sabato 19 maggio 2012

 
Arsenio Aghiarsenita 
 
  Arsenio Aghiarsenita

20 Maggio 2012: Domenica del cieco nato: 
              Le ultime due domeniche quella della Samaritana e quella del Cieco nato,attraverso il segno dell'acqua,ci rimandano sia al battesimo sia al dono del Tutto Santo Spirito che la Chiesa ha ricevuto in maniera definitiva il giorno della Pentecoste. È il corpo del Cristo Risorto la fonte dell'acqua che guarisce e vivifica. Quello che ci colpisce è che,per quanto riguarda la Samaritana attraverso la sua personale esperienza di vita con il Cristo,si converte e cambia vita (hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo);la Chiesa Indivisa cioè la Chiesa Ortodossa la venera come Santa Fotinì. Da questo interroghiamoci:per noi che ci vantiamo di essere cristiani ortodossi o greci-ortodossi che ruolo gioca il Vangelo di Cristo e la nostra Ortodossia? Se tentassimo di fare un paragone con la nostra vita personale cosa vedremmo? Metteremmo in pratica ciò che ci conviene e che nn da troppo fastidio per il nostro vivere tranquilli in una società scristianizzata?,scenderemmo a compromessi? (eh tutto fa brodo!),ridurremmo il nostro essere ortodossi a degli obblighi? a pura facciata,formalità? Eppure ci diciamo cristiani cosa che signifca che riconosciamo il Cristo come il Signore della nostra vita e il suo Vangelo come legge assoluta. Dunque cosa ci manca? Ci manca esattamente la nostra personale conoscenza con il Cristo. Sentiamo parlare di Cristo, ci viene insegnato nelle scuole e nel catechismo,ma non ci viene detta la verità su Cristo. Parliamo di Cristo come se parlassimo di Socrate o di un fondatore di "religione" senza chiederci chi è e che cosa vuole da noi il Cristo. La nostra Fede non è ideologia,principi morali o una religione tra le altre ma è un percorso di vita,di sangue e sacrificio ed è sul sangue che il Cristo ha fondato la Chiesa.In pratica il Cristo rimane come un evento storico del passato e non viva presenza oggi se non imitiamo la Samaritana che abbandona totalmente la sua vita lussuriosa e non conosciamo personalmente il Cristo per amarlo e uniformare la nostra vita con Lui. Chi infatti conosce praticamente il Cristo come ci dimostrano i santi,sa che il Cristo è venuto per distruggere le opere del diavolo. Ecco dunque il nostro duplice peccato l'aver ridotto il Cristianesimo ad uno sterile umanesimo sociale e il presentare il Cristo second la nostra ipocrisia e inganno. Se non ci uniamo a Cristo,se non siamo caaturati da Cristo,se non amiamo il Cristo più di noi stessi,non è praticamente possibile che Cristo viva nella nostra società e nel nostro cuore. Dobbiamo riconoscere che siamo ammalati e l'evento del cieco nato è il sesto segno che Gesù compie per farci capire che la sua Risurrezione si è verificata già e non ancora nella nostra vita e in questa pagina evangelica sono chiari ed evidenti temi molto forti:battesimo come ricreazione ex-novo,battesimo come lavacro di purificazione,battesimo come dono dello Spirito e tutto questo viene dal corpo di Cristo Risorto che è la Chiesa oggi e dalla professione di Fede che confessa ed adora il Signore Gesù come l'unico Dio incarnato e Salvatore del mondo.

Dal sito amico: http://makj.jimdo.com/

LA GUERRA DEL DEMONIO (1)

di Bouris Stilianos
 
“Il peggior inganno del diavolo
è quello di persuaderci che egli non esiste.”
                                                                     Charles Baudelaire
                                                        (scrittore francese – 1821/1867)
Affresco raffigurante il giudizio dell’anima
     Quando il nemico della nostra anima, il diavolo, non riesce a raggiungere il suo scopo con altri mezzi tenta gli esseri umani nelle proprie debolezze naturali. Per fare un esempio, spesso offusca la mente del combattente di Cristo quando incontra persone dell’altro sesso con un aspetto esteriore molto bello. Così il diavolo usa allora ogni mezzo, in modo da creargli sudici e osceni pensieri. Quindi, con malvagità satanica non colpisce direttamente il cristiano, perché avrebbe in cambio anche una risposta diretta, ma lo colpisce indirettamente. E dopo aver vinto la persona al primo stadio e ha acconsentito al peccato come pensiero, poi lo indirizza anche all'atto malvagio e spregevole. Bisogna prestare molta attenzione, perché potrebbe cadere anche qualcuno che ha raggiunto grandi altezze di virtù. Per fare un esempio per gli uomini la bellezza delle donne, i vestiti succinti, in generale un comportamento provocatorio e a volte osceno, può diventare motivo per far cadere il combattente di Cristo. Così abbiamo bisogno di molta attenzione.  Il piacere del corpo e la tentazione della carne sono fuoco e non dovrebbe nessuno giocare con questo, perché certamente si brucerà. Ciò che è necessario, in questa guerra, è il disprezzo della tentazione. Perché più si dà importanza alla tentazione, più il Satana avanza.
     Senza alcun dubbio, coloro che pazientemente sopportano le tentazioni sono persone che amano Dio. Soffrono moltissimo, il più delle volte si struggono dalla gravità della tentazione carnale, ma non indietreggiano per amore di Dio e per la salvezza delle loro anime. Non cedendo alle lusinghe e alle menzogne di Satana. Ben consapevoli che questo è una esca, che mette nel suo amo il maligno per catturare l'anima e portarla alla distruzione e alla disperazione.
     Coloro che sono sottoposti alla tentazione, ma non indietreggiano, non sono noti soltanto a Dio, ma sono noti anche al demonio che cerca di tentare il popolo di Dio come ha tentato il giusto Giobbe. Il buon Dio non abbandona mai il combattente di Cristo, ma si fa da parte per un po’ finchè dura la prova di fede. E non lascia mai che il diavolo lo combatta con forze superiori a quelle che lui riesce a sopportare. Non così tanto come vorrebbe il diavolo, ma fino a quando Dio decide. Questa è la misura nelle tentazioni. Perché Dio vuole che siano sottoposti alla prova delle tentazioni i suoi combattenti. Coloro che combattono incessantemente contro le tentazioni non calcolano nulla e osano tutto, l'unica cosa che conta per loro è essere di soddisfazione a Dio. Un buon combattente tutte le gioie e le glorie del mondo li considera come spazzatura di fronte all'amore di Dio. E tanto più il combattente avanza nella virtù, tanto più diventa umile e dà gloria a Dio, che lo aiuta ed è la causa della sua vittoria.
     Quando ci circondano le tentazioni, cerchiamo di pregare Dio dicendo: " Signore, solo Tu sei forte, e la nostra lotta contro il demonio è la tua lotta. Nelle tue mani ci affidiamo. Combatti, Signore, e vinci la nostra lotta ". Così vengono provati i combattenti di Cristo, allo stesso modo dell'oro che viene testato in una fornace per pulirlo dagli elementi di sporcizia ed esce, infine, puro e pulito. Senza il fuoco non si riconosce perché è mescolato con altri elementi di scarto. Senza le tentazioni al cristiano non si elimina la sporcizia dalla sua anima che non gli permette di avvicinarsi a Dio.
     I falsi cristiani si piegano facilmente quando si trovano nella fornace della tentazione e quindi si allontanano da Dio. E si piegano perché hanno aperto la porta dell'anima al diavolo, o per negligenza o per orgoglio. Così la grazia divina si allontana da loro e Satana gioisce per la vittoria. Questi “freddi” cristiani non sono genuini e perdono le loro forze spirituali al punto che si sentono completamente vuoti. Cadono, perché considerano la caduta dolce e non fanno alcun sforzo per sopportare le difficoltà. Coloro che sono indolenti spiritualmente non hanno solo paura delle tentazioni forti, ma tremano e rimangono scossi anche dal rumore che fa il fogliame. Si impauriscono anche delle piccole cose e non sopportano neanche un po’ di fame o il disagio di una piccola malattia. I buoni combattenti vincono le esigenze del proprio corpo e si esercitano praticando la moderazione e l'esercizio spirituale. Stuprano, si potrebbe dire, la loro natura, perché sanno che il corpo è in contrasto con lo spirito. Faticano per la virtù e sopportano pazientemente le tentazioni, perché sanno che solo così si raggiunge la perfezione e con la loro fatica danno gioia a Dio. Sopportano con gioia il dolore e i sacrifici per amore di Dio. Le tentazioni e le astuzie del diavolo le affrontano coraggiosamente e con forte determinazione. Così vincono le macchinazioni di Satana e avanzano nella virtù, diventano la gioia del Padre celeste, che darà loro, nel giorno del giudizio, la corona della vittoria.

(1) Tratto dal sito: www.ortodoxia.it

giovedì 17 maggio 2012


Domenica 20 maggio 2012
del Cieco nato - Tono V
celebrazione della Divina Liturgia con inizio alle ore 10.00 presso
la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca 
Parrocchia di
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II 
(di fronte la pizzeria da Armando)
Castrovillari (cs)
Carissimi Fedeli Ortodossi di Castrovillari e 
del circondario come sempre
vi aspetto numerosissimi, per cantare le lodi al Signore!
Per qualsiasi informazione chiamate il Parroco al: 3280140556

mercoledì 16 maggio 2012

Dal sito amico: Eleousa.net

Lituania - Divina Liturgia a Vilnius

Vilnius, 2 maggio 2012 – La sera del 12 maggio, il presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, metropolita Hilarion di Volokolamsk, con la benedizione del Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill è arrivato a Vilnius. All'aeroporto, il gerarca ha incontrato l'arcivescovo di Vilnius e Lituania Innokentij e l’ambasciatore russo in Lituania Vladimir Chkhikvadze.
Domenica 13 maggio, nella cattedrale del Monastero dello Santo Spirito, il metropolita Hilarion e l'arcivescovo Innokentij hanno celebrato la Divina Liturgia, coadiuvati dai fratelli del monastero. Ha partecipato al servizio il capo della missione diplomatica della Russia nella Repubblica di Lituania.
Al termine della Liturgia, i gerarchi hanno pregato dinanzi alle reliquie dei martiri di Vilna.
Poi, dall’ambone l'arcivescovo Innokentij ha rivolto parole di benvenuto al metropolita Hilarion sottolineando l’importanza particolare che ha per lui la diocesi di Vilnius e della Lituania, dove ha vissuto come monaco del monastero dello Spirito Santo.
Dopo aver costatato che gli anni del suo ministero in Lituania hanno coinciso con un momento difficile e cruciale per il paese e la diocesi, l’arcivescovo ha detto che il metropolita Hilarion, allora chierico della diocesi di Vilnius, ha sostenuto con forza la posizione dell’ordinario di quel momento, il metropolita Chrysostom. “Fin dagli anni della gioventù Lei ha dimostrato le Sue qualità peculiari: la fermezza nella fede e il coraggio. Nei luoghi in cui Lei ha svolto il Suo ministero i fedeli La ricordano con affetto e calore”, - ha detto l’arcivescovo Innokentij.
Come regalo commemorativo, l’arcivescovo di Vilnius e Lituania ha fatto dono al presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca di un’icona dei martiri di Vilnius Antonio, Giovanni e Eustazio.
Il metropolita a sua volta ha ringraziato l’arcivescovo Innokentij per la calorosa accoglienza e l’ospitalità, e ha detto: “Vorrei esprimere la mia speranza che, per le preghiere dei martiri Antonio, Giovanni e Eustazio, il Suo ministero in questa terra lituana sia benedetto e fecondo, che Lei abbia validi collaboratori e l’amore della gente, e possa, come già prima, annunciare la Parola di Dio e guidare il gregge di Dio verso la salvezza”.
In ricordo della concelebrazione, il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne ha donato all’arcivescovo di Vilnius e Lituania un medaglione pettorale della Madonna con una dedica incisa.
La stessa sera, i due prelati hanno assistito al concerto finale del XIV Festival Internazionale di musica sacra russa in Lituania, che si è tenuto al Palazzo dei Congressi di Vilnius.

(Fonte: Decr Servizio Comunicazione; www.mospat.ru)

martedì 15 maggio 2012

Dal sito della Chiesa Ortodossa d'Albania

Bashkëpunim dhe ndarje përvojash. Gratë orthodhokse të Rrushkullit e të Jubës vizitojnë e takojnë ato të Kavajës

   Të dielën e Grave Miroprurëse, dt. 29 prill, një grup i madh grash e të rejash besimtare orthodhokse të fshatrave Rrushkull e Jubë, të rrethit të Durrësit vizituan dhe takuan gratë e të rejat besimtare të qytetit të Kavajës.
   Qëllimi i këtij aktiviteti ishte pelegrinazhi në kishat e qytetit të Kavajës brenda atmosferës festive të pas Pashkës dhe njohja mes tyre. Nisma dhe organizimi i  këtij takimi festiv dhe bashkëpunimi enorish, që kishte motiv  “forcim e bashkëpunim komuniteti dhe ndarje përvojash”, ishte nga Episkop Asti dhe z. Miron Çako, përgjegjës i Zyrës së Katekizmit të Kryepiskopatës. Në këtë aktivitet edhe ndihmuan klerikët e këtyre dy komuniteteve. Merrnin pjesë në veprimtari edhe përfaqësues nga Zyra e Grave të Kryepiskopatës.
   Liturgjia hyjnore u celebrua në kishën e Shën Nikollës. Bashkëmeshuan Episkop Asti, atë Petro Thanasi, atë Asti Beshiri, atë Kristo Sharko dhe atë Jani Tereziu. Në predikimin mbi Ungjillin e ditës, që u mbajt nga z. Miron Çako, u vu theksi ndër të tjera se gratë kanë treguar në historinë e Kishës se kanë fuqi të madhe në përhapjen e besimit të krishterë... çdo grua duhet të dëgjojë Lajmin e Mirë “Krishti u ngjall” dhe ta përhapë atë te familja e saj dhe te shoqëria, sipas shembullit të Grave Miroprurëse.
   Pas liturgjisë pasoi ekskursioni, në mënyrë të organizuara me autobusë nga të dy grupet, me vizitën në kishën e vjetër e çudibërëse të Shën e Premtes (Parashqevisë), e cila sapo është restauruar me fondet e siguruara nga Kryepiskopi Anastas. Për të gjithë të pranishmit u ofrua një qerasje bashkë me vezët e kuqe tradicionale të Pashkës, të përgatitura nga gratë mikpritëse.
   Të gjithë ndjenë dhe shijuan me të vërtetë një kënaqësi, paqe dhe gëzim shpirtëror mes motrash të krishtera, të shoqëruar edhe me bukurinë natyrore të vendit të shenjtë. Në këtë atmosferë grave të pranishme në veprimtari u foli Episkop Asti, duke i nxitur më tepër rreth jetës dhe pjesëmarrjes në Trupin e Krishtit (Kishën), nëpërmjet rritjes në dije dhe në përjetim, miqësisë, dëshmisë dhe shërbimit.
   Rasti i festimeve të emrave të vetë besimtareve, i festave dhe panaireve të kishave të tyre përkatëse të Shën Pavlit në Rrushkull, të Shën Premtes dhe Shën Nikollës në Kavajë, dhe përdorimi i teknologjisë komunikuese të kohës përbëjnë disa nxitje dhe shprehje konkrete të këtij komunikimi mes tyre në të ardhmen.
   Me himnin “Krishti u ngjall...” dhe me falënderime drejtuar Perëndisë, Kryepiskopit Anastas dhe organizatorëve dhe pjesëmarrësve, si edhe me lutjen drejtuar Perëndisë që të takohen përsëri dhe më shpesh në organizime të tilla, u mbyll ky aktivitet mbresëlënës. 
 
Nga lidhja e grave besimtare të Kavajës

sabato 12 maggio 2012

Domenica 13 maggio 2012
della Samaritana - Tono IV
celebrazione della Divina Liturgia con inizio
 alle ore 10.00  presso
la Parrocchia Ortodossa del Patriarcato di Mosca di
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo - P.zza Vittorio Em. II
 (di fronte la pizzeria da Armando)
Castrovillari (cs)
Carissimi Fedeli Ortodossi di Castrovillari e del circondario come sempre
vi aspetto numerosissimi, per cantare le lodi al Signore!
Per qualsiasi informazione chiamate il Parroco al: 3280140556

giovedì 10 maggio 2012

Dalla Chiesa Ortosossa Russa

Moleben per il Presidente Vladimir Putin

Il 7 maggio 2012 il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill ha celebrato un Moleben (rito di impetrazione di grazie) nella cattedrale dell’Annunciazione del Cremlino di Mosca, in occasione dell’insediamento del Presidente russo Vladimir Putin.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha accolto il Presidente della Federazione Russa con la moglie davanti alla Cattedrale dell’Annunciazione.
Nella preghiera dei fedeli, proclamata dal diacono, una delle intenzioni era “per il Presidente Vladimir del nostro paese, la Russia, perché gli sia concessa dal cielo forza e saggezza di governo e giudizio per guidare al bene il nostro paese e seminare in esso pace e prosperità”.
Per il Capo dello Stato russo ha poi pregato Sua Santità.
Il servizio di preghiera per l’insediamento del Presidente della Russia è stato composto durante il ministero primaziale di Sua Santità il Patriarca Alessio II. Il Primate della Chiesa Ortodossa Russa di beata memoria l’ha celebrato tre volte, negli anni 2000, 2004 e 2008.
Al termine del servizio, Sua Santità ha rivolto un discorso a Vladimir Putin, in cui ha detto tra l’altro: “Vorrei congratularmi vivamente con Lei, Signor Presidente, per l’elezione; per il fatto che la maggior parte del nostro popolo ha designato Lei, coscientemente e liberamente, ad essere Presidente della Federazione russa. In questo antico Cremlino, dove molti dei Suoi predecessori hanno rivolto a Dio la loro preghiera per il loro alto servizio alla Patria, oggi preghiamo con fervore affinché il Signore guardi con misericordia a Lei e al nostro Paese, Le conceda forza mentale e fisica, saggezza, forza dello spirito, e tutto ciò che è necessario a una persona che porta una grande responsabilità per la vita e il benessere di decine di milioni di concittadini.
La legittimità del presidente si basa sulla fiducia del popolo. Lei ha tale fiducia. Ciò significa che l’obiettivo finale del servizio del Presidente è quello di servire il popolo. Affinché questo ministero abbia successo, è necessario ascoltare la voce del popolo. Questa è un’arte molto difficile. La voce del popolo può essere soffocata. Può essere soffocata dalle voci di gruppi ben organizzati o di singoli, che spesso tendono a far passare la propria opinione per l’opinione della gente. La capacità di distinguere gli spiriti (cfr. 1 Cor 12,10) e ascoltare la voce del popolo è la chiave del successo del servizio del Capo dello Stato. Oggi abbiamo chiesto in preghiera che la Sua vicinanza al popolo, la Sua capacità di sentire la voce della gente, cresca sempre più, ogni giorno del Suo mandato, portando grandi vantaggi alla nostra patria e a tutta la nostra gente”.
Il Primate della Chiesa ortodossa russa ha fatto dono al Capo dello Stato di un’antica icona della Madre di Dio della “Tenerezza”.
Durante il servizio, col Patriarca hanno concelebrato il metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, il metropolita Hilarion di Volokolamsk e l’arcivescovo Evgeny di Verejsk.
All’inizio della giornata Sua Santità aveva partecipato alla cerimonia di insediamento di Vladimir Putin alla carica di Presidente della Russia, tenutasi al Cremlino presso il Palazzo Grande.
All’insediamento hanno partecipato anche il metropolita Juvenalij di Krutitsy e Kolomna, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, il metropolita Ignatij di Khabarovsk e Amur, l’arcivescovo Evgeny di Verejsk, l’archimandrita Eli (Nozdrin), l’archimandrita Tikhon (Sheykunov), l’arciprete Vsevolod Chaplin, il presidente del Dipartimento sinodale per l’informazione Vladimir Legoida.

Dal sito cattolico: Zenit.org


L'uomo della Sindone è veramente Gesù?
Risponde la professoressa Emanuela Marinelli
di Maria Chiara Petrosillo

ROMA, mercoledì, 9 maggio 2012 (ZENIT.org).- Se si parla di Sindone non si può non coinvolgere la Prof.ssa Emanuela Marinelli, studiosa autorevole e appassionata che si dedica da 35 anni a diffondere gli studi sindonici.
Laureata in Scienze naturali e geologiche, ha insegnato Iconografia e Simbologia Cristiana alla Lumsa, pubblicato 15 libri, la maggior parte dei quali tradotti in varie lingue, tenuto una media di 100 conferenze l’anno in 20 paesi del mondo, ed il suo sito internet Collegamento Pro Sindone conta, dal 1997 ad oggi, 168.889 utenti.
Il suo primo libro, “La Sindone: un enigma alla prova della scienza”, pubblicato nel 1990 da Rizzoli, è stata la prima indagine che, a 2 anni dall’esame del Carbonio 14, ne ha svelato luci ed ombre.
Gli studi e le ricerche della prof.ssa Marinelli sono in continuo aggiornamento, tant’è che abbiamo avuto modo di intervistarla non appena rientrata dal I Congresso internazionale sulla Sindone organizzato, a fine aprile a Valencia, dal Centro Spagnolo di Sindonologia.
Oggi, per il secondo anno consecutivo, è stata ospite dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dove ha tenuto la conferenza “ La Sindone e l’iconografia di Cristo”.
Prof.ssa Marinelli, Lei ha incentrato il suo ultimo studio sulla Sindone e l’iconografia di Cristo. Il telo sindonico è dunque soltanto un’icona?
La Sindone è un lenzuolo straordinario perché la sua stoffa, oltre a essere macchiata di sangue umano, reca impressa l’immagine del cadavere che vi fu avvolto per poche ore. Le sofferenze subite dall’Uomo della Sindone coincidono esattamente con quanto descritto dai Vangeli. Una lunga tradizione identifica la Sindone con il lenzuolo funebre di Gesù, la sindón (lenzuolo) acquistata da Giuseppe d’Arimatea per la sua sepoltura, gli othónia (teli) che Pietro e Giovanni troveranno vuoti. La manifattura rudimentale della stoffa, la torcitura Z (in senso orario) dei fili, la rara e pregiata tessitura in diagonale 3 a 1, la presenza di tracce di cotone egizio, l'assenza di tracce di fibre animali, la grande abbondanza di pollini di provenienza mediorientale, la presenza di aloe e mirra, la presenza di un tipo di carbonato di calcio (aragonite) simile a quello ritrovato nelle grotte di Gerusalemme, una cucitura laterale identica a quelle esistenti su stoffe ebraiche del primo secolo rinvenute a Masada (un’altura vicina al  Mar Morto) rendono verosimile l'origine del tessuto nell'area siro-palestinese del primo secolo.
L’unico test che ha fornito risultati contrari all’autenticità della Sindone è la prova del radiocarbonio (C14) che ne collocò l’origine nel Medioevo. La datazione radiocarbonica della Sindone, però, non è ritenuta valida per fondati motivi, in quanto il campione esaminato non era rappresentativo dell’intero tessuto.
Dunque la Sindone si può definire reliquia, come ha fatto Benedetto XVI nel suo recente libro Gesù di Nazareth (Vol.2, LEV 2011, pag. 254) e si può definire icona, ma chiarendo bene in che senso si usa il temine! Quando chiamiamo la Sindone “icona” ovviamente non intendiamo dire che si tratta di un dipinto ma di un’immagine che il corpo avvolto vi impresse misteriosamente. Benedetto XVI nella sua omelia del 2 maggio 2010 a Torino, davanti alla Sindone, l’ha definita un’Icona scritta col sangue, l’Icona del Sabato Santo. È questa immagine che ha ispirato la rappresentazione del Volto di Cristo più diffusa nell’arte paleocristiana.
Se il viso di Cristo rappresentato nell’arte paleocristiana deriva dalla Sindone, potrebbe esser questo un elemento per anticipare la datazione?
Certamente. Dopo un primo periodo di nascondimento, causato dalle persecuzioni, dal IV secolo il volto di Cristo viene raffigurato con numerosi elementi non regolari, difficilmente attribuibili alla fantasia degli artisti, chiaramente di ispirazione sindonica: i capelli sono lunghi e bipartiti; molti volti mostrano due o tre ciocche di capelli nel mezzo della fronte: può essere una maniera artistica di raffigurare il rivolo di sangue a forma di epsilon presente sulla fronte del volto sindonico; le arcate sopracciliari sono pronunciate; molti volti hanno un sopracciglio più alto dell’altro, come il volto sindonico; alla radice del naso alcuni volti hanno un segno come di un quadrato mancante del lato superiore e sotto di esso c’è un segno a V. Inoltre il naso è lungo e diritto; gli occhi sono grandi e profondi, spalancati, con iridi enormi e grandi occhiaie; gli zigomi sono molto pronunciati, talvolta con macchie; una zona abbastanza larga tra le gote del volto sindonco e i suoi capelli è rimasta senza impronta, cosicché le bande dei capelli appaiono come troppo distaccate dal viso; una guancia è molto gonfia a causa di un forte trauma, perciò il volto risulta asimmetrico; i baffi, che sono spesso spioventi, sono disposti asimmetricamente e scendono oltre le labbra da ciascun lato con un’angolatura diversa; la bocca è piccola, non nascosta dai baffi; c’è una zona senza barba sotto il labbro inferiore; la barba, non troppo lunga, bipartita e talora tripartita, è leggermente spostata da un lato.
Esistono delle tecniche per analizzare se le caratteristiche del volto sindonico che combaciano con quelle delle icone cristiane dei primi secoli?
Alan e Mary Whanger hanno usato la tecnica della sovrapposizione in luce polarizzata per fare questo confronto. È un metodo scientifico che è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Applied Optics (24, 6, 1985, pp. 766-772). Con questo metodo si confronta, ad esempio, un identikit con la foto segnaletica di una persona sospetta. Per il criterio forense statunitense sono sufficienti da 45 a 60 punti di congruenza per stabilire l’identità o la similarità di due immagini. La stessa tecnica è stata applicata a uno degli esempi più belli di Pantocrator: quello dell’icona del monastero di S. Caterina al monte Sinai (VI secolo), che presenta 250 punti di congruenza con il volto sindonico. E così molte altre icone o volti di Cristo su monete, reliquiari, ecc.
Che rapporto esiste tra la Sindone, la Veronica e il Mandylion?
Molte descrizioni e raffigurazioni del Mandylion sono strettamente legate alla Sindone. La presenza sulla Sindone delle tracce di otto pieghe ha richiamato l’antica descrizione del Mandylion, nascosto a Edessa in Turchia e riscoperto nel VI secolo, come tetrádiplon (quattro volte doppio); piegando la Sindone in otto si ha appunto il largo rettangolo con la testa al centro che si vede sulle copie del Mandylion. Esistono poi alcune descrizioni del Mandylion come un panno che recava l’immagine dell’intero corpo di Gesù; è quindi logico dedurre che il Mandylion fosse la Sindone ripiegata in modo da mostrare solo il viso. Invece Veronica, secondo una tradizione del XII secolo, è il nome della donna che avrebbe asciugato il viso insanguinato di Gesù sulla Via Dolorosa. Questo nome, secondo Gervasio di Tilbury (XIII secolo), deriva da «vera icona». La raffigurazione della Veronica mostra il Volto di Gesù su un panno ed è certamente ispirata dal Mandylion.
Quali sono le tesi più diffuse nell’ambito dell’iconografia sindonica?
Non tutti gli studiosi sono concordi nell’identificare la Sindone con il Mandylion, anche se gli indizi favorevoli sono numerosi; però tutti riconoscono che la Sindone è stato il modello ispiratore delle icone che raffigurano Gesù e anche di tutta l’iconografia legata alle scene della Passione, in particolar modo quella riguardante la deposizione di Gesù dalla croce e la sua sepoltura.
Sono emerse novità interessanti dal recente congresso Valencia?
Alcuni studiosi della storia della Sindone, Ian Wilson, Mark Guscin, Jorge M. Rodriguez, César Barta, hanno portato nuove prove favorevoli all’identificazione della Sindone con il Mandylion di Edessa. Ma anche in altri settori sono emerse nuove prove dell’autenticità della Sindone: ad esempio la palinologa Marzia Boi ha identificato, fra i pollini presenti sulla Sindone, quelli di piante dalle quali si estraevano balsami e unguenti usati dagli Ebrei per le sepolture, come l’elicriso, il galbano, il laudano, il lentisco. Tutto converge verso quel sepolcro dove un cadavere, preparato secondo gli usi giudaici, restò solo per poche ore…

mercoledì 2 maggio 2012

Dal sito amico: Eleousa.net

Canada - Visita del Patriarca serbo Ireneo

Toronto, 22 aprile 2012 - Nella seconda settimana dopo Pasqua, di San Tommaso, l’amministratore delle parrocchie patriarcali in Canada, il vescovo di Kashira Iob, su invito del gerarca della Chiesa ortodossa serba il vescovo del Canada Georgij (Jokicha), ha preso parte alle celebrazioni per il 10° anniversario della consacrazione di uno dei templi più grandiosi della Diocesi serba in Canada – la Cattedrale di Tutti i Santi nella città di Mississauga, a est di Toronto. In questo giorno di buon auspicio la Divina Liturgia è stata celebrata dal Patriarca serbo Ireneo.
Prima di iniziare il servizio, il Primate della Chiesa serba ha consacrato le nuove icone e gli affreschi del tempio.
Il Patriarca Ireneo è stato raggiunto dai gerarchi della Chiesa ortodossa di Costantinopoli – metropolita di Toronto Sotirij, della Chiesa ortodossa russa - vescovo di Kashira Iov, della Chiesa ortodossa serba - vescovo del Canada Georgij e vescovo della diocesi Anglo-scandinava Dosifej, della Chiesa ortodossa in America – arcivescovo di Detroit Nafanail.
Nel congratularsi per questo evento significativo nella vita dei serbi del Canada, il vescovo di Kashira Job ha assicurato la continuità della solidarietà della Chiesa russa per alleviare le sofferenze dei fratelli della Chiesa serba nella provincia del Kosovo e per sostenere l'unità e l'integrità della Chiesa serba.
Questa è la prima visita del Patriarca Ireneo in Canada ed è dedicata anche al 25° anniversario della casa editrice della diocesi canadese della Chiesa serba e alla pubblicazione della rivista diocesana "La Fonte". Il Patriarca è arrivato in Canada nella Settimana Santa il 19 aprile e il giorno dopo ha fatto un servizio nel Monastero della Trasfigurazione, nei pressi di Toronto. Inoltre, il Primate della Chiesa ortodossa serba ha visitato le città di Hamilton, Kitchener e Waterloo, nella provincia canadese dell’Ontario, dove c’è una numerosa comunità serba.

(Fonte: Decr Servizio Comunicazione; www.mospat.ru)

Dal sito della Chiesa Ortodossa Russa

Conclusa la visita del Patriarca in Bulgaria



Durante la visita, il Patriarca Kirill si è incontrato col Patriarca Maksim, Primate della Chiesa Ortodossa bulgara. Il 28 aprile, domenica delle donne mirofore, i capi delle due Chiese hanno concelebrato la divina Liturgia nella cattedrale di Sofia, dedicata al santo principe Aleksandr Nevskij.
Il Patriarca Kirill ha incontrato il Presidente bulgaro R. Plevnevliev, il presidente dell’Assemblea Nazionale Ts.Tsaceva e il primo ministro Boris Borisov.
Sua Santità ha deposto delle corone di fiori presso il monumento ai soldati russi caduti durante la guerra russo-turca del 1877-1878 a Filippopoli (odierna Plovdiv), il monumento alla memoria soldati sovietici su un colle presso Plovdiv e il monumento allo zar-liberatore russo Alessandro II a Sofia. Il Patriarca ha inoltre visitato la Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa a Sofia, intrattenendosi con la comunità parrocchiale.
L’Università di Sofia ha conferito al Primate della Chiesa Ortodossa Russa un diploma di dottorato honoris causa; la casa editrice dell’Università ha pubblicato le traduzioni in lingua bulgara dei libri del patriarca “La parola pastore” e “Libertà e Responsabilità”.