriarca Bartolomeo della necessità di astenersi da decisioni poco
ponderate e di non interferire negli affari della nostra confessione.
Con nostro enorme dispiacere, il nostro
ragionamento non è stato ascoltato, e ora assistiamo al deterioramento
della situazione dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina, perché una
parte aggressiva della società ucraina sta usando la decisione del
patriarca Bartolomeo di iniziare un nuovo ciclo di violazioni dei
diritti contro i fedeli ucraini.
relazione del vescovo Viktor
(Kotsaba) della Chiesa ortodossa ucraina a una riunione
dell'Assemblea
interparlamentare dell'Ortodossia ad Atene (giugno 2018)
Vladyka, nel contesto della
nostra discussione, sarebbe utile ricordare ai nostri lettori le leggi
approvate nella Rada Suprema (Parlamento) dell'Ucraina che sono
contrarie ai diritti umani e anti-religiose. Per favore, ci può spiegare
qual è il contenuto di queste illegalità?
Una serie di documenti legislativi è
stata discussa dal Consiglio Supremo dell'Ucraina per diversi anni e, se
questi verranno approvati, porteranno a conseguenze ancora più
drammatiche. Sfortunatamente, recentemente due di loro – N. 5309 e 4128 –
sono già diventati legge, e hanno significativamente peggiorato la
situazione dei diritti dei fedeli ortodossi in Ucraina.
Queste leggi prese insieme, inclusa la n.
4511, che è ancora sotto esame, rendono più complicato per le entità
legali – parrocchie, monasteri e altre organizzazioni della Chiesa
ortodossa ucraina – agire, e creano anche una premessa per aumentare le
persecuzioni dei credenti in base alle loro convinzioni religiose.
Noterò che, grazie alle continue critiche
sia interne che internazionali, il progetto di legge più pericoloso per
la nostra struttura organizzativa, il n. 4128, è stato finalmente
cambiato radicalmente, e praticamente riscritto: la comprensione molto
controversa della cosiddetta "autoidentificazione" ne è stata esclusa.
Come è noto, questo concetto avrebbe potuto legalizzare un massiccio
sequestro delle nostre chiese. Ora quelli che violano la legge non hanno
potere a livello legale, e quindi quando infrangono le leggi, la natura
criminale delle loro azioni è più ovvia.
Cosa significa?
Ora i predoni non possono nascondersi
dietro questa legge quando sequestrano le nostre chiese, perché nel
testo di questa legge è chiaramente affermato che tutte le decisioni
riguardanti la vita della comunità possono essere fatte solo
dall'assemblea comune dei suoi membri nell'ordine stabilito dai
documenti organizzativi parrocchiali. Ciononostante, permangono gravi
problemi, dovuti alla pressione sulle nostre comunità di cambiare i loro
nomi ufficiali.
Così, il disegno di legge n. 5309, che è
stato approvato, richiede che le organizzazioni religiose con un centro
di controllo situato in un paese che è stato riconosciuto dal parlamento
ucraino come "aggressore" includano informazioni sull'appartenenza a
tale centro nel loro nome. La posizione ufficiale della Chiesa ortodossa
ucraina è che secondo i suoi documenti organizzativi il suo centro di
controllo si trova a Kiev, e quindi questa legge non la riguarda.
E qual è la reazione a questo?
Le agenzie governative la vedono
diversamente, e lo attestano le numerose dichiarazioni dei funzionari
statali. La "Legge sulla ridenominazione" stabilisce che se una comunità
a cui i funzionari governativi hanno imposto di cambiare nome non lo
fa, cioè non cambia il suo nome ufficiale, allora i suoi statuti non
sono più in vigore per quanto riguarda il suo nome. Quindi, questa
comunità non può più ufficialmente registrare proprietà personali o
immobiliari, perché agli occhi del sistema governativo non ha nome.
Pertanto le nostre organizzazioni religiose difenderanno, come già
difendono, i loro diritti nelle agenzie giudiziarie per proteggere gli
interessi dei loro parrocchiani. A ogni violazione dei diritti dei
credenti, i servizi legali della Chiesa ortodossa ucraina svolgono un
lavoro legale, e questo aiuta i fedeli a provare i loro diritti.
Attacchi predatori alle chiese
stanno ora avvenendo in molte diocesi da parte di rappresentanti della
neo-creata "Chiesa ortodossa dell'Ucraina", e gli incursori hanno piani
per le lavre e gli antichi monasteri. Cosa ne pensa – riusciranno a
portare a termine i loro piani e quali potrebbero essere le conseguenze?
Di fatto, dal momento in cui il Tomos è
stato firmato dal Patriarca Bartolomeo per creare la "Chiesa ortodossa
dell'Ucraina", è iniziato un nuovo ciclo di sequestri delle nostre
chiese, e i media stanno segnalando tutti i casi come trasferimenti
volontari. Sulla televisione ucraina e sui siti Internet è aumentata
anche la retorica aggressiva nei confronti dei fedeli e di tutta la
Chiesa. È perfettamente ovvio che le statistiche di questi
"trasferimenti" non hanno alcun rapporto con la realtà. Tuttavia, le
personalità dei media responsabili e tutti i tipi di programmi
televisivi stanno offrendo informazioni distorte all'ascolto di tutti.
In questo modo, una falsa idea della vita religiosa nel nostro paese
viene imposta ai cittadini comuni, specialmente a coloro che sono
lontani dalla Chiesa.
una veglia di preghiera davanti alla
Rada Suprema dell'Ucraina "Per la non
interferenza del governo negli
affari della Chiesa", 20 dicembre 2019
Come reagiscono i fedeli ortodossi? Dopotutto, sono un esercito di molti milioni di persone...
Esiste tra i fedeli ortodossi della
Chiesa ortodossa ucraina un fermo desiderio di difendere i loro luoghi
santi, e nel caso di minacce o tentativi di impadronirsi dei più grandi
centri spirituali della nostra Chiesa i fedeli usciranno in massa per
proteggerli, come è già successo un certo numero di volte durante le
provocazioni alla Lavra della Dormizione di Pochaev Lavra e alla Lavra
della Dormizione delle Grotte di Kiev. Ovviamente, i tentativi di
impadronirsi dei più grandi siti santi dell'Ucraina potrebbero portare a
massicci conflitti e a vittime tra i cittadini pacifici, ma speriamo
che le autorità ucraine trovino comunque dei modi per trattenere le
persone aggressive e che eviteremo una grave destabilizzazione nella
sfera religiosa del nostro paese.
Vladyka, si potrebbe dire che la voce della Chiesa ortodossa ucraina sia stata ascoltata a livello internazionale?
Le nostre dichiarazioni e discorsi non
possono essere passati inosservati, poiché sono presentati e rimangono
nelle banche dati dell'OSCE, dell'UNHRC e di altre organizzazioni
internazionali. Grazie alla diffusione di informazioni sulla posizione
ufficiale della Chiesa ortodossa ucraina, le questioni che riflettono la
violazione dei diritti dei fedeli della Chiesa ortodossa ucraina si
possono persino trovare in un rapporto del Segretario di Stato americano
sui diritti umani. Noterò inoltre che, oltre alle presentazioni
ufficiali, i rappresentanti della Chiesa ortodossa ucraina hanno
l'opportunità di comunicare anche dietro le quinte con deputati e
rappresentanti dei media europei e raccontare loro le realtà odierne
all'interno dell'atmosfera religiosa in Ucraina.
Stiamo facendo tutto ciò che dipende da
noi per far sentire la voce della Chiesa ortodossa ucraina sofferente in
tutto il mondo. E molti milioni di fedeli ortodossi in Ucraina offrono
incessantemente le loro preghiere al Signore, ricordando Davide il
Salmista: Il Signore è la mia forza e la mia vita, di chi avrò paura? (Salmo 26:1).
giovedì 28 febbraio 2019
Dal sito "La fede dei nostri padri"
COSTANTINOPOLI:
PARTE DI UN GRANDE GIOCO GEOPOLITICO *
(20/02/2019)
La decisione di dividere o disintegrare il mondo ortodosso… sembra davvero il suicidio di
Costantinopoli; perché quando il mondo ortodosso si riprenderà dopo questo, non ci sarà più posto per "il Patriarca ecumenico". Non importa chi combatterà questa guerra. Ciò che conta davvero è che questa guerra sarà combattuta sui territori del mondo ortodosso. Senza dubbio, il suo obiettivo principale sarà la Russia.
E’ chiaro che la decisione di dividere il mondo ortodosso non è stata presa a Costantinopoli… Se una persona come il patriarca Bartolomeo scommette apertamente tutto, vuol dire che gli sono state date alcune garanzie.(Non a lui personalmente, il Patriarca Bartolomeo è gravemente malato). Da vero bizantino rappresenta gli interessi di tutto il partito ellenico. È molto probabile che gli sia stato promesso un grande premio, qualcosa di paragonabile alla restaurazione dell'Impero bizantino o al dominio greco nel mondo ortodosso. Ma significa che questo dominio sarà garantito a condizione che la Russia sia neutralizzata, disintegrata o isolata. Quindi, ci sono piani per distruggere l'unità ortodossa.
Molto probabilmente hanno promesso qualcosa di molto serio - per esempio, la partecipazione ad un progetto ecumenico epocale che verrà avviato entro i prossimi dieci anni. Dopo tutto, il progetto dell'unificazione di tutte le denominazioni cristiane, che ha recentemente segnato il suo centenario, non è mai stato rimosso dall'agenda. Inoltre, i legami molto stretti del Patriarcato di Costantinopoli e Bartolomeo personalmente con il Vaticano dimostrano che non c'è un vero disaccordo tra di loro. Per loro l'unico impedimento è la Russia con il suo gregge potenzialmente conservatore e "reazionario", che conta molti milioni. Una volta neutralizzato, l'integrazione diventerà reale. Dopotutto, quasi tutti gli altri cristiani ortodossi vivono nell'UE e il loro riavvicinamento alla civiltà con gli europei è in pieno fermento.
Per il mondo ortodosso questo progetto sarà molto peggio dell'Unione di Firenze. Di conseguenza, la Russia rimarrà l'unico custode della tradizione ortodossa.
* Pavel Kuzenkov (storico ortodosso-russo)
mercoledì 27 febbraio 2019
Si è riunita a Parigi l'assemblea generale dell’Arcivescovado delle parrocchie russe in Europa occidentale. Dal sito del confratello p. Ambrogio di Torino
L'Assemblea generale delle parrocchie ortodosse
dell'Europa occidentale si è tenuta il 23 febbraio a Parigi
Ricordiamo che il 27 novembre 2018 sua Santità il patriarca ecumenico Bartolomeo ha
revocato il Tomos dell'Arcidiocesi. Allo stesso tempo, ha suggerito
alle parrocchie di tradizione russa di essere incorporate nelle diocesi
locali del Patriarcato di Costantinopoli.
L'Assemblea che si è tenuta il 23 febbraio 2019 è stata presieduta dall'arcivescovo Jean di Charioupolis.
Dei 206 partecipanti, 191 hanno parlato a
favore del mantenimento dell'identità dell'arcidiocesi. Ci sono stati
solo 15 voti per lo scioglimento dell'Arcidiocesi. È quindi un preciso
rifiuto del suggeriento del patriarca Bartolomeo. Le parrocchie dovranno
scegliere la giurisdizione da cui dipendere.
Fonti attendibili hanno detto che il
vescovo Jean ha chiesto con tutte le sue forze di unirsi al Patriarcato
di Mosca, che garantisce la piena autonomia dell'Arcidiocesi. Alla
vigilia dell'assemblea l'arcivescovo Jean, nel corso di un'intervista
con un giornalista del sito Orthodoxia.info, Jorgos Ferdis, ha detto:
"L'adesione al Patriarcato di Mosca è l'unica via possibile per
l'Arcidiocesi". L'arcivescovo ha detto di essere stato sconvolto dalla
decisione del Fanar di sciogliere l'Esarcato. Ha aggiunto che tre
metropoliti di Costantinopoli hanno fomentato questa decisione: si
tratta di Emmanuel di Francia, Atenagora del Belgio e Gennadios
d'Italia.
Sfortunatamente l'Assemblea non ha preso
alcuna decisione in merito alla sua adesione canonica. È stato deciso
che la prossima sessione dell'Assemblea si terrà nel mese di giugno del
2019. L'arcivescovo Jean nel suo intervento di chiusura ha detto che, se
gli accadesse qualcosa, l'Arcidiocesi scomparirebbe, e che se fosse
sospeso da Costantinopoli, entrerebbe a fane parte del Patriarcato di
Mosca a titolo personale. Inoltre ha espresso il desiderio che si
termini commemorare il patriarca Bartolomeo, nella cattedrale, così come
nelle altre parrocchie.
È stato letto un messaggio
dell'arcivescovo Antonij (Sevrjuk) di Vienna e Budapest, di cui segue la
traduzione (e il testo in russo allegato).
Messaggio dell'arcivescovo
Antonij (Sevrjuk) di Vienna e Budapest, responsabile delle istituzioni
del Patriarcato di Mosca all'estero, all'arcivescovo Jean di
Charioupolis
Vostra Eminenza, caro vladyka,
La saluto cordialmente e le auguro l'aiuto di Dio nelle sue fatiche arcivescovili.
Con la presente lettera le confermo che
sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di Tutta la Rus' ha ricevuto
il suo messaggio, in cui si pone la questione del destino futuro
dell'Arcidiocesi delle parrocchie russe in Europa occidentale. In
precedenza, il 12 dicembre 2018, ha ricevuto una lettera da sua Santità
il patriarca Kirill. Per completare questo messaggio posso comunicarle
quanto segue.
La Chiesa ortodossa russa ha sempre visto
come un fenomeno temporaneo la perdita dell'unità delle nostre chiese
in Europa occidentale, che si trovavano precedentemente sotto l'omoforio
del metropolita Evlogij. Queste divisioni erano state generate da
tristi cause: le persecuzioni della Chiesa in Russia e la sua mancanza
di libertà.
In un messaggio indirizzato ai fedeli nel
febbraio 1931, lo stesso metropolita Evlogij scrisse: "Quando
un'autorità ecclesiastica centrale riconosciuta da tutti sarà restaurata
e la Chiesa russa avrà trovato condizioni di vita normali, torneremo
allo status quo ante. Agendo in questo modo non rifiutiamo né rompiamo
l'unità con la Chiesa madre russa. È solo una temporanea interruzione
delle relazioni amministrative ufficiali". Il 17 febbraio 1931 sua
Santità Fozio II, patriarca di Costantinopoli, ricorda nel suo messaggio
la natura provvisoria di questo status che ricorda anche sua Santità
Atenagora, patriarca di Costantinopoli, in un messaggio del 22 novembre
1965 all'arcivescovo George (Wagner).
La Chiesa ortodossa russa è pronta con
gioia a ripristinare la sua materna sollecitudine verso le comunità di
tradizione russa Europa occidentale, che si trovano ora sotto il suo
omoforio. In risposta alla sua lettera riguardante l'Assemblea generale
straordinaria dell'Arcidiocesi, il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa
russa adotterà le decisioni che saranno necessarie, che si possono
basare sui seguenti principi.
L'Arcidiocesi delle parrocchie di
tradizione russa in Europa occidentale entrerà a far parte del
Patriarcato di Mosca nel suo insieme storico di parrocchie, monasteri e
istituzioni ecclesiali, inclusi tutti i chierici che lo desiderano, con a
capo vostra Eminenza.
Il patrimonio storico dell'Arcidiocesi
sarà preservato, così come le sue tradizioni (incluse quelle liturgiche)
e le specificità della sua amministrazione eparchiale e parrocchiale
contenute nei suoi regolamenti.
I vescovi dell'Arcidiocesi saranno eletti
previa approvazione delle liste dei candidati da parte del patriarca di
Mosca (con la possibilità di presentare nuove proposte). Questa
procedura sarà rispettata in futuro in quanto conforme allo statuto
dell'Arcidiocesi, con ulteriore conferma dell'elezione da parte del
Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa.
Tutti i vescovi dell'Arcidiocesi
diventeranno automaticamente membri del Concilio locale e del Concilio
dei vescovi della Chiesa ortodossa russa. I rappresentanti
dell'Arcidiocesi eletti tra il clero e i fedeli avranno il diritto di
partecipare al Concilio locale. Le decisioni adottate dal Santo Sinodo
saranno applicate dall'Arcidiocesi, tenendo conto delle specificità
della sua amministrazione, in conformità con il suo statuto.
A testimonianza del ristabilimento della
comunione e a suo coronamento trionfale può esserci una concelebrazione
liturgica conciliare di sua Santità il patriarca Kirill di Mosca con
vostra Eminenza e rappresentanti del clero dell'Arcidiocesi nella
Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca. Durante questa celebrazione sarà
consegnato l'Atto patriarcale e sinodale che elenca le decisioni prese.
Per favore, caro vladyka, porti tutto
questo all'attenzione del clero e dei fedeli della sua arcidiocesi, ai
quali sua Santità Kirill invia la sua benedizione e il suo amore.
In Cristo,
+ Antonij, arcivescovo di Vienna e Budapest
martedì 26 febbraio 2019
Ricordo
alle fedeli ed ai fedeli della nostra Parrocchia, che, sabato 2 marzo
2019, a conclusione della settimana dei defunti, celebreremo, con inizio
alle ore 17,30, una Panichida /Parastas in suffragio dei nostri morti,
parenti o amici, che ci hanno preceduto nel Regno di Dio.
Domenica, 3 marzo 2019, del Giudizio universale o di Carnevale, la Divina Liturgia sarà celebrata con inizio alle ore 9,30 circa, presso la Chiesa Parrocchiale "San Giovanni di Kronstadt" del Patriarcato di Mosca a Castrovillari, Palazzo Gallo /Piazza Vittorio Em. II.
Domenica, 3 marzo 2019, del Giudizio universale o di Carnevale, la Divina Liturgia sarà celebrata con inizio alle ore 9,30 circa, presso la Chiesa Parrocchiale "San Giovanni di Kronstadt" del Patriarcato di Mosca a Castrovillari, Palazzo Gallo /Piazza Vittorio Em. II.
giovedì 21 febbraio 2019
Sempre dal vulcanico sito del nostro padre e confratello Ambrogio di Torino.
Metropolita Daniil di Vidin: lo scopo di Costantinopoli
è di imporre la sua autorità su tutta la Chiesa
foto: RIA-Novosti
Le azioni del Patriarcato di
Costantinopoli, anche in Ucraina, mostrano che è più importante per il
patriarca Bartolomeo imporre il suo potere sulla Chiesa ortodossa
piuttosto che trovare consenso e unità, ha dichiarato ieri a RIA-Novosti
sua Eminenza il metropolita Daniil di Vidin della Chiesa ortodossa
bulgara.
Il metropolita Daniil ha parlato più
volte dell'interferenza di Costantinopoli nella Chiesa ucraina. Ha
dichiarato che il "concilio d'unificazione" tenuto da Costantinopoli a
Kiev il 15 dicembre è stato non canonico e serve solo ad approfondire lo
scisma in Ucraina, e che lui, insieme ad altri due metropoliti bulgari,
ha esortato il Santo Sinodo della Bulgaria a chiedere un concilio
pan-ortodosso per risolvere la crisi. La dichiarazione dei tre
metropoliti è stata successivamente pubblicata sul sito ufficiale della
Chiesa bulgara.
"L'insistenza sul fatto che il
Patriarcato di Costantinopoli ha alcuni privilegi riguardo alla
'guarigione sopra-territoriale di tutte le questioni ecclesiali' e le
azioni unilaterali di questo patriarcato finora compiute nella questione
ucraina, che sono in diretta contraddizione con il diritto canonico
della Chiesa ortodossa, cosa particolarmente evidente nel testo del
cosiddetto tomos del 6 gennaio, offrono ragione di pensare che il
Patriarcato di Costantinopoli abbia come scopo l'imposizione della sua
autorità sulla Chiesa ortodossa piuttosto che l'armonia e l'unità", ha
dichiarato in modo schietto il metropolita Daniil.
Il metropolita georgiano Nikoloz di
Akhalkalaki, Kumurdo e Kari ha notato che anche il Sinodo georgiano è
preoccupato per questa "pretesa sovraterritoriale". "Al Sinodo abbiamo
discusso la lettera ricevuta dal Patriarcato di Costantinopoli sul
riconoscimento dell'autocefalia della Chiesa dell'Ucraina, che contiene
una frase molto pericolosa su come il Patriarcato di Costantinopoli
abbia il diritto esclusivo di interferire negli affari interni di
qualsiasi Chiesa locale. Per me personalmente, questo è inaccettabile e
potrebbe causare molte difficoltà in futuro", ha detto.
Anche sua Eminenza il metropolita
Amfilohije del Montenegro e del Litorale della Chiesa serba ha detto che
la brama di potere di Costantinopoli è catastrofica per tutta
l'Ortodossia.
Il metropolita Daniil ha notato anche
che, in effetti, la nuova chiesa scismatica è essenzialmente autocefala
solo di nome. "Non esiste praticamente un'autocefalia... Non è una
Chiesa indipendente, perché nel documento di fondazione è direttamente
affermata la direzione del primate di un'altra Chiesa su questi
territori", ha spiegato il vescovo bulgaro.
Un confronto tra le libertà espansive
accordate alla Chiesa ortodossa ucraina autonoma canonica e i diritti
limitati della Chiesa ortodossa dell'Ucraina "autocefala" può essere
trovato qui
Secondo il metropolita, il tentativo di
un uomo di scavalcare la secolare tradizione canonica della Chiesa "È
pericoloso. Non può essere permesso. Pertanto, è molto importante che le
Chiese locali non riconoscano [il tomos] come canonicamente valido,
perché impone su di noi un nuovo insegnamento sulla Chiesa".
Con quest'ultima frase, il metropolita
individua così la questione più ampia di questo tema, al di là di una
rivendicazione territoriale: una nuova ecclesiologia imposta alla
Chiesa, in cui Costantinopoli ha il diritto di agire unilateralmente
dove e quando le pare.
Canonicamente parlando, spiega il
metropolita Daniil, un vescovo di una Chiesa locale non può detenere un
primato su un altro. Tuttavia, il tomos concesso alla chiesa scismatica
ucraina afferma: "La Chiesa autocefala in Ucraina riconosce come capo il
santissimo Trono ecumenico apostolico e patriarcale, proprio come il
resto dei patriarchi e dei primati," anche se non è vero che ogni altro
primate ortodosso confessa il patriarcato ecumenico come suo capo.
Commentando l'annullamento di
Costantinopoli del documento del 1686 che trasferì la metropolia di Kiev
alla Chiesa russa, il metropolita Daniil ha osservato: "In tutto questo
tempo tutte le Chiese ortodosse hanno accettato la Chiesa ortodossa
ucraina come parte della Chiesa ortodossa russa. Abbiamo la tradizione,
un'usanza comunemente accettata nelle relazioni inter-ortodosse, in cui
tutti riconoscono questo territorio come territorio canonico della
Chiesa russa. Ciò è confermato da numerosi documenti e accordi tra le
Chiese".
"Pertanto, su quali basi tutto ciò può
essere abolito e fatto proprio, dicendo che è territorio del Patriarcato
di Costantinopoli? È semplicemente senza precedenti! È impossibile da
capire. E non può essere definito altro che l'invasione del territorio
di qualcun altro", ha detto il presule bulgaro, concludendo sul tema
ucraino.
Ha anche sottolineato la recente
decisione di Costantinopoli di consentire ai sacerdoti di risposarsi in
determinate situazioni come un esempio del disprezzo del Patriarcato per
l'ordine canonico. Notando che i canoni dei Concili ecumenici e persino
i documenti del Concilio di Creta del 2016 parlano chiaramente della
questione, il metropolita Daniil ha detto: "Quindi questo è un esempio
illustrativo che conferma che da loro né le regole canoniche né la mente
conciliare della Chiesa sono tenute in considerazione. Inoltre, queste
azioni sconvolgono e spezzano le relazioni tra le Chiese ortodosse
locali".
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