lunedì 1 marzo 2010

Da Testimanianza Ortodossa


KOSMAS D’ETOLIA
Profezie & Didachè
Il libro ha il prologo
del primo dell’Epistasia della Sacra Montagna Ghèron Simeon e dell’igumeno del Sacro Monastero di Philotheou, Archimandrita Nicodimos.
PROFEZIE - BRANI
Raramente in un essere umano, si trovano riuniti così tanti carismi e tante virtù come in Kosmas. Principalmente, però, Dio gli diede il dono della profezia. E le lo diede insieme a tutte le altre virtù, per aiutarlo nel suo lavoro di missionario. Oggi possiamo constatare come il carisma della preveggenza fosse forte in lui. Infatti, san Kosmas profetizzò e videcose di difficile comprensione per la gente del suo tempo.
Vide, pur vivendo nel diciottesimo secolo, che gli uomini avrebbero concepito dei mezzi per volare e l’utilizzo di questi in guerra:
“Si vedranno volare uomini in cielo come uccelli e butteranno fuoco su altri uomini qui sulla terra, e quelli che sopravvivranno correranno ai cimiteri cercando di trovarvi rifugio gridando: “Uscite dalle tombe voi morti, per far entrare noi vivi” (l’aereo da guerra. La profezia si riferisce all’ultima guerra).
“Si vedrà un giorno che le persone si chiuderanno in grandi scatole sigillate e i loro genitori moriranno in solitudine in piccole casse. (Gli appartamenti residenziali e la mentalità odierna sugli anziani).
“Nel futuro si terranno sbarrate le porte egli uomini avranno paura ad uscire” (In passato la gente non chiudeva la porta di casa ma la accostava soltanto, il santo infatti si riferisce ai tempi odierni dove l’uomo vive con la paura di essere aggredito e derubato anche in casa propria).
Profezie sulla sciagura ambientale:“Nel futuro i nostri piatti saranno colmi di ogni ben di Dio ma le pietanze non saranno buone da mangiare”.“Possiederete di tutto ma non avrete il coraggio di mangiare”.

DIDACHE' - BRANI
IL SEGNO DELLA CROCE
Vi consiglio di costruire un komboskini con almeno 100 nodi, tutti voi, bambini e adulti, maschi e femmine, e, mentre lo tenete con la vostra mano sinistra, con la mano destra fate il segno della croce. Intanto dite: “Signore Gesù Cristo, Figlio e Logos del Dio vivente, attraverso le intercessioni della nostra Signora Vergine Maria e di tutti i santi, abbi misericordia di me, peccatore e indegno tuo servo”.
Il Padre Eterno ci ha donato la croce come arma per aiutarci ad aprire le porte del Paradiso e per scacciare i demoni, ma la nostra mano dovrà essere pura, senza peccati, perché solo con la purezza il Satana viene cacciato e brucia. In ogni momento, fratelli miei, anche mentre state lavorando, mangiando o facendo qualsiasi altra cosa, non dovete mancare di recitare quelle parole e di segnarvi con il segno della croce; ed è buono e santo pregare senza interruzione: all’alba appena alzati, durante il giorno e durante la notte.
Ascoltate, fratelli miei, come deve essere fatto, nella maniera giusta, il segno della croce e quale è il suo significato: in primo luogo, poiché la Trinità santa è Una e glorificata nel cielo dagli angeli, unite le tre dita della vostra mano destra e sollevate la mano in alto sulla vostra testa (perché la testa simboleggia il cielo) e dite: “Come gli angeli glorificano la santa Trinità nel cielo, così un servo indegno glorifica e adora la santa Trinità; e come le dita sono tre, separate e insieme, così è la santa Trinità: tre persone, ma un solo Dio”.Abbassando la mano all’altezza del vostro stomaco, dite: “Io ti adoro mio Dio, perché tu hai accondisceso a essere di carne nel grembo della Vergine Maria per salvarmi dai miei peccati”.Portate la vostra mano all’altezza della spalla destra e dite: “Io ti imploro, mio Dio, di assolvermi e mettermi sulla tua spalla destra, come uno dei giusti”.Portando la mano all’altezza della vostra spalla sinistra dite: “Io ti imploro mio Dio, non mettermi alla tua sinistra insieme ai peccatori”.Poi inchinatevi fi n giù in terra e dite: “Ti magnifico, Dio mio, ti adoro e ti venero e come Tu hai accettato la tomba, per amor mio, così io sono pronto per amore tuo”.Per ultimo vi alzate, manifestando la Risurrezione e dite: “Ti magnifico, mio Signore, ti adoro e ti venero, perché con la tua Risurrezione ci hai donato la vita eterna”.Questo è il significato della santissima croce.
VEDI SCHEDA LIBRO: http://www.ortodoxia.it/SAN%20KOSMAS%20D%92ETOLIA.htm
Ricordo che il libro è offerto dietro un piccolo rimborso spese.
I membri dell'associazione, sostenitori e simpatizzanti riceveranno il libro gratuitamente i prossimi giorni.

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2 commenti:

ettore ha detto...

Padre Capparelli io seguo il suo blog per capire il rapporto con Dio ma io identifico non Dio ma la divinità nella natura.Credo che siano percorsi molto differenti.Qual'è la msua considerazione?

Padre Giovanni Capparelli (Firmozioti) ha detto...

Caro Ettore, nell'antichità i nostri predecesori, anche loro, identificavano, come lei, non una ma molte divinità tra queste sicuramente quella di madre natura. Attualmente ci sono ancora comunità aborigene persone che tradizionalmente adorano come divinità un ente indistinto ed alei fanno offerte. Ma sono cose che ti lasciano con l'amaro in bocca, perchè si la natura c'è, continua stagionalmente a dare i suoi fruttti, a mutare a secondo i mesi. Però questa natura per essere tale, qualcuno l'avrà sicuramente creata, come il firmamento, le stelle ecc. Questa divinità che lei identifica nella natura è qualcosa di inconsistente perchè se non fosse stata creata a sua volta un indirizzamento probabilmente sarebbe stata diversa di come noi la vedimo. Anche l'uomo, che attraverso i millenni ha cercato di configurarsi come un dio, ha dato un esempio di basso profilo, per il semplice fatto che arrivato ad una certa età, se ne torna nella terra. Ora i milenni ci hanno insegnato che tutto ciò che l'uomo ha cercato di identificarlo, come la sua natura, al pari di un dio è miseramente naufragato perchè l'invenzione di un dio più potente, ha messo a tacere il primo. Noi come cristiani confidiamo nell'unico vero Dio, il quale prima si manifestò agli uomini, sue creature, come Logos (Parola, voce) poi quanto venne la pienezza dei tempi venne e si fece uomo tra gli uomini, per redimere l'umanità decaduta. Visse sulla terra e insieme all'umanità sperimentò il vivere quotidiano, predicando la Lieta novella e dopo il suo patire, risuscitò dai morti, come era scritto nelle sacre scritture e salì in cielo, dove assiso alla destra del Padre mando verrà la sua seconda parusia, giudicherà l'umanità. Noi crediamo in questa persona, viva, storica, di cui hanno parlato e continuano a parlare tutti, nel bene o nel male, il suo nome è Cristo, l'Emmanuele, un nome a cui si piegano e si piegheranno tutti i ginocchi, indistintamente: ricchi e poveri, poveracci e persone con il sangue blu. Ma la divinità di cui parla lei, nel tempo è destinata a essere solo un ricordo. Comunque una risposta su un sito è e rimane sempre qualcosa aleatorio, la discussione si dovrebbe fare faccia a faccia, guardandosi negli occhi. Fraternamente p. Giovanni