sabato 6 marzo 2010

INFORMARE PER RESISTERE: Chiesa cattolica nella bufera del sesso

Chiesa cattolica nella bufera del sesso
- di Ferdinando Pelliccia -


Nella Chiesa è tempo di verità e giustizia sugli abusi sessuali compiuti negli ultimi decenni, perchè spesso i colpevoli sono stati, a torto, protetti più delle vittime stesse.” E' questa la forte denuncia contenuta nella dichiarazione finale dell'assemblea plenaria della Conferenza episcopale austriaca conclusa a St Polten. E’ stato reso noto che l'arcivescovo di Friburgo e presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch tratterà il caso dello scandalo scoppiato in Germania sugli abusi sessuali compiuti, negli ultimi decenni, da preti cattolici con il Papa. L'occasione gli sarà data nel corso della sua prevista visita in Vaticano il prossimo 12 marzo. A darne notizia il portavoce della Conferenza, Matias Kopp. Mons. Zollitsch ne aveva già dato anticipazione lo scorso febbraio al termine dell'assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca. Nel frattempo il Vaticano ha fatto sapere per bocca del vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, padre Ciro Benedettini, che sta prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania. Del resto questo è un argomento che il Papa ha sempre affrontato con decisione e in prima persona, come recentemente nel caso della chiesa irlandese, e prima ancora degli Stati Uniti. Padre Benedettini ha anche spiegato che verrà presa in considerazione la richiesta di inviare un 'visitatore apostolico' nella abbazia benedettina di Ettal, dove si sono verificati numerosi casi di abuso. Al tempo stesso ha fatto sapere di essere ancora in attesa dell'arrivo delle carte ufficiali. Nel complesso, anche se la vicenda desta forte allarme e preoccupazione, specie per le ripercussioni che può avere sull'opinione pubblica, per ora, la Santa Sede non si è ancora pronunciata in merito alla vicenda. Questo soprattutto in attesa che vengano ultimati tutti gli accertamenti messi in atti per verificare i fatti denunciati. Al momento, sono 18 su 27 le diocesi coinvolte. I responsabili dei diversi istituti coinvolti, gesuiti e benedettini, si sono già dimessi. Tutto ha avuto inizio alla fine del mese di gennaio scorso quando sono emersi i primi casi di abusi sessuali nel prestigioso collegio gestito dai gesuiti 'Canisius' di Berlino. Nel corso delle settimane successive sono poi emersi numerosi altri casi che coinvolgono altri ordini religiosi e altre regioni. Lo scandalo quindi si è allargato fino a raggiungere anche l'arcidiocesi di Monaco e il convento benedettino di Ettal, riconosciuto come centro di formazione per le elite tedesche e che la stampa tedesca ha ribattezzato 'il convento degli orrori'. Situato in Baviera, nella diocesi che dal 1979 al 1982 fu guidata da Joseph Ratzinger. Per poi, toccare anche il Duomo di Ratisbona e il suo famoso coro di voci bianche, il 'Regensburger Domspatzen'. I piccoli cantori della cattedrale di Ratisbona, che sono stati anche diretti per un trentennio, dal 1964 al 1994, da Georg Ratzinger fratello dell'attuale Papa Benedetto XVI e prima di lui, fino al 1963, dal vescovo Theobald Schrems. I casi di abusi sessuali sarebbero stati commessi oltre 40 anni fa. Nel frattempo sembra che altri casi di abusi emergano in Sassonia, in un altro monastero benedettino, a Wechselburg. I vescovi tedeschi hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia, oltre a mettere in campo apposite iniziative, come l'istituzione di un apposito ufficio guidato da monsignor Stephan Ackermann, vescovo di Treviri per accogliere tutte le denunce. Al momento sembra che siano almeno un centinaio i casi di vecchi abusi sessuali su minori denunciati ai vescovi tedeschi. Oggi con una lettera, pubblicata sul sito web della diocesi di Ratisbona, a firma del direttore del Coro, Roland Buecher, del responsabile degli studi, Berthold Wahl e del direttore del collegio, Rainer Schinko, il direttivo si è detto costernato per i casi di pedofilia registratisi in ambito ecclesiastico, compresi quelli che sarebbero avvenuti nella celebre istituzione di Ratisbona. Il cui vescovo, Gerhard Ludwig Mueller ha ammesso con una lettera, indirizzata ai genitori e pubblicata sul suo sito web, di essere venuto a conoscenza che sono stati commessi abusi sessuali nell'ambiente del coro. Il portavoce della diocesi, Clemens Neck, ha confermato che i casi di abusi sono avvenuti tra il 1958 e il 1973. Per un caso avvenuto negli anni '50 fu condannato il direttore del convitto, che nel frattempo è deceduto. Il vescovo Muller ha comunque garantito che la Chiesa intende fare chiarezza. Monsignor Georg Ratzinger, fratello del Pontefice, ha dichiarato, alla radio bavarese 'Bayerischen Rundfunk', di essere all'oscuro della vicenda. La diocesi di Ratisbona ha comunicato anche di aver messo a disposizione un avvocato per chiarire gli incidenti del passato, e identificare le potenziali vittime e colpevoli. Egli presenterà una prima relazione intermedia entro 14 giorni. Inoltre ha fatto sapere che dal 2008 è attivo uno staff di 5 persone che segue il tema degli abusi sessuali. Tra loro uno psicologo, un ex giudice, un giurista e due dipendenti del comune. Lo staff coordina l'attività della psicologa Birgit Boehm, responsabile diocesana per i casi di abusi. Recentemente la chiesa cattolica è stata sommersa da un'ondata di scandali per abusi sessuali da parte del clero. La vicenda tedesca segue di poco infatti, lo scandalo scoppiato in Irlanda dove due rapporti governativi hanno scoperchiato la pentola di decenni di maltrattamenti e di abusi sessuali negli istituti cattolici. Una situazione endemica e protetta da un'omertà ambientale che ha indotto il Papa a convocare i vescovi irlandesi in Vaticano per un vertice chiarificatore. Non dopo che 4 vescovi si sono dimessi, e si è registrata la perdita totale di credibilità della chiesa cattolica. Ora la comunità cattolica irlandese è in attesa di una lettera pastorale dello stesso Benedetto XVI dedicata al tema. Allo stesso modo oltreoceano, in Canada, in Australia e negli Stati Uniti la pedofilia negli istituti religiosi è venuta fuori in tutta la sua brutalità. La chiesa cattolica statunitense in particolare è stata sommersa da un'ondata di scandali, seguiti alle ammissioni di abusi, testimonianze raccapriccianti e con la destituzione dai loro incarichi di numerosi sacerdoti. Una vicenda che ha condotto la chiesa americana a pagare anche un miliardo di dollari di risarcimenti. Quello che ha influito a far propagare il fenomeno è stata soprattutto l' abitudine, un tempo diffusa ora non più dopo l'avvento dell'era Ratzinger, di reagire allo scandalo con semplici trasferimenti dei colpevoli da un luogo all'altro, dove poi, questi erano liberi di trovare nuove prede. Tutto questo non mancherà di influenzare il futuro della Chiesa.

Fonte: http://www.reportonline.it/2010030641419/cronaca/chiesa-cattolica-nella-bufera-del-sesso.html

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Corregga il titolo:

Organo ufficiale della CHIESA ORTODOSSA RUSSA - Acquaformosa (Firmoza)

ONESTA'!!!!!!!
ONESTA'!!!

Padre Giovanni Capparelli (Firmozioti) ha detto...

Ma và.......!!!!!!!
Onestà è una parola che non vi si addice!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Fate tanto le pulci alla Chiesa cattolica.
Perché allora non raccontate pubblicamente la ragione per cui il vescovo Gurij, predecessore di Innokentij, fu allontanato da Parigi e mandato in monastero?
Così accoglierete davvero l'invito dell'altro intervento.

ONESTA'!!!!

Anonimo ha detto...

Ancora ed ancora....Ma và!!!!
Stiamo parlando di Arbreshità e non di regimi sovietici, che a me personalmente, non interessano, minimamente. Hai chiesto onestà ed io mi sono permesso di rispondere con un articoletto circa l'onestà.
Riuspondi a quell'articolo sull'onestà. Ma quella vera e storica....il resto è carta straccia che serve solo a fare polemiche inutili. Noi siamo una Chiesa Ortodossa Arbreshe che è sotto la Giurisdizione Canonica del Patriarcato di Mosca. Mosca ci ha concesso la Canonicità ecclesiatica e con quella che noi ci presentiamo al popolo Arbresh, a cui la chiesa cattolica, non solo l'ha riempita di pulci, ma anche di antiortodossia sviscerale.
Storia ed ancora storia.... A voglia che ci vengano a parlare dell'amore che Roma ha nutrito nei nostri confronti; se malauguratamente qualche prete arbresh morto nel '600 o nel '700, (Esempio lampante P. Nicola Basta arciprete di Spezzano Albanese)vedendo la deriva della chiesa di appartenenza, si metterebbe le mani nei capelli.
ONESTA' fratello!!!!
P. Giovanni capparelli