giovedì 21 ottobre 2010

Dalla Grecia

Πέμπτη, 21 Οκτωβρίου 2010

Στο στόχαστρο φανατικών ο Αρχιεπίσκοπος Αλβανίας

Θορυβημένοι είναι οι ορθόδοξοι Προκαθήμενοι και οι ηγέτες των διεθνών χριστιανικών οργανισμών από τις επιθέσεις που εξαπολύονται το τελευταίο διάστημα κατά του Αρχιεπισκόπου Αλβανίας κ. Αναστασίου και κατά ιεραρχών της Εκκλησίας της Αλβανίας.
Πολλοί κληρικοί κάνουν λόγο για προσπάθεια σπίλωσης του κ. Αναστασίου επειδή στα τραγικά γεγονότα της Χειμάρρας, τον περασμένο Αύγουστο, με τη δολοφονία του 37χρονου Αριστοτέλη Γκούμα, στάθηκε δίπλα στους ορθοδόξους της περιοχής.
Μάλιστα τονίζουν ότι τότε ήταν ο πρώτος που μίλησε για δολοφονία, όταν πολλοί προσπαθούσαν να αποδώσουν το γεγονός σε τροχαίο δυστύχημα.

«Πρέπει να ακολουθήσουμε αυτό που έγινε στις αρχές του αιώνα,όταν οδηγήσαμε τον Μητροπολίτη Δυρραχίου Ιάκωβο στην Κορυτσά και του είπαμε “Φύγε”» είναι το μήνυμα που αποστέλλει στην αλβανική κυβέρνηση, στον λαό και στον ίδιο τον Αρχιεπίσκοπο ο εκφραστής των επικριτών του κ. Κρίστο Φρασέρι.
Ακαδημαϊκός από την εποχή του καθεστώτος Χότζα, ερευνητής του Ινστιτούτου Ιστορίας της Αλβανίας και γεννημένος το 1920 στην Κωνσταντινούπολη, ο Φρασέρι έχει τεθεί επικεφαλής της αμφισβήτησης του Αρχιεπισκόπου Αλβανίας. 
«Σκοπός του κ. Αναστασίου ήταν η αποκατάσταση της επιρροής της ελληνικής Εκκλησίας επί της Αλβανικής υπονομεύοντας και εκμηδενίζο- ντας τις προσπάθειες που είχαν καταβάλει οι αλβανοί πατριώτες» αναφέρεται σε ένα από τα δημοσιεύματα εφημερίδων που ανακυκλώνουν τις απόψεις του κ. Φρασέρι.
Ενδεικτικές του κλίματος είναι ακόμη και οι ερωτήσεις που θέτουν δημοσιογράφοι στους μητροπολίτες της Ορθόδοξης Εκκλησίας της Αλβανίας. 
«Γιατί η Εκκλησία δεν έκανε μνημόσυνο για τους Τσάμηδες, γιατί το αποφεύγει, γιατί εσείς ως Αλβανός δεν δέχεστε ότι σε βάρος τους υπήρξε γενοκτονία;Γιατί ο Αρχιεπίσκοπος δεν ενδιαφέρεται για τους Αλβανούς πουσκοτώνονται στην Ελλάδα;», ρωτήθηκε μεταξύ άλλων ο Επίσκοπος Κρούγιας κ. Αντώνιος κατά τη διάρκεια τηλεοπτικής συνέντευξης.
Ο κ. Φρασέρι ζήτησε να κηρυχθεί «persona non grata» ακόμη και ο Αρβανίτης στην καταγωγή Μητροπολίτης Βερατίου κ. Ιγνάτιος. «Είναι ένας φανατισμένος έλληνας επίσκοπος, ένας μισθοφόρος της σοβινιστικής πολιτικής της Ελλάδας, ο οποίος, όπως και όλοι οι μισθοφόροι που δρουν στην Αλβανία, όπως ο βουλευτής Βαγγέλης Ντούλες, ο δήμαρχος Βασίλης Μπολάνος και ο Αρχιεπίσκοπος Αναστάσιος, έλαβαν εντολή από την Αθήνα να εξαπολύσουν επίθεση εναντίον της Αλβανίας» λέει ο 90χρονος Φρασέρι σε αλβανική εφημερίδα.
Ο ίδιος ο Αρχιεπίσκοπος συστήνει στους συνεργάτες του νηφαλιότητα και καλεί να αποφεύγονται οι αυτοδικίες. Δέχεται πάντως τηλεφωνήματα στήριξης από πολλές πλευρές, καθώς πρόκειται για προσωπικότητα διεθνούς κύρους και αποδοχής.

mercoledì 20 ottobre 2010

Il metropolita Hilarion al Foro ortodosso-cattolico

20.10.2010 
Il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha preso parte ai lavori dal secondo “Foro di dialogo tra le Chiese Ortodosse in Europa e il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa della Chiesa Cattolica Romana”, che su iniziativa del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo è in corso nell’isola di Rodos dal 18 al 22 ottobre 2010.
L’incontro non ha carattere ufficiale e vuole essere un libero scambio di opinioni sul modo in cui nel corso della storia si sono stabiliti e si stabiliscono tuttora i rapporti tra Chiesa e Stato nell’Europa dell’età moderna.
Ai lavori del Foro partecipano rappresentanti di tutte le Chiese ortodosse dell’Europa (eccetto la Chiesa bulgara) e della Chiesa cattolica.
Nel proprio intervento, il metropolita Hilarion ha illustrato i momenti chiave nella storia dei rapporti tra la Chiesa Ortodossa Russa e lo stato russo, a partire dal momento in cui, nell’ottobre 1990, il Soviet Supremo della Repubblica Sovietica Federativa Socialista Russa ha adottato la legge “Sulla libertà di professione religiosa”. Il fatto che la legge del 1997 riconosca il ruolo particolare dell’Ortodossia nella storia russa, si è rivelato di particolare attualità in rapporto alle recenti discussioni sul progetto di costituzione dell’Unione Europea, e all’opportunità che essa faccia menzione del ruolo del cristianesimo in Europa.
“La Chiesa non vuole fondersi con lo stato – ha affermato il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne – né vuole interferire negli affari della gestione del potere o della politica. Nello stesso tempo vogliamo che lo stato tenga conto degli interessi dei fedeli ortodossi: tali oggi in Russia si professano non meno dell’80 % degli abitanti”.
Secondo l’opinione del metropolita, è giunto il tempo di una collaborazione più stretta tra Chiesa e stato su una solida base legale: “Il Primate della Chiesa Russa, il Patriarca Kirill, oggi vuol impostare i rapporti tra stato e Chiesa a un nuovo livello. Vorremmo passare da collaborazioni occasionali, riguardanti sfere specifiche di impegno sociale, a una cooperazione sistematica con lo stato per il bene di tutta la società russa”.

Dal sito: Testimonianza ortodossa

Preghiera del gheron Sofronio Sacharof

Eterno Signore, Creatore di tutte le cose, Tu che mi hai chiamato in questa vita nella tua inesplorata bontà, che mi hai dato la grazia del Battesimo e il sigillo del santo Spirito, Tu che mi hai ornato con la grazia del desiderio di cercarti, l'unico vero Dio, ascolta la mia preghiera:
Mio Dio, non ho vita, luce, gioia, sapienza e forza senza di te.
Ma Tu hai detto ai discepoli "tutto quello che chiederete in preghiera, credendo, lo avrete”.
Perciò mi permetto di supplicarti:
Purificami da ogni corruzione di carne e di spirito.
Insegnami come pregare.
Benedici questo giorno che hai donato a questo indegno tuo servo.
Consentimi, con la potenza della tua grazia, di parlare e lavorare incessantemente per la Tua gloria in uno spirito di purezza, umiltà, pazienza, amore, bontà, pace, coraggio e saggezza, avendo coscienza della tua presenza senza fine.
Signore Dio, mostrami la via della tua volontà nella tua infinita bontà e rendimi degno di continuare il mio cammino senza peccato.
Conoscitore dei cuori, Signore, Tu conosci ogni mia mancanza, Tu conosci la mia cecità e la mia ignoranza, Tu conosci la debolezza e la corruzione della mia anima. Ma neanche il mio dolore e la mia angoscia ti sono sconosciuti. Ascolta la mia supplica e insegnami con il tuo Spirito santo la via da percorrere.
Non mi abbandonare perché la mia corrotta volontà mi condurrà in altre vie, ma inducimi a ritornare a te.
Dammi, con la potenza del tuo amore, la grazia di perseguire il bene.
Custodiscimi lontano da ogni parola o azione che possa portare corruzione alla mia anima e da ogni atto interiore ed esteriore che non sia gradito a te e nocivo per il mio fratello. Insegnami come vedere e come parlare.
Se è tua volontà di non rispondermi, donami spirito di pacifico silenzio che sia privo di amarezza e di pericolo per il mio fratello.
Insegnami nei tuoi precetti e fino al mio ultimo respiro non permettere che possa uscire dalla luce dei tuoi comandamenti, fino a quando la tua legge non diventi la sola legge di tutta la mia esistenza, sia in questa terra che nella vita eterna.
Ti supplico, mio Dio, abbi misericordia di me.
Liberami dal mio dolore e dalla mia miseria e non mi tenere nascosta la via della salvezza. Nella mia follia, mio Dio, per molte e grandi cose ti prego; conoscendo il mia malvagità, la mia debolezza e scelleratezza a te grido: abbi misericordia di me.
Non respingermi dalla tua presenza per la mia arroganza.
Dammi e fai crescere, in me disonesto, il potere di amarti secondo i tuoi comandamenti, con tutto il mio cuore, con tutta la mia anima, con tutta la mia mente, con tutta la mia forza e con tutto il mio essere.
Dio mio insegnami la giustizia e la conoscenza del tuo santo Spirito.
Dammi la conoscenza della tua verità prima di abbandonare questa vita.
Accresci i giorni della mia vita fino a quando possa offrirti un sincero pentimento. E quando con il tuo beneplacito arriverà la fine della mia vita fammi conoscere in tempo l’ora della mia morte, così la mia anima potrà essere pronta a incontrarti. E sii con me, Signore, in quell’ora terribile e donami la gioia della tua salvezza.
Purificami da ogni peccato palese e occulto e da ogni iniquità nascosta in me e donami una buona apologia quando sarò dinanzi al tuo terribile trono. Mio Dio, secondo la tua grande misericordia e la tua filantropia incommensurabile, ascolta la mia supplica.

(Tanto per cambiare) Anno 1975, Elezioni Regionali


Questo sono io avevo 21 anni,

Tanti anni addietro,  tanta gioventù, 
candidato alle regionali per la calabria.

Dal sito: CrestinOrtodox.ro

Frica de Dumnezeu

Iti poate fi frica de cineva necunoscut sau cunoscut ca fiind un rau factor, dar sa spui ca trebuie sa-ti fie frica de Dumnezeu, dupa cum ne cere Scriptura, pare nefiresc. Si asta pentru ca noi stim ca Dumnezeu doreste sa Se uneasca cu noi, in vreme ce frica ne face sa ne indepartam si sa vedem in cel de care ne-am indepartat pe cineva care ne pune in pericol viata.
Dar frica de Dumnezeu este opusul fricii de lume. Frica de Dumnezeu vestita de Scriptura, este frica de a nu-L pierde, este dorinta de a ramane in El si nu de a ne ascunde de El.
Pana la unirea cu Dumnezeu avem nelinisti si temeri. Sa nu uitam ca si Apostolii, dupa rastignirea lui Hristos, s-au ascuns de frica iudeilor (Ioan 20, 19). Se temeau pentru ca Duhul nu se pogorase peste ei. Insa, cand omul a ajuns la unirea cu Dumnezeu, el nu se mai tulbura nici daca lumea intreaga s-ar porni impotriva lui. Ajunge la vorbele psalmistului: "Domnul este luminarea mea si mantuirea mea; de cine ma voi teme? Domnul este aparatorul vietii mele; de cine ma voi infricosa? " (Ps. 26, 1-2).
Multe persoane inteleg frica de Dumnezeu ca frica de pedeapsa. Isi spun: "nu fac asta pentru ca nu doresc sa fiu pedepsit”. Aceasta frica este specifica celor care nu au progresat in credinta., caci Sfantul Evanghelist Ioan spune ca “in iubire nu este frica” (1 In 4,18). Cel ce a progresat nu savarseste binele nici de teama de a nu fi pedepsit si nici din dorinta de a fi rasplatit, ci pentru ca isi iubeste Parintele.
Dar Parintii considera aceasta frica de pedeapsa ca fiind “inceputul vietii celei adevarate”. Frica de pedeapsa aduce constientizarea pacatelor si vesteste chinurile ce vor urma din cauza acestei false vietuiri. Aceasta frica duce spre pocainta, infranare de pacate si efort de implinire a voii lui Dumnezeu. Cu cat inainteaza omul in aceasta lucrare, pe atat de mult locul fricii este luat de dragoste. Progresul duhovnicesc este descris de Sfantul Isaac Sirul astfel: "Omul, cat este in trandavie, se teme de moarte. Iar cand se apropie de Dumnezeu, se teme de judecata. Dar cand a inaintat deplin, a inaintat in dragoste”.
In concluzie, trebuie sa stim ca Dumnezeu nu-si doreste copii fricosi, ci persoane implinite pana la “masura barbatului desavarsit, care este Hristos” (Efes. 4, 13)
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Adrian Cocosila

Dal sito amico: Eleousa.net

Russia - Visita del metropolita del Montenegro

Mosca, 15 ottobre 2010 – Il metropolita del Montenegro Amfilohije, giunto in Russia per partecipare alle celebrazioni per il 15° anniversario del Fondo Internazionale per l'Unità dei Popoli Ortodossi (MFEPN), ha visitato la chiesa di San Nicola in Tolmachi presso la Galleria nazionale Tretyakov.
Nella chiesa di San Nicola, il vescovo Amfilohije, assistito dal rettore arciprete Nikolai Sokolov e dal clero parrocchiale, ha fatto una preghiera dinanzi all'Icona miracolosa della Madre di Dio di Vladimir. Nella chiesa era presente il rappresentante del MFEPN in Serbia e Montenegro S. Krstaich, il rappresentante serbo P. Voinovich, il direttore VV Kolbanovsky, e il rappresentante del Dipartimento per le Relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Moskva AY Hoshev.
L’arciprete Nikolai Sokolov ha ringraziato il gerarca della Chiesa ortodossa serba per la preghiera comune e ha donato una copia dell’Immagine di Nostra Signora di Vladimir, scritta dal protodiacono Trunin Alex.
Il metropolita del Montenegro Amfilohije ha benedetto l’Icona della Vergine di Vladimir. "Non c'è nessun posto al mondo dove non viene venerata l’Icona della Madre di Dio" Vladimirskaya ", - ha detto il metropolita, sottolineando l'importanza di questa Immagine sacra, anche per il popolo serbo. L’Icona sarà posta nella chiesa di San Lazzaro il grande martire, re di Serbia, che sarà costruita in Montenegro.
Al termine della cerimonia, il metropolita Amfilohije, accompagnato dall’arciprete Nikolai Sokolov ha visitato le reliquie del tempio di San Nicola e si è inchinato dinanzi all’Immagine della Santissima Trinità, scritta da Andrei Rublev.

(Fonte: Decr Servizio Comunicazione; www.mospat.ru)

http://www.natidallospirito.com/

Alcuni Padri sull’ “indegnità” di ricevere i Santi Misteri


Non dobbiamo evitare la Comunione perché stimiamo essere peccatori. Dobbiamo avvicinarci a essa più spesso per la guarigione dell’anima e la purificazione dello spirito, ma con tale umiltà e fede che considerandoci immeritevoli, desideriamo ancor di più la medicina per le nostre ferite. Invece, non è bene ricevere la comunione una volta per anno, come certe persone fanno, considerando la santificazione dei Misteri celeste a disposizione solo dei santi. E’ meglio pensare che dandoci grazia, il sacramento ci rende puri e santi. Tali persone [che fanno raramente la comunione] manifestano più orgoglio che umiltà, perché quando essi la ricevono, si ritengono di esserne meritevoli.  Sarebbe molto meglio se, in umiltà di cuore, sapendo che non siamo mai degni dei Santi Misteri, li ricevessimo ogni domenica per la guarigione dei nostri mali, piuttosto di pensare, accecati dall’orgoglio, che tra un anno diventeremo degni di riceverli.
S. Giovanni Cassiano
(Conferenza 23, capitolo 21)
Il Pane che davvero rafforza il cuore dell’uomo ci otterrà ciò: esso infiammerà in noi l’ardore per la contemplazione, distruggendo il torpore che ci appesantisce l’anima; esso è il Pane che è disceso dal Cielo per portare Vita; è il Pane che dobbiamo cercare in ogni modo. Dobbiamo essere continuamente occupati con il banchetto eucaristico per non morire di fame. Dobbiamo vigilare perché la nostra anima non diventi anemica e malata, restando a distanza di questo cibo con il pretesto della reverenza per il sacramento. Al contrario, dopo aver detto i nostri peccati al sacerdote, dobbiamo bere del Sangue espiatorio.
S. Nicola Cabasilas
(La vita in Cristo)
Talvolta si sente dire da certe persone che evitano di avvicinarsi ai Santi Misteri perché si considerano indegni. Ma chi mai ne è degno? Nessuno sulla terra ne è degno, ma chiunque confessi i suoi peccati con contrizione del cuore e si avvicini al Calice di Cristo con coscienza della propria indegnità, il Signore non lo respingerà, secondo le Sue parole: “Colui che viene a me, non lo respingerò” (Giovanni 6,37).
S. Arsenio, il russo di Stavronikita
(Monastero athonita di San Panteleimon, -
Manifesti athoniti, No. 105, pubblicati nel 1905)

lunedì 18 ottobre 2010

Dal sito della Chiesa ortodossa d'Albania

Përgënjeshtrim

Lexova, i habitur, shkrimin e z. Kristo Frashëri, botuar në “Gazeta Shqiptare” të dt. 15.10.2010. Lidhur me gjithçka që shkruani për vizitën time në Pejë të Kosovës, jam i detyruar të shprehem si më poshtë:
Nuk kam dhënë asnjë intervistë për ndonjë gazetë të shtypit serb dhe nuk kam mbajtur asnjë fjalim gjatë qëndrimit tim në Kosovë.
Pa zbritur nga autobusi dhe pa filluar ceremonia e Fronëzimit të Patrikut Irine, një klerik i lartë serb më pyeti: “Si e ndieni veten tuaj në këto momente?” Iu përgjigja me çiltërsi: “Jam i gëzuar që ndodhem këtu në një situatë paqeje pas gjithë atyre dhimbjeve që iu shkaktuan njerëzve të pafajshëm në vitin 1999. Jam i kënaqur që sapo mbërrita në këtë vend të shenjtë të Patriarkanës suaj të Hirshme”.
Çuditem sesi togfjalëshi “Vend i Shenjtë”, që është sinonim i Tokës së Shenjtë, ku ndodhet Jerusalemi,është keqinterpretuar nga shtypi sikur unë të kem thënë se “Peja është Jerusalemi i Serbisë”, gjë që unë nuk e kam thënë dhe e hedh poshtë kategorikisht.
Gjej rastin të deklaroj se me bujari dhe dhimbsuri, si njeri i Perëndisë, u kam qëndruar afër refugjatëve kosovarë në kampet e rrethit të Beratit, në Moravë dhe në Kuçovë, duke u ofruar ndihma në ushqime, në veshmbathje dhe duke i vizituar në spitalin tonë rajonal.
Para se të vija në Shqipëri, në vitet 90të, e në vazhdim refugjatët Shqiptarë në Greqi i kam konsideruar si bijtë e mi dhe i kam ndihmuar, duke i strehuar e punësuar dhe prandaj ata më kanë quajtur dhe më quajnë “baba”.
Gjithmonë kam punuar me përkushtim për të mbjellë midis njerëzve dashuri, respekt, mirëkuptim, bashkëpunim dhe harmoni vëllazërore.
Misioni im është të mbizotërojë dashuria dhe paqja në Shqipëri dhe kudo.

Me urimet dhe konsideratat më të larta
Mitropoliti i Beratit, Vlorës, Kaninës dhe gjithë Myzeqesë.

Dal sito: www.mospat.ru/it/

Il metropolita Hilarion ai festeggiamenti

della Chiesa georgiana

Il 14 ottobre, in occasione della ricorrenza liturgica del chitone del Signore e della Colonna vivificante (Svetitzchovloba), la Georgia ortodossa ha festeggiato i 1000 anni della cattedrale principale del Paese “Svetitzchoveli” nell’antica capitale di Mtzcheta. Nello stesso tempo ricorrevano i 1700 anni della costruzione della prima chiesa sul luogo di conservazione del chitone del Signore.

Nella chiesa cattedrale di “Svetitzchoveli” è stata celebrata la divina liturgia. La chiesa, dedicata ai Dodici apostoli, fu costruita tra il 1010 e il 1029 dal re Giorgio I con la benedizione del catholicos-patriarca Melchisedech I, sul luogo in cui sorgeva la prima chiesa georgiana del IV secolo. Il celebrante principale era il catholicos-patriarca di tutta la Georgia Elia II, col quale hanno concelebrato Sua Beatitudine Anastasio, arcivescovo di Tirana e tutta l’Albania, Sua Beatitudine Cristophor, arcivescovo di Praga e Metropolita delle terre ceche e della Slovacchia, i membri delle delegazioni delle diverse Chiese Ortodosse, e prelati e chierici della Chiesa georgiana.
Tra i membri della delegazione della Chiesa Russa, guidata dal metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Agathangel di Odessa e Izmajlsk, l’arcivescovo Thoegnost di Sergiev-Posad, l’arciprete Nikolaj Balashov, vicepresidente del Dipartimento per le relazioni esterne.
Alla celebrazione hanno partecipato rappresentanti del Patriarcato di Costantinopoli, di Alessandria, di Gerusalemme, delle chiese ortodosse della Serbia, della Romania, della Bulgaria, di Cipro, della Grecia, della Polonia, e della Chiesa Ortodossa in America.
Il metropolita Hilarion ha rivolto al catholicos-patriarca Elia gli auguri del Patriarca di Mosca e tutte le Russie Kirill in occasione di questa grande festa della Chiesa georgiana, e gli ha fatto dono di un’icona russa di s. Nicola.
Alla fine della celebrazione, il catholicos-patriarca Elia ha ringraziato tutti i presenti, e in particolare le delegazioni delle varie Chiese ortodosse, dicendo che “la Chiesa georgiana non ha ancora visto una tale festa. Tutto il mondo è con noi. Ringraziamo Dio di questa sua grande grazia”. Ha poi parlato della storia della Chiesa georgiana, che ha ricevuto la fede dalla predicazione degli apostoli Andrea e Simone cananeo, e che conserva grandi reliquie, come il chitone di Cristo.
Alla liturgia ha fatto seguito un banchetto per le delegazioni ufficiali delle Chiese. Ai festeggiamenti ha partecipato un gran numero di fedeli, compresi diversi pellegrini ortodossi dalla Russia.